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Ci sono luoghi dove il rumore del mondo si spegne. Dove l’asfalto non è più solo strada, ma ferita aperta nella coscienza di un Paese. Capaci è uno di quei luoghi.Prima della gara odierna contro il Trapani, la Reggina 1914 ha scelto di fermarsi. Di fermare il pallone, la corsa, la preparazione. Per ricordare. Una delegazione del club amaranto si è recata alla “Stele di Capaci”, monumento eretto a pochi metri dall’autostrada A29, nel punto esatto dove il 23 maggio 1992 alle 17:57, 500 chili di tritolo fecero saltare in aria la Sicilia e l’Italia intera.
Un attentato di Cosa Nostra che strappò la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie e magistrato Francesca Morvillo, e agli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Uomini e donne dello Stato. Morti per un’idea che non si può far saltare in aria: giustizia, libertà, legalità. Lì, davanti ai nomi incisi nella pietra e nel vento, la Reggina ha deposto un mazzo di fiori. Un gesto semplice, ma carico di un peso che va oltre il calcio.
Le parole di Lotito
“Quella di oggi è un’occasione speciale – dichiara il Patron della Reggina 1914 e Senatore Claudio Lotito – che ci consente di rendere onore a chi ha sacrificato la propria vita per un ideale fatto di giustizia e libertà”.
“Il nostro pensiero, colmo di riconoscenza e rispetto, va a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani: anche a distanza di oltre trent’anni, il loro nome riecheggia nell’anima di chi come noi crede fermamente in determinati valori, rappresentando non solo un ricordo eterno, ma anche un insegnamento e un esempio che fanno da traino al nostro modo di vivere ed agire. Ai familiari di questi eroi senza tempo, diciamo che fin quando ci sarà qualcuno pronto a combattere per un mondo migliore, il loro estremo sacrificio non sarà mai stato vano”.
Oggi la Reggina gioca per tre punti. Ma prima, ha già vinto la partita più importante: quella della memoria.
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