Categoria: Politica

Notizie di politica calabrese.

  • Basilicata: cgil chiede tavolo contro caporalato

    Basilicata: cgil chiede tavolo contro caporalato

    Basilicata: cgil chiede tavolo contro caporalato per affrontare la piaga dello sfruttamento dei lavoratori.

    Il segretario generale della Cgil Basilicata, Fernando Mega, ha lanciato un appello alla responsabilità delle organizzazioni datoriali, delle istituzioni regionali, dei sindacati e delle forze dell’ordine affinché episodi tragici, come la morte di quattro braccianti, non si verifichino più.

    Caporalato nel Metapontino: una piaga strutturale

    Mega ha sottolineato come i recenti fatti di Amendolara, oltre a essere di una atrocità inaudita, dimostrano quanto il caporalato nel Metapontino sia profondamente radicato e strutturato.

    Ha evidenziato un ritorno a condizioni lavorative simili al 1800 nel Mezzogiorno, dove il lavoro nero, specialmente nel settore agricolo, rappresenta una piaga sociale da estirpare.

    Secondo il segretario, le politiche di prevenzione finora adottate si sono rivelate inefficaci e inadeguate.

    La situazione attuale evidenzia come il lavoro in Italia sia sempre più precario e sfruttato, degenerando in vere e proprie forme di nuova schiavitù.

    Il ruolo delle imprese agricole e la critica al decreto flussi

    È fondamentale una presa di coscienza anche da parte delle imprese agricole, molte delle quali impiegano manodopera straniera.

    Mega ha sollecitato le organizzazioni datoriali a porsi in prima linea nel contrasto allo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura.

    Questo fenomeno, infatti, danneggia l’intero territorio lucano, incluse le stesse aziende agricole che operano nel rispetto della legalità.

    Il segretario ha inoltre criticato il Decreto Flussi per l’ingresso di lavoratrici e lavoratori stranieri, definendolo palesemente inefficace e produttivo di irregolarità e ingiustizie.

    Sui temi del lavoro, in Calabria si è spesso discusso di questioni simili, come per esempio le sfide relative al lavoro nero e ai controlli nei cantieri, o le preoccupazioni per i tragici incidenti sul lavoro.

  • Sindaci del Cosentino in piazza per il sindaco Tocci

    Sindaci del Cosentino in piazza per il sindaco Tocci

    Sindaci del Cosentino in piazza per il sindaco Alessandro Tocci di Civita, condannato in primo grado a 4 anni e un mese nel processo relativo all’inondazione nelle Gole del Raganello, evento che causò la morte di 10 persone.

    L’iniziativa ha visto la partecipazione di numerosi amministratori locali, che hanno espresso solidarietà e richiesto un intervento sul sistema legislativo.

    La solidarietà dei colleghi amministratori

    Tra i presenti alla manifestazione figuravano figure di spicco del panorama politico locale e regionale.

    Erano presenti il presidente della Provincia di Cosenza, che è anche sindaco di Montalto; l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo; il sindaco di Cosenza, Franz Caruso; il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi; e il sindaco di Cassano all’Ionio, Gianpaolo Iacobini.

    La loro presenza ha sottolineato l’ampia partecipazione e il senso di urgenza che ha spinto i sindaci del Cosentino in piazza.

    Le dichiarazioni dei promotori dell’iniziativa

    Lucio Di Gioia, sindaco di Cerisano e uno dei promotori dell’iniziativa, ha motivato la mobilitazione.

    “Abbiamo sentito la necessità, un obbligo morale, di stare vicino a un nostro collega.

    Riteniamo questa sentenza ingiusta, anche se non abbiamo ancora letto le motivazioni.

    Siamo consapevoli del nostro ruolo, delle nostre responsabilità e siamo sicuri che il sindaco Tocci non ne abbia alcuna”, ha affermato Di Gioia.

    Ha aggiunto che l’evento è stato una tragedia e una ferita aperta per tutta la comunità, riconoscendo le vittime.

    Tuttavia, ha criticato l’idea di individuare un capro espiatorio in questo modo, sostenendo che “non è possibile riconoscere alcuna responsabilità a un amministratore perché semplicemente è piovuto”.

    Ha specificato che l’allerta era gialla, senza indicazioni di pericolo che avrebbero imposto un obbligo specifico, definendo inaccettabile che le norme attribuiscano una responsabilità quasi oggettiva ai sindaci.

    La richiesta di modifiche legislative

    Paolo Pappaterra, sindaco di Mormanno e anch’egli tra i promotori, ha spiegato il significato dell’hashtag #SiamotuttiTocci.

    “È per dimostrare che quello che è accaduto ad Alessandro può accadere a ciascuno di noi, a ogni sindaco d’Italia”, ha dichiarato.

    Ha sottolineato che, di fronte a eventi imprevedibili, se il capro espiatorio viene sempre trovato nel sindaco della comunità amministrata, ciò indica una falla nel sistema legislativo.

    Pappaterra ha proseguito affermando: “Siamo qui per chiedere al legislatore delle modifiche e delle iniziative di legge che, in qualche modo, permettano ai sindaci di avere una posizione equilibrata.

    Non chiediamo né immunità, né impunità, ma chiediamo semplicemente di poter amministrare con regole certe e chiare”.

    Ha concluso avvertendo che un sistema che rende il sindaco “onnicomprensivo di ogni responsabilità” crea un disagio fortissimo nel sistema democratico delle autonomie locali.

    Ha ribadito il rispetto per la magistratura e le sentenze, ma ha sottolineato il diritto e il dovere di riflettere su quanto accaduto al sindaco Tocci e su ciò che potrebbe accadere a qualsiasi sindaco.

  • Fondi di coesione Calabria contro caro energia

    Fondi di coesione Calabria contro caro energia

    Rischia di raddoppiare l’impatto del caro energia sulla Calabria.

    Oltre al peso dei prezzi elevati per utenti e imprese, si profila ora il possibile, parziale dirottamento dei fondi europei, specificamente i fondi di coesione calabria contro caro energia, per affrontare i rincari.

    Questa è la sostanza della risposta della Commissione europea alla richiesta di Giorgia Meloni, che aveva chiesto a Bruxelles deroghe al Patto di stabilità per utilizzare risorse statali senza incorrere in procedure di infrazione.

    La risposta dell’unione europea e le implicazioni per la Calabria

    La Commissione europea ha risposto alla richiesta italiana, aprendo uno scenario che potrebbe portare all’utilizzo dei fondi di coesione per mitigare gli effetti del caro energia.

    Questa possibilità rappresenta un’opportunità ma anche una sfida per la Regione Calabria, che dovrà bilanciare le esigenze di sviluppo a lungo termine con la necessità immediata di sostenere famiglie e aziende colpite dall’aumento dei costi energetici.

    La decisione finale avrà un impatto significativo sulla gestione delle risorse europee e sulla capacità della regione di affrontare la crisi energetica.

    Le prospettive economiche e sociali regionali

    L’eventuale impiego dei fondi di coesione per il caro energia potrebbe avere diverse conseguenze.

    Da un lato, offrirebbe un sollievo immediato, permettendo di sostenere settori produttivi e cittadini.

    Dall’altro, potrebbe ridurre la disponibilità di risorse per progetti strutturali volti alla crescita e allo sviluppo sostenibile della regione. È fondamentale che la Calabria adotti una strategia chiara per ottimizzare l’uso di queste risorse, garantendo che le misure adottate siano efficaci e orientate al futuro.

    La crescita del pil in Calabria mostra indicatori positivi, come evidenziato in un precedente articolo: pil in crescita, indicatori positivi per l’economia.

    Sarà cruciale integrare queste nuove possibilità di finanziamento con le attuali strategie di sviluppo.

  • Nuovo cpr in Calabria: le prime reazioni politiche

    Nuovo cpr in Calabria: le prime reazioni politiche

    Il dibattito sull’istituzione di un nuovo cpr in calabria sta prendendo forma, dopo l’annuncio del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, durante il question time alla Camera.

    Sebbene al momento le reazioni politiche siano state poche, il tema della gestione delle politiche migratorie è da sempre divisivo e di grande rilevanza sociale.

    L’idea di potenziare la rete dei Centri di permanenza per il rimpatrio non è nuova; già tre anni fa aveva suscitato prese di posizione contrastanti, con il centrodestra in gran parte favorevole e le forze di centrosinistra contrarie alla logica dei rimpatri.

    La proposta del ministro e il contesto politico

    L’annuncio del ministro Piantedosi ha riacceso i riflettori su una questione complessa.

    La creazione di un nuovo cpr in calabria si inserisce in un quadro nazionale volto a rafforzare le capacità di gestione dei flussi migratori e dei rimpatri.

    Tuttavia, la regione, come altre aree del sud Italia, è particolarmente sensibile a queste tematiche, data la sua posizione geografica e il costante arrivo di migranti.

    La discussione, pertanto, non riguarda solo aspetti logistici, ma tocca corde profonde legate all’accoglienza, ai diritti umani e alla sicurezza.

    Le prime posizioni e le aspettative future

    Attualmente, le forze politiche calabresi stanno esprimendo le prime reazioni, che riflettono le tradizionali divisioni ideologiche.

    Mentre alcuni esponenti del centrodestra potrebbero vedere nel nuovo cpr in calabria uno strumento per rafforzare la legalità e il controllo dei confini, il centrosinistra potrebbe sollevare preoccupazioni riguardo alle condizioni di detenzione e all’efficacia di tali strutture. È probabile che il dibattito si intensifichi nelle prossime settimane, coinvolgendo anche la società civile e le associazioni che si occupano di migrazione.

    Come abbiamo già evidenziato in merito al centrosinistra calabrese, il “campo largo” fatica a trovare unità su temi delicati come questo.

    Implicazioni sociali ed economiche per la regione

    L’eventuale realizzazione di un Cpr in Calabria porterebbe con sé diverse implicazioni.

    Dal punto di vista sociale, sorgerebbero questioni relative all’integrazione e al rapporto con le comunità locali.

    Economicamente, la costruzione e la gestione di una struttura di questo tipo genererebbero un indotto, ma richiederebbero anche un significativo investimento di risorse pubbliche.

    La regione si trova quindi di fronte a una decisione che potrebbe avere effetti a lungo termine sul suo tessuto sociale ed economico.

    La politica calabrese, di cui il pil in crescita è un indicatore positivo, dovrà valutare attentamente tutti questi aspetti.

  • Inchiesta regione Calabria: nuova richiesta rinvio a giudizio per un dirigente

    Inchiesta regione Calabria: nuova richiesta rinvio a giudizio per un dirigente

    Una nuova richiesta di rinvio a giudizio è stata avanzata per un dirigente del dipartimento regionale Politiche della Montagna e Forestazione, nell’ambito della complessa inchiesta regione calabria sui presunti illeciti legati alla gestione di appalti e nomine all’interno della Regione Calabria.

    La vicenda vede la posizione del dirigente riunificarsi a quella degli altri 25 indagati il prossimo 23 marzo.

    In precedenza, a marzo, la sua posizione era stata stralciata dal procedimento e il Gup aveva trasmesso gli atti alla Procura per ulteriori approfondimenti.

    Gli sviluppi dell’inchiesta in Calabria

    L’indagine prosegue con l’obiettivo di fare piena luce sulle presunte irregolarità che avrebbero caratterizzato la gestione di fondi e incarichi pubblici.

    Si tratta di un’operazione che ha coinvolto diversi attori e che ha generato un ampio dibattito sull’integrità delle procedure amministrative regionali.

    La trasparenza e la legalità sono aspetti cruciali per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

    Le implicazioni per l’amministrazione regionale

    Un’inchiesta di tale portata solleva interrogativi importanti sulla governance regionale e sulla necessità di rafforzare i meccanismi di controllo e prevenzione della corruzione.

    La richiesta di rinvio a giudizio per un dirigente di alto livello evidenzia come le autorità giudiziarie stiano monitorando attentamente l’operato della pubblica amministrazione calabrese.

    Eventi come questo sottolineano l’importanza di una gestione oculata e trasparente delle risorse pubbliche.

    Per approfondimenti sulla situazione politica e amministrativa nella regione, è possibile consultare articoli come Regione Calabria: rimpasto giunta occhiuto, pressioni alleati, che offre uno sguardo sulle dinamiche interne alla giunta regionale.

    Il percorso giudiziario e le prossime tappe

    Il 23 marzo sarà una data significativa, in quanto la posizione del dirigente verrà formalmente riunificata a quella degli altri indagati.

    Questo passaggio è fondamentale per il prosieguo del processo, che mira a stabilire le responsabilità individuali e a garantire la corretta applicazione della legge.

    La magistratura calabrese continua il suo lavoro per assicurare che ogni illecito venga perseguito con rigore.

  • Centrosinistra Calabrese: il campo largo è evaporato

    Centrosinistra Calabrese: il campo largo è evaporato

    Il centrosinistra calabrese campo largo si trova in una situazione critica, come evidenziato dai recenti risultati elettorali.

    La celebre frase di Nanni Moretti nel film “Aprile”, “D’Alema, dì una cosa di sinistra, reagisci!”, appare oggi quanto mai attuale per descrivere lo stato del centrosinistra in Calabria.

    Il cosiddetto “campo largo” sembra essere evaporato, o forse non è mai realmente nato, incassando l’ennesima sconfitta elettorale.

    Si registrano una pesante debacle a Reggio Calabria, una batosta a Crotone e delusioni diffuse in molti altri territori.

    Il copione è lo stesso: una coalizione che fatica a trovare unità e, di conseguenza, perde.

    Le reazioni e le prospettive future

    Dopo ogni sconfitta, il post-partita è identico: silenzi e annunci di riflessioni interne.

    Ogni forza politica del centrosinistra cerca di trovare una propria giustificazione o una nuova strategia.

    Le posizioni dei partiti

    1.

    Il Partito Democratico (Pd) cercherà di consolarsi con il dato che lo vede come il primo partito della coalizione, nonostante i risultati complessivi. 2.

    Il Movimento 5 Stelle (M5S) argomenterà che, soprattutto con il voto di preferenza, sui territori prevalgono spesso figure locali, i cosiddetti “cacicchi”. 3.

    L’Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) adotterà la linea della necessità di un cambiamento radicale, in attesa di tempi più propizi per il centrosinistra.

    Questi risultati elettorali, come quelli che hanno visto il centrodestra confermarsi vincente in Calabria, dimostrano la difficoltà del centrosinistra a costruire un’alternativa credibile e coesa.

    La frammentazione e la mancanza di una visione comune continuano a penalizzare le forze progressiste in regione, lasciando aperte molte domande sul loro futuro politico.

    Anche i risultati delle elezioni comunali a Reggio Calabria hanno mostrato una chiara tendenza a favore del centrodestra.

  • Crotone: elezioni comunali, il nuovo consiglio con più donne

    Crotone: elezioni comunali, il nuovo consiglio con più donne

    Crotone si appresta ad accogliere un consiglio comunale profondamente rinnovato, frutto delle recenti elezioni comunali con più donne e un notevole spirito civico.

    Questa assemblea, destinata a rimanere in carica per i prossimi cinque anni, vede una maggioranza di liste civiche, in linea con le aspirazioni del sindaco Vincenzo Voce, ma anche una significativa presenza dei principali partiti italiani.

    La composizione del nuovo consiglio comunale di Crotone

    Alla maggioranza sono stati assegnati 21 seggi, a cui si aggiunge naturalmente il sindaco.

    Il voto ha premiato in modo particolare il movimento “Crescere”, fondato dal sindaco Voce e dal suo vice Sandro Cretella, che si conferma la prima lista in città con il 15% delle preferenze.

    Tra i più votati della maggioranza spicca Sandro Cretella, presidente del movimento, con ben 962 preferenze.

    Con lui sono stati eletti anche il presidente del Consiglio comunale uscente Mario Megna (635 voti), Romana Zangari (370 voti), il consigliere uscente Vincenzo Familiari (346 voti) e Fabiola Marrelli (303 voti).

    Le altre liste di maggioranza e i loro rappresentanti

    Per la lista ValorizziAmo Crotone, che ha ottenuto il 10,9% dei voti e quattro seggi, sono stati eletti Carmelita Menga (730 voti), Alberto Laratta (599), l’assessore uscente al bilancio Antonio Francesco Scandale (391 voti) e Vittorio Masotta (389).

    Progetto in Comune – Kr, con il 10,1% dei voti e tre seggi, vede l’ingresso del consigliere uscente Antonio Megna (827 voti), Antonella Stefanizzi (780) e Sebastiano Aloia (712).

    Per la prima volta, il simbolo di Fratelli d’Italia entra nel consiglio comunale di Crotone con un’elezione popolare.

    La lista ha ottenuto il 9,6% dei voti e tre seggi, andati a Saverio Flotta (981 voti), Valentina Borrelli (429 voti) e Gaia Marseglia (431 voti).

    La lista civica Insieme, che ha sostenuto la rielezione di Vincenzo Voce, ha raccolto il 9,5% dei consensi, garantendosi tre consiglieri: Marisa Luana Cavallo (514 voti), Giovanni De Luca (461 voti) e Francesco Nocera (233 voti).

    Anche Forza Italia e Libertà è Democrazia hanno ottenuto tre consiglieri: Pisano Pagliaroli (603 voti), Fabio Pisciuneri (407) e la consigliera uscente Dalila Venneri (331 voti).

    La minoranza e gli esclusi

    Dieci seggi sono stati assegnati alle liste di minoranza, più uno per il candidato sindaco non eletto Giuseppe Trocino.

    Il Partito Democratico si conferma il partito più votato dell’opposizione con l’11,07% dei voti, ottenendo tre consiglieri: Andrea De Vona (646 preferenze), l’ex segretaria cittadina Annagiulia Caiazza (524) e Mario Galea (399).

    La lista “Città Futura”, a supporto di Giuseppe Trocino, ha espresso il candidato più votato in assoluto, Telemaco Pedace, con 1.101 voti.

    Con lui entrano Pamela Guidoni (387) e Giuseppe Fiorino (328).

    Nella lista Trocino sindaco – Per la nostra Crotone sono stati eletti Alfonso Gaetano (602 voti), Mario Venneri (225) e Massimo Criscuolo (192 voti).

    Il Movimento 5 Stelle, pur superando lo sbarramento, manda in consiglio la sola Alessia Romano.

    Tra i “grandi esclusi” spiccano i candidati a sindaco Fabrizio Meo e Salvatore Barresi, che non hanno superato lo sbarramento del 3%.

    Anche diversi assessori uscenti, come Luca Bossi, Giovanni Greco, Nicola Corigliano, Federica Zizza e Rosa Maria Parise, non sono stati riconfermati nel nuovo consiglio comunale.

    La composizione del nuovo consiglio comunale riflette un panorama politico dinamico, con una chiara preferenza per le liste civiche e una notevole rappresentanza femminile.

    Per ulteriori dettagli sulle elezioni comunali in Calabria, si può consultare la notizia sulle amministrative calabria uomini candidati.

    La vittoria del centrodestra si conferma un trend a livello regionale, come evidenziato da calabria il centrodestra si conferma vincente alle amministrative.

  • Regione Calabria: rimpasto giunta Occhiuto, pressioni alleati

    Regione Calabria: rimpasto giunta Occhiuto, pressioni alleati

    Regione calabria: rimpasto giunta occhiuto, pressioni alleati

    Nonostante le ripetute dichiarazioni del presidente della regione, Roberto Occhiuto, che minimizza l’urgenza di un rimpasto giunta occhiuto, le pressioni da parte degli alleati politici si fanno sempre più insistenti.

    Il tema centrale riguarda l’ampliamento della giunta regionale a nove assessori, una possibilità concreta grazie alla recente modifica dello statuto regionale, in linea con le normative nazionali.

    La posizione del presidente Occhiuto

    Il presidente Roberto Occhiuto ha chiarito che, sebbene l’allargamento della giunta sia una questione che verrà affrontata, al momento non rappresenta una priorità assoluta.

    La sua attenzione è rivolta principalmente alla risoluzione di problematiche concrete che affliggono la Calabria, rimandando la discussione sulle nomine a un secondo momento.

    “Quello che annuncio lo faccio, soltanto che ho un ordine di priorità”, ha affermato Occhiuto, sottolineando l’importanza di affrontare prima le questioni urgenti per la regione.

    Le aspettative degli alleati

    Nonostante la cautela di Occhiuto, i partiti della coalizione attendono con impazienza le nomine dei nuovi assessori.

    In particolare, Lega e Noi Moderati sono in attesa di vedere se le loro indicazioni per i profili da inserire nell’esecutivo regionale verranno accolte.

    All’interno della Lega, in particolare, si registrano diverse ambizioni tra i membri, pronti a ricoprire ruoli di maggiore responsabilità.

    L’esito delle recenti elezioni amministrative in Calabria ha rafforzato il centrodestra, come dimostra la vittoria di diversi candidati in comuni importanti, e questo ha aumentato le aspettative di una maggiore rappresentanza.

    Per approfondimenti sui risultati elettorali, si può consultare l’articolo Calabria: il centrodestra si conferma vincente alle amministrative.

    Prossimi sviluppi e scenari politici

    Nei prossimi giorni, è prevedibile che le pressioni da parte dei partiti alleati aumenteranno, spingendo il presidente Occhiuto a prendere una decisione in merito all’allargamento della giunta.

    La composizione del nuovo esecutivo sarà cruciale per gli equilibri politici regionali e per la capacità di attuare il programma di governo.

    La gestione di queste dinamiche interne sarà un banco di prova significativo per la leadership di Roberto Occhiuto.

    Le formazioni politiche locali sono attente a ogni sviluppo, come evidenziato anche nell’articolo Reggio Calabria roccaforte azzurra: formazioni politiche locali.

  • Calabria: il centrodestra si conferma vincente alle amministrative

    Calabria: il centrodestra si conferma vincente alle amministrative

    Il centrodestra si conferma vincente in Calabria, dimostrando ancora una volta capacità di governo, radicamento nei territori e concreta capacità di interpretare e dare risposte ai bisogni delle comunità.

    Questo è quanto dichiarato da Wanda Ferro, coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia, commentando l’esito delle elezioni amministrative nei comuni calabresi.

    Ferro ha espresso i suoi auguri di buon lavoro a tutti i sindaci, amministratori e consiglieri eletti.

    I risultati di Fratelli d’italia in Calabria

    Fratelli d’Italia ha ottenuto un risultato molto positivo, confermando la crescita del partito e il suo forte radicamento in Calabria.

    Particolarmente significativi sono i dati registrati nelle città capoluogo.

    A Reggio Calabria, il partito ha raggiunto l’11,22% dei voti, conquistando quattro seggi in Consiglio comunale.

    Anche a Crotone, Fratelli d’Italia ha ottenuto un notevole successo con il 9,65% dei consensi e tre seggi.

    Congratulazioni ai sindaci eletti

    La coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia si è congratulata con Francesco Cannizzaro, nuovo sindaco di Reggio Calabria.

    La sua affermazione è stata definita “straordinaria”, e si ritiene che apra una pagina nuova per la città, mettendo fine agli anni di declino determinati dalle amministrazioni di centrosinistra.

    Per approfondire l’esito delle elezioni a Reggio Calabria, puoi leggere l’articolo Reggio Calabria: elezioni comunali, svolta a destra con francesco cannizzaro sindaco.

    Auguri sono stati rivolti anche a Vincenzo Voce, riconfermato sindaco di Crotone, e ad Anna De Gaio, candidata al ballottaggio a Castrovillari, la quale ha ricevuto un grande riconoscimento popolare.

    Il successo del centrodestra in regione è un chiaro segnale della fiducia accordata dai cittadini.

    Come riportato in un altro articolo, il centrodestra in salute in Calabria, il campo largo non cresce.

  • Calabria: vertenza tis, sindacati proclamano stato di agitazione

    Calabria: vertenza tis, sindacati proclamano stato di agitazione

    Rottura nelle trattative tra i sindacati e la Regione Calabria sulla complessa vertenza dei Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS).

    Cgil, Cisl e Uil Calabria, insieme alle sigle di categoria NIdiL, Felsa Cisl e UILTemp Calabria, hanno proclamato ufficialmente lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori esclusi o non ancora interessati dai processi di stabilizzazione.

    La decisione è scaturita a seguito del mancato incontro richiesto al presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto.

    Secondo i sindacati, la vertenza tis stato agitazione continua a presentare profili di estrema gravità sia sul piano sociale che istituzionale: circa 900 unità rischiano di rimanere fuori dai percorsi di stabilizzazione, dopo anni di servizio prestati all’interno di Comuni, enti pubblici e amministrazioni locali, oggi privati di un contratto e di una continuità reddituale certa.

    Impegni disattesi e il nodo del bonus “una tantum”

    Nel corso del tavolo dello scorso 4 maggio, la Regione Calabria aveva espresso la volontà di varare un sostegno economico immediato e un percorso normativo per non disperdere la storia lavorativa di questo bacino di precari.

    Ad oggi, tuttavia, i sindacati denunciano la totale assenza di atti concreti.

    Il primo elemento di forte frizione riguarda il mancato pagamento dell’una tantum di 2.000 euro per una parte dei lavoratori.

    Il decreto regionale e le disparità di trattamento

    Sebbene la Regione abbia recentemente approvato il decreto n. 8757 (relativo al finanziamento dei percorsi formativi GOL di Reskilling per 396 TIS), i sindacati contestano la tempistica: l’atto per il bonus economico ai lavoratori esclusi sarebbe dovuto arrivare prima, o quantomeno contestualmente.

    Di questa platea di 396 persone, infatti, la stragrande maggioranza ha già percepito l’una tantum a dicembre, mentre 76 lavoratori ne sono ancora privi.

    Una “ingiustificata disparità di trattamento” che aggrava la condizione di famiglie rimaste senza alcun reddito da mesi.

    I percorsi formativi GOL

    Per quanto riguarda i corsi di formazione avviati dal decreto regionale, i 396 lavoratori coinvolti potranno percepire un’indennità di frequenza pari a 3,50 euro all’ora, per un importo massimo di 2.100 euro a fronte della frequenza integrale delle 600 ore previste.

    I sindacati precisano che tale indennità non deve essere confusa con l’una tantum di 2.000 euro, che resta un diritto ancora da liquidare per i 76 esclusi.

    Sul fronte del lavoro, la sicurezza è un tema sempre attuale, come dimostrano le richieste di maggiori tutele da parte della cgil area vasta.

    Le richieste della mobilitazione: inclusione e tutele finanziarie

    Per sbloccare lo stato di agitazione, le sigle sindacali chiedono alla Regione Calabria tre interventi immediati e non più rinviabili: 1.

    Inclusione nella Legge Regionale n. 1/2016: Il provvedimento deve essere portato d’urgenza in Consiglio regionale per riconoscere ufficialmente ai TIS esclusi lo status di precari storici della Regione Calabria, evitando che alla fine dei corsi formativi vengano dispersi nel bacino indistinto dei disoccupati. 2.

    Un “contenitore” economico e amministrativo: La sola norma non basta.

    Serve una copertura finanziaria che garantisca la continuità del reddito a tutti i TIS non ancora contrattualizzati fino alla firma di un vero contratto di lavoro. 3.

    Copertura totale del bacino: Il paracadute economico deve includere anche chi è fuoriuscito dai Comuni che non hanno stabilizzato, i lavoratori degli enti in dissesto, chi è in attesa delle autorizzazioni COSFEL e coloro per i quali non è più realisticamente percorribile l’attivazione dei percorsi formativi GOL.

    «La Regione Calabria – concludono i sindacati – deve formalizzare le soluzioni già discusse e non lasciare irrisolta la condizione degli esclusi.

    La mobilitazione continuerà fino a quando non arriveranno risposte concrete».

    Il tema della crisi del benessere generazionale nelle città calabresi è strettamente legato a queste problematiche occupazionali.

  • Occhiuto: l’iniziativa il lavoro chiama intelligente

    Occhiuto: l’iniziativa il lavoro chiama intelligente

    Occhiuto: l’iniziativa il lavoro chiama intelligente

    Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha espresso il suo apprezzamento per l’iniziativa “il lavoro chiama”, definendola un’idea intelligente.

    Secondo il presidente, l’evento rappresenta un modo concreto per far incontrare la domanda e l’offerta di lavoro nella regione, segnalando una crescita significativa della Calabria.

    Sebbene la regione non offra un numero sufficiente di posti di lavoro, ha sottolineato Occhiuto, esistono molte imprese alla ricerca di personale qualificato.

    L’iniziativa “il lavoro chiama” a Catanzaro

    L’iniziativa “il lavoro chiama”, promossa dal dipartimento Lavoro, Imprese e Aree produttive della Regione Calabria, si è svolta dal 26 al 28 maggio presso l’ente Fiera “Giovanni Colosimo” di Catanzaro.

    La manifestazione, della durata di tre giorni, ha incluso un’area dedicata al matching tra candidati e aziende, pensata per rispondere alle esigenze delle imprese locali e facilitare l’accesso al mercato del lavoro.

    Opportunità e aziende partecipanti

    Durante l’evento, sono stati messi a disposizione oltre 400 posti di lavoro, sia a tempo determinato che indeterminato.

    Hanno partecipato numerose aziende provenienti da tutto il territorio regionale e attive in diversi settori produttivi.

    Questa iniziativa rientra in un contesto più ampio di sforzi volti a migliorare l’occupazione e lo sviluppo economico in Calabria.

    Il ruolo della regione nella promozione del lavoro

    L’impegno della Regione Calabria nel promuovere eventi come “il lavoro chiama” evidenzia la volontà di creare un ambiente favorevole all’occupazione e di supportare le aziende locali nella ricerca di talenti.

    Iniziative simili sono cruciali per affrontare le sfide del mercato del lavoro e per mostrare come la Calabria stia progredendo.

    La collaborazione tra istituzioni e settore privato è fondamentale per raggiungere questi obiettivi.

    Il presidente Roberto Occhiuto ha spesso sottolineato l’importanza di una cultura di governo che sappia rispondere alle esigenze dei cittadini, tra cui quella del lavoro.

  • Occhiuto: il centrodestra Calabrese ha cultura di governo

    Occhiuto: il centrodestra Calabrese ha cultura di governo

    Il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, Roberto Occhiuto, ha evidenziato come il centrodestra calabrese ha cultura di governo, un aspetto che, a suo dire, i cittadini stanno dimostrando di apprezzare.

    Le dichiarazioni sono state rilasciate a Catanzaro, a margine dell’iniziativa “Il lavoro chiama”, promossa dal dipartimento Lavoro, Imprese e Aree produttive della Regione Calabria.

    I risultati elettorali e l’apprezzamento dei cittadini

    Occhiuto ha commentato i recenti risultati elettorali, definendo “straordinario” il successo ottenuto a Reggio Calabria, attribuendone il merito a Francesco Cannizzaro.

    Il presidente ha anche ricordato la vittoria in un altro Comune capoluogo, Crotone, dove un candidato del centrodestra è stato riconfermato sindaco.

    Questi esiti, secondo Occhiuto, dimostrano chiaramente che il centrodestra possiede una classe dirigente capace e una solida cultura di governo, valori che i calabresi stanno riconoscendo e premiando.

    Per maggiori dettagli sulle elezioni comunali, è possibile consultare l’articolo Reggio Calabria: elezioni comunali, svolta a destra con francesco cannizzaro sindaco.

    Le parole di Roberto Occhiuto

    “A Reggio Calabria il risultato è straordinario, merito di Cannizzaro.

    Abbiamo vinto anche in un altro Comune capoluogo, che è Crotone.

    Evidentemente il centrodestra ha classe dirigente e anche cultura di governo che i calabresi stanno apprezzando”, ha affermato Roberto Occhiuto.

    Queste parole rafforzano l’idea che la strategia politica del centrodestra in Calabria stia trovando un ampio consenso, basandosi su una proposta che coniuga esperienza amministrativa e capacità di leadership.

    La vittoria a Crotone, con la riconferma del sindaco, è un ulteriore segnale di questo apprezzamento.

    Ulteriori approfondimenti sulla riconferma del sindaco a Crotone sono disponibili nell’articolo Crotone: voce confermato sindaco centrodestra con il 62,41%.

    Il contesto dell’iniziativa “il lavoro chiama”

    L’intervento di Occhiuto si è inserito nel contesto dell’iniziativa “Il lavoro chiama”, un evento focalizzato sulle tematiche del lavoro, delle imprese e delle aree produttive della Regione Calabria.

    Questo appuntamento sottolinea l’attenzione dell’amministrazione regionale verso lo sviluppo economico e l’occupazione, cercando di creare opportunità e sostenere il tessuto imprenditoriale locale.

    La politica del lavoro è un pilastro fondamentale dell’azione di governo regionale, con l’obiettivo di migliorare le condizioni economiche e sociali della Calabria.

  • Comunali Calabria: ballottaggi a Castrovillari e san Giovanni in Fiore

    Comunali Calabria: ballottaggi a Castrovillari e san Giovanni in Fiore

    Le elezioni comunali in Calabria hanno portato a due importanti ballottaggi nei centri di Castrovillari e San Giovanni in Fiore.

    In entrambi i comuni della provincia di Cosenza, i candidati del centrodestra si trovano in posizione di vantaggio dopo il primo turno.

    Questi risultati evidenziano un quadro politico dinamico e una forte partecipazione dei cittadini al processo democratico locale.

    Ballottaggio a Castrovillari: sfida tra centrodestra e centrosinistra

    A Castrovillari, la competizione elettorale si è concentrata sulla candidata di centrodestra, Anna De Gaio, che ha ottenuto il 43,59% delle preferenze.

    La sua sfidante al ballottaggio sarà Ernesto Bello, rappresentante di una parte del centrosinistra, che ha raccolto il 27,70% dei voti.

    La differenza di consensi tra i due candidati promette una seconda tornata elettorale molto combattuta, dove ogni voto sarà determinante per l’esito finale.

    L’attenzione è ora rivolta alle strategie che i due schieramenti adotteranno per conquistare gli elettori indecisi.

    San Giovanni in Fiore: il centrodestra punta alla conferma

    Anche a San Giovanni in Fiore si prospetta un ballottaggio avvincente.

    Qui, il candidato del centrodestra, Marco Ambrogio, ha raggiunto il 45,24% delle preferenze.

    Ambrogio, assessore comunale uscente e marito dell’ex sindaca Rosaria Succurro (eletta al Consiglio regionale lo scorso ottobre), cercherà di consolidare il suo vantaggio.

    Il suo avversario sarà Antonio Barile, sostenuto da una lista civica, che ha ottenuto il 26,22% dei voti.

    La sua candidatura indipendente ha saputo intercettare una fetta significativa dell’elettorato, rendendo la sfida per la carica di sindaco particolarmente interessante.

    Il peso del voto e le prossime tappe

    I ballottaggi nelle comunali calabria ballottaggi Castrovillari e San Giovanni in Fiore rappresentano momenti cruciali per la definizione delle amministrazioni locali.

    I cittadini di questi comuni saranno chiamati nuovamente alle urne per esprimere la loro preferenza definitiva.

    L’esito di queste elezioni non solo deciderà i futuri sindaci, ma potrà anche fornire importanti indicazioni sulle tendenze politiche regionali.

    Per approfondire l’andamento generale delle elezioni in Calabria, è possibile consultare l’articolo “Amministrative calabria: mezzo milione di elettori al voto per eleggere il sindaco” disponibile a questo link: amministrative calabria eleggere sindaco.

  • Crotone: voce confermato sindaco centrodestra con il 62,41%

    Crotone: voce confermato sindaco centrodestra con il 62,41%

    Crotone: voce confermato sindaco centrodestra con il 62,41%

    Il risultato delle elezioni comunali a Crotone ha visto la riconferma del sindaco uscente, che ha ottenuto un’ampia maggioranza.

    Il candidato del centrodestra e delle liste civiche ha conquistato il 62,41% delle preferenze, assicurandosi così un nuovo mandato alla guida della città.

    Questo esito sottolinea un chiaro orientamento politico da parte degli elettori crotonesi.

    L’esito del voto e i candidati

    Il principale sfidante, Giuseppe Trocino, espressione del centrosinistra, si è fermato al 34,68% dei voti, non riuscendo a contrastare l’avanzata del sindaco uscente.

    La competizione ha visto anche la partecipazione di altri candidati civici, Fabrizio Meo e Vito Barresi, che hanno ottenuto rispettivamente l’1,85% e l’1,07% delle preferenze.

    Questi dati evidenziano una polarizzazione del voto tra i due schieramenti principali, con un netto vantaggio per il centrodestra.

    Le implicazioni del risultato per Crotone

    La riconferma del sindaco uscente rappresenta un segnale di continuità per l’amministrazione crotonese.

    Gli elettori hanno espresso fiducia nella gestione precedente, optando per la stabilità e per il proseguimento delle politiche già intraprese.

    Questo risultato si inserisce in un contesto più ampio di elezioni amministrative calabresi, dove il centrodestra ha mostrato una buona performance in diverse realtà.

    Per approfondire gli esiti elettorali in altre città, si può consultare l’articolo sulle amministrative calabria uomini candidati sindaco.

    La vittoria del candidato del centrodestra a Crotone è un evento significativo che riflette le dinamiche politiche locali e regionali.

  • Centrodestra in salute in Calabria, il campo largo non cresce

    Centrodestra in salute in Calabria, il campo largo non cresce

    Le recenti elezioni hanno evidenziato una consolidata forza del centrodestra in salute in calabria, con successi significativi a Reggio Calabria e Crotone.

    Questi risultati ridanno slancio a una coalizione che due mesi fa aveva subito un colpo con il referendum sulla giustizia.

    Al contrario, le sconfitte della coalizione progressista mettono in discussione l’effettivo impatto del “no” alla riforma Nordio attribuito alle sinistre.

    La costruzione di un vero centrosinistra richiede una coalizione solida, che al momento sembra mancare, riducendosi perlopiù al solo Partito democratico.

    Reggio Calabria e il consolidamento del centrodestra

    L’elezione di Francesco Cannizzaro a sindaco di Reggio Calabria rappresenta un’importante vittoria per il centrodestra.

    Questo risultato rafforza ulteriormente la posizione di Roberto Occhiuto, il quale si prepara ad annunciare i nuovi assessori regionali.

    Il rapporto tra il governatore e il neo-sindaco è solido e influenzerà gli equilibri del centrodestra calabrese, non solo consolidando l’asse all’interno di Forza Italia ma anche contenendo eventuali ambizioni di leadership regionali.

    Cannizzaro, grazie al suo impegno pluriennale tra Montecitorio e il territorio, raccoglie l’eredità del precedente sindaco.

    Crotone e la riconferma di Vincenzo Voce

    A Crotone, Vincenzo Voce è stato riconfermato sindaco, sostenuto proprio dal centrodestra.

    La sua elezione, avvenuta inizialmente con la “rivoluzione arancione” nell’autunno del 2020, ha visto un progressivo avvicinamento all’area del presidente Occhiuto e del consigliere regionale Sergio Ferrari.

    Questo successo dimostra come anche in quella che era considerata una storica roccaforte della sinistra, il centrodestra sia riuscito a prevalere, lasciando i partiti progressisti ancora distanti dalla vittoria.

    Le sfide del campo largo e i ballottaggi

    Mentre il centrodestra celebra le sue vittorie, il campo largo continua a mostrare segni di debolezza.

    A San Giovanni in Fiore, il ballottaggio deciderà il successore di Rosaria Succurro.

    Marco Ambrogio, suo marito ed ex esponente del Partito democratico ora transitato nel centrodestra, dovrà affrontare una competizione serrata per conquistare la fascia tricolore.

    Situazione simile a Castrovillari, dove Anna De Gaio, esponente meloniana, si trova in ballottaggio.

    In questo contesto, il campo largo ha la possibilità di ottenere un’unica vittoria significativa, in mezzo a un panorama dominato dai successi del centrodestra.

    Per ulteriori aggiornamenti sulle elezioni, puoi consultare l’articolo Reggio Calabria: elezioni comunali, svolta a destra con francesco cannizzaro sindaco.

    Inoltre, per approfondire le dinamiche politiche locali, è disponibile l’articolo Reggio Calabria: buon lavoro, sindaco! gli auguri di occhiuto a cannizzaro.

  • Amministrative calabria: allarme astensionismo in tre comuni

    Amministrative calabria: allarme astensionismo in tre comuni

    Amministrative calabria: allarme astensionismo in tre comuni

    Cresce il distacco tra cittadini e politica locale

    Il dato finale sull’affluenza alle urne restituisce la fotografia di un distacco sempre più marcato tra i cittadini e la politica locale.

    Se un tempo le elezioni comunali rappresentavano il momento di massima partecipazione, dove il legame diretto con i candidati riusciva a mobilitare intere comunità, oggi lo scenario è radicalmente cambiato.

    I casi di Tortora e Orsomarso in provincia di Cosenza e Fiumara in provincia di Reggio Calabria sono la testimonianza di una tendenza allarmante che merita un’analisi profonda sull’amministrative calabria allarme astensionismo.

    I numeri del disimpegno nelle amministrative calabresi

    I dati percentuali emersi dalle urne delineano un quadro di desertificazione democratica senza precedenti per questi territori: Orsomarso 35,46%; Tortora 21,34%; Fiumara 36,74%.

    Il caso di Tortora appare come il più drammatico: appena un cittadino su cinque aventi diritto si è recato alle urne.

    Ma anche a Orsomarso e Fiumara la soglia critica del 40% non è stata superata, lasciando intendere che la maggioranza assoluta della popolazione attiva abbia scelto, consciamente o per forza di cose, di non partecipare alla scelta dei propri amministratori.

    Per un quadro più ampio sulle elezioni, si veda anche l’articolo sulle amministrative calabria: mezzo milione di elettori al voto per eleggere il sindaco.

    Le cause: il peso dell’aire e lo spopolamento

    Dietro a queste percentuali apparentemente bassissime non c’è solo la pur presente sfiducia verso le istituzioni, ma un fattore strutturale ben noto alle anagrafi dei piccoli comuni calabresi: il peso dell’A.I.R.E.

    (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero).

    In moltissimi centri della Calabria, il numero dei cittadini iscritti nei registri elettorali ma stabilmente residenti all’estero (spesso emigrati in Germania, Svizzera o Sud America) o nelle regioni del Nord Italia per motivi di lavoro e studio, è altissimo.

    Poiché l’affluenza viene calcolata sul totale degli aventi diritto, la presenza di un corposo elettorato “fantasma” che non può o non riesce a rientrare per il voto finisce per far crollare matematicamente le percentuali reali.

    Tuttavia, non si può ridurre tutto a un mero calcolo statistico.

    C’è anche una quota pesante di astensionismo reale.

    Lo spopolamento progressivo, la carenza di servizi nei piccoli borghi e la percezione che le amministrazioni locali abbiano scarsi margini di manovra economica e decisionale spingono soprattutto i più giovani a disinteressarsi della cabina elettorale.

    Una democrazia a metà? la sfida della rappresentatività

    Quando un sindaco viene eletto con un’affluenza che oscilla tra il 21% e il 36%, si apre inevitabilmente un tema di rappresentatività.

    Chi siederà sulle poltrone dei Consigli Comunali di Tortora, Orsomarso e Fiumara dovrà fare i conti con la consapevolezza di governare avendo alle spalle il consenso effettivo solo di una ristretta minoranza della popolazione residente.

    Il primo e più difficile compito delle nuove giunte sarà proprio questo: ricucire uno strappo sociale evidente e dimostrare, con i fatti e la presenza sul territorio, che la politica locale ha ancora un peso reale sulla vita quotidiana dei cittadini.

    Le elezioni amministrative in Calabria sono un momento cruciale per la partecipazione civica e il futuro delle comunità.

  • Calabria: primi sindaci eletti nei comuni con candidato unico

    Calabria: primi sindaci eletti nei comuni con candidato unico

    I primi sindaci eletti nei comuni calabresi con candidato unico sono già stati confermati, con il superamento della soglia del 40% di affluenza alle urne.

    Questa situazione si è verificata in diversi centri della regione, dove un solo candidato si è presentato per la carica di primo cittadino, rendendo l’esito delle elezioni dipendente esclusivamente dal raggiungimento del quorum di votanti.

    La situazione nelle province calabresi

    Dei comuni che hanno superato il 40% di affluenza, sei si trovano nella provincia di Catanzaro, tre in quella di Vibo Valentia, uno nella provincia di Cosenza e uno nell’Area Metropolitana di Reggio Calabria.

    Catanzaro: sei comuni con sindaco già eletto

    Nella provincia di Catanzaro, i comuni che hanno visto la conferma dei loro sindaci sono Amaroni, Montepaone, Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, Belcastro, Cerva e Andali.

    Questi risultati evidenziano una partecipazione sufficiente degli elettori a garantire la validità delle elezioni amministrative in questi centri.

    Vibo valentia: tre centri al voto unico

    Anche nella provincia di Vibo Valentia, tre comuni hanno già il loro sindaco confermato: Acquaro, Monterosso Calabro e Spilinga.

    La percentuale di votanti ha superato la soglia minima richiesta, sancendo l’elezione dei candidati unici.

    Cosenza e Reggio Calabria: un comune a testa

    Per quanto riguarda la provincia di Cosenza, il comune di Falconara Albanese ha visto la conferma del suo sindaco.

    Nell’Area Metropolitana di Reggio Calabria, invece, Santo Stefano in Aspromonte ha raggiunto il quorum necessario, eleggendo il proprio primo cittadino.

    Le elezioni amministrative in Calabria continuano a essere un momento cruciale per la definizione del futuro dei territori.

    Per approfondire il tema delle consultazioni, è possibile consultare l’articolo sulle amministrative calabresi e il mezzo milione di elettori al voto per eleggere il sindaco, o quello sulle amministrative calabresi con il 77% dei comuni con soli uomini candidati sindaco.

  • Amministrative Calabria: dieci comuni con probabile sindaco a urne aperte

    Amministrative Calabria: dieci comuni con probabile sindaco a urne aperte

    Nelle recenti amministrative calabria, in dieci comuni della regione si profila già la figura di un probabile sindaco eletto, ancor prima dello spoglio definitivo delle schede.

    Questo scenario si verifica in quelle realtà dove è presente un solo candidato e sono state raggiunte le condizioni previste dalla normativa elettorale.

    Le regole per l’elezione del sindaco in caso di candidato unico

    La legge elettorale stabilisce criteri precisi per la validità delle elezioni in presenza di un solo candidato.

    Affinché l’elezione sia considerata valida, è indispensabile che l’affluenza alle urne raggiunga almeno il 40% degli aventi diritto al voto.

    Inoltre, il candidato sindaco deve ottenere un numero di voti validi pari ad almeno il 50% più uno dei votanti.

    Solo al termine dello scrutinio sarà possibile avere la certezza dell’esito, ma il superamento di queste soglie rende l’elezione altamente probabile.

    La distribuzione geografica dei comuni interessati

    Dei dieci comuni che hanno già registrato un’affluenza superiore al 40%, sei si trovano nella provincia di Catanzaro, tre nella provincia di Crotone e uno nell’Area metropolitana di Reggio Calabria.

    Questo dato evidenzia una particolare concentrazione di situazioni con candidato unico in queste aree della Calabria.

    Per approfondimenti sull’andamento delle elezioni, è possibile consultare gli aggiornamenti sull’affluenza alle urne per le comunali a Reggio Calabria.

    Per ulteriori dettagli sulle consultazioni, si può fare riferimento all’articolo sulle amministrative calabria e il numero di elettori.

    L’importanza del voto e la certezza dello spoglio

    Nonostante le proiezioni basate sull’affluenza, la conferma ufficiale dell’elezione arriverà solo con lo spoglio delle schede.

    Questo processo è fondamentale per garantire la trasparenza e la correttezza del risultato elettorale, confermando o meno il probabile esito anticipato.

  • Amministrative calabria: 77% comuni con soli uomini candidati sindaco

    Amministrative calabria: 77% comuni con soli uomini candidati sindaco

    Nelle prossime elezioni amministrative calabria del 2026, un dato emerge con chiarezza: il 77% dei comuni chiamati al voto presenta liste con soli uomini candidati sindaco.

    Questa percentuale, elaborata dal Centro Studi Enti Locali, riflette una persistente disuguaglianza di genere nel panorama politico locale.

    La situazione nelle province calabresi

    L’analisi approfondita a livello provinciale rivela criticità ancora più marcate.

    La provincia di Reggio Calabria, ad esempio, registra l’86% dei comuni con esclusivamente candidature maschili per la carica di sindaco.

    Ancora più elevata è la percentuale nella provincia di Catanzaro, dove si raggiunge l’88%, posizionandosi tra le percentuali più alte a livello nazionale.

    Difficoltà nel rispetto delle quote rosa

    Non solo per la carica di sindaco, ma anche nelle liste dei consiglieri comunali si riscontrano notevoli difficoltà nel raggiungere un equilibrio di genere.

    In particolare, il 51% dei comuni con meno di 5mila abitanti non riesce a rispettare gli obiettivi relativi alle quote rosa, così come previsto dalla normativa vigente.

    Questo evidenzia una sfida continua per l’inclusione delle donne nella vita politica locale, specialmente nei piccoli centri.

    Il tema della rappresentanza femminile e della parità di genere in politica rimane un punto cruciale per lo sviluppo democratico del territorio.

  • Amministrative calabria: mezzo milione di elettori al voto per eleggere il sindaco

    Amministrative calabria: mezzo milione di elettori al voto per eleggere il sindaco

    Quasi mezzo milione di elettori calabresi si apprestano a partecipare alle elezioni amministrative calabria eleggere sindaco, interessando ben 77 comuni.

    Le urne sono aperte per un importante appuntamento con la democrazia locale.

    Le cifre delle elezioni comunali in calabria

    La tornata elettorale vede coinvolti 77 comuni della regione, con una partecipazione stimata di circa mezzo milione di cittadini aventi diritto al voto.

    Solo cinque di questi comuni, quelli con una popolazione superiore ai 15mila abitanti, adotteranno il sistema proporzionale a doppio turno: si tratta di Reggio Calabria, Crotone, Castrovillari, San Giovanni in Fiore e Palmi.

    Tuttavia, in quest’ultima località, il ballottaggio (previsto per il 7 e l’8 giugno) non avrà luogo a meno di un’improbabile parità di voti tra i primi due candidati.

    Comuni al voto anticipato e situazioni particolari

    Un quarto dei comuni interessati da questa tornata elettorale (18 su 77) è chiamato alle urne in anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato.

    Questa situazione si verifica per diverse ragioni.

    In due casi specifici, Tropea e Cerva, lo scioglimento delle amministrazioni è avvenuto a causa di infiltrazioni della criminalità organizzata, rendendo necessario un rinnovo anticipato.

    Altri due comuni, Carlopoli e Savelli, avrebbero dovuto partecipare a questa tornata, ma il processo elettorale è stato interrotto a causa dell’esclusione di tutte le liste presentate dalle Commissioni elettorali competenti.

    Questo evidenzia le complessità e le sfide che accompagnano il percorso democratico a livello locale.

    Come emerso da recenti analisi, le amministrative calabria vedono un’alta percentuale di comuni con soli uomini candidati sindaco, un dato che solleva questioni sulla rappresentanza di genere nella politica locale.

    L’importanza del voto per il futuro dei comuni calabresi

    Queste elezioni rappresentano un momento cruciale per il futuro dei comuni calabresi.

    I cittadini sono chiamati a scegliere i propri rappresentanti, affidando loro la responsabilità di guidare le comunità e affrontare le sfide locali.

    Dalla gestione dei servizi pubblici alla promozione dello sviluppo economico, passando per la tutela del territorio e la sicurezza, le decisioni prese dalle nuove amministrazioni avranno un impatto significativo sulla vita quotidiana dei residenti.

  • Ospedali montani: il centrodestra in calabria propone nuova legge regionale

    Ospedali montani: il centrodestra in calabria propone nuova legge regionale

    La nuova proposta di legge regionale per gli ospedali montani

    Una nuova proposta di legge regionale presentata dalla maggioranza di centrodestra in Calabria mira a rafforzare i presidi sanitari nelle aree interne, garantendo l’effettività del diritto alla salute e l’equità territoriale nell’accesso ai servizi sanitari nei territori montani e nelle aree di particolare disagio.

    Questa iniziativa, che riguarda gli ospedali montani legge regionale, intende affrontare le criticità strutturali del Servizio sanitario regionale, emerse a seguito delle riorganizzazioni della rete ospedaliera.

    I firmatari e il percorso istituzionale

    La proposta è stata presentata da diversi consiglieri regionali del centrodestra.

    Tra i firmatari figurano un consigliere di Forza Italia (primo firmatario), un consigliere di Fratelli d’Italia, due consiglieri di Occhiuto Presidente, due consiglieri della Lega e un consigliere di Noi Moderati.

    Il testo è stato assegnato alla terza commissione del Consiglio regionale per l’esame di merito e alla seconda commissione per il parere finanziario, avviando così l’iter istituzionale.

    Il contesto e i presidi calabresi interessati

    Nella relazione illustrativa, si sottolinea come la legge intervenga su una problematica strutturale del Servizio sanitario in Calabria, aggravata dai processi di riorganizzazione della rete ospedaliera.

    La proposta riconosce il ruolo strategico dei presidi ospedalieri e territoriali situati in territori montani e aree interne, specialmente quelli con maggiori difficoltà di accesso ai servizi sanitari e alta fragilità territoriale e demografica.

    La normativa non intende introdurre nuovi assetti ospedalieri o modificare automaticamente la rete esistente, ma piuttosto promuovere il mantenimento e il rafforzamento funzionale delle strutture già presenti.

    Tra queste, si menzionano in particolare i presidi di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno, Soveria Mannelli e Oppido Mamertina, oltre allo stabilimento ospedaliero di Rogliano.

    Modello organizzativo e impatto finanziario

    La proposta di legge promuove un modello organizzativo basato sulla cooperazione tra le Aziende sanitarie, l’integrazione delle reti cliniche e l’utilizzo condiviso delle tecnologie sanitarie.

    L’obiettivo è garantire la continuità assistenziale e lo sviluppo di sistemi innovativi di assistenza territoriale, sempre nel rispetto dei principi di appropriatezza, sostenibilità e sicurezza delle cure.

    Secondo i promotori, questa iniziativa non comporterà nuovi oneri per il bilancio della Regione, rappresentando un esempio di come sia possibile migliorare i servizi sanitari senza gravare sulle casse pubbliche.

    La sicurezza sul lavoro è un tema sempre attuale, e iniziative come queste mirano anche a garantire che la sicurezza sul lavoro non sia mai un costo, ma un investimento per la comunità.

  • Lamezia: Congresso regionale FI, Cannizzaro riconfermato

    Lamezia: Congresso regionale FI, Cannizzaro riconfermato

    Al Palasport di Lamezia Terme si è svolto il primo congresso regionale di Forza Italia in Calabria, un evento significativo per la politica locale.

    Una mozione unitaria ha portato alla riconferma all’unanimità di Francesco Cannizzaro, deputato e candidato sindaco a Reggio Calabria, alla guida della Forza Italia Calabria, consolidando la sua posizione come segretario.

    Questo appuntamento ha segnato un momento chiave per il partito nella regione.

    Un fronte unito per la politica calabrese

    La manifestazione ha visto la partecipazione di figure di spicco del partito a livello nazionale e regionale.

    Erano presenti, tra gli altri, il segretario nazionale di Forza Italia e vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani; la capogruppo di Forza Italia al Senato, Stefania Craxi; il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo; il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale, Roberto Occhiuto; l’eurodeputata Giusy Princi; il senatore Mario Occhiuto e i deputati calabresi Giovanni Arruzzolo, Andrea Gentile e Giuseppe Mangialavori.

    La presenza di così tanti esponenti sottolinea l’importanza dell’evento e la volontà di mostrare un fronte coeso.

    Il dibattito sull’identità liberale del partito

    Antonio Tajani, intervenendo al congresso, ha ribadito con forza l’identità liberale del partito, richiamando l’eredità politica di Silvio Berlusconi.

    Ha definito Forza Italia come un partito cristiano, liberale, riformista, garantista, europeista e atlantista.

    Il vicepremier ha risposto alle dichiarazioni del vicesegretario Roberto Occhiuto, che aveva auspicato un partito ancora più liberale, definendo il confronto interno “uno stimolo giusto”.

    Tajani ha evidenziato diverse battaglie considerate centrali per la cultura liberale di FI, dalle liberalizzazioni e privatizzazioni alla valorizzazione delle casse professionali.

    Sul fronte dei diritti, ha parlato di libertà legate al lavoro, alla casa, alla possibilità per i giovani di restare nei territori d’origine e alla parità salariale per le donne, sottolineando anche il diritto alla salute e il rispetto delle persone.

    Ha inoltre insistito sulla democrazia interna, affermando di aver rinunciato al potere di nominare i segretari regionali per consentire agli iscritti di eleggere direttamente i propri dirigenti.

    Stimolo al dibattito e prospettive future

    Roberto Occhiuto ha dichiarato di voler continuare a svolgere un’azione di stimolo all’interno del partito e del centrodestra.

    Ha espresso la convinzione che elementi di maggiore riformismo e liberalismo debbano essere portati da Forza Italia per arricchire il centrodestra, rendendolo capace di vincere le prossime elezioni.

    Ha criticato la percezione del centrodestra come “ingiallito” e ostaggio di vecchi retaggi sui temi dei diritti civili.

    Occhiuto ha anche affrontato il tema dell’immigrazione, suggerendo di accogliere migranti che possano integrarsi e contribuire all’economia, soprattutto in Calabria dove molte attività faticano a trovare lavoratori.

    Stefania Craxi ha ribadito che l’immigrazione è un fenomeno complesso che richiede severità sul fronte della legalità e un’accoglienza che preveda il rispetto delle leggi e della cultura del paese ospitante.

  • Occhiuto: valutiamo di creare biblioteche di comunità nei borghi

    Occhiuto: valutiamo di creare biblioteche di comunità nei borghi

    Occhiuto: valutiamo di creare biblioteche di comunità nei borghi

    La visione per la calabria del futuro: più lettura nei borghi

    Il presidente della Regione Calabria, intervenuto al Salone del libro di Torino, ha espresso l’intenzione di creare biblioteche di comunità nei borghi calabresi, sostenute da contributi regionali.

    Questa iniziativa mira a contrastare la bassa percentuale di lettori e a valorizzare il sistema bibliotecario esistente, spesso sottovalutato.

    L’obiettivo è avvicinare i giovani alla lettura, considerata un investimento fondamentale per la costruzione di una Calabria proiettata nel futuro.

    Il potenziale inespresso della calabria e la sua narrazione

    Secondo il presidente, la Calabria possiede un patrimonio culturale e risorse immense, che per troppo tempo non sono stati adeguatamente raccontati, anche dagli stessi calabresi. È essenziale mostrare il volto positivo della regione, le sue opportunità e le sue potenzialità inespresse.

    La partecipazione a eventi di rilievo come il Salone del libro di Torino, con le sue case editrici, autori e storie, è un’occasione preziosa per presentare la vera essenza della cultura e della letteratura calabrese.

    Borghi che rinascono e la cabina delle visioni

    Un fenomeno interessante è il ripopolamento di molti comuni calabresi da parte di cittadini stranieri, come americani, argentini e tedeschi, spesso senza radici locali.

    Questo suggerisce che la Calabria potrebbe diventare un modello all’avanguardia.

    L’esempio di Monterosso, un tempo associato al “familismo amorale” di Banfield, oggi simboleggia la capacità di creare relazioni e comunità, tanto da essere stato quasi interamente ripopolato da cittadini americani.

    Per far sì che anche i calabresi tornino a innamorarsi della propria terra, è stata istituita la “Cabina delle visioni”, un gruppo di giovani under 40 incaricati di immaginare il futuro della regione, facendola tornare a essere un centro di intelligenza, cultura e risorse straordinarie.

  • Registro orfani femminicidio: un aiuto per le politiche pubbliche

    Registro orfani femminicidio: un aiuto per le politiche pubbliche

    Un registro orfani femminicidio per politiche di sostegno mirate

    L’obiettivo di garantire un sostegno economico efficace agli orfani di femminicidio è spesso ostacolato dalla mancanza di dati precisi.

    Questi aiuti, infatti, non sempre raggiungono chi ne ha realmente bisogno, poiché non si conoscono il numero esatto, la localizzazione e le condizioni reali di questi giovani.

    Per superare questa criticità, è stata presentata una proposta di legge che mira all’istituzione di un registro nazionale degli orfani di femminicidio.

    Questo elenco centralizzato ufficiale dovrebbe fornire alle amministrazioni competenti dati aggiornati e verificabili, fondamentali per orientare le politiche pubbliche a sostegno degli orfani e per valutarne l’effettiva attuazione.

    A dichiararlo è stata Mara Carfagna, segretario di Noi moderati, intervenuta a Lamezia Terme durante un convegno sul tema “Orfani di femminicidio: quali tutele per i figli delle vittime”, al quale ha partecipato anche la senatrice del Pd Valeria Valente.

    Benefici del registro e superamento delle lungaggini burocratiche

    L’introduzione di questo registro porterebbe diversi vantaggi significativi.

    In primo luogo, consentirebbe l’immediata presa in carico da parte dei servizi sociali.

    In secondo luogo, metterebbe a disposizione degli orfani e dei loro tutori un documento unico informativo.

    Questo strumento permetterebbe loro di conoscere i propri diritti e i sostegni a cui hanno accesso, contribuendo a superare le lungaggini burocratiche che spesso scoraggiano l’iter necessario per accedere a tali aiuti.

    Alleanza trasversale e dignità degli orfani

    L’importanza della collaborazione femminile in politica

    Valeria Valente ha sottolineato l’importanza di mantenere un’alleanza trasversale tra donne su questi temi.

    Ha evidenziato come, nella storia delle conquiste di emancipazione, libertà e autonomia femminile, la collaborazione sia stata cruciale per ottenere risultati significativi.

    La senatrice ha ribadito la sua convinzione, condivisa con Mara Carfagna, sull’efficacia di costruire convergenze per raggiungere obiettivi comuni.

    L’approccio rispettoso verso gli orfani di femminicidio

    La senatrice ha ricordato il lavoro svolto, pochi mesi dopo la legge del 2018 sugli orfani di femminicidio, per l’emanazione del regolamento attuativo del 2020.

    Ha inoltre espresso la preferenza di non definire questi giovani come “orfani speciali”, poiché tale termine potrebbe evocare una condizione che merita rispetto e dignità. È fondamentale, ha aggiunto, assumere il punto di vista dei ragazzi e dei bambini coinvolti, comprendendo che ognuno elaborerà il proprio vissuto in modo diverso, crescendo e maturando con sensibilità individuali.

  • Regione calabria patrimonio immobiliare: permangono criticità nella gestione

    Regione calabria patrimonio immobiliare: permangono criticità nella gestione

    Era definito un “buco nero”, ma oggi il quadro della regione calabria patrimonio immobiliare appare, seppur parzialmente, meno oscuro.

    Se l’inventariazione del patrimonio immobiliare è fondamentale per un sistema contabile efficiente, la Regione deve ancora completare gli ultimi passaggi per raggiungere una piena normalizzazione.

    Questo dato emerge da una relazione settoriale allegata al Rendiconto 2025, recentemente approvato dalla Giunta regionale e trasmesso al Consiglio.

    Le sfide dell’inventariazione del patrimonio

    Secondo la relazione, il percorso avviato nel 2025 per l’analisi e la ricostruzione amministrativa e contabile non ha risolto completamente le problematiche.

    Queste sono principalmente legate all’incompletezza delle informazioni disponibili e alla necessità di un coordinamento costante con gli enti coinvolti nella gestione dei beni.

    Tali fattori influenzano negativamente la tempestività e la qualità del processo di aggiornamento inventariale.

    Progressi e ostacoli nella gestione dei beni regionali

    Nonostante i passi avanti, la gestione del patrimonio immobiliare regionale si trova ancora ad affrontare ostacoli significativi.

    La mancanza di un quadro informativo completo e aggiornato rende complessa una corretta valutazione e amministrazione dei beni. È cruciale migliorare la collaborazione tra i diversi attori coinvolti per garantire una maggiore trasparenza e efficienza.

    Solo così sarà possibile superare definitivamente le criticità e assicurare una gestione ottimale del patrimonio a beneficio della comunità calabrese.

  • I riformisti calabria: nasce un nuovo centrosinistra

    I riformisti calabria: nasce un nuovo centrosinistra

    La nascita de i riformisti Calabria nuovo centrosinistra rappresenta un momento significativo per il panorama politico regionale.

    L’associazione politico-culturale “I Riformisti”, presentata a Rende, si propone di influenzare non solo il dibattito locale, ma l’intero scenario politico calabrese.

    Il suo obiettivo è costruire un solido punto di riferimento per il riformismo meridionalista, aspirando a un centrosinistra rinnovato, competitivo e profondamente radicato nel territorio.

    La formazione de “i riformisti” e i suoi leader

    L’associazione, costituita di recente, ha riunito un’ampia gamma di figure di spicco della regione, inclusi amministratori, dirigenti politici e accademici.

    Questa unione di competenze e visioni diverse mira a creare una piattaforma robusta per un dialogo costruttivo e per l’elaborazione di nuove strategie politiche.

    Le figure chiave dell’organizzazione

    Al vertice dell’organizzazione, un uomo è stato nominato segretario regionale, mentre un altro uomo ricopre la carica di presidente onorario.

    A completare la struttura, sono stati designati cinque vice segretari regionali, uno per ciascuna provincia calabrese, garantendo così una copertura capillare e una rappresentanza equilibrata su tutto il territorio.

    Questa distribuzione mira a rafforzare la presenza e l’operatività del movimento in ogni angolo della Calabria.

  • Calabria: occhiuto, il gradimento rafforza l’entusiasmo

    Calabria: occhiuto, il gradimento rafforza l’entusiasmo

    Calabria: occhiuto, il gradimento rafforza l’entusiasmo

    Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha espresso soddisfazione per i risultati emersi da un recente sondaggio sul gradimento dei presidenti regionali.

    Questo gradimento rafforza l’entusiasmo e la determinazione nel proseguire il proprio operato per la regione.

    L’analisi di Swg, condotta per l’ANSA, lo posiziona al terzo posto a livello nazionale con il 53% delle preferenze.

    Un contesto complesso per la governabilità

    La sfida di governare la calabria

    Governare la Calabria è notoriamente un compito arduo, caratterizzato da complessità superiori rispetto ad altre realtà italiane.

    Nonostante queste sfide, essere tra i primi presidenti di Regione in Italia dopo quasi cinque anni di mandato è motivo di orgoglio e, soprattutto, un incentivo a proseguire con rinnovato impegno.

    Ascesa nel gradimento e successo elettorale

    Il miglioramento nella classifica nazionale

    Rispetto all’anno precedente, il presidente ha registrato un aumento di un punto percentuale nel suo indice di gradimento, salendo di una posizione nella graduatoria nazionale.

    Questo lo rende il governatore più apprezzato nell’intero Centro-Sud Italia.

    La vittoria storica del secondo mandato

    Questo dato positivo segue la netta vittoria ottenuta alle elezioni regionali dei primi di ottobre 2025.

    In quell’occasione, il presidente Occhiuto ha superato con un ampio margine il suo avversario, assicurandosi così la possibilità di guidare la Calabria per un secondo mandato consecutivo.

    Un risultato di tale portata non si era mai verificato nella storia del regionalismo calabrese, segnando un precedente significativo per la politica locale.

  • Sondaggio governatori: occhiuto terzo tra i presidenti più graditi

    Sondaggio governatori: occhiuto terzo tra i presidenti più graditi

    Un recente sondaggio governatori occhiuto terzo nella classifica dei presidenti di regione più apprezzati dai cittadini.

    La rilevazione, condotta da Swg, mostra un quadro interessante sulla percezione dell’operato dei diversi governatori italiani.

    La classifica dei presidenti di regione più apprezzati

    In cima alla classifica si conferma Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia, che raggiunge il 65% di gradimento, registrando un aumento di un punto percentuale rispetto all’anno precedente.

    Al secondo posto troviamo Alberto Stefani del Veneto, con il 58% delle preferenze.

    Il successo dei presidenti del sud

    Particolarmente degno di nota è il posizionamento di tre presidenti delle regioni del Sud Italia tra i primi cinque.

    Al terzo posto, con un solido 53% di gradimento (e un incremento di un punto rispetto al 2025), si piazza il presidente della Calabria, Roberto Occhiuto.

    Seguono Antonio Decaro, presidente della Puglia, con il 51%, e Roberto Fico della Campania, che ottiene il 47%.

    Questi dati sottolineano un apprezzamento significativo per la gestione politica nelle regioni meridionali.

    Altri risultati del sondaggio e variazioni nel gradimento

    Al sesto posto, a pari merito con il 45%, troviamo Michele De Pascale dell’Emilia-Romagna e Stefania Proietti dell’Umbria.

    Quest’ultima, tuttavia, registra il calo più consistente rispetto al 2025, perdendo otto punti percentuali.

    Scendendo nella classifica, Eugenio Giani (Toscana) si attesta al 42% (-5), Alberto Cirio (Piemonte) al 40% (-2), mentre Marco Bucci (Liguria) e Francesco Acquaroli (Marche) sono entrambi al 37%, con il presidente marchigiano che mantiene stabile il suo gradimento.

    Chiudono la classifica Attilio Fontana (Lombardia) al 35%, Marco Marsilio (Abruzzo), Alessandra Todde (Sardegna) e Vito Bardi (Basilicata) tutti al 33%, con cali variabili.

    Fanalino di coda Francesco Rocca (Lazio) al 29% e Renato Schifani (Sicilia) al 25%, stabile rispetto alla rilevazione precedente.

  • Calabria: due leggi balneari per sostenere le imprese e i comuni

    Calabria: due leggi balneari per sostenere le imprese e i comuni

    Il consiglio regionale della Calabria ha recentemente approvato due importanti leggi balneari per sostenere le imprese e i comuni costieri, con l’obiettivo di fornire un quadro normativo chiaro e favorire lo sviluppo del settore turistico.

    Queste normative mirano a garantire certezza giuridica agli operatori e a tutelare l’economia locale, anche in seguito agli eventi eccezionali che hanno colpito la regione.

    La prima legge: chiarezza e supporto per le concessioni demaniali

    La prima delle due leggi approvate, presentata da un consigliere di Forza Italia, si concentra sulla gestione delle concessioni demaniali marittime.

    La proposta evidenzia l’assenza di interesse frontaliero e l’insussistenza dell’obbligo di applicare la direttiva Bolkestein, affidando ai comuni la competenza per l’indizione di procedure ad evidenza pubblica per l’assegnazione delle concessioni demaniali “libere” sul proprio territorio.

    Sebbene l’ipotesi di impugnativa da parte del governo sia presente, il proponente ha sottolineato che la legge si fonda su principi di certezza giuridica, trasparenza, rispetto della normativa europea e nazionale, tutela della concorrenza e salvaguardia del tessuto economico e sociale.

    Il ruolo dei comuni e le proroghe delle concessioni

    Saranno i comuni, con il supporto della Regione Calabria, a valutare l’eventuale presenza di interessi frontalieri, applicando criteri oggettivi e proporzionati.

    Laddove tali condizioni non sussistano, è prevista la possibilità di prorogare le concessioni esistenti.

    Per le nuove concessioni, invece, è contemplato il ricorso a bandi pubblici uniformi.

    L’obiettivo principale è fornire agli operatori balneari strumenti amministrativi chiari, la possibilità di programmare investimenti, tutelare l’occupazione e accedere ai ristori, favorendo una gestione sostenibile e consapevole del territorio costiero.

    La seconda legge: misure straordinarie dopo il ciclone harry

    La seconda legge, presentata da un consigliere della Lega, è stata pensata per favorire la ripartenza delle attività danneggiate nel mese di gennaio dal ciclone Harry, che ha colpito principalmente la fascia ionica della Calabria.

    Le nuove norme prevedono misure straordinarie per la stagione balneare 2026, consentendo l’utilizzo temporaneo di altre aree demaniali e il rilascio di autorizzazioni e licenze suppletive.

    Rilancio del turismo e sostegno alle imprese

    Con queste disposizioni, la Regione Calabria intende assicurare la piena operatività delle imprese e sostenere il rilancio del turismo, considerato un settore vitale per l’economia calabrese.

    L’intervento legislativo mira a fornire un aiuto concreto agli operatori colpiti dall’evento atmosferico, permettendo loro di riprendere le attività in tempi rapidi e di affrontare la stagione estiva con maggiore serenità.

  • Referendum sottosegretari Calabria: Opposizione all’attacco

    Referendum sottosegretari Calabria: Opposizione all’attacco

    L’ex senatore del M5S Nicola Morra annuncia di aver depositato la richiesta di avvio del referendum sulla legge regionale che, modificando lo Statuto della Calabria, introduce due sottosegretari alla Presidenza della Giunta.

    È la prima mossa formale contro una riforma che ha già fatto esplodere la polemica in Consiglio regionale. PD e M5S fanno fronte comune. Il centrodestra tira dritto.

    Il referendum sui sottosegretari: cosa prevede la legge

    La riforma, prevista dalla legge regionale del 3 marzo 2026, interviene sull’assetto della Giunta portando il numero degli assessori da sette a nove e introducendo la possibilità per il presidente di nominare fino a due sottosegretari con funzioni di supporto e coordinamento.

    La richiesta è stata depositata presso il Segretariato generale del Consiglio regionale della Calabria. Il comitato promotore è composto da Nicola Morra, Antonio Piserà, Giovanna Canigiula, Francesco Di Lieto, Paola Levato e Vincenzo Scorza.

    La base giuridica è chiara. «Quando si interviene sulle regole fondamentali di una Regione — dichiara Morra — la parola deve tornare ai cittadini. È questo il senso dell’articolo 123 della Costituzione: garantire la democrazia diretta sulle scelte più delicate».

    Profili di incostituzionalità: l’accusa di Morra

    Morra non si ferma ai costi. Alza il tiro sul piano giuridico. «Colpisce che possibili profili di incostituzionalità non siano stati rilevati neppure nel corso del dibattito in Consiglio regionale, nemmeno dalle opposizioni. Una distrazione grave, che rende ancora più necessario il ricorso al referendum».

    Per lui non si tratta di una battaglia ideologica. «Le regole si condividono, non si impongono. E quando emergono dubbi sulla legittimità, è doveroso restituire la parola ai cittadini. Il referendum è uno strumento di garanzia. Rafforza la fiducia nelle istituzioni e restituisce centralità ai calabresi».

    PD e M5S uniti: «Un tradimento verso i calabresi»

    «Ogni giorno la realtà presenta il conto impietoso ai calabresi — denuncia Vittoria Baldino, vicepresidente M5S — e la risposta del centrodestra è aumentare le poltrone, moltiplicando i costi inutili della politica».

    Il PD di Catanzaro spinge nella stessa direzione. La richiesta è quella di aprire un confronto «ampio e trasparente», fino alla possibilità di un pronunciamento popolare, affinché «sia la comunità calabrese a esprimersi sulle reali priorità della Regione».

    Secondo i dem, la riforma è «una scelta funzionale esclusivamente a ridefinire gli equilibri politici della maggioranza, distogliendo ingenti risorse e attenzione dalle vere emergenze della Calabria, a partire da sanità e istruzione».

    L’iter referendario è avviato. La parola passa ora agli uffici competenti. Poi, eventualmente, ai calabresi.

     

     

  • Legge sottosegretari Calabria: passa tra le polemiche

    Legge sottosegretari Calabria: passa tra le polemiche

    Legge sottosegretari Calabria: il Consiglio regionale approva

    Il Consiglio regionale della Calabria ha approvato una proposta di legge che introduce nell’ordinamento regionale la figura dei sottosegretari. Potranno essere al massimo due. La seduta si è trasformata in un acceso scontro politico.

    La proposta è stata presentata dai consiglieri Pierluigi Caputo (Occhiuto Presidente) e Marco Polimeni (FI). Modifica e integra diverse leggi regionali per renderle più chiare ed efficaci rispetto alle normative nazionali.

    L’opposizione insorge: “Scelta forzata e spregiudicata”

    Le reazioni del centrosinistra sono state immediate e dure.

    Enzo Bruno (Tridico presidente) ha chiesto un passo indietro, definendo la decisione “forzata e spregiudicata”. Elisa Scutellà (M5S) ha accusato la maggioranza di avere “priorità di cui c’è solo da vergognarsi”.

    Giuseppe Ranuccio (Pd) ha parlato di figure “ambigue e ibride”. Filomena Greco (Casa Riformisti – Italia Viva) ha sottolineato che non è chiaro “che cosa andranno a fare”. Rosellina Madeo (Pd) ha definito “anacronistica” la nomina.

    Prima del voto finale, l’intera minoranza ha abbandonato l’Aula.

    Il centrodestra replica: “Populismo e mistificazioni”

    Angelo Brutto (FdI) ha definito le parole dell’opposizione “mistificazioni e amore del falso”. Polimeni ha risposto accusando l’opposizione di “inesattezze e molto populismo”, ricordando che la figura dei sottosegretari fu introdotta proprio dalle giunte di centrosinistra.

    Riccardo Rosa (Noi Moderati) ha giustificato le nuove figure affermando che servono più persone al governo in una regione problematica come la Calabria.

    Il nodo finanziario: il caso Toscana

    Ernesto Alecci (Pd) ha proposto, prima di lasciare l’Aula, che la Calabria seguisse l’esempio della Toscana, dove l’introduzione dei sottosegretari è avvenuta in invarianza finanziaria.

    La proposta non è stata accolta. Insieme alla legge sui sottosegretari, è passata anche la cosiddetta “legge omnibus”, contenente modifiche e integrazioni a diverse leggi regionali.

     

  • Cannizzaro candidato sindaco di Reggio Calabria centrodestra

    Cannizzaro candidato sindaco di Reggio Calabria centrodestra

    L’annuncio via social: “C’è voglia di cambiamento”

    Francesco Cannizzaro è il candidato sindaco di Reggio Calabria per il centrodestra. Lo ha reso noto lo stesso parlamentare con un video pubblicato sui suoi canali social il 26 marzo 2026.

    L’annuncio è arrivato direttamente dalla voce del deputato. Nessun comunicato ufficiale. Solo un video. Diretto e personale.

    Chi è Cannizzaro: il profilo del candidato

    Cannizzaro è vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera. Ricopre anche il ruolo di segretario regionale del partito in Calabria. Si tratta quindi di una figura di primo piano nel centrodestra calabrese.

    Reggio Calabria verso le elezioni comunali

    La città dello Stretto si avvicina così alle prossime elezioni comunali con un nome definito per la coalizione di centrodestra. Cannizzaro ha già inquadrato la sua candidatura come risposta a una domanda di rinnovamento. Nelle sue parole, riportate insieme al video social, emerge un messaggio chiaro: la città avrebbe voglia di cambiamento.

    Il centrodestra si compatta attorno a Forza Italia

    La scelta di un esponente di Forza Italia come candidato sindaco di Reggio Calabria segna un posizionamento preciso del centrodestra locale. Il partito guida la coalizione. Cannizzaro, con il suo doppio ruolo nazionale e regionale, porta visibilità e peso politico alla corsa.

     

  • Referendum sulla giustizia in Calabria: vince il No col 57%

    Referendum sulla giustizia in Calabria: vince il No col 57%

    Il No alla riforma della giustizia trionfa in Calabria. Il 57,26% dei votanti ha respinto il referendum. Ecco cosa dicono i numeri.

    Il No domina il referendum in Calabria

    La Calabria ha bocciato il referendum sulla giustizia con nettezza. Oltre cinque votanti su dieci hanno scelto il No. Il risultato rispecchia l’orientamento del centrodestra, forza politica dominante nella regione con Forza Italia in testa, che aveva ottenuto il 30% alle ultime regionali.

    Tuttavia, la partecipazione è stata bassa. La Calabria si è posizionata penultima in Italia per affluenza, con appena il 48,37% degli aventi diritto al voto.

    Reggio Calabria: l’unica provincia a votare Sì

    Nel panorama calabrese, Reggio Calabria rappresenta un’eccezione. È l’unica provincia in cui il Sì ha prevalso, raccogliendo il 53,10% dei consensi. Nel capoluogo reggino la vittoria del Sì è stata più contenuta: 50,81%.

    Anche a Gerace, piccolo comune del reggino con poco più di 2.000 abitanti, il No ha comunque vinto con il 67,38%. Si tratta del paese natale del procuratore Nicola Gratteri, figura molto discussa durante la campagna referendaria.

    I dati provincia per provincia

    Il No ha dominato in tutte le altre province:

    • Cosenza: 63,74% (dato più alto in regione; città al 66,55%)
    • Catanzaro: 59,51%
    • Crotone: 58,23%
    • Vibo Valentia: 56,99%

    Le reazioni dopo il voto

    I rappresentanti del No sono i primi a intervenire. Il procuratore aggiunto di Reggio Calabria e segretario di Magistratura Democratica, Stefano Musolino, ha parlato di una grande responsabilità. Secondo Musolino, il risultato chiama la magistratura a restare fedele ai principi costituzionali e a fare i conti con i propri errori.

    Anche Giuseppe Lombardo, coordinatore del comitato per il No di Reggio, ha sottolineato il valore del confronto civile durante la campagna.

    Dal fronte politico, la deputata M5S Anna Laura Orrico ha definito l’esito una sconfitta per la premier Meloni.

  • Calabria, l’11 novembre la prima seduta del Consiglio

    Calabria, l’11 novembre la prima seduta del Consiglio

    E’ stata convocata per martedì 11 novembre alle ore 15 la prima seduta del nuovo Consiglio regionale della Calabria, nato dalle elezioni del 5 e 6 ottobre.

    All’ordine del giorno figurano quattro punti centrali per l’avvio della nuova legislatura.
    Il primo riguarda la presa d’atto della sospensione e sostituzione temporanea dei consiglieri nominati assessori.
    A seguire, il Consiglio procederà con l’elezione del Presidente dell’Assemblea regionale, quindi con la nomina dei due vicepresidenti e infine con la designazione dei due consiglieri che svolgeranno le funzioni di segretari-questori.

    La seduta segna l’inizio ufficiale dei lavori del nuovo Consiglio regionale calabrese, chiamato ad affrontare le sfide politiche e amministrative della nuova legislatura.

  • Occhiuto presenta la nuova Giunta regionale

    Occhiuto presenta la nuova Giunta regionale

    Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha firmato il decreto di nomina dei nuovi assessori regionali e l’assegnazione delle relative deleghe.

    «Prende ufficialmente il via l’avventura della nuova Giunta che guiderà la Calabria nel corso del mio secondo mandato», ha dichiarato Occhiuto, ringraziando i vertici nazionali e regionali dei partiti della maggioranza «per la fiducia e la collaborazione dimostrate».

    Il governatore ha precisato che, ad eccezione di un solo tecnico, tutti gli assessori erano candidati alle ultime elezioni regionali. «È garantita la rappresentanza di genere e l’equilibrio territoriale – ha sottolineato – con due rappresentanti per ciascuna circoscrizione: Nord, Centro e Sud».

    La nuova Giunta regionale parte dunque con sette componenti, ma il presidente ha annunciato che entro novembre sarà presentata una proposta di legge per modificare lo Statuto calabrese e portare a nove il numero degli assessori. I due nuovi ingressi saranno indicati da Lega e Noi Moderati.

    Vicepresidente e Assessori: le deleghe

    Filippo Mancuso, vicepresidente della Giunta: lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo, politiche della casa.

    Giovanni Calabrese: sviluppo economico, lavoro, politiche attive, turismo, fiere nazionali e internazionali.

    Gianluca Gallo: agricoltura, risorse agroalimentari, forestazione, aree interne, minoranze linguistiche, trasporto pubblico locale.

    Eulalia Micheli: istruzione, sport, politiche giovanili.

    Marcello Minenna (assessore tecnico): bilancio, patrimonio, fondi nazionali e comunitari, transizione digitale, energia, enti e società partecipate.

    Antonio Montuoro: capitale umano, innovazione nel lavoro pubblico, legalità, sicurezza, ambiente, cooperazione internazionale.

    Pasqualina Straface: inclusione sociale, welfare, pari opportunità, benessere animale.

    Le competenze su cultura, sanità, infrastrutture, protezione civile, rapporti con l’Unione europea e promozione del territorio restano in capo direttamente al presidente Occhiuto.

    «Ai miei assessori e al vicepresidente – ha concluso il governatore – rivolgo i più sinceri auguri di buon lavoro. La Calabria ha bisogno di una squadra unita e concreta, capace di continuare il percorso di crescita avviato in questi anni».