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Reggio Calabria: confiscati beni per 2,7 milioni di euro a un imprenditore del settore alimentare, condannato in via definitiva per associazione mafiosa.
L’uomo, ritenuto affiliato alle cosche De Stefano e Tegano, ha visto il suo patrimonio aziendale, diversi immobili e denaro contante sottratti a seguito di un provvedimento della Corte d’Appello.
L’esecuzione è avvenuta nelle città di Reggio Calabria e Catanzaro.
L’operazione e le indagini patrimoniali
Il provvedimento di confisca, emesso dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria, è il risultato di approfonditi accertamenti patrimoniali.
Questi sono stati svolti dal nucleo di polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza.
L’attività investigativa è stata delegata dalla direzione distrettuale antimafia, guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli.
I dettagli della confisca
Nel fascicolo dell’inchiesta denominata “Il Padrino”, l’imprenditore era stato ritenuto inserito nella cosca Tegano.
Alla luce delle risultanze degli accertamenti, la Corte d’Appello ha confermato la confisca disposta due anni fa dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale.
Il provvedimento ha riguardato l’intero patrimonio aziendale di una società attiva nel commercio all’ingrosso di prodotti alimentari.
Inoltre, la confisca ha interessato 9 terreni, 3 fabbricati, un’automobile e 110 mila euro in contanti.
Sono stati inclusi anche tutti i rapporti bancari e le relative disponibilità.
Il valore complessivo stimato dei beni confiscati ammonta a 2,7 milioni di euro.
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