Nuova statale 106 variante, cavallo di Troia per la Calabria

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La Variante 4 della nuova statale 106, che dovrebbe collegare Reggio Calabria a Catanzaro, si presenta come un “cavallo di Troia” per l’ammodernamento dell’arteria ionica. Questa proposta, infatti, pur essendo la meno costosa tra le alternative in discussione, prevede che ben due terzi del tracciato rimangano a carreggiata singola, con un eventuale raddoppio delle corsie rimandato a un futuro ancora da finanziare.

Il dibattito pubblico sulla nuova statale 106 variante, lunga 144,4 chilometri e con 33 svincoli, ha evidenziato come solo il 33% del corridoio sarebbe classificato in categoria B, con carreggiate separate e due corsie per senso di marcia. Il restante 67%, invece, rientrerebbe nella categoria C1, con un’unica carreggiata di 10,50 metri e una corsia per senso di marcia.

La geografia del progetto e i costi

Le quattro corsie della Variante 4 sarebbero previste solo in prossimità di Reggio Calabria, da Vallanidi fino a Sant’Elia, e sul versante opposto, tra Soverato e Squillace. Il cuore della dorsale ionica, invece, vedrebbe prevalere la categoria C1. Questa soluzione si discosta notevolmente dalla Variante 3, che prevedeva un 43% di carreggiata singola, e ancor di più dalle prime due alternative che garantivano quattro corsie lungo tutto il percorso.

Il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP) sottolinea che la Variante 4 riduce i tratti a quattro corsie, sacrificando la continuità funzionale del corridoio, ma in cambio offre tempi di realizzazione inferiori e un investimento economico più contenuto. Il costo stimato per questa soluzione è di 6,89 miliardi di euro, con tempi di realizzazione di circa 14 anni. Il rapporto benefici/costi raggiunge 1,048, con un rendimento interno economico del 3,22%, e si prevede una riduzione del tempo di percorrenza di 38 minuti rispetto all’attuale SS106.

Un ammodernamento “vecchio” per la nuova statale 106

Nonostante la Variante 4 preveda una nuova sede per la statale, con geometrie differenti e una conformità alla normativa vigente per le strade extraurbane secondarie, la persistenza della carreggiata singola per gran parte del percorso solleva interrogativi. Infatti, i flussi di traffico opposti continuerebbero a viaggiare sulla stessa carreggiata per il 67% della tratta Reggio-Catanzaro.

Questa soluzione, sebbene moderna rispetto all’attuale infrastruttura, rischia di apparire obsoleta per le esigenze future della Calabria. La possibilità di un successivo raddoppio a categoria B, pur essendo tecnicamente prevista, dipende da decisioni politiche e nuovi finanziamenti, lasciando al futuro il completamento di un’opera attesa da decenni. La nuova statale 106, infatti, è un tema centrale per lo sviluppo infrastrutturale della regione.

Il meccanismo è chiaro: una riduzione delle dimensioni dell’infrastruttura comporta un miglioramento dei conti economici. La domanda, quindi, non è solo tecnica, ma strategica: si vuole costruire una nuova SS106 pienamente funzionale fin da subito o una strada che, in futuro, potrebbe diventarlo? Questa scelta determinerà il volto della viabilità ionica per i prossimi decenni.

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Author: domenico