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La rivoluzione del sistema sanitario territoriale a Reggio Calabria, attesa con le nuove strutture, stenta a decollare. Delle 17 case di comunità Reggio Calabria previste e finanziate con fondi Pnrr, attualmente solo due risultano operative: quelle di Palmi e Rosarno. Sulle restanti 15, invece, permangono numerose incertezze, sollevando interrogativi sul potenziamento dei servizi di prossimità per i cittadini.
Fondi e progetti per la sanità territoriale
Per la realizzazione di queste strutture sono stati stanziati circa 30 milioni di euro. Di questa somma, quasi 24 milioni provengono dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, mentre la parte restante è coperta da finanziamenti regionali. Tuttavia, una parte significativa di questi fondi non è stata ancora utilizzata, come emerge dai dati incrociati forniti dalla Regione, dall’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) e dalla piattaforma OpenPnrr. Questo ritardo nell’impiego delle risorse economiche contribuisce a rallentare l’apertura delle nuove sedi.
Lo stato dell’arte dei progetti e le sfide
Sul fronte progettuale, la situazione appare più definita. La maggior parte delle strutture previste ha già un progetto esecutivo approvato e validato. Fanno eccezione le case di comunità di Monasterace e Sant’Eufemia d’Aspromonte. Per queste due località, la Regione ha indicato un progetto esecutivo concluso ma non ancora validato, un passaggio fondamentale per l’avvio dei lavori.
La mancata apertura di queste strutture rappresenta un ostacolo al pieno sviluppo di una sanità più vicina alle esigenze della popolazione. Come abbiamo già evidenziato, l’implementazione degli psicologi nelle case di comunità è un elemento chiave per un servizio completo.
Le case di comunità sono pensate per offrire una serie di servizi integrati, dalla medicina generale all’assistenza infermieristica, passando per specialisti e servizi sociali. La loro piena operatività è cruciale per decongestionare gli ospedali e garantire cure più accessibili e tempestive. La lentezza nell’attivazione di queste strutture a Reggio Calabria solleva dunque preoccupazioni sulla capacità di rispettare gli obiettivi prefissati dal Pnrr in ambito sanitario.
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