Scalata al potere dei Costa a Melicucco, crolla il boss

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La scalata al potere della cosca Costa a Melicucco sarebbe coincisa con la “caduta” dello storico boss Rocco Santo Filippone. Ne sono convinti i magistrati della Dda di Reggio Calabria, che hanno indagato per anni sulla famiglia di ‘ndrangheta di Melicucco. L’inchiesta si è recentemente conclusa con l’arresto di dodici persone, di cui sette in carcere e cinque ai domiciliari, e altre dieci indagate a piede libero.

Le indagini sulla cosca Costa e la caduta del boss

I dettagli di questo avvicendamento all’interno del “locale” di Melicucco sono emersi dall’ascolto di una conversazione tra due indagati: un uomo, fratello del capoclan detto “Angelo”, e un altro soggetto. Fin dalle prime battute, i due presunti ‘ndranghetisti mostravano scarsa considerazione per Filippone, condannato in via definitiva all’ergastolo nel processo “’Ndrangheta stragista”. “Se lui era stato un uomo onesto non cadeva mai dal trono… mai”, avrebbero affermato.

Le conversazioni intercettate e il quadro investigativo

La conversazione, registrata il 13 maggio 2023, ha permesso agli inquirenti di ricostruire le dinamiche interne alla criminalità organizzata locale. Durante il dialogo, uno degli indagati avrebbe rievocato numerose vicende criminali legate ai “locali” di ‘ndrangheta di Melicucco e Cinquefrondi. In particolare, avrebbe raccontato l’ascesa criminale della propria famiglia, evidenziando i contrasti con la fazione capeggiata da Rocco Santo Filippone.

Le indagini confermano dunque come il potere della cosca Costa a Melicucco sia cresciuto parallelamente al declino dell’influenza del vecchio boss.

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Author: Consuelo