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Crotone, 3 ottobre 2026. Rischiano il posto di lavoro ben 150 dipendenti della sede crotonese del contact center “Chiama Roma 060606”. Questa allerta sul call center rischio esuberi è stata lanciata dalla Slc Cgil della Calabria. La situazione critica emerge dopo un recente incontro tra l’amministrazione comunale di Roma, la società Concerto, che si è aggiudicata l’appalto per il servizio, e le organizzazioni sindacali di categoria.
L’incontro era stato convocato per fare il punto sul nuovo affidamento del servizio e sulle prospettive occupazionali. In tale sede, è emersa la volontà dell’amministrazione capitolina di riportare la gestione del servizio di contact center sul proprio territorio. Inoltre, la società Concerto ha prospettato un possibile esubero di personale pari al 30% a causa dei processi di automazione.
Preoccupazione dei sindacati per i lavoratori di Crotone
Le dichiarazioni di Roma e della società destano forte preoccupazione tra i sindacati. La Slc Cgil ha commentato che queste scelte ripropongono la volontà di concentrare l’attività nella capitale, discriminando di fatto i lavoratori di Crotone. Questi dipendenti sono impiegati da oltre 10 anni nel servizio, e il tentativo di giustificare tagli occupazionali con l’innovazione tecnologica è considerato un pretesto.
L’innovazione dovrebbe infatti rappresentare un’opportunità per migliorare i servizi, non una scusa per scaricare sui lavoratori il peso delle trasformazioni produttive e della transizione digitale.
Per il sindacato di categoria, è particolarmente grave che un ente pubblico cerchi soluzioni per eludere le leggi dello stato. La Slc Cgil ha ricordato ai funzionari del Comune di Roma che la legge numero 11 del 2016 e le previsioni del Ccnl Telecomunicazioni, indicato nel nuovo bando, richiamano chiaramente principi e obblighi fondamentali in materia di continuità occupazionale e clausola sociale nei cambi di appalto.
Un’amministrazione pubblica che affida un servizio essenziale, inoltre, non può limitarsi a ragionare in termini di costi e convenienza organizzativa, dimenticando la propria responsabilità sociale.
La storia della vicenda e le future prospettive
Non è la prima volta che i sindacati intervengono per contrastare scelte che penalizzano i lavoratori di Crotone. Era già accaduto in passato, quando, di fronte al precedente bando, furono denunciati e contestati criteri che mettevano a rischio l’occupazione sul territorio crotonese, oltre alla mancata previsione del Ccnl Telecomunicazioni.
La vicenda era già esplosa alla fine di dicembre 2025. In quel frangente, anche il Consiglio comunale di Crotone aveva acceso i riflettori sul futuro dei circa 150 lavoratori del contact center, preoccupati dalle prospettive legate alla nuova gara d’appalto. A gennaio 2026, poi, era arrivata la conferma da parte del Campidoglio della legittimità della procedura di gara, alimentando ulteriormente le preoccupazioni dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali.
Ora, con il nuovo assetto della commessa, la questione torna al centro del confronto sindacale. Sulla vicenda è intervenuta anche la Cisl, evidenziando che tra i nodi principali da affrontare c’è la gestione del servizio su due territori, Roma e Crotone. La distribuzione delle attività e dei carichi di lavoro dovrà essere compatibile con i volumi di traffico e con l’organizzazione della nuova commessa.
La Cisl richiama inoltre al rispetto della clausola sociale, dato che è emerso un rischio concreto di eccedenze di personale legato alle nuove condizioni dell’appalto e all’assetto operativo dell’azienda aggiudicataria. La questione del lavoro a Catanzaro è spesso oggetto di dibattito politico.
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