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La Procura di Roma ha chiuso le indagini nei confronti di Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, in merito all’inchiesta auto blu Calabria.
Il governatore risulta indagato per truffa, una vicenda che riguarda l’utilizzo dell’auto di servizio.
L’accusa si concentra su un presunto doppio pagamento ricevuto per coprire i costi di un’auto blu a noleggio.
I dettagli dell’accusa e il trasferimento dell’indagine
Secondo quanto emerso dalle indagini, al presidente Occhiuto viene contestata una truffa relativa a rimborsi mensili di 3.800 euro.
Questi rimborsi sarebbero stati percepiti dalla Regione per un’automobile utilizzata nell’esercizio delle sue funzioni, nonostante fosse già a disposizione un’altra vettura a carico dell’ente regionale.
L’inchiesta, inizialmente gestita dalla Procura di Catanzaro, è stata trasferita a Roma.
Questo spostamento si giustifica con il principio che “il reato si compierebbe nel momento e nel luogo dell’incasso”.
Infatti, i bonifici dei rimborsi sarebbero stati incassati presso l’agenzia bancaria di Roma dove il presidente ha il suo conto corrente.
La difesa del presidente Occhiuto
Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, è assistito legalmente dagli avvocati Nicola Carratelli del Foro di Cosenza e Mario Figliolia del Foro di Roma.
La difesa avrà ora il compito di chiarire la posizione del governatore in relazione alle accuse mosse dalla Procura.
La chiusura delle indagini rappresenta un passaggio significativo nel procedimento giudiziario, che potrebbe portare a ulteriori sviluppi nei prossimi mesi.
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