A san Giovanni in Fiore rivive la bellezza delle Pacchiane

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Le Pacchiane di San Giovanni in Fiore sono tornate a incantare i vicoli del centro storico, mostrando la bellezza delle Pacchiane attraverso il rito della vestizione. Questa tradizione rinnova l’antico patto della comunità silana con la propria storia e cultura. Le donne, orgogliose, indossano l’abito tradizionale, un vero e proprio pezzo forte di famiglia, tramandato di generazione in generazione.

Il fascino storico delle Pacchiane silane

L’immagine della donna floria, contraddistinta da una straordinaria bellezza, è un fatto storico ampiamente documentato. Scrittori, antropologi, pittori e viaggiatori stranieri che si avventuravano sulla Sila hanno celebrato il fascino magnetico e maestoso di queste donne. Norman Douglas, nel suo celebre libro di viaggio “Old Calabria” (1915), descriveva i loro sguardi “simili alla genziana”, la regolarità dei lineamenti e la carnagione pallida. Ammirava inoltre come il costume tradizionale esaltasse la loro figura, rendendole uniche nel panorama italiano.

Il valore del costume tradizionale

Nonostante fosse un abito popolare, il costume delle Pacchiane acquisiva un pregio e uno sfarzo straordinari, specialmente nella sua versione nuziale. Per celebrare questa bellezza, la cultura e la storia della comunità silana, la Pro Loco di San Giovanni in Fiore ha presentato la rievocazione dello Sposaliziu. Questo rito della vestizione, inserito nel cartellone dell’Estate Florense 2026, ha permesso al pubblico di scoprire il significato di ogni singolo pezzo dell’abito.

Dettagli e simbolismi dell’abito

Le donne hanno mostrato come indossare il corpetto in velluto damascato, spesso nero per la giacchetta corta (u jippune) ricamata con filo d’argento. Non meno importanti sono le mutande di tela lunghe fino al ginocchio, le sottane e le sottogonne, e le gonne colorate a pieghe fitte. Il tocco finale è u ritùartu, il copricapo di lino bianco fissato con uno spillo prezioso su un’acconciatura elaborata, le scrocchie, inamidate alla perfezione. L’orgoglio si manifesta anche nell’indossare gioielli d’oro antico come ‘a jennacca, il pezzo più importante e sacro, e ‘u commessu, un cammeo agganciato alla catenazza o usato come spilla. Anelli e orecchini pendenti di perle barocche completano l’insieme.

La rievocazione e il suo significato

L’antico cerimoniale è stato immortalato in splendide foto da Marianna Loria, fotoamatrice locale che ben conosce queste tradizioni. La rievocazione dello Sposaliziu, avvenuta nella piazza gremita davanti all’Abbazia di Gioacchino da Fiore, fondatore dell’Ordine Florense, è stata un momento di grande emozione. Ha permesso non solo di rinnovare un rito antico, ma anche di riconfermare il legame profondo della comunità con la propria identità e le proprie radici storiche.

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Author: Consuelo