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Sono terminate con 19 condanne ridotte, una pena confermata e tre assoluzioni i processi di secondo grado bis, sia di rito ordinario che abbreviato.
Questi procedimenti giudiziari, nati dalle inchieste unificate “Malapianta” e “Infectio” della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, hanno riguardato le cosche Mannolo-Zoffreo-Trapasso-Falcone, attive a San Leonardo di Cutro.
La Corte d’Appello ha così rivisto le decisioni prese in primo grado, sia in abbreviato dal Tribunale di Catanzaro nel 2021 che in ordinario dai giudici di Crotone nel 2022.
Le operazioni “Malapianta” e “Infectio” e il racket sui villaggi
Le operazioni “Malapianta” e “Infectio” furono condotte tra maggio e giugno del 2019.
In particolare, la Guardia di Finanza di Crotone si occupò di “Malapianta”, mentre la Polizia portò avanti “Infectio”.
Questi blitz furono eseguiti tra San Leonardo di Cutro e l’Umbria, con l’obiettivo di smantellare un vasto racket che operava sui villaggi turistici lungo le coste crotonesi e catanzaresi.
Le conseguenze delle indagini sulle cosche della costa
Le indagini hanno permesso di far luce sulle attività illecite delle cosche della costa, che estorcevano denaro e imponevano la loro influenza sulle attività economiche legate al turismo.
La sentenza d’appello, pur riducendo alcune pene, conferma l’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura nella lotta alla criminalità organizzata.
Il sistema giudiziario, infatti, continua a monitorare attentamente queste dinamiche, come dimostrano i numerosi interventi sul territorio.
Per esempio, a Reggio Calabria un colpo alla ‘ndrangheta ha ricostruito una confederazione criminale.
L’impatto sul territorio e la lotta alla criminalità organizzata
La lotta contro le cosche della costa rappresenta una priorità per garantire la legalità e la sicurezza in un’area ad alta vocazione turistica.
La riduzione delle condanne in appello, sebbene possa generare perplessità, rientra nel normale svolgimento dei processi giudiziari che prevedono diversi gradi di giudizio.
In questo contesto, l’azione della DDA di Catanzaro si conferma fondamentale per contrastare il radicamento della ‘ndrangheta e proteggere il tessuto economico e sociale della regione.
Anche il successo dello Stato contro la ‘ndrangheta è stato sottolineato a Reggio Calabria, evidenziando una costante attività investigativa.
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