Categoria: Politica

Notizie di politica calabrese.

  • Roberto Occhiuto avverte il centrodestra: vannacci cambia il dna

    Roberto Occhiuto avverte il centrodestra: vannacci cambia il dna

    Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, lancia un avvertimento.

    Un possibile ingresso di Roberto Vannacci nella coalizione di centrodestra rischia di alterarne l’identità.

    Occhiuto ha espresso questa posizione in un’intervista, sottolineando come Vannacci occupi uno spazio politico opposto ai moderati.

    Il governatore calabrese ritiene che un’alleanza con il generale sarebbe pericolosa.

    A suo avviso, muterebbe il dna del centrodestra, inquinandolo.

    Vannacci fa il suo gioco, dice Occhiuto, ma andrebbe tenuto fuori dalla coalizione.

    Il ruolo insostituibile di Forza Italia

    Per Roberto Occhiuto, Forza Italia è fondamentale per mantenere il centrodestra su posizioni moderate e liberali.

    Senza il partito, il baricentro si sposterebbe verso l’estrema destra.

    L’obiettivo è battere il centrosinistra, non inseguire posizioni radicali.

    Il centrodestra ha garantito stabilità politica e governi duraturi negli ultimi decenni.

    Questo equilibrio non dovrebbe essere compromesso, secondo il presidente della Regione.

    Le conseguenze dell’ingresso di Vannacci

    Occhiuto valuta anche il peso elettorale di Vannacci e le possibili ripercussioni.

    Il generale ha già usato la Lega come un taxi, sottraendo voti.

    Se entrasse nel centrodestra, inizierebbe a erodere consenso anche a Fratelli d’Italia.

    Giorgia Meloni è definita da Occhiuto “la vera risorsa del centrodestra”.

    Una campagna elettorale con Vannacci alleato la costringerebbe a confrontarsi con polemiche continue.

    La campagna si sposterebbe sul terreno di Vannacci, non su quello della coalizione.

    Posizioni antistoriche e assenza di ricette economiche

    Pur riconoscendo a Vannacci una potenziale capacità di attrarre consensi, Occhiuto dubita della sua capacità di governo.

    Le elezioni servono per governare, non solo per vincere.

    Un centrodestra con Vannacci non potrebbe governare un Paese complesso come l’Italia.

    Sarebbe un salto all’indietro, poiché le sue posizioni sono antistoriche.

    L’esponente azzurro critica inoltre Vannacci per le sue logiche populiste.

    Cercano il colpevole più della soluzione ai problemi, ha detto Occhiuto.

    Inoltre, non sembra avere una ricetta economica per il Paese.

  • Vannacci lancia nuovo partito: deputato saluta con “cari amici camerati”

    Vannacci lancia nuovo partito: deputato saluta con “cari amici camerati”

    Roma: un deputato ha salutato la platea con la controversa espressione “cari amici camerati” durante l’assemblea costituente del nuovo partito di Roberto Vannacci.

    L’evento, che ha visto Vannacci lancia nuovo partito, si è tenuto nella capitale per formalizzare il percorso politico.

    La frase ha generato un acceso dibattito.

    Le parole del deputato Furgiele

    L’episodio ha avuto come protagonista Domenico Furgiele, parlamentare calabrese.

    Furgiele è recentemente passato dalla Lega a “Futuro e Libertà per Vannacci”.

    Ha utilizzato il termine “camerati” rivolgendosi ai presenti dal palco.

    Durante il suo discorso, Furgiele ha richiamato i principi fondamentali del partito.

    Ha citato “Dio, patria e famiglia” come riferimenti ideali.

    Al termine del suo intervento, ha ringraziato il generale Vannacci.

    Ha poi eseguito un saluto militare, pronunciando la frase: “Coraggio chiama coraggio e vittoria chiamerà la vittoria”.

    Il termine “camerati” ripetuto

    L’espressione è stata ripresa anche da Lorenzo Gasperini.

    Gasperini, esponente del movimento in Toscana, ha illustrato alcuni punti del programma.

    “Cari amici, cari camerati, si può dire?”, ha esordito Gasperini.

    La domanda, accompagnata da applausi, ha suscitato nuove reazioni positive tra i partecipanti.

  • Calabria: il movimento 5 stelle rilancia il salario minimo

    Calabria: il movimento 5 stelle rilancia il salario minimo

    Il movimento 5 stelle in Calabria ha rilanciato con forza la questione del salario minimo consiglio regionale.

    Una nuova proposta di legge è stata formalmente depositata in Consiglio regionale dalla consigliera Elisabetta Barbuto.

    Il testo è stato assegnato alla terza commissione, competente per la sanità e le attività sociali e formative, per un esame approfondito del merito, e alla seconda commissione, che si occupa di bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero, per il parere necessario.

    Il percorso legislativo e i precedenti giurisprudenziali

    Il cammino di questa proposta si preannuncia complesso, soprattutto a causa delle perplessità espresse dalla maggioranza di centrodestra e, in particolare, dei recenti orientamenti della Corte costituzionale.

    La Consulta, infatti, ha dichiarato illegittima una legge della Regione Toscana che prevedeva un punteggio premiale nei bandi di gara per le aziende che garantivano ai propri dipendenti un compenso di almeno 9 euro l’ora.

    Secondo la Corte costituzionale, l’introduzione di criteri salariali a livello locale nei bandi di gara viola i principi di concorrenza a livello nazionale.

    Le diverse interpretazioni della Corte costituzionale

    È interessante notare come la stessa Corte costituzionale avesse in precedenza espresso un parere differente.

    In un caso analogo, relativo a una legge della Regione Puglia, la Consulta aveva rigettato per inammissibilità un ricorso presentato dal Governo, non ravvisando violazioni.

    Questa diversità di interpretazioni rende il dibattito sul salario minimo in Calabria ancora più articolato e incerto.

    La discussione è fondamentale per affrontare il tema della vulnerabilità sociale e il degrado delle periferie, come anche per il contrasto allo sfruttamento del lavoro.

  • Occhiuto scherza: la Calabria non è il Veneto

    Occhiuto scherza: la Calabria non è il Veneto

    Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha condiviso un divertente retroscena durante il suo intervento all’Optimum Investors Summit – The Portofino Conversation, evento internazionale tenutosi a Rapallo.

    “Io e la mia assistente, scherzosamente, nelle nostre comunicazioni adottiamo l’hashtag #chenesazaia”, ha rivelato Occhiuto, evidenziando come la Calabria non è il Veneto e la necessità di affrontare problematiche specifiche.

    Le ragioni dietro l’hashtag ironico

    Problematiche specifiche della Calabria

    Occhiuto ha spiegato che l’uso dell’hashtag, che fa riferimento al governatore del Veneto Luca Zaia, serve a sottolineare le peculiarità e le sfide della regione Calabria.

    Ha precisato: “Zaia è un governatore bravissimo, ma usiamo questo hashtag per rimarcare le problematiche specifiche della Calabria che non è il Veneto, una regione che quasi si governa da sola”.

    Questa affermazione evidenzia la profonda differenza tra le due realtà regionali e la complessità della gestione amministrativa in Calabria, che richiede un approccio mirato e attento alle sue dinamiche uniche.

    Il contesto dell’evento internazionale

    L’intervento di Roberto Occhiuto si è svolto in un contesto di alto profilo, il summit promosso da Optimum Asset Management.

    Questo tipo di appuntamenti offre l’occasione per i leader regionali di confrontarsi e presentare le proprie visioni, ma anche per fare il punto sulle specificità dei territori.

    Le dichiarazioni di Occhiuto hanno offerto uno spunto di riflessione sulle sfide che la politica calabrese deve affrontare per promuovere lo sviluppo e il benessere dei cittadini.

    Il dibattito sulla gestione delle regioni e sulle loro caratteristiche è sempre attuale, come dimostrano anche le discussioni su temi come la corruzione regione Calabria proroga indagini.

    Il ruolo della politica regionale nel contesto italiano

    La politica regionale in Italia gioca un ruolo cruciale nello sviluppo del paese.

    Le differenze tra le varie regioni, come evidenziato da Occhiuto, richiedono strategie differenziate e una profonda conoscenza del territorio.

    La capacità di un governatore di adattare le politiche alle esigenze locali è fondamentale per il successo amministrativo.

    La Calabria, in particolare, è una regione con un grande potenziale ma anche con sfide significative, che vanno dalla gestione delle infrastrutture al sostegno dell’economia locale.

    La regione sta lavorando anche su iniziative per affrontare la vulnerabilità sociale degrado periferie, dimostrando un impegno costante nel migliorare le condizioni di vita dei suoi abitanti.

  • Occhiuto rilancia: abolire il bollo auto come berlusconi

    Occhiuto rilancia: abolire il bollo auto come berlusconi

    In Italia ci sono già troppe patrimoniali nascoste e ingiuste, che gravano su chi ha redditi molto bassi, e non se ne possono introdurre altre.

    Lo ha dichiarato il presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia, Roberto Occhiuto, in un’intervista.

    Tra gli esempi citati da Occhiuto per abolire il bollo auto.

    La proposta di Roberto Occhiuto sul bollo auto

    L’abolizione del bollo auto, secondo Occhiuto, rientra tra le misure da proporre a livello nazionale.

    Il governatore ha ricordato un episodio della campagna elettorale per le regionali calabresi, quando il suo avversario, Tridico, propose l’eliminazione del bollo in Calabria, non sapendo che una regione non ha la facoltà di attuare una tale misura.

    Questo episodio ha fatto riflettere Occhiuto sull’importanza di una proposta simile a livello centrale.

    Recuperare lo spirito delle riforme di Berlusconi

    Occhiuto ritiene che l’esperienza dei governi di Silvio Berlusconi, con l’abolizione dell’Ici e delle tasse di successione, sia un modello da seguire.

    “Quello spirito andrebbe recuperato”, ha affermato, non solo per le proposte da mettere in campo, ma anche per la comunicazione: “scelte più smart, più sexy, più impattanti sull’elettore”.

    Costo e impatto dell’abolizione del bollo auto

    Il presidente della Regione Calabria ha sottolineato che l’eliminazione del bollo auto avrebbe un costo stimato di circa 6,5 miliardi di euro.

    Ha poi aggiunto che risorse simili sono state impiegate per abbassare l’Irpef, una scelta giusta, ma spesso i cittadini non sono pienamente consapevoli dell’ammontare dell’Irpef che versano.

    Una misura immediata e comprensibile per i cittadini

    Alla domanda se l’abolizione del bollo possa rappresentare la “mossa alla Berlusconi” di cui si discute nel centrodestra in vista della prossima manovra economica, Occhiuto si è detto fiducioso.

    Ha equiparato questa possibilità all’idea di detassare le tredicesime.

    Per il governatore calabrese, tuttavia, la cancellazione del bollo auto sarebbe ancora più efficace.

    “Sarebbe ancora più immediata e dimostrerebbe il fatto che sappiamo attualizzare la linea di Berlusconi, perché cancellare una tassa o un tributo per intero è molto più efficace e anche più apprezzato dai cittadini”, ha concluso.

  • Taurianova: l’era Romeo tra critiche e aperture

    Taurianova: l’era Romeo tra critiche e aperture

    Con il recente consiglio comunale di insediamento, a Taurianova, l’era Romeo tra critiche e aperture è ufficialmente iniziata, rendendo pienamente operativo il mandato elettorale del sindaco Domenico Romeo.

    La seduta, durata circa due ore, è stata caratterizzata da adempimenti tecnici e dalle prime schermaglie politiche, delineando la nuova geografia locale.

    La nuova geografia politica a Taurianova

    La vittoria della lista “Alba Nuova” è stata influenzata anche dall’apporto di una parte del centrosinistra, un elemento che ha ridefinito gli equilibri.

    Un ruolo di spicco in questo nuovo scenario è stato ricoperto dal capogruppo di Forza Italia, Mimmo Giannetta, figura chiave nel progetto che ha portato alla sconfitta del centrodestra unito guidato da Roy Biasi.

    Queste dinamiche riflettono le complessità locali sia all’interno degli “azzurri” che del Partito Democratico.

    Le prime reazioni e le sfide future

    L’inizio del mandato del sindaco Romeo è stato accolto con diverse reazioni, tra cui alcune critiche, ma anche con segnali di apertura verso un dialogo costruttivo.

    Le sfide che attendono la nuova amministrazione sono molteplici, dalla gestione delle dinamiche politiche interne alla risposta alle esigenze della comunità.

    La composizione del consiglio comunale e le alleanze formatesi saranno cruciali per la realizzazione del programma elettorale e per affrontare le questioni più urgenti che riguardano Taurianova.

    Il dibattito politico locale si preannuncia vivace, con l’attenzione puntata sulle prossime mosse dell’amministrazione e sulle risposte che verranno date alle istanze dei cittadini.

    La capacità di Domenico Romeo di navigare tra le critiche e di mantenere aperti i canali di dialogo sarà fondamentale per il successo del suo mandato.

  • Palmi: saffiotto presidente nel segno della concordia

    Palmi: saffiotto presidente nel segno della concordia

    La nuova stagione amministrativa a Palmi ha preso il via ufficialmente con l’insediamento del primo Consiglio comunale, sotto la guida del sindaco Giovanni Calabria.

    I lavori sono stati aperti dalla consigliera Solidea Schipilliti, che ha condotto le prime fasi dell’assemblea fino alla convalida degli eletti, in un’aula gremita e un clima di emozione e responsabilità.

    L’evento ha visto saffiotto presidente nel segno della concordia, un momento significativo per la città.

    La nuova amministrazione di Palmi e gli obiettivi

    Il sindaco Giovanni Calabria ha sottolineato l’importanza di mantenere un contatto costante con la cittadinanza, invitando a non chiudersi nelle stanze del Palazzo e a operare al servizio della comunità.

    Questo approccio riflette la volontà di una gestione partecipativa e attenta alle esigenze dei cittadini.

    La presidenza di Saffiotti si inserisce in questo contesto, puntando a un’amministrazione improntata alla collaborazione e alla condivisione degli obiettivi.

    L’insediamento del consiglio comunale e le prospettive future

    La seduta di insediamento ha rappresentato l’inizio di un nuovo percorso per Palmi.

    L’atmosfera istituzionale, caratterizzata da un forte senso di responsabilità, ha evidenziato l’impegno dei neo-eletti.

    La convalida degli eletti ha formalizzato l’assetto del consiglio, pronto ad affrontare le sfide future.

    La città si aspetta ora che le promesse di rinnovamento e servizio alla comunità si traducano in azioni concrete, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei residenti e lo sviluppo del territorio.

  • Norma Amendolara contro il caporalato: nessun euro a chi sfrutta

    Norma Amendolara contro il caporalato: nessun euro a chi sfrutta

    Dopo la recente tragedia dei braccianti in Calabria, il Partito Democratico propone una nuova iniziativa: la norma Amendolara contro il caporalato.

    L’obiettivo è chiaro: impedire che le imprese agricole che si macchiano di reati gravi come il caporalato possano beneficiare di finanziamenti europei.

    Questa proposta mira a rimuovere la qualifica di agricoltore attivo a chi sfrutta esseri umani, un problema ancora molto presente in Italia e non solo.

    Fermezza contro lo sfruttamento: la proposta di Nardella

    Dario Nardella del Partito Democratico, durante il convegno “Verso la Pac 2028-2034 — Prospettive e priorità per l’agricoltura italiana ed europea”, ha sottolineato l’importanza di una posizione ferma: “Chi sfrutta gli esseri umani non può ricevere un solo euro di denaro pubblico europeo”.

    La proposta è stata avanzata a Roma, dove il dibattito si è concentrato sulle future politiche agricole.

    La condizionalità sociale e il futuro della pac

    La condizionalità sociale è un principio fondamentale che lega i pagamenti della Politica agricola comune (Pac) al rispetto di standard minimi in termini di salari, condizioni di lavoro, sicurezza e salute.

    Nardella ha espresso preoccupazione per i segnali che indicano un possibile indebolimento di questa dimensione sociale nei lavori del Consiglio, temendo che possa essere declassata o lasciata alla discrezionalità dei singoli Stati membri.

    Sarebbe un passo indietro inaccettabile per una Pac moderna, che non può ignorare i diritti delle persone mentre chiede agli agricoltori di rispettare l’ambiente.

    Un impegno per i diritti e la legalità in agricoltura

    Questa iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di lotta per la legalità e la dignità del lavoro nel settore agricolo.

    L’obiettivo è garantire che i fondi europei siano destinati esclusivamente a chi opera nel rispetto delle leggi e dei diritti dei lavoratori.

    La proposta di Nardella e del Partito Democratico è un segnale forte contro ogni forma di sfruttamento. È importante ricordare che iniziative come questa sono fondamentali per affrontare le sfide legate alla vulnerabilità sociale e al degrado in molte aree del paese.

    La presentazione degli emendamenti alla Pac è prevista entro il 7 luglio, e la discussione su queste tematiche cruciali continuerà a tenere banco.

  • Mons. savino ai neoeletti: custodire dignità persone e comunità

    Mons. savino ai neoeletti: custodire dignità persone e comunità

    Monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Ionio e vicepresidente della Cei, ha indirizzato un messaggio ai sindaci e ai consiglieri comunali recentemente eletti a Castrovillari, Francavilla Marittima e Villapiana.

    Nel suo intervento, Savino ha sottolineato l’importanza di custodire dignità persone e comunità, evidenziando come la responsabilità amministrativa debba concentrarsi sulla salvaguardia dei valori fondamentali e sul benessere collettivo.

    Il ruolo dell’amministrazione comunale: servizio e ascolto

    Monsignor Savino ha rimarcato che amministrare un Comune implica un profondo ascolto delle esigenze della popolazione.

    Questo include comprendere le aspirazioni dei giovani, le difficoltà delle famiglie, la solitudine degli anziani e le vulnerabilità di chi rischia di essere emarginato.

    Allo stesso tempo, è essenziale valorizzare le energie positive di coloro che quotidianamente contribuiscono alla crescita della comunità attraverso il lavoro, l’educazione e la cura degli altri.

    L’umiltà del servizio e la fiducia nelle istituzioni

    Il vicepresidente della Cei ha richiamato l’immagine del “grembiule” tanto cara a don Tonino Bello, simbolo di umiltà operosa e di disponibilità.

    Ha esortato i neoeletti a non lasciarsi sedurre dai “segni del potere”, ma a scegliere quelli del servizio, operando con concretezza e responsabilità al fianco dei cittadini.

    La fiducia nelle istituzioni e la qualità dei legami sociali sono elementi cruciali per uno sviluppo ordinato e solidale.

    Un augurio per il futuro della comunità

    Savino ha espresso il suo augurio affinché gli amministratori onorino la fiducia ricevuta con misura, competenza e passione.

    Ha incoraggiato a ricercare ciò che unisce e costruisce, piuttosto che ciò che divide, promuovendo un cammino comune.

    La Chiesa diocesana di Cassano all’Ionio ha manifestato rispetto e fiducia nel loro operato, augurandosi che le decisioni prese siano sempre capaci di rafforzare i legami comunitari e di accendere una speranza concreta, specialmente per i più fragili e i più giovani.

    Per approfondire il tema delle nomine in ambito regionale, si può consultare l’articolo sui direttori generali asp Reggio Calabria e Crotone.

    La visione per una crescita sostenibile

    Una comunità cresce realmente quando mantiene salde le proprie radici e, al contempo, prepara il terreno per le generazioni future.

    Questo significa adottare politiche lungimiranti che tengano conto sia del patrimonio culturale e sociale esistente, sia delle nuove sfide e opportunità.

    La governance locale deve essere un luogo di servizio e non di distanza, dove le decisioni sono prese con l’obiettivo primario di migliorare la vita dei cittadini.

    Un esempio di dibattito sull’innovazione e il futuro si è avuto a Cosenza, dove è stata discussa l’intelligenza artificiale produttività lavoro.

  • Calabria: stop lavoro ore calde, ordinanza Occhiuto

    Calabria: stop lavoro ore calde, ordinanza Occhiuto

    Calabria: stop lavoro ore calde, ordinanza Occhiuto

    Il presidente Roberto Occhiuto ha firmato un’ordinanza che prevede lo stop lavoro ore calde su tutto il territorio regionale, una misura volta a tutelare la salute dei lavoratori.

    Questo provvedimento, in vigore fino al 30 settembre, mira a proteggere gli addetti di settori particolarmente esposti all’innalzamento delle temperature.

    Misure per la tutela dei lavoratori

    L’ordinanza introduce specifiche misure per i lavoratori impiegati in contesti considerati a rischio.

    Questi includono il settore agricolo e florovivaistico, l’igiene ambientale, i cantieri edili e affini, gli stabilimenti con attività in ambienti confinati o privi di ventilazione adeguata, e il settore estrattivo.

    Settori interessati e condizioni di rischio

    Secondo il testo dell’ordinanza, i lavoratori di questi settori sono esposti a “condizioni microclimatiche particolarmente gravose”, poiché le loro attività si svolgono all’aperto o in ambienti con temperature elevate, senza possibilità di riparo dal sole e dal calore nelle ore più calde della giornata.

    Questa iniziativa si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso la sicurezza sul lavoro, come dimostrano anche altre azioni intraprese per contrastare il lavoro irregolare, ad esempio le sanzioni e sospensioni per imprese a Reggio Calabria per lavoro nero.

    Orari e criteri di applicazione

    Il divieto di svolgere attività lavorative è valido tra le 12:30 e le 16:00.

    Tuttavia, l’applicazione è limitata ai giorni in cui la mappa del rischio, consultabile sul sito worklimate.it, indica un livello di rischio “alto” per “lavoratori esposti al sole” con “attività fisica intensa” alle ore 12.

    Questa precisazione garantisce che l’ordinanza venga applicata in modo mirato, solo quando le condizioni climatiche rappresentano un reale pericolo per la salute dei lavoratori.

  • Lamezia Terme: scontro politico su futuro nazionale vannacci

    Lamezia Terme: scontro politico su futuro nazionale vannacci

    È ancora acceso il dibattito politico a Lamezia Terme tra i nuovi consiglieri di Futuro Nazionale con Vannacci e le opposizioni cittadine, in particolare il Partito Democratico.

    Non sono bastate le rassicurazioni del sindaco Mario Murone a placare gli animi, segno di un profondo scontro politico su futuro nazionale vannacci che sta infiammando la scena locale.

    Questa dinamica è figlia di un cambiamento significativo, ovvero lo scioglimento della Lega lametina e il distacco del deputato Domenico Furgiuele, che ha creato un vuoto poi riempito da questa nuova formazione.

    Lamezia Terme, infatti, si distingue per essere il primo comune ad accogliere il movimento del generale Vannacci nella propria consiliatura, anticipando la nascita ufficiale del Partito prevista a Roma.

    Le reazioni e le critiche delle opposizioni

    Il segretario del Partito Democratico, Vittorio Paola, ha definito la situazione una “pièce teatrale dell’assurdo”.

    Ha criticato il sindaco per aver parlato di un governo cittadino aperto e inclusivo, senza spiegare come questi principi possano coesistere con le posizioni attribuite a Vannacci, definite “violente, razziste e divisive”.

    Paola ha sottolineato un’ambiguità inemendabile, accusando il primo cittadino e le forze di maggioranza di accettare tacitamente queste contraddizioni.

    L’appello ai leader della destra Calabrese

    Di fronte a questa situazione, Paola ha lanciato un appello a figure di spicco della destra calabrese, come Wanda Ferro, Marco Polimeni, Antonio Montuoro, Emanuele Ionà e Pino Galati.

    Finora, infatti, non si è registrata alcuna dichiarazione o commento da parte di questi esponenti politici riguardo alla questione.

    Questo silenzio alimenta ulteriormente le polemiche e le speculazioni sulla direzione politica che la città intende prendere.

    Il tema della politica locale e delle sue evoluzioni è sempre al centro dell’attenzione in Calabria, come dimostrano anche altre notizie recenti riguardanti il gruppo consiliare futuro nazionale vannacci a Lamezia Terme e le dinamiche politiche che interessano i vari comuni della regione.

  • Corruzione regione Calabria: pm chiedono proroga indagini per Occhiuto

    Corruzione regione Calabria: pm chiedono proroga indagini per Occhiuto

    Corruzione regione Calabria: la procura ha richiesto la proroga delle indagini per il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

    La richiesta è stata depositata all’ufficio del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro e riguarda anche un ex amministratore unico di Ferrovie della Calabria e un ex manager di Amaco.

    L’ipotesi di reato su cui gli inquirenti stanno lavorando è quella di corruzione.

    La richiesta di proroga delle indagini

    La decisione della procura di chiedere la proroga delle indagini significa che, almeno per il momento, non ci sarà archiviazione per Roberto Occhiuto e gli altri coinvolti.

    Tra questi figurano Ernesto Ferraro, già amministratore unico di Ferrovie della Calabria, e Paolo Posteraro, ex manager di Amaco, società di trasporti del Comune di Cosenza.

    Posteraro, in passato socio del governatore, ha ricoperto anche il ruolo di capo della segreteria di Matilde Siracusano, sottosegretaria per i Rapporti col Parlamento e compagna del presidente.

    Implicazioni e prossimi passi

    Se il gip dovesse accogliere la richiesta del sostituto procuratore Domenico Assumma, le indagini potranno proseguire fino al mese di novembre.

    Questo consentirebbe agli inquirenti di approfondire ulteriormente gli accertamenti sull’ipotesi di corruzione che grava sui coinvolti.

    La situazione rimane in evoluzione e si attendono sviluppi nei prossimi mesi.

    Per approfondire altre notizie di politica calabrese, puoi leggere l’articolo Tallini torna in politica con Vannacci, esperienza importante.

  • Calabria: 15 milioni per contrastare la vulnerabilità sociale

    Calabria: 15 milioni per contrastare la vulnerabilità sociale

    La Regione Calabria ha intrapreso un’importante iniziativa per contrastare la vulnerabilità sociale e il degrado nelle aree periferiche del territorio.

    Sono stati finanziati 11 progetti con un investimento complessivo di 15 milioni di euro, destinati a sostenere individui in condizioni di fragilità socio-economica, anziani, persone con disabilità, detenuti, migranti regolari e senza fissa dimora.

    L’obiettivo è portare il welfare di prossimità dove il bisogno è più sentito, garantendo pari opportunità a tutti i cittadini.

    Il progetto p.art.e.c.i.p.o. e la visione regionale

    Un impegno concreto per l’inclusione

    L’assessore regionale all’inclusione sociale, welfare e pari opportunità, Pasqualina Straface, ha sottolineato l’importanza del progetto P.Art.E.C.I.P.O.

    (Programmi Articolati E Coordinati In Periferie Organizzate) durante l’incontro con i Comuni e i soggetti coinvolti.

    Ha evidenziato come questa misura, fortemente voluta anche dal presidente Roberto Occhiuto, rappresenti un’azione concreta per abbattere le disuguaglianze ambientali e sociali.

    L’intento è trasformare le periferie, spesso invisibili e dimenticate, in luoghi di partecipazione e nuove opportunità, riducendo le distanze tra i cittadini e migliorando l’accesso ai servizi essenziali.

    I comuni e i partner coinvolti[/h3} i progetti ammessi coinvolgono 11 Comuni capofila, tra cui Cosenza, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Roghudi, Motta san Giovanni, Campo Calabro, Palmi, corigliano-rossano, Cirò Marina, Villa san Giovanni e Domanico. Questi interventi avranno una durata di 36 mesi e saranno realizzati grazie a partenariati e reti locali che includono enti del terzo settore, scuole, università, aziende sanitarie provinciali, camere di commercio, centri per l’impiego e associazioni. Questa collaborazione mira a creare un ecosistema territoriale di inclusione. per esempio, a Reggio Calabria è stato finanziato il progetto “PERCORSI – Percorrere Strade di Inclusione” con un importo significativo. la città di Reggio Calabria sta affrontando diverse sfide, tra cui lo spopolamento, sfida prioritaria per il sindaco.

    dettagli e obiettivi dei progetti

    [h3]fondi e tipologie di intervento

    I fondi stanziati sono stati ripartiti tra i vari progetti, con somme che vanno da 343.933,19 euro per “SPETTATTORI” del Comune di Domanico a 3.882.304,35 euro per “PERCORSI – Percorrere Strade di Inclusione” del Comune di Reggio Calabria.

    Le azioni previste sono molteplici e mirano a rispondere a un quadro articolato di bisogni.

    Tra queste, si includono sportelli di ascolto, presidi territoriali, supporto a famiglie con minori, contrasto alla povertà educativa, supporto psicologico, mediazione culturale e accompagnamento all’occupabilità.

    [H3]Risposte alle fragilità del territorio[/H3} I progetti si propongono di affrontare problematiche quali la dispersione scolastica, la solitudine degli anziani, la disoccupazione giovanile, le fragilità familiari, la marginalità urbana, l’isolamento delle frazioni e le difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari e sociali.

    Sono previsti interventi come la formazione, l’orientamento al lavoro, l’assistenza domiciliare, il trasporto sociale, la distribuzione di beni primari e la rigenerazione degli spazi pubblici.

    L’assessore Straface ha ribadito che il successo di questi progetti dipenderà dalla capacità di produrre servizi reali e di costruire percorsi personalizzati, trasformando le periferie in luoghi di partecipazione e opportunità.

  • Castrovillari: rapani si congratula con il sindaco anna de gaio

    Castrovillari: rapani si congratula con il sindaco anna de gaio

    Castrovillari: rapani si congratula con il sindaco anna de gaio

    Il senatore di Fratelli d’Italia, Ernesto Rapani, ha espresso le sue più sentite congratulazioni ad Anna De Gaio per la sua brillante affermazione elettorale, che la vedrà guidare la città di Castrovillari nei prossimi anni come sindaco anna de gaio.

    La vittoria di anna de gaio a Castrovillari

    Rapani ha sottolineato come la vittoria della neo-eletta rappresenti il riconoscimento di un percorso costruito con serietà, competenza e una grande vicinanza ai cittadini.

    Il senatore ha dichiarato di aver creduto fortemente nella sua candidatura fin dall’inizio, ritenendola la figura più autorevole, prestigiosa e adeguata per interpretare le esigenze di una comunità importante come quella di Castrovillari.

    Questa convinzione è stata sostenuta con determinazione all’interno del partito e della coalizione, contribuendo a valorizzare una proposta politica capace di raccogliere consenso e fiducia.

    Il legame con la città e il supporto istituzionale

    Per il parlamentare calabrese, il risultato elettorale conferma il profondo legame che Anna De Gaio ha saputo instaurare con la città.

    La straordinaria partecipazione e il calore dimostrato dai cittadini durante tutta la campagna elettorale sono la testimonianza più evidente delle qualità umane e professionali del nuovo sindaco.

    La sua disponibilità all’ascolto, il rapporto diretto con le persone e la capacità di dialogare con tutti hanno rappresentato elementi decisivi per il successo ottenuto.

    Il senatore Rapani ha inoltre manifestato piena disponibilità istituzionale a collaborare con la nuova amministrazione comunale.

    Ha assunto l’impegno di portare avanti le ragioni, le necessità e le problematiche della città, affinché possano trovare adeguata attenzione a livello regionale e nazionale.

    L’obiettivo è che le istituzioni lavorino insieme per offrire risposte concrete ai cittadini e favorire nuove opportunità di crescita.

    Auguri e prospettive future per Castrovillari

    In conclusione, Rapani ha rivolto un messaggio di augurio al neo sindaco.

    “Ad Anna De Gaio rivolgo un sincero augurio di buon lavoro e un grande in bocca al lupo.

    Sono certo che, grazie alle sue capacità amministrative e alla sua visione, saprà traghettare il centro del Pollino verso una stagione di maggiore produttività e sviluppo, a partire dalla creazione di nuove opportunità occupazionali e dal rilancio economico del territorio.” Il senatore è convinto che Castrovillari disponga di tutte le potenzialità per diventare un punto di riferimento sempre più forte per l’intera area del Pollino e che il nuovo sindaco saprà valorizzarle al meglio.

    Un esempio di come la politica locale possa influire sul benessere dei cittadini è dato anche dalla discussione sulle misure per la sicurezza della viabilità comunale in altri centri calabresi, tema sempre caro agli amministratori.

  • Ponte sullo Stretto: no ponte chiede dimissioni di ciucci

    Ponte sullo Stretto: no ponte chiede dimissioni di ciucci

    Ponte sullo stretto: no ponte chiede dimissioni dell’amministratore delegato Pietro Ciucci dopo l’apertura di un’inchiesta per corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio.

    Secondo i movimenti e le associazioni contrarie alla costruzione del ponte, Ciucci dovrebbe dimettersi o essere rimosso, poiché l’indagine solleva seri dubbi sulla gestione della società Stretto di Messina.

    L’ex sindaco di Messina, Renato Accorinti, e l’attivista Gino Sturniolo sottolineano come l’opera sia considerata inutile e uno spreco di risorse pubbliche, evidenziando le criticità già sollevate dalla Corte dei Conti.

    Le accuse e le richieste di dimissioni

    L’indagine in corso ha intensificato le critiche dei movimenti “No Ponte”.

    L’associazione Invece del Ponte ha dichiarato che se si tenta la corruzione per aggirare la paralisi, la situazione è grave.

    Per loro, chi amministra un’azienda che non raggiunge gli obiettivi e presenta un “fumus” di corruzione dovrebbe dimettersi o essere rimosso dai vertici politici.

    Questo scenario, secondo l’associazione, è un chiaro segnale di malfunzionamento e mancanza di controllo.

    Le reazioni dell’ex sindaco di Messina

    Renato Accorinti, ex sindaco di Messina e figura di spicco del movimento No Ponte, ha espresso preoccupazione per la notizia, pur preferendo attendere l’accertamento dei fatti.

    Ha ribadito la sua convinzione sull’inutilità dell’opera, definendola “sovradimensionata quanto inutile”, e ha criticato il fatto che tali meccanismi attirino persone non realmente interessate al benessere dello Stretto e alla mobilità dei cittadini.

    Accorinti ha ricordato la sua battaglia contro il ponte, iniziata nel 2002, suggerendo che soluzioni più semplici ed economiche, come l’aumento di aliscafi e navi moderne, avrebbero potuto migliorare la mobilità senza sperperare denaro pubblico.

    Per approfondire le questioni legate alle infrastrutture calabresi, è possibile consultare l’articolo infrastrutture calabresi ponte stretto.

    Le critiche di Gino Sturniolo e le incongruenze evidenziate

    Gino Sturniolo, altro leader dell’assemblea No Ponte e autore di libri sull’argomento, ha preferito non commentare direttamente l’inchiesta, ma ha ribadito la sua convinzione che il progetto del Ponte sullo Stretto sia un meccanismo per sperperare risorse pubbliche, indipendentemente dalla sua realizzazione finale.

    Sturniolo ha richiamato le osservazioni della Corte dei Conti, che aveva evidenziato come l’operazione fosse partita recuperando un vecchio contratto, alcune società e un progetto ormai anacronistico e sbagliato.

    Le incongruenze riguardavano il tipo di finanziamento e i prezzi, che avrebbero dovuto essere rivisti.

    Il ruolo della politica e il futuro della società Stretto di Messina

    Secondo Sturniolo, la società Stretto di Messina avrebbe dovuto essere liquidata già nel 2013, ma le scelte politiche dei governi succeduti hanno continuato a rimandare la decisione, fino alla “resurrezione” del progetto tre anni fa.

    Sia Accorinti che Sturniolo auspicano che questo capitolo si chiuda definitivamente, con la liquidazione della società e lo studio di opere realmente necessarie per la Sicilia e la Calabria, che non coinvolgano un dispendio di denaro pubblico per progetti ritenuti superflui.

    Le indagini sulla corruzione e il segreto d’ufficio legate al ponte sono un tema di grande attualità, come riportato anche nell’articolo inchiesta corruzione e segreto ufficio.

  • Ponte sullo Stretto: inchiesta corruzione e segreto ufficio, bonelli chiede stop

    Ponte sullo Stretto: inchiesta corruzione e segreto ufficio, bonelli chiede stop

    L’indagine della Procura di Roma per inchiesta corruzione e segreto ufficio sul progetto del ponte sullo stretto sta mettendo in luce una serie di forzature e opacità che il Partito Democratico denuncia da tempo.

    Le recenti perquisizioni effettuate dal Ros, che hanno coinvolto figure chiave come un ex consigliere di amministrazione della società Stretto di Messina Spa, confermano l’esistenza di zone d’ombra preoccupanti attorno a un’opera che il ministro Matteo Salvini ha trasformato in una bandiera ideologica, ignorando i rischi e i pareri tecnici.

    Mentre la magistratura indaga su possibili condizionamenti per l’esame di legittimità della Corte dei Conti sul progetto definitivo, si assiste a uno spettacolo di divisione politica.

    Anthony Barbagallo, capogruppo del Pd in commissione Trasporti alla Camera, ha evidenziato come lo scontro tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia per il controllo della governance della società dello Stretto dimostri che il Ponte è percepito come un’opportunità di potere, a discapito dei cittadini calabresi e siciliani.

    Il clima attorno all’opera è diventato insostenibile, con scorciatoie procedurali che, secondo Barbagallo, stanno mostrando la loro fragilità.

    Le denunce di avs e le richieste di chiarezza

    Nicola Fratoianni di Avs ha espresso preoccupazione per le indagini che documenterebbero tentativi di condizionare l’esame della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto.

    Se confermate, queste condotte sarebbero un fatto clamoroso, che rafforzerebbe le denunce di Avs riguardo a un progetto “inutile e costoso”, con un grave rischio di infiltrazioni di interessi illeciti.

    Le parole di angelo bonelli e le richieste al governo

    Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, ha definito la gravità dei fatti emersi dall’inchiesta “inaudita”.

    Ha sottolineato i presunti tentativi di condizionare la decisione della Corte dei Conti sulla delibera Cipess relativa al Ponte sullo Stretto di Messina.

    Bonelli ha ricordato di aver depositato il sesto esposto integrativo alla Procura di Roma sulle procedure adottate dal Governo, che a suo avviso violano le norme italiane ed europee in materia di appalti e ambiente.

    Ha criticato la segretezza con cui il Governo ha gestito la questione, arrivando a negare a un parlamentare gli atti scambiati con la magistratura contabile.

    Bonelli ha evidenziato come il Governo abbia forzato ogni passaggio per arrivare alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera Cipess, una scelta che avrebbe fatto maturare diritti in capo alla società costruttrice, esponendo lo Stato al rischio di penali miliardarie.

    Ha ricordato che il progetto, valutato nel 1997, è vecchio e privo di valutazioni sismiche aggiornate, con un costo di 14 miliardi di euro interamente a carico dello Stato, mentre in origine prevedeva il 60% di fondi privati.

    Il deputato ha concluso chiedendo al Governo di fermarsi immediatamente e di chiarire la situazione.

    Ha sollecitato la restituzione dei 14 miliardi di euro agli italiani per destinarli a priorità come sanità, scuola e pensioni.

    Per approfondire il tema delle infrastrutture in Calabria, è possibile consultare l’articolo infrastrutture calabresi ponte stretto.

    Inoltre, riguardo alle indagini sul ponte, un altro articolo rilevante è ponte sullo stretto procura roma.

    La lottizzazione politica e le critiche alla gestione

    Le accuse di lottizzazione politica si fanno sempre più pressanti.

    La rimozione di un esponente della Lega a favore di un fedelissimo di Fratelli d’Italia per il controllo della società Stretto di Messina è vista come un chiaro segnale di come il progetto sia diventato un terreno di scontro per il potere.

    I critici sostengono che questa “folle corsa al consenso elettorale” stia compromettendo la trasparenza e la legalità, a discapito degli interessi dei cittadini.

  • Lamezia Terme: nasce il gruppo consiliare futuro nazionale vannacci

    Lamezia Terme: nasce il gruppo consiliare futuro nazionale vannacci

    Lamezia Terme vede la nascita del nuovo gruppo consiliare Futuro Nazionale Vannacci.

    Si tratta del primo in Calabria e rappresenta una svolta politica significativa per l’amministrazione locale.

    Questa iniziativa segue l’adesione del deputato Domenico Furgiuele al medesimo progetto a livello nazionale, consolidando una nuova forza politica sul territorio.

    La formazione del gruppo e i suoi membri

    Il gruppo consiliare di Futuro Nazionale a Lamezia Terme è composto da tre figure chiave, precedentemente legate alla Lega.

    Tra i fondatori figurano Massimo Cristiano e Carmine Villella, entrambi ex consiglieri leghisti e stretti collaboratori del deputato Furgiuele.

    A loro si aggiunge Donatella Amicarelli, attuale assessora all’Ambiente.

    La loro unione sotto la bandiera di Futuro Nazionale è stata ufficializzata tramite una nota congiunta, in cui hanno espresso le motivazioni alla base di questa scelta politica.

    Principi e obiettivi di Futuro Nazionale

    Gli ex esponenti della Lega hanno sottolineato che l’adesione a Futuro Nazionale è una decisione coerente con i valori che da sempre li contraddistinguono: identitarismo, tradizionalismo e sovranismo.

    Essi ritengono che l’Italia abbia bisogno di un sistema politico basato su maggiore ordine, disciplina e un rispetto più profondo delle regole e delle istituzioni.

    Il gruppo si impegna per uno Stato più autorevole, capace di garantire la sicurezza dei cittadini e l’applicazione effettiva dei principi di legalità e responsabilità.

    L’obiettivo è rafforzare l’autorità statale, pur mantenendo il pieno rispetto della democrazia e delle libertà costituzionali, considerate essenziali per affrontare le sfide attuali e costruire un futuro più stabile per la nazione.

    Impatto sugli equilibri politici locali

    Nonostante la formazione del nuovo gruppo, i membri hanno assicurato che l’adesione a Futuro Nazionale non comporterà modifiche agli equilibri politico-amministrativi dell’attuale maggioranza.

    Il sostegno al sindaco Mario Murone, la lealtà verso la coalizione e l’impegno per l’attuazione del programma amministrativo rimangono invariati.

    Questa decisione è stata condivisa con il sindaco in precedenza, il quale ha mostrato rispetto per le motivazioni e il percorso intrapreso, mantenendo un rapporto di correttezza, trasparenza e leale collaborazione.

    Per approfondimenti sulle dinamiche politiche locali, si può consultare l’articolo sulle decisioni di Furgiuele.

  • Catanzaro: tallini torna in politica con vannacci, esperienza importante

    Catanzaro: tallini torna in politica con vannacci, esperienza importante

    A Catanzaro, l’ex presidente del Consiglio regionale Domenico Tallini torna in politica con Roberto Vannacci, segnando un rientro attivo e un’esperienza importante.

    Questa è la prima volta che l’ex esponente di Forza Italia prende una tessera di partito dopo la sua precedente militanza.

    Tallini ha partecipato alle riunioni per la costituzione dei circoli, aderendo al nuovo progetto politico anche grazie alla sua vicinanza a Gianni Alemanno.

    Insieme a lui e al suo gruppo, ha valutato l’opportunità di questa nuova avventura, ritenendola un’occasione da non perdere.

    Il futuro nazionale e le nuove prospettive politiche

    Tallini osserva con attenzione il panorama politico attuale e interpreta il nuovo movimento come un “fenomeno che va saputo leggere bene”.

    Secondo la sua esperienza, questo progetto presenta “caratteristiche non comuni” che meritano considerazione.

    L’ex presidente si muove tra l’entusiasmo per questa nuova fase e una certa cautela riguardo all’evoluzione futura del partito.

    Temi delicati e delusione nel centrodestra

    Tallini non nasconde che ci sono “temi delicati, che toccano la pancia della gente”.

    Ammette, inoltre, una “certa delusione rispetto all’attuale centrodestra”.

    Sottolinea come alcune questioni meritino una riflessione approfondita, citando la “remigrazione” come esempio.

    Questo tema, particolarmente sentito al Nord, è legato alla sicurezza percepita dai cittadini, e secondo Tallini, i risultati del governo di centrodestra non hanno soddisfatto le aspettative.

    La remigrazione, aggiunge, deve essere letta anche in relazione alla forte decrescita demografica che il paese sta attraversando.

    Per approfondire il contesto politico calabrese e le dinamiche elettorali, è possibile consultare altri articoli sul nostro sito, come quello sulle elezioni metropolitane fissate a Reggio Calabria o sulla situazione politica a Crotone.

  • Occhiuto celebra de Gaio a Castrovillari: origini umili e successo politico

    Occhiuto celebra de Gaio a Castrovillari: origini umili e successo politico

    Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha celebrato sui social il successo di Anna De Gaio a Castrovillari, riprendendo un estratto del suo comizio pre-elettorale finale.

    Nelle sue dichiarazioni a sostegno della candidata del centrodestra, Occhiuto ha messo in evidenza le origini umili e successo politico di entrambi, invitando a esserne fieri.

    Il messaggio di Occhiuto e il valore delle radici

    Occhiuto ha sottolineato come la narrazione che vorrebbe screditare De Gaio a causa delle sue origini modeste sia priva di fondamento. “Dileggiata perché di origini umili?

    Lo sono anche io.

    E guido la Regione”, ha affermato il presidente, ribadendo con forza che le proprie radici non devono essere motivo di vergogna, ma al contrario, una spinta e un vanto.

    Questo messaggio rafforza l’idea che l’impegno e la determinazione possano superare qualsiasi ostacolo sociale.

    Castrovillari e il sostegno politico

    Il supporto di Roberto Occhiuto ad Anna De Gaio evidenzia l’importanza del radicamento territoriale e della vicinanza ai cittadini.

    La sua elezione a Castrovillari riceve un’attenzione significativa, non solo per il risultato in sé, ma per il messaggio che porta con sé riguardo alla rappresentanza e al riconoscimento del valore individuale, al di là delle condizioni di partenza.

    Il presidente della Regione ha più volte ribadito l’importanza di una politica che ascolti e supporti le comunità locali.

    Le implicazioni del discorso di Occhiuto

    Il discorso di Occhiuto si inserisce in un contesto più ampio di valorizzazione delle figure politiche che provengono da percorsi meno privilegiati.

    Questo tipo di comunicazione mira a creare un legame più stretto con l’elettorato, dimostrando empatia e comprensione delle difficoltà quotidiane.

    Similmente, il tema della vera alta velocità ferroviaria in Calabria o i finanziamenti viaggio familiari e rimpatrio salme sono esempi di come la politica cerchi di rispondere alle esigenze concrete della popolazione.

  • Calabria: occhiuto propone finanziamenti viaggio familiari e rimpatrio salme

    Calabria: occhiuto propone finanziamenti viaggio familiari e rimpatrio salme

    Nel Consiglio regionale della Calabria è stato acceso un dibattito intenso sulla tragica scomparsa di alcuni braccianti, un evento che ha scosso profondamente la comunità.

    Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha focalizzato l’attenzione del Consiglio sulla necessità di affrontare il fenomeno del caporalato e ha proposto finanziamenti viaggio familiari e rimpatrio salme per le vittime.

    Questo tema, posto al primo punto dei lavori, evidenzia la volontà di reagire prontamente a una tragedia che, al di là dell’aspetto giudiziario, impone una riflessione profonda sullo sfruttamento dei lavoratori e sulla mancata inclusione sociale.

    L’impegno della regione contro lo sfruttamento

    Occhiuto ha sottolineato come la Regione non abbia atteso l’evento di Amendolara per agire.

    Ha ricordato che molte iniziative erano già state intraprese, respingendo l’idea di un’azione posticipata.

    Gli assessori all’inclusione sociale, Pasqualina Straface, e all’agricoltura, Gianluca Gallo, hanno illustrato le misure adottate.

    In particolare, Straface ha menzionato la riattivazione del tavolo anti-caporalato il 30 aprile, con la partecipazione di prefetti, ispettorato del lavoro, Anci, sindacati e associazioni di categoria.

    Da questo tavolo è emersa l’idea di istituire una cabina di regia permanente per monitorare il fenomeno e favorire lo scambio di informazioni.

    Inoltre, sono stati riattivati progetti importanti come “Supreme due”, mirato alla prevenzione e al contrasto del lavoro sommerso e del caporalato.

    Le reazioni e le proposte politiche

    Durante il dibattito, è stata ribadita l’urgenza di un maggiore impegno nella lotta al caporalato.

    Esponenti dell’opposizione di centrosinistra hanno evidenziato la carenza di investimenti per gli Ispettorati del lavoro e la necessità di intercettare le macro-illegalità nel settore, proponendo un’integrazione delle banche dati tra i vari enti.

    Un momento di tensione si è registrato quando un esponente del Partito Democratico ha accusato la maggioranza di avere “le mani sporche di sangue”, un’affermazione energicamente respinta da una rappresentante di Fratelli d’Italia, Daniela Iiriti, che ha replicato: “Il caporalato non è solo in Calabria.

    Le mani sporche di sangue, forse, allora le abbiamo tutti”.

    Questa affermazione sottolinea la complessità e la diffusione del problema a livello nazionale.

    La questione dello sfruttamento dei braccianti è stata oggetto di attenzione anche a livello sindacale, come dimostrato dal corteo contro il caporalato ad Amendolara, che ha visto migliaia di persone scendere in piazza per chiedere maggiore sicurezza e legalità.

    Prospettive future e solidarietà

    La proposta del presidente Occhiuto di finanziare il viaggio dei familiari delle vittime e il rimpatrio delle salme rappresenta un gesto concreto di solidarietà e un impegno a supportare le famiglie colpite da questa tragedia.

    La discussione in Consiglio regionale ha messo in luce la volontà di affrontare in maniera sistemica le problematiche legate al caporalato e allo sfruttamento lavorativo, con l’obiettivo di garantire maggiore dignità e sicurezza a tutti i lavoratori della Calabria.

    La regione si impegna a proseguire le azioni di contrasto e prevenzione, rafforzando la rete di collaborazione tra le istituzioni e le organizzazioni del territorio.

  • Consiglio regionale Calabria: minuto di silenzio per vittime Amendolara

    Consiglio regionale Calabria: minuto di silenzio per vittime Amendolara

    Il consiglio regionale Calabria ha dedicato un minuto di silenzio per le vittime di Amendolara, un tragico evento che ha scosso profondamente la comunità calabrese.

    Questo gesto simbolico si è svolto durante la seduta del consiglio, su iniziativa del presidente del consiglio regionale, Salvatore Cirillo, e del presidente della Regione, Roberto Occhiuto.

    L’obiettivo è stato quello di richiamare l’attenzione sulle gravi problematiche del caporalato e dello sfruttamento lavorativo.

    L’impegno del consiglio regionale contro il caporalato

    Il presidente Cirillo ha sottolineato la necessità di una maggiore responsabilità e di un’azione istituzionale più incisiva sui temi legati al caporalato e alla tutela della dignità delle persone.

    La discussione in aula ha mirato a trovare una risposta condivisa, chiara e ferma di fronte a queste emergenze sociali.

    Un segnale di vicinanza e rinnovato impegno

    L’iniziativa del minuto di silenzio per le vittime di Amendolara è stata un modo per esprimere vicinanza alle famiglie colpite dalla tragedia.

    Il presidente Cirillo ha auspicato che da questo dibattito possa emergere un rinnovato impegno della Calabria a favore della legalità, del lavoro dignitoso e della difesa dei diritti umani.

    Come abbiamo riportato in un articolo precedente, Cgil e politica hanno sfilato in corteo per sicurezza e legalità ad Amendolara, evidenziando la crescente attenzione su queste tematiche.

    La commemorazione delle vittime e il futuro della Calabria

    Prima dell’avvio della discussione, l’aula ha osservato un minuto di silenzio in memoria dei lavoratori deceduti.

    Questo momento di raccoglimento ha voluto rafforzare l’idea che la Calabria deve essere in prima linea nella lotta contro ogni forma di sfruttamento e nella promozione di condizioni di lavoro eque per tutti.

    La situazione dei braccianti agricoli e il rischio di caporalato sono temi di grande attualità nella regione, come dimostra anche il dibattito sui braccianti a rischio nella Sibaritide.

  • Calabria: legge fine vita, Occhiuto chiede norma nazionale

    Calabria: legge fine vita, Occhiuto chiede norma nazionale

    In Calabria, la legge fine vita è un argomento che genera dibattito e attende sviluppi concreti.

    Nonostante qualche timido segnale, una vera e propria svolta normativa non è ancora arrivata.

    Il governatore Roberto Occhiuto continua a insistere per l’approvazione di una legge fine vita Occhiuto norma nazionale, ritenendo che la questione debba essere affrontata a livello parlamentare piuttosto che regionale.

    La posizione di Roberto Occhiuto sul fine vita

    Il presidente Roberto Occhiuto ha più volte ribadito la sua ferma convinzione che il tema del fine vita richieda una legislazione nazionale.

    Questa posizione, che mira a smuovere le coscienze all’interno del centrodestra, riflette un desiderio di modernizzare l’immagine della coalizione su temi legati ai diritti civili.

    Occhiuto ha evidenziato come l’assenza di un approccio progressista su tali questioni possa allontanare i giovani elettori, che cercano nel panorama politico risposte attuali e inclusive.

    Le sfide politiche e la necessità di un intervento centrale

    La spinta di Occhiuto per una norma nazionale è dettata dalla complessità e dalla delicatezza del tema, che necessita di un quadro legislativo uniforme per evitare disuguaglianze tra le diverse regioni.

    Il governatore ha chiarito che, sebbene la Regione Calabria abbia la possibilità di intervenire, un’azione a livello centrale sarebbe preferibile per garantire coerenza e completezza.

    Possibili scenari futuri in Calabria

    Alla domanda su cosa ostacoli l’approvazione di una legge regionale sul fine vita, Occhiuto ha risposto che l’attesa di una normativa nazionale è prioritaria.

    Tuttavia, ha anche lasciato intendere che, in assenza di un intervento del Parlamento entro alcuni mesi, la Regione potrebbe valutare di agire autonomamente.

    Questo indica una volontà di non lasciare il tema in sospeso indefinitamente, qualora il legislatore nazionale non dovesse prendere una posizione chiara.

    La situazione della sanità in Calabria è spesso al centro dell’attenzione, come dimostra anche la recente notizia sulla riattivazione degli ascensori all’ospedale di Locri, evidenziando le sfide che il sistema sanitario regionale deve affrontare.

    L’impatto sui diritti civili e sull’elettorato giovane

    Il presidente Occhiuto ha sottolineato come la sensibilità su temi come i diritti civili sia fondamentale per intercettare l’attenzione delle nuove generazioni.

    La sua battaglia per una legge nazionale sul fine vita si inserisce in un più ampio progetto di rinnovamento politico, volto a presentare il centrodestra come una forza capace di affrontare le sfide della società contemporanea con una visione aperta e liberale.

  • Crotone: nasce la giunta, conferme e nuovi equilibri in aula

    Crotone: nasce la giunta, conferme e nuovi equilibri in aula

    Sarà presentata questa mattina, alle ore 10, nella sala consiliare del comune di Crotone, la nuova giunta nominata dal sindaco Voce.

    L’ufficialità della formazione di questa nuova giunta era stata preannunciata dal primo cittadino stesso durante la sua proclamazione avvenuta nei giorni scorsi presso il tribunale di Crotone.

    A rallentare la composizione della squadra di governo sono state le discussioni interne ai partiti alleati del sindaco Voce: Fratelli d’Italia e il gruppo che include Forza Italia, Noi Moderati e Libertà è Democrazia.

    Tuttavia, a poche ore dall’annuncio ufficiale, sembra che ogni dubbio sia stato risolto, portando a un insieme di conferme e nuovi equilibri in aula.

    La composizione della nuova giunta crotonese

    Nel ruolo di vicesindaco sarà riconfermato Sandro Cretella, che ha ricoperto la carica di braccio destro del sindaco Voce negli ultimi cinque anni.

    Insieme a lui, dovrebbero essere presenti altri volti noti dalla precedente consiliatura, come Luca Bossi, considerato un assessore “intoccabile”, e l’ex presidente del consiglio Mario Megna.

    Le scelte dai partiti alleati

    Per quanto riguarda Fratelli d’Italia, la quadra sembra essere stata trovata sui nomi di Simona Ferraina, coordinatrice del partito di Giorgia Meloni, e Maria Lucia Cosentino, candidata che non è riuscita a entrare in consiglio per un numero esiguo di voti.

    Nella lista che fa capo a Forza Italia, sono stati designati Dalila Venneri e Benedetta Siciliani, quest’ultima in quota Noi Moderati.

    La giunta sarà inoltre completata da Antonio Scandale, già assessore al bilancio nella precedente amministrazione, e Giovanni Greco, un fedelissimo del primo cittadino che, pur non essendo stato eletto, farà parte della squadra di governo.

    Questa nuova composizione della giunta rappresenta un bilanciamento tra l’esperienza dei membri riconfermati e l’introduzione di nuove figure, frutto delle dinamiche e delle trattative tra le forze politiche che sostengono il sindaco Voce.

    La presentazione odierna segna l’inizio di un nuovo ciclo amministrativo per la città di Crotone.

  • Calabria: pressing per vera alta velocità ferroviaria

    Calabria: pressing per vera alta velocità ferroviaria

    È giunto il momento che la Regione richieda ufficialmente la realizzazione di una linea ferroviaria che colleghi Reggio Calabria con Roma in non più di 3 ore.

    Nonostante le sfide legate ai finanziamenti e alla mancanza di progetti concreti, la richiesta di club e associazioni per una vera alta velocità ferroviaria emerge con chiarezza, e queste verranno ascoltate in audizione dalla quarta commissione del Consiglio regionale.

    Richiesta di infrastrutture all’avanguardia

    Diverse organizzazioni, tra cui il Touring Club Italiano, Legambiente, Italia Nostra, Wwf, Fondazione Rhegium Julii, associazione Anassilaos, associazione Incontriamoci Sempre, Gruppo Escursionisti d’Aspromonte, Amici del museo di Reggio Calabria, Rotary Club “Reggio Calabria” e “Reggio Nord”, Archeoclub dello Stretto, associazione Ulysses, associazione Treni Storici e Turistici, circolo Culturale Apodiafazzi Laboratorio politico sociale Ventotene, Collegio degli ingegneri ferroviari italiani e associazione Sensazioni Emergenti, presenteranno un documento con una linea precisa.

    La linea ad alta velocità fino a Reggio Calabria deve possedere “caratteristiche tecniche identiche” a quelle della tratta Roma-Napoli.

    Di conseguenza, il tempo di percorrenza Roma-Stretto dovrebbe essere inferiore a 3 ore, con costi più contenuti.

    Obiettivi e criticità del progetto

    Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, è fondamentale che la linea sia progettata seguendo i criteri “dell’horizontal alignment” (Lean), adottati a livello internazionale per ridurre l’estensione chilometrica rispetto all’attuale tracciato convenzionale (393 km), senza aumentarla.

    Attualmente, le ipotesi progettuali ufficiali disponibili online prevedono una lunghezza tra i 450 e i 510 km.

    Tuttavia, uno studio di fattibilità del 2005 indicava una lunghezza di 343 km tra Battipaglia e Reggio Calabria, che con i 20 km tra Battipaglia e Salerno porterebbero a un totale di 363 km.

    La questione delle infrastrutture calabresi e del ponte sullo Stretto è un tema ricorrente nel dibattito pubblico, sottolineando l’importanza di investimenti mirati e decisioni strategiche per lo sviluppo della regione.

    La voce delle associazioni per il futuro dei trasporti

    Le associazioni sottolineano l’importanza di un investimento che non solo migliori i collegamenti, ma che sia anche sostenibile e risponda alle reali esigenze del territorio.

    La richiesta di una vera alta velocità non è solo una questione di tempi di percorrenza, ma anche di sviluppo economico e sociale per la Calabria, garantendo una maggiore connettività con il resto d’Italia e d’Europa.

    La mobilità è un fattore chiave per la crescita, e un sistema ferroviario efficiente può attrarre investimenti e favorire il turismo.

    Prospettive e impatto regionale

    Un collegamento rapido ed efficiente tra Reggio Calabria e Roma potrebbe rivoluzionare il settore dei trasporti in Calabria, riducendo le distanze e facilitando gli spostamenti per cittadini e imprese.

    Questo porterebbe a un miglioramento della qualità della vita e a nuove opportunità di crescita per l’intera regione.

    La realizzazione di un’infrastruttura di tale portata richiederebbe un impegno sinergico tra istituzioni e società civile, per garantire che i progetti futuri siano all’altezza delle aspettative e delle necessità del territorio.

  • Occhiuto: eolico e solare costano meno in Calabria

    Occhiuto: eolico e solare costano meno in Calabria

    La denuncia di Occhiuto sui costi energetici in Calabria

    Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, ha evidenziato una disparità significativa nel mercato energetico italiano.

    Ha sottolineato come in Calabria eolico e solare costano meno, ma nonostante la produzione di energia pulita a basso costo, famiglie e aziende calabresi si trovino a pagare l’elettricità a prezzi elevati, simili a quelli del gas.

    Questa situazione, secondo Occhiuto, è dovuta a “meccanismi discutibili” del mercato, che agganciano il prezzo dell’energia elettrica al costo dell’ultima centrale che colma il divario tra domanda e offerta, spesso una centrale a gas, notoriamente più costosa.

    Questo approccio, pur incentivando le energie rinnovabili che generano margini elevati per i produttori, penalizza ingiustamente i consumatori del sud Italia.

    Il mancato prezzo zonale e l’impatto sulla regione

    Occhiuto ha criticato l’assenza di un “prezzo zonale”, un sistema di tariffe energetiche differenziate per regione o area geografica basato sul costo medio locale dell’energia.

    Ha spiegato che la Calabria ospita numerosi parchi eolici, ma la popolazione non beneficia dei costi più bassi di questa produzione rinnovabile.

    Ha raccontato di aver mostrato siti con turbine eoliche a imprenditori interessati al turismo, ma questi hanno espresso perplessità per la presenza di tali impianti.

    Il presidente ha ribadito che, sebbene sia giusto concedere permessi per gli impianti eolici, lo si farebbe con maggiore entusiasmo se i benefici economici, come i prezzi zonali, ricadessero direttamente su famiglie e imprese calabresi.

    La perequazione energetica e i benefici mancati per il sud

    La riforma dei prezzi zonali, secondo Occhiuto, è rimasta bloccata, nonostante potrebbe rappresentare un importante fattore di attrazione per gli investimenti nelle aree con costi energetici più bassi.

    Ha definito l’attuale sistema come l’unica “perequazione riuscita” tra nord e sud, dove il nord beneficia di bollette leggermente più basse grazie all’energia rinnovabile prodotta al sud.

    Occhiuto ha proposto che, sebbene non sia opportuno trattenere localmente l’intero beneficio di costo del solare e dell’eolico (stimato al 30% sul prezzo di borsa elettrica), almeno il 15% dovrebbe rimanere a vantaggio della regione produttrice.

    Questo garantirebbe una maggiore equità e un incentivo concreto per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Calabria.

    Per approfondire le tematiche legate alla sostenibilità e all’ambiente, è possibile consultare l’articolo sulle vele legambiente calabria.

  • Calabria: decine milioni rimodulate per casa, sanità e cicloni

    Calabria: decine milioni rimodulate per casa, sanità e cicloni

    La giunta regionale calabrese, guidata dal presidente Roberto Occhiuto, ha attuato una doppia manovra per rimodulare decine milioni di euro, destinandole a interventi strategici per la regione.

    Questa operazione include una modifica al Piano di sviluppo e coesione, concordata con il Comitato di sorveglianza, e una variazione al bilancio di previsione 2026-2028, che dovrà essere votata in Consiglio regionale.

    L’obiettivo è fornire “ossigeno” a settori chiave come il ripopolamento delle aree interne, la sanità e i ristori per i danni causati dai cicloni.

    Interventi strategici per il territorio Calabrese

    Il primo passaggio fondamentale riguarda il Piano di sviluppo e coesione (Psc).

    Attraverso un’attenta verifica delle economie di programma, sono state riprogrammate risorse finanziarie significative.

    Queste somme sono ora destinate al piano “Casa 100 – Ripopola Calabria”, un’iniziativa volta a contrastare lo spopolamento e a promuovere la rigenerazione dei piccoli Comuni calabresi.

    Il piano “Casa 100” e il ripopolamento delle aree interne

    Per il programma “Casa 100”, sono stati stanziati ben 20 milioni di euro.

    Questa misura, considerata strategica per lo sviluppo del territorio regionale, prevede l’erogazione di contributi fino a centomila euro per l’acquisto e la ristrutturazione di abitazioni nelle aree interne, quelle maggiormente colpite dal fenomeno dello spopolamento.

    L’iniziativa mira a incentivare nuove residenze e attività economiche, contribuendo a rivitalizzare i centri minori della Calabria.

    Variazione di bilancio per sanità e emergenze climatiche

    Parallelamente, la variazione del bilancio di previsione 2026-2028 si è resa necessaria a seguito delle esigenze evidenziate da alcuni Dipartimenti regionali nei primi mesi dell’anno corrente.

    La proposta di legge, composta da nove articoli e trasmessa al Consiglio regionale, prevede lo stanziamento di 6 milioni di euro per finanziare interventi urgenti.

    Questi fondi saranno utilizzati per ripristinare infrastrutture e servizi che hanno subito ingenti danni a causa degli eccezionali eventi meteorologici che hanno interessato la regione durante l’inverno.

    Tra le priorità, figura anche il potenziamento della sanità calabrese, un settore che richiede costanti investimenti per migliorare i servizi offerti ai cittadini.

    La gestione delle emergenze e la prevenzione dei rischi idrogeologici rimangono temi centrali per l’amministrazione, come dimostrato anche dalla discussione sull’ erosione costiera e cambiamenti climatici.

    La risposta della regione alle sfide attuali

    Questa operazione di rimodulazione finanziaria testimonia l’impegno della giunta regionale nel rispondere prontamente alle sfide che la Calabria si trova ad affrontare.

    Dallo spopolamento dei borghi all’impatto dei cambiamenti climatici, passando per le necessità del sistema sanitario, l’amministrazione cerca soluzioni concrete per garantire un futuro più stabile e prospero alla popolazione.

    L’attenzione verso le aree interne e la resilienza del territorio sono pilastri fondamentali di questa strategia.

    Anche la sicurezza e la legalità rimangono al centro dell’attenzione, come dimostrato dalle recenti iniziative contro il caporalato, tra cui il corteo contro il caporalato ad Amendolara.

  • Furgiuele: con Vannacci scelgo il combattimento politico

    Furgiuele: con Vannacci scelgo il combattimento politico

    Il deputato Furgiuele ha annunciato la sua decisione di lasciare la Lega dopo dodici anni di militanza, motivando la scelta con il desiderio di un ritorno al “combattimento politico” e un allineamento con il generale Roberto Vannacci.

    Questa mossa, a suo dire, non è stata improvvisa ma frutto di una lunga riflessione e di una crescente delusione verso l’attuale direzione del partito.

    La rottura con la Lega dopo dodici anni

    Il parlamentare ha espresso la sua profonda amarezza e delusione per la trasformazione della Lega, che a suo avviso non rispecchia più i valori e gli ideali che lo avevano spinto ad aderire nel 2014.

    Ha cercato motivazioni per restare, confrontandosi anche con la leadership del partito, ma senza successo.

    Furgiuele ha sottolineato come la Lega di oggi sia diventata “post ideologica”, rinnegando un percorso di dodici anni e aprendosi a posizioni che, a suo dire, contrastano con i principi originari.

    Ha fatto riferimento a politiche che ha definito “capricci Lgbt” e all’invio di fondi all’Ucraina, posizioni che lo hanno allontanato dalla linea del partito.

    Un passato di impegno e scelte difficili

    Il deputato ha ricordato come la sua adesione alla Lega, provenendo dall’area nazional-popolare e con una formazione tradizionalista, fosse stata una scelta difficile, soprattutto in Calabria, dove il simbolo del partito era spesso associato a pregiudizi e ostilità.

    Nonostante ciò, ha sempre optato per la via più impegnativa, rifuggendo le scorciatoie e la comodità.

    Questa coerenza, ha affermato, lo porta oggi a una nuova decisione, un “ritorno a Camelot” per chi non si riconosce nel “moderatismo senza anima” o in un centrodestra “sbiadito e fluido”.

    Il nuovo percorso con Roberto Vannacci

    Furgiuele ha ribadito di non essere interessato a posizioni comode, pur potendo rimanere un parlamentare della maggioranza di governo e un uomo che ha contribuito a radicare la Lega nel Mezzogiorno.

    La sua scelta è dettata dalla volontà di seguire un’idea e di tornare in “trincea”, al fianco del generale Roberto Vannacci.

    Questa decisione è motivata anche da un profondo affetto e rispetto per due figure che considera fratelli, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello.

    Per ulteriori approfondimenti sui cambiamenti politici locali, è possibile consultare l’articolo sulle elezioni metropolitane fissate a luglio a Reggio Calabria.

    Implicazioni per la politica Calabrese

    Questa defezione e il nuovo allineamento di Furgiuele potrebbero avere ripercussioni significative nel panorama politico calabrese, ridisegnando equilibri e strategie all’interno del centrodestra.

    La scelta di abbracciare la linea di Vannacci indica una ricerca di posizioni più nette e meno compromissorie, che potrebbe risuonare tra una parte dell’elettorato.

    Il suo distacco dalla Lega evidenzia le tensioni interne e le differenti visioni che attraversano i partiti, specialmente in un contesto regionale complesso come quello calabrese.

    Si attendono sviluppi e reazioni dagli altri attori politici locali.

    Per una panoramica più ampia sulle dinamiche politiche attuali, si può leggere anche l’articolo sui cambiamenti politici a Lamezia Terme.

  • Lamezia Terme: il deputato Furgiuele lascia lega per Futuro Nazionale

    Lamezia Terme: il deputato Furgiuele lascia lega per Futuro Nazionale

    Il deputato Furgiuele lascia la Lega dopo dodici anni

    Il deputato lametino Domenico Furgiuele ha annunciato la sua decisione di lasciare la Lega dopo dodici anni di militanza.

    Questa scelta, maturata dopo mesi di riflessioni e confronti interni, lo porterà ad aderire al progetto politico di Futuro Nazionale, guidato dal generale Roberto Vannacci.

    Furgiuele, eletto nel collegio uninominale di Corigliano Rossano nel 2022, ha spiegato le ragioni di questa mossa attraverso una nota dettagliata.

    La sua posizione di deputato Furgiuele lascia Lega, segnando un cambiamento significativo nel panorama politico calabrese.

    Le motivazioni dietro l’addio alla Lega

    Nel suo comunicato, Domenico Furgiuele ha espresso rammarico e delusione per non riconoscersi più nel partito al quale aveva aderito nel 2014.

    Ha sottolineato come l’attuale Lega sia, a suo giudizio, profondamente diversa da quella che lo aveva convinto in passato.

    Il deputato ha ripercorso gli anni trascorsi nel Carroccio, evidenziando le difficoltà incontrate nel promuovere il partito nel Mezzogiorno, un impegno intrapreso in un periodo in cui la Lega nel Sud affrontava diffidenze e pregiudizi.

    Furgiuele ha criticato l’evoluzione della Lega verso una dimensione che definisce “post ideologica”, sostenendo di non condividere più alcune delle posizioni assunte dal partito negli ultimi anni.

    Ha invece rivendicato il proprio legame con valori fondamentali come identità, tradizione, appartenenza e difesa delle radici culturali europee, che ritiene non più pienamente rappresentati all’interno della Lega.

    L’adesione a Futuro Nazionale e il generale Vannacci

    Nel suo annuncio, il parlamentare ha anche formalizzato la sua adesione al progetto politico legato al generale Roberto Vannacci, presentandolo come il punto di partenza per una nuova fase del suo impegno pubblico. “Scelgo ancora una volta l’Idea.

    Scelgo ancora una volta la trincea.

    Scelgo ancora una volta il combattimento.

    Scelgo il generale Roberto Vannacci”, ha dichiarato Furgiuele, ringraziando anche Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, definiti “fratelli” nel percorso politico.

    Il deputato ha affermato di voler proseguire la propria attività politica all’interno di Futuro Nazionale, che considera la sua nuova casa politica.

    In questa formazione, intende continuare le battaglie sui temi dell’identità, della sovranità e dell’immigrazione.

    Questo passaggio rappresenta un momento cruciale per Furgiuele e per il suo impegno politico in Calabria.

    Per approfondimenti sulle dinamiche politiche locali, si può consultare l’articolo su le elezioni metropolitane fissate a Reggio Calabria.

    Nuovi orizzonti politici e prospettive future

    “Da oggi inizia una nuova strada”, ha concluso Furgiuele, “Una strada che guarda al domani senza rinnegare ciò che siamo stati.

    Una strada che si chiama Futuro Nazionale”.

    La sua decisione di lasciare la Lega per un nuovo percorso politico con Futuro Nazionale sottolinea un desiderio di coerenza ideologica e di impegno su temi specifici che ritiene prioritari.

    Questo cambiamento potrebbe avere ripercussioni sulle future dinamiche politiche in Calabria e a livello nazionale, specialmente in vista delle prossime elezioni.

    Rimanete aggiornati sulle notizie politiche calabresi e sulle evoluzioni del panorama partitico per comprendere appieno l’impatto di questa scelta.

  • Rapani incontra il titolare della stazione di servizio ad Amendolara

    Rapani incontra il titolare della stazione di servizio ad Amendolara

    La vicinanza di Rapani alla famiglia colpita ad Amendolara

    Il senatore di Fratelli d’Italia, Rapani, ha incontrato il titolare della stazione di servizio ad Amendolara, teatro di un recente tragico evento.

    Durante il colloquio, avvenuto presso l’abitazione del gestore a Francavilla, sono emerse le profonde preoccupazioni, le difficoltà e i timori per il futuro di una famiglia provata.

    In poche ore, il gestore e sua moglie hanno visto distrutta la loro unica fonte di reddito, un’attività costruita con anni di sacrifici che garantiva il sostentamento della famiglia e dei loro due figli.

    Le conseguenze dell’incendio e le incertezze future

    L’impianto della stazione di servizio, gravemente danneggiato dall’incendio, sarà ora soggetto alle procedure previste dall’autorità giudiziaria.

    Questa situazione rende impossibile qualsiasi intervento immediato e alimenta interrogativi sul futuro della famiglia.

    Il senatore Rapani ha sottolineato come, sebbene la vicenda abbia avuto ampia risonanza, sia fondamentale non dimenticare chi ha perso improvvisamente il proprio lavoro e si trova ora senza certezze.

    Impegno per il supporto e la ripartenza

    Rapani ha assicurato il proprio impegno per verificare ogni possibile forma di supporto che possa aiutare la famiglia ad affrontare questo momento estremamente difficile.

    La perdita della stazione di servizio ad Amendolara rappresenta non solo un danno economico, ma anche un duro colpo per la stabilità di una famiglia.

    La politica locale e regionale è chiamata a offrire un sostegno concreto per la ripartenza.

    La problematica del caporalato e dello sfruttamento, spesso collegata a situazioni di disagio lavorativo, è stata recentemente discussa in consiglio regionale, come riportato nell’articolo Roberto occhiuto: lunedì in consiglio regionale discussione su caporalato e sfruttamento.

    Anche la Coldiretti Calabria ha evidenziato la necessità di maggiori controlli e una filiera equa per contrastare lo sfruttamento.

  • M5s: infrastrutture Calabresi e il ponte sullo Stretto, non è una priorità

    M5s: infrastrutture Calabresi e il ponte sullo Stretto, non è una priorità

    Il Movimento 5 Stelle ha ribadito con forza che per le infrastrutture calabresi il ponte sullo stretto non è una priorità.

    Questa dichiarazione è stata rilasciata a Corigliano Rossano, durante un incontro incentrato su ‘Infrastrutture, trasporti e dissesto idrogeologico in Calabria’.

    Secondo la coordinatrice regionale Anna Laura Orrico, l’opera non rappresenta un’esigenza primaria per i calabresi, i quali affrontano quotidianamente difficoltà negli spostamenti all’interno della regione e verso il resto d’Italia.

    La visione del m5s sulle priorità infrastrutturali

    La posizione del Movimento 5 Stelle è chiara: è fondamentale investire in primo luogo sulla mobilità interna e sull’alta velocità.

    Orrico ha sottolineato l’importanza di destinare risorse a queste aree, interrogandosi sulla fine dei fondi precedentemente stanziati per l’alta velocità in Calabria.

    “Il ponte sullo Stretto e altre grandi opere vengono dopo le priorità reali della nostra regione”, ha affermato.

    Il rifiuto delle “bandierine politiche” e l’appello alla cura del territorio

    La vicepresidente del M5s, Vittoria Baldino, promotrice dell’iniziativa, ha espresso la stanchezza del territorio calabrese di essere considerato “l’area interna dell’Europa”.

    Ha evidenziato la necessità di servizi primari e vitali, di infrastrutture funzionali come ferrovie e strade, ma soprattutto della cura del territorio.

    Baldino ha insistito sul fatto che lo Stato debba tutelare la regione per evitare che eventi naturali, come una pioggia, si trasformino in tragedie o disagi.

    Ha suggerito di reindirizzare i 13 miliardi di euro previsti per il ponte verso l’alta velocità, estendendola anche all’area ionica, e verso strade a scorrimento veloce che siano sicure.

    Ha ricordato, a tal proposito, le recenti vittime sulla statale 106, definita la “strada della morte”, criticando l’insistenza su “grandi opere che servono soltanto a mettere una bandierina politica”.

    Critiche e proposte alternative per la Calabria

    Anche l’europarlamentare Pasquale Tridico, capo delegazione del M5s, ha ribadito che la Calabria non ha bisogno del ponte sullo Stretto, un’opera già bocciata da organi di controllo come la Corte dei conti e la Commissione europea.

    Ha evidenziato, invece, l’urgenza di alta velocità, infrastrutture e collegamenti per le aree interne, in particolare per la costa ionica, che soffre di isolamento a causa della mancanza di una ferrovia e di strade adeguate.

    “Sono solo promesse che vanno avanti da anni”, ha denunciato Tridico.

    La senatrice Barbara Floridia ha concluso affermando che è necessario parlare delle infrastrutture che “servono alla Calabria”, definendo il ponte una “propaganda” e un mero “affare”.

    Per approfondimenti sulle problematiche legate allo sfruttamento dei lavoratori e alle infrastrutture in Calabria, si possono consultare articoli come quello sulla inchiesta Paolletti sullo sfruttamento lavoratori supermercati o quello sul lavoro regolare che cancella il caporalato nei campi di melograni.

  • Crotone: contrasti in Fratelli d’italia frenano giunta

    Crotone: contrasti in Fratelli d’italia frenano giunta

    Il giorno dopo la proclamazione ufficiale del sindaco Vincenzo Voce, l’obiettivo principale è la rapida chiusura sulla nuova giunta.

    Esistono scadenze cruciali da rispettare e il primo cittadino desidera un esecutivo già operativo.

    Si prevede che il decreto di nomina dei nuovi assessori, che supporteranno il sindaco nel suo secondo mandato, possa essere emesso al massimo entro lunedì.

    Tuttavia, alcuni contrasti interni a Fratelli d’Italia frenano la formazione della giunta, ritardando l’intero processo.

    Nodi politici e ritardi nella formazione della giunta

    Nonostante l’urgenza di insediare la nuova amministrazione, la discussione interna al partito di Fratelli d’Italia sta rallentando la definizione delle nomine.

    Il sindaco Voce e il suo staff avevano auspicato una risoluzione più celere, ma le dinamiche politiche interne al centrodestra stanno posticipando la finalizzazione.

    Questo ritardo potrebbe avere implicazioni sull’avvio di progetti e iniziative importanti per la città di Crotone.

    L’attesa per le deleghe e la squadra di governo

    Nonostante le difficoltà, sembra che un accordo di massima sulle deleghe da assegnare e sulla ripartizione delle caselle all’interno della coalizione sia stato raggiunto.

    La squadra di governo è in attesa di essere ufficializzata, con i nuovi assessori pronti a prendere servizio.

    La città di Crotone, e in particolare il sindaco Voce, attendono con impazienza questa fase per poter procedere con le attività amministrative.

    Per approfondimenti sulle dinamiche politiche locali, si può consultare l’articolo Crotone: ammirati assegna le deleghe, definita la squadra di governo.

    Le implicazioni per l’amministrazione comunale

    La rapida costituzione di una giunta operativa è fondamentale per l’efficacia dell’amministrazione comunale.

    Ogni ritardo nella nomina degli assessori può comportare un rallentamento nell’attuazione dei programmi e nell’affrontare le esigenze della comunità.

    Il sindaco Vincenzo Voce è determinato a superare questi ostacoli per garantire che Crotone abbia un governo stabile e funzionale in tempi brevi.

  • Fisco e aliquote piatte: la uil denuncia la violazione della costituzione

    Fisco e aliquote piatte: la uil denuncia la violazione della costituzione

    Il principio della progressività tributaria, sancito dall’articolo 53 della Costituzione, è a rischio a causa del fisco e delle aliquote piatte, soprattutto a livello locale.

    Questa è la denuncia della Uil, che evidenzia come tale principio tenda ad affievolirsi, mettendo in discussione un pilastro fondamentale della nostra Costituzione.

    La progressività tributaria in Italia

    Uno studio condotto dal Servizio stato sociale, politiche fiscali e previdenziali, Mezzogiorno, immigrazione della Uil ha analizzato il sistema delle addizionali regionali e comunali Irpef.

    L’analisi ha rivelato una diffusa mancata applicazione della logica redistributiva in diverse zone del Paese.

    Questo solleva interrogativi sulla reale equità del sistema fiscale italiano e sulla sua capacità di garantire una giusta distribuzione del carico tributario.

    Le addizionali in Calabria

    In Calabria, la situazione è particolarmente significativa.

    Si osserva un’addizionale regionale fissa dell’1,73 percento.

    A questa si aggiunge un’addizionale comunale pari allo 0,8 percento per le province di Catanzaro, Cosenza, Crotone e Reggio Calabria.

    Un’eccezione si registra a Vibo Valentia, dove non vengono applicate addizionali comunali per i redditi imponibili fino a 7.000 euro annui.

    Per i redditi superiori a questa soglia, l’aliquota sale all’1,2 percento.

    Questo scenario mette in luce le disparità regionali e locali nell’applicazione delle tasse, che secondo la Uil non rispettano pienamente lo spirito della Costituzione italiana.

    La discussione sulla progressività tributaria rimane centrale per garantire un sistema fiscale più giusto ed equo per tutti i cittadini.

    La questione del lavoro calabrese e le condizioni economiche generali della regione sono strettamente connesse a queste dinamiche fiscali.

  • Mario Oliverio annuncia ricorso cassazione per promozione Calabria

    Mario Oliverio annuncia ricorso cassazione per promozione Calabria

    Mario Oliverio annuncia ricorso cassazione dopo la condanna della Corte dei Conti riguardante la promozione calabria al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 2018.

    L’ex presidente della Regione Calabria ha espresso il suo stupore per la decisione della giustizia contabile, che lo ha condannato a risarcire 95mila euro per danno erariale.

    Secondo Oliverio, le spese sostenute per la partecipazione all’evento erano legittime e finalizzate alla promozione del territorio calabrese in un contesto di risonanza mondiale.

    La condanna e le precedenti assoluzioni

    Le sentenze penali favorevoli

    Oliverio ha ricordato come, in precedenza, due sentenze del giudice penale lo abbiano assolto con la formula più ampia del “non aver commesso il fatto”.

    Queste sentenze, ha sottolineato, hanno riconosciuto la “cristallinità” e l’ineccepibilità delle condotte sia dal punto di vista formale che sostanziale.

    Le decisioni penali avevano evidenziato un notevole incremento delle presenze turistiche nella regione negli anni successivi all’evento, passando da meno di 7 milioni a 9 milioni e 500 mila.

    L’ex governatore ritiene che la giurisdizione contabile avrebbe dovuto tenere in considerazione questi elementi.

    La critica alla decisione e il ricorso in Cassazione

    L’ex presidente ha criticato la sentenza della Corte dei Conti, affermando che essa “sembra voler sindacare nel merito le scelte politiche di sviluppo, ignorandone i benefici concreti per il territorio”.

    Per queste ragioni, ha annunciato che presenterà ricorso in Cassazione.

    Oliverio ha ribadito di aver sempre operato nell’esclusivo interesse dei calabresi e si è detto fiducioso che la verità dei fatti e la legittimità del suo operato saranno riaffermate dalla suprema corte.

    In questo contesto di dibattito politico e giudiziario, la questione della promozione territoriale e dell’uso dei fondi pubblici rimane centrale per la Calabria.

    Temi come la legalità e la gestione delle risorse sono spesso oggetto di discussione, come si evince anche da notizie recenti riguardanti il dibattito sul caporalato e lo sfruttamento, o la vicinanza al lavoro calabrese espressa da altri esponenti politici.

  • Tropea: interrogazione dopo incandidabilità sindaco Macrì

    Tropea: interrogazione dopo incandidabilità sindaco Macrì

    Sei parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in seguito alla dichiarazione di incandidabilità sindaco Macrì, Giovanni Macrì, pronunciata dal Tribunale di Vibo Valentia.

    L’iniziativa è stata sottoscritta da Stefania Ascari, Federico Cafiero De Raho, Michele Gubitosa, Anna Laura Orrico, Riccardo Tucci e Vittoria Baldino, alcuni dei quali membri della Commissione parlamentare antimafia.

    Le richieste dei parlamentari al ministro

    Nell’interrogazione, i parlamentari chiedono al titolare del Viminale quali azioni intenda intraprendere per assicurare che l’attività amministrativa del Comune di Tropea rispetti pienamente i principi di legalità, imparzialità e buon andamento.

    L’obiettivo è prevenire qualsiasi forma di condizionamento o infiltrazione criminale nel governo locale.

    Compatibilità con la normativa antimafia e monitoraggio

    Gli esponenti del Movimento 5 Stelle chiedono inoltre al ministro se ritenga compatibile con le finalità della normativa antimafia la nomina ad assessori di individui inseriti dalla Commissione parlamentare antimafia nell’elenco degli “impresentabili”.

    Viene anche chiesto se il ministro intenda attivare specifiche iniziative di monitoraggio sull’operato del Comune di Tropea.

    Il riferimento alla nuova giunta e l’allarme istituzionale

    Giovanni Macrì, rieletto nelle amministrative del 24 e 25 maggio scorsi, ha nominato assessori Greta Trecate e Caterina Marzolo.

    Entrambe le figure sono state incluse nell’elenco degli “impresentabili” stilato dalla Commissione antimafia.

    Secondo i parlamentari, la presenza nella giunta comunale di amministratori già dichiarati “impresentabili” dalla Commissione parlamentare antimafia, unita alla decisione del Tribunale di Vibo Valentia che ha sancito l’incandidabilità del sindaco per due turni elettorali, rischia di generare “un grave allarme istituzionale e sociale”.

    Questa preoccupazione è amplificata alla luce del recente scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, avvenuto nell’aprile del 2024.

    Come riportato in un articolo precedente, il sindaco Macrì aveva ripristinato l’ora legale.

  • Roberto occhiuto: lunedì in consiglio regionale discussione su caporalato e sfruttamento

    Roberto occhiuto: lunedì in consiglio regionale discussione su caporalato e sfruttamento

    Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha annunciato che il consiglio regionale terrà una discussione su caporalato e sfruttamento del lavoro.

    L’appuntamento è fissato per lunedì, con l’obiettivo di affrontare in modo approfondito questi temi cruciali per la comunità calabrese.

    Convocazione straordinaria per il consiglio regionale

    In seguito a una sollecitazione da parte dei sindacati, il presidente Roberto Occhiuto ha contattato Salvatore Cirillo, presidente del consiglio regionale della Calabria.

    La richiesta è stata quella di anticipare la convocazione del consiglio, originariamente prevista per lunedì 8 giugno a Palazzo Campanella.

    Questa decisione arriva dopo la tragica vicenda dei quattro braccianti che hanno perso la vita ad Amendolara, nel Cosentino, un evento che ha scosso profondamente la regione.

    L’obiettivo è inserire all’ordine del giorno una discussione specifica sul caporalato, sullo sfruttamento del lavoro e sulle condizioni dei migranti.

    L’importanza della sessione dedicata

    Roberto Occhiuto ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa, affermando che è un dovere dedicare una sessione specifica dell’assemblea legislativa calabrese a questi temi.

    In un momento così doloroso e sconvolgente per la comunità, affrontare questioni come il caporalato e lo sfruttamento è fondamentale per cercare soluzioni e garantire maggiore tutela.

    La discussione in consiglio regionale rappresenta un passo significativo per la Calabria, mirato a contrastare fenomeni che minano la dignità del lavoro e la sicurezza dei lavoratori.

    La tragica vicenda di Amendolara ha riacceso i riflettori su queste problematiche, rendendo ancora più urgente un intervento istituzionale.

    Per approfondire il tema, si può consultare l’articolo vicinanza lavoratori migranti amendolara.

    Un altro articolo rilevante è omicidio plurimo pluriaggravato.