Visita andrologica: gli esami da fare prima

Visita andrologica: gli esami da fare prima

Quali esami bisogna fare prima di effettuare la propria visita andrologica? Il dottore Andrea Militello, specialista in urologia e andrologia, ci spiega cosa bisogna fare in merito a tale visita. Lo fa all’interno della Rubrica di Urologia di Ntacalabria. Lo specialista ci informa che si tratta di “una delle domande più frequenti che spesso viene posta dai pazienti anche attraverso i social o le email”.

Esami prima della visita andrologica

Ogni visita deve essere personalizzata sul paziente e chiaramente i problemi andrologici non sono uguali per tutti. Sottolineando l’importanza e la delicatezza della privacy, in questo argomento cerchiamo in ogni caso di tracciare delle linee e dei consigli per il paziente che deve eseguire per la prima volta una visita andrologica.

Le principali cause di questa visita andrologica essenzialmente:

  • la disfunzione erettile
  • l’eiaculazione precoce
  • l’infertilità maschile.

Andrea Militello

Per quanto riguarda la disfunzione erettile, sicuramente i primi esami da proporre sono:

  • I dosaggi ormonali del testosterone totale e libero
  • Prolattina cortisolo
  • Omocisteina
  • Folati
  • LH
  • FSH
  • 17 beta estradiolo
  • DHEA

Le accortezze da eseguire

Indispensabile la valutazione cardiologica. A tal proposito, é consigliato al paziente una visita cardiologica con test da sforzo. Nello stesso tempo sarà utile eseguire un ecocolordoppler basale e dinamico dei corpi cavernosi ed eventualmente un rigiscan test notturno. Quest’ultimo è una sorta di holter penieno che permette di registrare le erezioni notturne nel sonno profondo, nella fase REM. Si tratta di una fase in cui non predomina la coscienza.

La presenza di erezioni durante il sonno profondo tende a individuare una condizione vascolare normale e portare quindi l’attenzione su eventuali problematiche di natura psicogena.

Casi di infertilitá

Nei casi di infertilità maschile sicuramente i primi esami da eseguire sono uno spermiogramma che rispetti le linee guida WHO 2010. Ed anche uno spermiocoltura, per escludere la presenza di infezioni delle vie seminali.

Nelle forme di grave oligoastenozoospermia, devono essere eseguiti i dosaggi ormonali di:

  • FSH LH testosterone
  • Prolattina
  • Inibina B.

E nello stesso tempo anche eventuali test genetici, come la mappa cromosomica e lo studio del cromosoma Y e del gene cftr. Si tratta di un gene che codifica per la fibrosi cistica, spesso responsabile di forme di azoospermia ostruttiva.

Ulteriori esami

A livello diagnostico, é sicuramente indispensabile seguire un eco color doppler dei vasi spermatici. E’ importante per escludere la presenza di un varicocele,ed un ecografia testicolare.

Quelli descritti sono i primi esami che un paziente può effettuare prima della visita andrologica. Fermo restando che spesso l’andrologo può effettuare egli stesso la parte diagnostica ecografica.