Regione Calabria: via libera referendum sottosegretari

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Catanzaro, 2 luglio 2026 – L’Ufficio centrale regionale per il Referendum, istituito presso la Corte d’Appello di Catanzaro, ha accolto il ricorso presentato dalla minoranza in Consiglio regionale, aprendo così la strada per un referendum popolare sulla nomina dei sottosegretari alla Giunta regionale in Calabria.

Questa decisione giunge dopo mesi di accese critiche da parte dell’opposizione, che contesta l’istituzione di queste figure politiche aggiuntive.

La contestazione della minoranza e il ruolo del presidente Occhiuto

I consiglieri di minoranza hanno espresso la loro soddisfazione per l’esito del ricorso.

Essi hanno sottolineato come la decisione del Consiglio regionale del 30 marzo scorso, che ha dato il via libera all’istituzione di due sottosegretari alla presidenza della Giunta, sia stata oggetto di forte opposizione.

Infatti, la minoranza ha più volte avvisato il presidente Roberto Occhiuto e la maggioranza sui costi e sull’utilità di nominare figure politiche non elette.

Tali figure, a loro dire, comportano centinaia di migliaia di euro di spesa annuale senza reali mansioni, servendo unicamente a moltiplicare le poltrone e a soddisfare le esigenze dei partiti della coalizione.

Le tappe del ricorso e la posizione dell’opposizione

Inizialmente, il segretario generale della Regione aveva rigettato la richiesta di referendum sulla modifica dello Statuto, azione che l’opposizione ha definito “antidemocratica”.

Tuttavia, grazie all’intervento dei professori Andrea Lollo e Paolo Falzea e dell’avvocato Antonio Ionà, è stato presentato un ricorso che ha ottenuto pieno accoglimento.

La minoranza è convinta che non si possa modificare lo Statuto regionale ignorando la volontà dei calabresi.

Ora, la palla passa al presidente Roberto Occhiuto.

Egli può optare per un ritorno in aula, ripristinando lo strumento del referendum e eliminando le figure dei sottosegretari.

In alternativa, dovrà indire un referendum popolare, permettendo ai cittadini calabresi di esprimersi direttamente sulla questione e decidere se destinare ulteriori risorse a “poltrone inutili”.

Questa vicenda evidenzia l’importanza del dibattito sul lavoro e sulla gestione dei fondi pubblici nella regione.

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Author: Claudia