Guerra sui numeri in Futuro Nazionale: dissidenti attaccano vertici

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In Calabria è ancora guerra sui numeri in Futuro Nazionale, con i comitati dissidenti che rinnovano le accuse ai vertici del movimento.

La polemica si accende sui dati relativi ai tesserati che hanno lasciato il partito, con cifre che variano notevolmente tra le parti.

Questo scontro evidenzia le tensioni interne e le difficoltà di un partito in fase di formazione.

La battaglia delle cifre e le accuse di arroganza

Dopo la restituzione delle tessere da parte dei dissidenti, i vertici del movimento, rappresentati dal deputato Sasso e da Furgiele, avevano ridimensionato le “défaillance” a 246 unità.

Tuttavia, una nuova dichiarazione dei Comitati dissidenti attesta a 470 il numero dei tesserati che hanno abbandonato il partito.

Nello specifico, 390 provengono dal Comitato 144 e 90 dal Comitato 1067.

Queste cifre, secondo i dissidenti, sono verificabili, a differenza di quanto dichiarato da presunte fonti vicine agli onorevoli Sasso e Furgiuele.

Assemblea contestata e assenza di lungimiranza

I Comitati dissidenti hanno inoltre criticato apertamente l’evento svoltosi l’11 luglio 2026 presso il T-Hotel di Catanzaro.

Quella che era stata definita “Assemblea”, secondo i dissidenti, non è stata altro che un “mero vergognoso teatrino”.

Essi denunciano un atteggiamento arrogante e dispotico da parte di chi avrebbe dovuto curare la formazione del partito.

Se si vuole parlare di numeri, proseguono i due Comitati, la presenza di sole 250 persone su circa 5.000 tesserati non può essere considerata un “evento molto partecipato” o un successo.

In particolare, è stata evidenziata l’assenza dei rappresentanti di tutti i circoli, che non sarebbero stati nemmeno invitati.

Le motivazioni dell’abbandono e la visione della politica

È evidente che i motivi dell’abbandono del partito sono stati ulteriormente confermati dagli eventi successivi alla diffusione del primo comunicato.

I dissidenti lamentano una mancanza di lungimiranza politica e un’avventatezza unita ad arroganza, aggravate da dichiarazioni puerili.

Tali atteggiamenti, a loro dire, si allontanano dai principi che dovrebbero guidare chi si trova al comando di un partito in formazione.

La politica, concludono i dissidenti, non dovrebbe consistere nella corsa alla smentita, ma nell’analisi dei problemi e nel tentativo di trovare soluzioni, ben lontano da quanto accaduto finora.

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Author: Consuelo