L’ufficio postale di Anná verrá chiuso. La denuncia di Minniti

L’ufficio postale di Anná verrá chiuso. La denuncia di Minniti

Giuseppe Salvatore Minniti, Commissario locale dei Fratelli d’Italia, ritorna sulla vicenda della chiusura dell’ufficio postale di Anná di Melito di Porto Salvo. Lo fa attraverso una nota nella quale ripercorre tutti i passaggi e fornisce delle novitá in merito.

In un comunicato stampa del 28 luglio 2020, denunciavo con forza, insieme ai cittadini, la chiusura dell’ufficio postale sito in Anná di Melito di Porto Salvo. In quell’occasione mi facevo portavoce, come commissario di FDI, per una sua immediata riapertura. Per questo chiedevo alla commissaria prefettizia, di prendere atto di questo disagio, senza ricevere alcuna risposta.

Ieri mi è Giunta, purtroppo la notizia che il citato ufficio postale non verrá aperto. Anzi verrà chiuso definitivamente. Forse aprirà ogni fine mese per il pagamento esclusivo delle pensioni), preferendo l’ufficio postale di Roghudi (situato in un altro comune). Così facendo si creerà un disagio enorme al cittadino, per lo più anziano, che non ha i mezzi per recarsi negli uffici più vicini.

In questa battaglia mi sarei aspettato l’appoggio del presidente dei sindaci dell’area grecanica PierPaolo Zavettieri che, guarda caso, solo in questa battaglia lo vediamo assente.
Mi chiedo come si può chiudere un ufficio postale dove centinaia di persone ne usufruiscono. E poi in questa situazione di emergenza Covid-19 si creerebbero solo assembramenti e si andrebbe ad intasare gli altri (ufficio di Melito di Porto Salvo, ndr) creando ulteriori disagi, con file interminabili ed ore di attesa.

Ed è per questo che invito chi di dovere a prendere subito una decisione, che sia l‘apertura immediata della posta di Anná. Mi farò portavoce affinché le istituzioni preposte intervengano sul da farsi.

Non piú di una ventina di giorni fa leggevo una nota di un dirigente di poste italiane dove vantava di chiudere il bilancio con un avanzo piú che positivo. Adesso capisco come fa Poste Italiane ad essere in attivo. Basta tagliare servizi essenziali e vitali per il cittadino.

Tutto questo poteva andare bene quando gli uffici esistenti erano in grado di dare un servizio regolare al cittadino. Purtroppo assistiamo solo ed esclusivamente a disservizi e file interminabili nella posta centrale, con personale ridotto e molte volte stanco.

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