Categoria: Calabria

  • A Staiti intervento provvidenziale della Benemerita in Aspromonte

    A Staiti intervento provvidenziale della Benemerita in Aspromonte

    ​L”Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC) – Segreteria Regionale della Calabria – intende sottolineare l’operazione di soccorso portata a termine oggi dai militari della Stazione Carabinieri di Staiti della Compagnia Carabinieri di Bianco, nel comune di Staiti.
    ​Nel pomeriggio, i Carabinieri sono intervenuti in soccorso di un escursionista rimasto ferito in una zona montana particolarmente impervia. La rapidità nel coordinarsi con la Centrale Operativa e la precisione nel geolocalizzare il luogo del sinistro sono state determinanti: grazie all’azione dei militari, è stato possibile indirizzare sul posto l’elisoccorso, unico mezzo in grado di operare in sicurezza nel difficile contesto morfologico, garantendo il tempestivo recupero del malcapitato.

    ​L’USIC Calabria esprime viva soddisfazione e sincera gratitudine nei confronti dei militari intervenuti, la cui professionalità e tempestività sono state decisive per il buon esito delle operazioni. Tale impegno conferma il ruolo fondamentale dell’Arma nel presidio e nell’assistenza al territorio, anche nelle aree più isolate.

    ​”L’attività svolta dai colleghi – dichiara il segretario regionale generale dell’USIC Calabria – Andrea Calarota- dimostra come la preparazione e il costante impegno siano essenziali per gestire con efficacia emergenze complesse. Siamo orgogliosi dell’operato dei nostri Carabinieri, che hanno agito con spirito di sacrificio e dedizione al servizio”.
    ​L’USIC Calabria sottolinea l’importanza del coordinamento tra le diverse forze impegnate nell’intervento, che ha permesso di risolvere la situazione con successo.

  • Filippo Polifroni fa il punto sulle Circoscrizioni di Reggio Calabria

    Filippo Polifroni fa il punto sulle Circoscrizioni di Reggio Calabria

    Finalmente ci siamo, le nuove Circoscrizioni sono finalmente operative, da questo momento in poi, tutti quanti, insieme, noi eletti, dobbiamo essere in costante contatto con i cittadini dei nostri territori per diventare interlocutori credibili delle loro istanze. Maggiore sicurezza nei quartieri, presidi di legalità, maggiore efficienza dei servizi essenziali, essere soprattutto da supporto costante al servizio sociale territoriale, per i bisogni di prossimità degli anziani, dei minori in difficoltà, delle donne non ascoltate, ed essere un collante istituzionale ,con le tantissime attività, che nei territori sono portare avanti dal mondo del volontariato. Presenza costante, che dalla dimensione istituzionale, deve estendersi al funzionamento di tutti i settori che devono portare il cittadino ad essere tranquillo nel proprio quartiere. Perché il sistema integrato dei servizi, dentro i Municipi, sia la realizzazione del soddisfacimento dei bisogni della collettività territoriale. Noi, altro non faremo che continuare nell’ascolto costante ed attento dei nostri cittadini,per fare si che finalmente i piani di zona siamo realizzati nella loro completezza.

  • Mezzo pesante si ribalta sulla Statale 106: traffico deviato a Locri

    Mezzo pesante si ribalta sulla Statale 106: traffico deviato a Locri

    Disagi alla circolazione lungo la Strada Statale 106 Var/B “Jonica”, dove un mezzo pesante si è ribaltato causando la chiusura temporanea della carreggiata in direzione nord.

    L’incidente si è verificato all’altezza del chilometro 5,800, nel territorio comunale di Locri. A seguito dell’accaduto, il traffico veicolare è stato interdetto nel tratto interessato per consentire le operazioni di messa in sicurezza e rimozione del mezzo.

    Per limitare i disagi agli automobilisti, è stata predisposta una deviazione obbligatoria in uscita a Locri, al km 5,800, con successivo rientro sulla statale al km 16,000 in direzione Marina di Gioiosa Ionica.

    Sul posto sono intervenuti i tecnici dell’Anas e le Forze dell’Ordine, impegnati nella gestione della viabilità e nelle attività necessarie al ripristino delle normali condizioni di circolazione nel più breve tempo possibile.

    Si raccomanda agli utenti della strada di prestare attenzione alla segnaletica temporanea e di programmare eventuali spostamenti tenendo conto dei possibili rallentamenti.

  • LA Don Milani e il Bocale Calcio Admo in sinergia perenne

    LA Don Milani e il Bocale Calcio Admo in sinergia perenne

    L’associazione di volontariato Don Milani, ormai da tantissimi anni in stretta Collaborazione con il Bocale Calcio Admo del Patron Pippo Cogliandro, rinnova la collaborazione con la stessa compagine calcistica per la stagione 2026/2027, tante le novità per la nuova stagione che vedono nel Presidente Francesco Cuzzola un collante fondamentale anche con il mondo imprenditoriale della nostra città.

    Auguri di buon lavoro al Presidente Cuzzola figura di spicco a livello nazionale, certo che potremo solo fare cose belle per la nostra città. Mai fermi con al testa ma soprattutto con il cuore.Importanti novità che metteranno il Bocale al centro delle attività del terzo settore cittadino

  • L’USIC e Regione Calabria una sinergia vincente

    L’USIC e Regione Calabria una sinergia vincente

    Agevolazioni trasporto pubblico, USIC: ‘La Regione Calabria dà un segnale concreto a chi garantisce la sicurezza dei cittadini’”.
    L’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC) accoglie con grande soddisfazione la notizia del deposito dell’emendamento volto a rafforzare le agevolazioni tariffarie del trasporto pubblico regionale destinate al personale del Comparto Difesa e Sicurezza.
    «Da tempo avevamo rappresentato la necessità di un ulteriore sforzo istituzionale agli Assessori Gianluca Gallo e Antonio Montuoro, affinché venissero adottate misure concrete capaci di garantire la massima mobilità regionale agli uomini e alle donne che quotidianamente assicurano la sicurezza dei cittadini» – dichiara il Segretario Nazionale USIC, Francesco Di Nuzzo.

    «L’iniziativa legislativa presentata va esattamente nella direzione auspicata e rappresenta un importante segnale di attenzione verso il personale delle Forze dell’Ordine e dell’intero Comparto Difesa e Sicurezza, che spesso affronta sacrifici personali ed economici per garantire la propria presenza sul territorio e l’efficienza del servizio.»
    USIC auspica che l’iter legislativo possa concludersi positivamente nel più breve tempo possibile, consentendo l’approvazione definitiva dell’emendamento e la sua rapida entrata in vigore.

    «Questa iniziativa dimostra quanto sia fondamentale il confronto costante e costruttivo tra Istituzioni e rappresentanze sindacali. Solo attraverso un rapporto propositivo, fondato sul rispetto reciproco e sulla sana collaborazione, è possibile individuare soluzioni concrete ai bisogni del personale e trasformare le istanze in risultati tangibili.»

  • Carmen Iaconis e l’amore per il Calcio

    Carmen Iaconis e l’amore per il Calcio

    In un momento storico delicato e pieno di sfide per la Reggina, c’è chi ha deciso di non arrendersi al silenzio e di far battere più forte che mai il cuore dei tifosi.

    Parliamo di Carmen Iaconis e Paolo Amedeo, che attraverso la pagina e il format “Nostalgia Reggina” stanno regalando una vera e propria oasi di passione, ricordi e orgoglio a tutto il popolo amaranto. Le loro dirette Instagram sono diventate un appuntamento imperdibile, un viaggio emozionante nel tempo per rivivere i momenti più belli e gloriosi della storia del club, direttamente attraverso la voce di chi quella storia l’ha scritta sul campo. Questo format ha registrato un vero e proprio boom di ascolti e interazioni sui social grazie all’autenticità e al valore degli ospiti che hanno accettato l’invito di Carmen e Paolo, pronti a riaprire il cassetto dei ricordi più cari per la gioia dei tifosi. Nelle ultime puntate, lo schermo si è acceso con una sfilata di campioni e veri e propri simboli del passato e del presente amaranto, come Mauro Rosin, l’indimenticato portierone che ha rievocato parate e aneddoti di stagioni epiche, Leon, il fantasista honduregno che con la sua classe e le sue giocate ha fatto sognare la curva, e Tonino Martino, l’uomo del destino ed eroe che con quel gol leggendario ha trascinato la squadra e ci ha fatto vedere per la prima volta la Serie A.

    Accanto a loro sono intervenuti anche Lorenzo Stovini, il roccioso e insuperabile difensore centrale che è stato un vero pilastro della squadra negli anni d’oro della massima serie, e Luigi Canotto, l’amatissimo esterno d’attacco che, partecipando come ospite, ha manifestato tutto il suo entusiasmo e l’attaccamento ai colori amaranto, riscuotendo un successo travolgente e un riscontro positivissimo da parte di tutti i follower collegati. Questi ospiti d’eccezione hanno riacceso l’entusiasmo della piazza, dimostrando come il legame con Reggio Calabria resti indissolubile. Il riscontro del pubblico è stato straordinario, attirando grandissima attenzione sulla rete e dimostrando come l’energia pulita e l’amore per la maglia profusi da “Nostalgia Reggina” riescano a unire idealmente tutte le epoche del club. Rivivere quello che è la storia è la cosa più bella che c’è, spiega con orgoglio Carmen Iaconis, e in effetti guardare al futuro con la forza della propria tradizione è la medicina migliore per superare qualsiasi tempesta. Nonostante il periodo difficile che sta subendo la Reggina, il messaggio che lancia il team di “Nostalgia Reggina” è chiaro e potente: la storia amaranto non si cancella e nessuno può fermarla.

    Carmen e Paolo non hanno alcuna intenzione di fermarsi qui e il palinsesto delle prossime dirette si preannuncia già ricco di tantissimi altri ospiti illustri, pronti a far emozionare i tifosi e a ricordare a tutti che la passione per la Reggina va oltre ogni categoria, invitando tutti a restare sintonizzati su Instagram perché il viaggio nei ricordi più belli è appena iniziato.

  • Estate Reggina e Biblioteche. Nodo Cultura e soldi che ci sono

    Estate Reggina e Biblioteche. Nodo Cultura e soldi che ci sono

    C’è un equivoco che da anni accompagna ogni discussione sulla cultura a Reggio Calabria, un equivoco comodo, rassicurante, quasi liberatorio: l’idea che qui non si faccia cultura perché non ci sono i soldi.

    È una frase che torna sempre, come un riflesso condizionato, come una scusa collettiva che ci permette di non guardare in faccia la realtà.

    E invece la realtà è molto più semplice, e molto più scomoda: i soldi ci sono. Non sono infiniti, certo, e altrove ce ne sono molti di più, ma qui non mancano. Quello che manca è la scelta, la direzione, la volontà di costruire qualcosa che duri più di una sera d’estate.
    Per capire quanto questo sia vero basta guardare come Reggio distribuisce le sue risorse.

    Ogni anno il Comune investe più di un milione di euro in cultura, spettacolo e turismo. Non è una cifra enorme, ma non è nemmeno una cifra da città “povera”. Il problema non è quanto si spende, ma dove si spende. La parte più consistente di questo budget finisce sempre nello stesso imbuto: l’Estate Reggina. È un modello che intrattiene, ma non costruisce.

    È un modello che riempie le piazze, ma svuota le biblioteche. È un modello che dà consenso immediato, ma non lascia nulla il giorno dopo.
    E soprattutto è un modello che non porta turismo.

    E mentre qui si continua a investire in eventi gratuiti, altrove si costruiscono sistemi culturali veri. Prendiamo Bergamo, una città che peraltro ha meno abitanti di Reggio.
    Bergamo investe dodici, quindici milioni di euro l’anno in cultura. Dieci volte tanto. Ma la differenza non è solo quantitativa, è qualitativa.

    Bergamo investe in biblioteche, musei, teatri, fondazioni, programmazione annuale, personale qualificato. Reggio investe in eventi estivi.

    È la differenza tra costruire e intrattenere, tra istituzioni e palchi, tra continuità e episodicità. È la differenza tra una città che pensa alla cultura come infrastruttura e una città che la pensa come stagione.
    Non servono soldi nuovi, serve una visione nuova.

    Il gratis porta consenso immediato. Le biblioteche portano consenso lento. Un concerto gratuito riempie la piazza, una biblioteca riempie la città ma in cinque anni. È la differenza tra consenso e sviluppo.

    E forse il punto è proprio questo: Reggio non ha bisogno di miracoli, né di mecenati, né di rivoluzioni improvvise. Ha bisogno di una decisione adulta.

    Una città non cresce quando riempie le piazze per una sera, ma quando costruisce luoghi dove le persone tornano, studiano, lavorano, si incontrano, si formano, si trasformano.

  • A Palizzi  una giornata all’insegna della tradizione

    A Palizzi una giornata all’insegna della tradizione

    In occasione della Festa della Repubblica, il borgo di Palizzi ha vissuto una giornata all’insegna della tradizione, della memoria e della valorizzazione del territorio grazie alla riapertura di uno dei suoi luoghi più suggestivi e identitari: To catòghi tu pappù ‘Ntoni. ”Il catojo di nonno Toto”.

    Tra le antiche mura in pietra, custodi di storie e tradizioni sono state dislocate le candele artigianali in cera di soia firmate Marisol Candele.

    Queste creazioni artigianali caratterizzate da eleganza, sostenibilità e attenzione ai dettagli hanno instaurato un dialogo armonioso tra passato e presente. Le fragranze e le forme delle candele hanno contribuito a valorizzare gli ambienti storici, dando all’iniziativa doppio significato: non solo una semplice riapertura, ma è stata un’occasione per riscoprire il valore del tempo, della memoria e delle piccole cose realizzate con passione. Un invito a rallentare, ad osservare e ad apprezzare la bellezza che nasce dall’incontro tra tradizione e innovazione.

    Un esempio concreto di come la valorizzazione del territorio possa passare attraverso il dialogo tra l’antico artigianato e la creatività contemporanea, trasformando luoghi della memoria in spazi vivi e capaci di emozionare.

  • Scienze Under 18 all’IC Marina di Gioiosa Ionica – Mammola

    Scienze Under 18 all’IC Marina di Gioiosa Ionica – Mammola

    Giornata di Scienze Under 18: l’IC Marina di Gioiosa Ionica –
    Mammola hub STEM provinciale
    Robotica, scienza e Role Model in un’iniziativa che ha coinvolto circa 800 studenti,
    arricchita dalle attività del progetto “Nuovi Orizzonti con le STEM” coordinato
    dall’associazione Civitas Solis
    MARINA DI GIOIOSA IONICA (RC), 26 maggio 2026 – Si è svolta martedì 26 maggio a
    Marina di Gioiosa Ionica la Giornata di Scienze Under 18, iniziativa ideata e promossa
    dall’Istituto Comprensivo Marina di Gioiosa Ionica – Mammola che ha visto integrarsi al
    proprio interno le attività del progetto “Nuovi Orizzonti con le STEM”, di cui l’Istituto è scuola
    partner.
    Incrementare le competenze scientifiche e tecnologiche dei giovani, superare il divario di
    genere nelle carriere d’avanguardia, costruire un modello pedagogico replicabile sul territorio:
    sono questi gli obiettivi cardine che hanno guidato l’evento, svoltosi presso la sede dell’IC
    Marina di Gioiosa Ionica – Mammola.
    L’iniziativa, che ha assunto una rilevanza di portata provinciale, ha integrato al proprio interno
    una serie di attività del progetto “Nuovi Orizzonti con le STEM: Navigando verso il futuro nel
    cuore della Locride”, coordinato dall’associazione Civitas Solis in partenariato con l’IC
    ospitante e altri Istituti Comprensivi della Locride, selezionato e sostenuto dal Fondo per la
    Repubblica Digitale Impresa Sociale, nell’ambito del bando nazionale Polaris. Una sinergia
    che ha consentito di amplificare l’impatto formativo e la ricaduta sociale dell’evento,
    coinvolgendo circa 800 studenti dell’IC ospitante e degli altri istituti partner del progetto, oltre
    a famiglie, cittadini e portatori di interesse del territorio.
    «Ospitare un evento di questa portata scientifica e pedagogica rappresenta un traguardo
    significativo per la nostra comunità scolastica. La scuola ha il dovere di intercettare
    metodologie d’avanguardia per offrire ai ragazzi gli strumenti necessari ad affrontare il futuro.
    Siamo orgogliosi di aver potuto integrare nella nostra Giornata di Scienze Under 18 anche le
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    attività del progetto ‘Nuovi Orizzonti con le STEM’, di cui siamo scuola partner», ha dichiarato
    Giuliana Fiaschè, Dirigente Scolastica dell’IC Marina di Gioiosa Ionica – Mammola.
    Una mattinata di scienza, robotica e narrazione
    L’evento si è aperto con il concerto istituzionale curato dagli studenti dell’Istituto Comprensivo,
    per articolarsi poi in un ricco programma di laboratori e attività, tra cui quelli proposti dal
    progetto “Nuovi Orizzonti con le STEM”.
    Tra le aree dedicate alle attività progettuali, particolare attenzione ha riscosso quella della
    robotica educativa. Il team degli studenti del progetto, reduce dal prestigioso secondo posto
    nazionale conquistato al Premio MIM “Oltre la Robotica” nell’ambito della FIRST® LEGO®
    League Italia 2026, ha esposto e presidiato la “Robot Arena” per l’intera durata della
    manifestazione. Attraverso un approccio di educazione tra pari, i giovani programmatori hanno
    mostrato a coetanei e visitatori le fasi di progettazione, coding e problem solving applicate ai
    loro prototipi, dimostrando come la tecnologia possa diventare uno strumento di inclusione e
    riscatto culturale.
    Parallelamente, le scienze biologiche e la chimica sperimentale sono state approfondite nel
    laboratorio clinico didattico condotto dalla dott.ssa Paola Agostino, dove gli studenti hanno
    eseguito autonomamente, tra le altre attività, l’estrazione del DNA della banana, un’esperienza
    che ha tradotto concetti complessi di biochimica in apprendimento visivo e altamente
    formativo.
    Donne nelle STEM: Role Model dalla Locride a Philadelphia
    Il deficit di competenze STEM e la persistenza di stereotipi di genere rappresentano due delle
    sfide più complesse per lo sviluppo socio-economico del Mezzogiorno. Per rispondere a questa
    urgenza, la sezione Orientamento STEM, promossa nell’ambito delle attività progettuali, ha
    ospitato un panel con due figure professionali di alto profilo: la dott.ssa Elisabetta Errigo,
    Dirigente Medico e Oculista presso l’Ospedale di Locri, e la dott.ssa Irene Miriello,
    Ricercatrice associata in medicina biotecnologica presso la Temple University di Philadelphia.
    Le due scienziate hanno dialogato con gli studenti, con una folta e attiva rappresentanza
    femminile, condividendo i momenti di svolta dei rispettivi percorsi di carriera e rispondendo
    alle domande dei ragazzi sulle prospettive della ricerca internazionale e della dirigenza medica.
    Comunicare la scienza: il laboratorio di video-storytelling
    La dimensione transdisciplinare delle attività progettuali è stata infine valorizzata dal
    laboratorio di video-storytelling curato dal regista Bernardo Migliaccio Spina. Gli studenti
    hanno appreso le tecniche di informazione e comunicazione multimediale per documentare la
    giornata, integrando le competenze tecniche e scientifiche con quelle espressive e divulgative.
    Il progetto “Nuovi Orizzonti con le STEM”
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    “Nuovi Orizzonti con le STEM: Navigando verso il futuro nel cuore della Locride” è un
    progetto biennale coordinato da Civitas Solis APS ETS in partenariato con gli Istituti
    Comprensivi di San Luca – Bovalino, Platì – Careri “F.A. Perri”, Marina di Gioiosa Jonica –
    Mammola, Bovalino e De Amicis–Maresca di Locri, con il supporto di Impara Digitale
    (Bergamo), selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa Sociale, nato
    dalla partnership tra Governo e ACRI per promuovere inclusione digitale e innovazione
    educativa nei territori del Paese.

    A chiudere la giornata, le riflessioni di Francesco Mollace, direttore di Civitas Solis e
    coordinatore del progetto: «Esperienze come quella di oggi confermano che la strada è quella
    giusta: quando le scuole assumono un ruolo guida e aprono le proprie porte a esperienze
    esterne, la formazione scientifica diventa davvero un’opportunità per tutti. A nome di Civitas
    Solis, ringrazio sentitamente la dirigente Fiaschè, i docenti e l’intera comunità educante dell’IC
    Marina di Gioiosa Ionica – Mammola per la fiducia accordataci. Per noi è stato un onore mettere
    le attività del progetto al servizio di una giornata già di grande spessore, contribuendo a renderla
    ancora più ricca. Questa è la Locride che sappiamo costruire insieme: capace di guardare
    lontano, ma con i piedi ben piantati nella propria terra».

    Il Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione
    di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione
    previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali
    viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione
    digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inattivi, lavoratori a rischio
    disoccupazione a causa dell’automazione, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo
    grado, operatori dell’economia sociale, persone detenute e in condizioni di vulnerabilità e cittadini.
    L’obiettivo è sperimentare progetti di formazione e inclusione digitale e replicare su scala più vasta quelli
    ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella
    definizione di future politiche nazionali. Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it.

  • Terremoto di magnitudo 6.2 in tutta la Calabria

    Terremoto di magnitudo 6.2 in tutta la Calabria

    Alle ore 00.12 di ieri notte la Calabria ha dovuto fare i conti con un terremoto di magnitudo 6.2. Il sisma, registrato alle 00.12 ora italiana, è stato percepito dalla popolazione da Reggio Calabria fino alla provincia di Cosenza, con segnalazioni giunte anche dalle province di Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone.

    Secondo i dati diffusi dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il terremoto è stato localizzato nella zona della Costa calabra nord occidentale, in provincia di Cosenza. L’evento si è verificato alle coordinate geografiche 39.1550 di latitudine e 15.8210 di longitudine, a una profondità di 250 chilometri.

    Nonostante l’elevata profondità, la scossa è stata avvertita  in gran parte del territorio regionale.

    Al momento, tuttavia, non risultano segnalazioni di danni a persone o cose.

  • Al Mazzini di Locri Processo alla legalità

    Al Mazzini di Locri Processo alla legalità

    Processo alla legalità: gli studenti del Liceo “Mazzini” diventano magistrati e
    avvocati
    LOCRI – Una mattinata all’insegna del diritto, della Costituzione e della cittadinanza attiva.
    Venerdì 29 maggio 2026, l’Auditorium del Liceo delle Scienze Umane “G. Mazzini” di Locri ha ospitato
    l’evento conclusivo di un importante progetto di formazione (progetto scuola UCPI) nato dalla sinergia
    tra la scuola e gli avvocati della Camera Penale di Locri. Il tema centrale dell’incontro, “I principi
    costituzionali e il processo penale”, ha preso vita grazie a una vera e propria simulazione processuale
    che ha visto come protagonisti assoluti gli studenti.
    Il percorso formativo, che già lo scorso anno aveva interessato i ragazzi del liceo, è volto ad avvicinare i
    giovani ai valori del giusto processo e alle garanzie costituzionali. Il dibattito nell’auditorium si è
    concentrato su una tematica di strettissima e drammatica attualità tra i giovani: il reato di revenge
    porn, disciplinato dall’articolo 612-ter del Codice Penale (diffusione illecita di immagini o video
    sessualmente espliciti).
    Divisi in squadre e calatisi perfettamente nella parte, gli alunni delle classi 4 BES, 3 BES, 2 BES e 2 DES
    hanno vestito i panni dei principali attori del sistema giudiziario: giudice, pubblico ministero, testimoni
    e avvocati difensori. Con grande serietà, rigore logico e proprietà di linguaggio, i ragazzi hanno dibattuto
    il caso simulato, affrontando le pesanti implicazioni legali e morali del reato, applicando le regole del
    codice e i principi di garanzia della Carta Costituzionale.
    Il momento di massima tensione e coinvolgimento si è toccato al termine del dibattimento, quando il
    Giudice dopo aver valutato le prove e le arringhe di accusa e difesa ha dato lettura della sentenza
    pronunciando un verdetto articolato che ha visto l’assoluzione di uno degli imputati e la condanna
    dell’altro, applicando concretamente il principio del superamento di ogni ragionevole dubbio.
    A guidare stabilmente gli studenti in questo articolato percorso didattico è stata la professoressa
    Evelina Cappuccio, che ha coordinato e coadiuvato i ragazzi nella delicata preparazione della
    complessa macchina processuale. Preziosissimo è stato il supporto tecnico dei professionisti del foro
    locrese: gli avvocati Giuseppe Alvaro, Angelo Greco, Rocco Gutta’ e Maria Roccisano, che hanno
    affiancato gli studenti svelando loro i segreti della professione e le regole dell’oratoria forense.
    Presente all’evento per i saluti istituzionali la Dirigente Scolastica dott.ssa Rosalba Antonella Zurzolo,
    la quale ha espresso profonda soddisfazione per l’alto valore civile e formativo dell’iniziativa.
    Intervenendo davanti alla platea, la Dirigente si è congratulata calorosamente con gli studenti per
    l’impegno, la maturità e la passione dimostrati nel trattare un tema così sensibile, sottolineando come
    queste attività siano fondamentali per la crescita dei futuri cittadini e per il contrasto consapevole ai
    reati digitali.

    Oltre alla simulazione in aula, gli studenti hanno curato l’aspetto comunicativo e documentale
    dell’evento. Una vera e propria redazione interna di ragazzi ha immortalato l’intera mattinata scattando fotografie e realizzando interviste ai protagonisti, raccogliendo le impressioni sia dei legali della Camera Penale che dei propri compagni di scuola. I materiali multimediali raccolti diventeranno parte del portfolio documentale dell’istituto, a testimonianza di una giornata speciale.

  • USIC plaude la Benemerita per l’operazione antidroga

    USIC plaude la Benemerita per l’operazione antidroga

    L’USIC Calabria plaude ai Carabinieri per la brillante operazione contro il narcotraffico internazionale

    La Segreteria Regionale Calabria dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri esprime il più sentito apprezzamento e il profondo orgoglio per la straordinaria operazione condotta dai militari dell’Arma dei Carabinieri, che ha portato all’esecuzione di quattro fermi nell’ambito di una vasta attività investigativa contro il traffico internazionale di sostanze stupefacenti, culminata con la scoperta di una raffineria clandestina di cocaina nel territorio calabrese. L’operazione ha consentito di disarticolare un’organizzazione criminale con ramificazioni internazionali e collegamenti con ambienti della criminalità organizzata.
    L’intervento, frutto di un’articolata e complessa attività investigativa svolta dai Carabinieri sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, rappresenta l’ennesima dimostrazione dell’altissimo livello di professionalità, competenza investigativa e spirito di sacrificio che quotidianamente caratterizzano l’operato delle donne e degli uomini dell’Arma.
    Il rinvenimento del laboratorio clandestino destinato alla raffinazione della cocaina, con il sequestro di ingenti quantitativi di sostanze e materiali utilizzati per il confezionamento dello stupefacente, testimonia la capacità operativa dei militari nel contrastare fenomeni criminali sempre più strutturati e transnazionali.
    Il Segretario Generale Regionale USIC Calabria, Andrea Cav. Calarota, ha dichiarato:
    “Desidero rivolgere, a nome dell’intera Segreteria Regionale USIC Calabria, il più sincero plauso ai Carabinieri che hanno portato a termine questa importante operazione di servizio. Ancora una volta l’Arma dimostra di essere presidio imprescindibile di legalità e sicurezza per il nostro territorio e per l’intero Paese. Dietro risultati di tale portata vi sono sacrificio, professionalità, dedizione assoluta e un quotidiano impegno spesso svolto in condizioni estremamente complesse. Ai colleghi operanti va il nostro ringraziamento e la nostra vicinanza istituzionale per il lavoro svolto a tutela della collettività e nella lotta senza tregua alla criminalità organizzata e al narcotraffico internazionale.”

    La Segreteria Regionale USIC Calabria rinnova il proprio sostegno a tutti i Carabinieri impegnati quotidianamente sul territorio, ribadendo l’importanza di garantire adeguate tutele, strumenti operativi e riconoscimenti professionali a chi opera in prima linea per la sicurezza dei cittadini.

  • Sindaci eletti nel Reggino: i risultati delle comunali 2026

    Sindaci eletti nel Reggino: i risultati delle comunali 2026

    Le elezioni comunali 2026 hanno ridisegnato la mappa politica della provincia di Reggio Calabria. I sindaci eletti nel Reggino emergono da competizioni che hanno alternato vittorie nette a sfide risolte sul filo di pochissimi voti. Ecco il quadro comune per comune.

    Taurianova, Cinquefrondi e le grandi sfide

    A Taurianova cade il sindaco uscente Roy Biasi. La vittoria va a Domenico Romeo, che conquista il 43,01% dei consensi con la lista “Alba Nuova”, superando Biasi fermo al 41,89%. Più distante Raffaele Loprete con il 15,10%.

    A Cinquefrondi, invece, trionfa la riconferma. Michele Conia stravince con l’87,09% dei voti e la lista “Rinascita per Cinquefrondi”. La sfidante Maria Lucia Alì si ferma al 12,91%.

    Nuovi sindaci eletti nell’entroterra reggino

    Nell’Aspromonte, a Roccaforte del Greco si afferma Ercole Nucera con l’80,77% dei voti. A San Roberto vince Giuseppe Roberto Vizzari con il 60,65%. A Fiumara l’esito è serratissimo: Giuseppe Iannì si impone con il 50,72%, appena un soffio sopra la soglia.

    A Platì, Giovanni Sarica raggiunge il quorum con il 56,99% ed è eletto primo cittadino. Era candidato unico. Stesso scenario a Santo Stefano in Aspromonte, dove Francesco Malara è riconfermato sindaco con il 55,02%.

    Costa ionica e Piana, gli altri eletti

    Sulla costa ionica, a Bruzzano Zeffirio si impone Giuseppe Antonio Cuzzola con il 68,64%. A Brancaleone vince Silvestro Garoffolo con il 62,11%, a Casignana Giuseppe Rocco Celentano con il 65,43%.

    A Melicuccà l’esito è stato il più equilibrato in assoluto. Emanuele Antonio Oliveri vince con 271 voti, pari al 50,37%, contro i 267 voti dell’avversario Vincenzo Oliverio.

    Altri sindaci eletti nel Reggino: i risultati comune per comune

    Ad Anoia si afferma Alessandro Demarzo con il 79,45%. A Giffone vince Angelo Valenzisi con il 62,57%. A Maropati è eletto Antonio Papasidero con il 57,82%. A Pazzano trionfa Maria Antonietta Coniglio con il 51,14%.

    A Condofuri il nuovo sindaco è Massimo Antonio Nucera con il 40,53%, in un voto a tre candidati. A Montebello Jonico vittoria netta per Leonardo Suraci con il 67,84%. A Molochio vince Marco Giuseppe Caruso con il 65,83%. Infine, a Samo è Paolo Pulitanò il nuovo primo cittadino con il 58,12%.

    Dunque, le comunali 2026 nel Reggino consegnano un territorio in movimento. Pertanto, nelle prossime settimane si insedieranno le nuove amministrazioni, pronte ad affrontare le sfide dei rispettivi territori.

  • I SUCCESSI DELLA DOMOTEK. LO SPORT E IL CORAGGIO DI COSTRUIRE IL FUTURO DELLA CALABRIA

    I SUCCESSI DELLA DOMOTEK. LO SPORT E IL CORAGGIO DI COSTRUIRE IL FUTURO DELLA CALABRIA

    La promozione della Domotek Pallavolo in Serie A2, con quattro giocatori calabresi cresciuti e rimasti in Calabria, è un segnale che va oltre il risultato sportivo: racconta una regione in cui molti successi nascono controvento. Lo sport, qui, è un luogo di resistenza civile, un presidio emotivo, un termometro sociale che misura dispersione scolastica, disoccupazione, migrazioni, solitudini che diventano strutturali.

    La Calabria non è priva di strumenti: è priva della capacità di usarli. Il PNRR lo dimostra in modo impietoso. Tra il 2021 e il 2025 sono arrivati 6–8 miliardi di euro, ma oltre l’85% è rimasto fermo, intrappolato tra ritardi, uffici tecnici insufficienti, progetti respinti, gare deserte. Quelle risorse avrebbero potuto generare palazzetti, palestre scolastiche, piscine, centri sportivi di comunità, spazi per i giovani. Invece quasi nulla è diventato realtà.
    E così lo sport calabrese continua a vivere in impianti vecchi, chiusi, non regolamentari, mentre altrove si costruiva e si investiva.

    Ma anche quando l’infrastruttura esiste, resta il nodo più grande: il sostegno alle società sportive, che non può arrivare dal pubblico.

    Lo sport vive di sponsor, e in Calabria il tessuto imprenditoriale investe poco perché non vede progetti credibili, trasparenza, ritorni misurabili. I grandi marchi nazionali restano lontani: la Calabria non è percepita come un mercato sicuro, né come un territorio prevedibile o brand safe.

    Il caso del nuoto è la metafora perfetta: una regione con centinaia di chilometri di costa non ha mai espresso un atleta di vertice perché mancano piscine funzionanti, continuità, programmazione. Il talento non basta senza un ecosistema che lo accompagni.

    La Calabria è davanti a una scelta che non può più rimandare: continuare a sopravvivere o iniziare finalmente a crescere. Lo sport rende questa scelta visibile come poche altre cose, perché mostra con brutalità ciò che funziona e ciò che manca.

    Oggi racconta una regione che non investe sui giovani, che non riesce a trasformare le risorse in opportunità, che lascia andare talenti e energie. Ma domani potrebbe raccontare altro: una Calabria che decide di costruire impianti veri, programmi seri, comunità che credono nel valore educativo dello sport. Una Calabria che smette di affidarsi alla resistenza individuale e sceglie di creare un ambiente capace di far crescere persone, non solo atleti.

    Perché è da lì che passa tutto: dal coraggio di costruire un futuro in cui restare abbia finalmente un senso.

  • Borghi in scena: concluse le prime tre tappe

    Borghi in scena: concluse le prime tre tappe

    Si sono concluse le prime tre tappe di “Borghi in Scena – Carovana Teatrale” tra Aiello Calabro, Sant’Eufemia d’Aspromonte e Gioiosa Ionica: spettacoli, laboratori e teatro contemporaneo hanno animato i borghi della Calabria

     

    Per tre giorni il teatro ha smesso di abitare il palcoscenico ed ha attraversato i borghi della Calabria trasformando piazze, teatri comunali e palazzi storici in luoghi di incontro, memoria e racconto collettivo. È quanto avvenuto con “Borghi in Scena – Carovana Teatrale”, il progetto itinerante che dall’8 al 10 maggio ha inaugurato le sue prime tre tappe unendo spettacolo dal vivo, formazione e valorizzazione del territorio in un vero e proprio viaggio culturale.

    Aiello Calabro, Sant’Eufemia d’Aspromonte e Gioiosa Ionica sono stati i primi comuni ad accogliere la carovana teatrale, tra spettacoli contemporanei, laboratori partecipati e drammaturgie che rileggono il mito per raccontare il presente. Un debutto che ha già mostrato l’anima del progetto: portare il teatro fuori dagli spazi convenzionali e costruire un dialogo diretto tra artisti, comunità e paesaggi.

    Mito, territorio e teatro contemporaneo

    Il progetto nasce da un’idea dell’associazione Adexo Arti Creative, ed è realizzato grazie alla collaborazione strutturata tra tre compagnie teatrali calabresi: Adexo (capofila), Officine Jonike Arti (partner) e Calabria Dietro le Quinte APS (partner). Fa parte dei Progetti Speciali per il Teatro 2025 promossi dalla Regione Calabria.

    Borghi in Scena integra drammaturgia contemporanea, ricerca scenica, musica dal vivo e performance site-specific, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale e identitario del territorio.

    Il lavoro affonda le sue radici nel mito e nel rapporto tra narrazione teatrale e territorio. I borghi diventano scenari ideali per drammaturgie contemporanee che rielaborano archetipi della tradizione mediterranea – da Morgana a Scilla e Cariddi, da Ecuba a Medea, fino alla visione utopica di Campanella. Il mito, reinterpretato in chiave attuale, diventa uno strumento per leggere i luoghi e restituire identità, memoria e senso di appartenenza alle comunità.

    Gli spettacoli tra memoria, guerra e identità

    Le prime tre tappe del progetto hanno visto protagonisti, ad Aiello Calabro, Sant’Eufemia d’Aspromonte e Gioiosa Ionica, dall’8 al 10 maggio, due spettacoli capaci di intrecciare linguaggio contemporaneo, dimensione poetica e riflessione sociale.

    “Alfa e Omega”, produzione Officine Jonike Arti scritto da Maria Milasi e Domenico Loddo con la regia di Americo Melchionda, ha catturato il pubblico dentro una sospensione esistenziale dai tratti noir.

    In scena due donne, Alfa e Omega, interpretate con fini connotazioni psicologiche e forza espressiva dalle due attrici Maria Milasi e Kristina Mravcova, si incontrano in una fermata dimenticata, luogo simbolico di un’attesa che sembra non finire mai. Lo spettacolo attraversa il tema dello smarrimento umano e della migrazione interiore, alternando sarcasmo, dolore e ironia in una scrittura intensa e visionaria. Le due protagoniste diventano metafora di una umanità fragile, sospesa tra memoria e sopravvivenza, dentro un tempo che sembra essersi fermato.

    Di forte impatto emotivo anche “Ecuba. Il sogno”, produzione Adexo Arti Creative scritta da Katia Colica e diretta da Basilio Musolino, con Daniela D’Agostino, musiche di Antonio Aprile e voce speaker Pasquale Zumbo. Lo spettacolo reinterpreta la tragedia di Euripide trasportando Ecuba nel presente: una donna ucraina sopravvissuta alla guerra che vive in Italia lavorando come badante. Attraverso un continuo dialogo tra mito e contemporaneità, l’opera affronta il trauma della guerra, la memoria e il destino femminile. La protagonista convive con fantasmi reali e simbolici, mentre la scena diventa uno spazio sospeso tra ricordo e quotidianità. Un racconto teatrale che parla di resistenza, identità e della capacità delle donne di sopravvivere al dolore e alla perdita.

    I laboratori: il coinvolgimento delle comunità locali

    Accanto agli spettacoli, le prime tappe di “Borghi in Scena” hanno dato ampio spazio ai laboratori curati da Calabria Dietro le Quinte, pensati per coinvolgere attivamente il pubblico e favorire una partecipazione culturale consapevole.

    Ad Aiello Calabro si è svolto il laboratorio “Personaggi malvagi. Identità e costruzione”, dedicato alla recitazione e al trucco scenico, con gli artisti di BA17 Angelica Pedatella, Silvana Esposito e Lorenzo Cardamone. Un percorso creativo che ha guidato i partecipanti nella costruzione teatrale del personaggio, tra studio dell’identità scenica, espressività e trasformazione.

    A Sant’Eufemia d’Aspromonte e Gioiosa Ionica spazio invece al laboratorio di teatro di figura “Costruiamo un puppet con un calzino”, a cura di Nina Theatre. Un’esperienza laboratoriale che ha coinvolto bambini, famiglie e spettatori in un’attività manuale e teatrale capace di unire gioco, creatività e immaginazione, avvicinando il pubblico ai linguaggi del teatro contemporaneo attraverso la costruzione di piccoli pupazzi scenici.

    I laboratori rappresentano una parte centrale del progetto: non semplici attività collaterali, ma strumenti di incontro tra territorio, arte e comunità.

    Le prossime tappe della carovana teatrale

    Dopo le prime tre tappe concluse con successo, il progetto proseguirà nelle prossime settimane, con i nuovi appuntamenti di fine maggio attraverso altri borghi della Calabria con spettacoli e laboratori.

    Il 30 maggio Gerace ospiterà il laboratorio di arti circensi con Giocolereggio, mentre il 31 maggio a Melito P.S. sarà protagonista il laboratorio di teatro comico con Gigi Miseferi. A giugno il viaggio continuerà con “Antigone Oggi”, laboratorio di drammaturgia con Matteo Tarasco a Bova il 5 e 6 giugno, seguito il 13 giugno dal laboratorio di narrazione “Raccontare e raccontarsi” con il cantastorie Nino Racco a Gallicianò. Il 20 giugno a Portigliola si terrà invece il laboratorio di teatro lirico e musicale con l’Accademia Senocrito.

    La carovana di “Borghi in Scena” continua così il suo percorso tra i territori calabresi, portando il teatro nei luoghi della vita quotidiana e trasformando ogni borgo in una storia da ascoltare, vivere e condividere.

     

    “Borghi in Scena – Carovana Teatrale è un progetto sostenuto con Fondi PAC 2014-20 Azione 6.7.1 – Anno 2025 Progetti Speciali Teatrali Regione Calabria.

    Info e contatti:

    Per info, contatti e prevendite spettacoli e laboratori: www.liveticket.it/calabriadietrolequinte

    adexo.it@gmail.com 376 031 9612

    officinearti@gmail.com 345 83 07 784

    calabriadietrolequinte@gmail.com 389 14 35 140

    Per gli aggiornamenti seguire le pagine social delle compagnie aderenti al progetto e il sito Borghiinscena.it

  • BANDIERE BLU E CALABRIA GRECANICA: CHE BEL MARE, MA CON SERVIZI CARENTI I TURISTI NON VENGONO

    BANDIERE BLU E CALABRIA GRECANICA: CHE BEL MARE, MA CON SERVIZI CARENTI I TURISTI NON VENGONO

    L’Italia ogni anno celebra lo stesso rito laico: l’uscita delle Bandiere Blu. Una classifica che sembra dire tutto e invece racconta solo una parte. La Liguria, con i suoi trentatré vessilli, è un marchio: servizi, continuità, infrastrutture, un sistema che funziona e attira milioni di turisti perché promette ciò che poi mantiene.

    La Calabria, con ventitré Bandiere Blu, sulla carta dovrebbe brillare. Terza in Italia, numeri da regione in salute. Ma quei vessilli spesso, non sempre perchè ci sono meravigliose eccezioni, restano simboli senza conseguenze: medaglie appuntate su un territorio che non riesce a trasformare la qualità del mare in economia, lavoro, presenza.

    La Calabria Grecanica non ha neanche una bandiera blu, non per mancanza di bellezza, ma per mancanza di servizi, manutenzione, continuità amministrativa, visione. È un territorio che vive di un’estate corta e di un turismo di ritorno, non di un sistema turistico.

    E allora la domanda è semplice: a cosa servono le Bandiere Blu se i turisti non arrivano? Se la Liguria con 33 vessilli conta cinque milioni di arrivi e la Calabria solo un quinto, di chi la colpa? Non del mare che è meraviglioso, il problema è tutto ciò che (non) gli sta intorno. Senza infrastrutture, senza un racconto coerente, senza una strategia, il vessillo resta un ornamento, non un motore.

    La Calabria ha tutto, ma non riesce ancora a farlo vedere. Le Bandiere Blu dovrebbero essere un punto di partenza, non un traguardo. Finché non diventeranno parte di un progetto più grande, resteranno ciò che sono oggi: un potenziale non trasformato.

  • Al via Borghi in scena: carovana teatrale in tutta la Calabria

    Al via Borghi in scena: carovana teatrale in tutta la Calabria

    Dall’8 maggio al via “Borghi in scena – Carovana teatrale” che attraversa i borghi del territorio calabrese con spettacoli, laboratori e drammaturgia contemporanea

    Prende il via l’8 maggio “Borghi in scena – Carovana teatrale” il progetto che trasforma alcuni dei borghi più suggestivi della Calabria. Non un semplice cartellone di spettacoli, ma un attraversamento vivo dei territori: un percorso artistico e culturale che intreccia teatro contemporaneo, memoria e identità.

    Tre realtà, un’idea

    Borghi in scena, Carovana Teatrale nasce da un’idea di Adexo Arti Creative, soggetto promotore, che si traduce in una collaborazione strutturata che vede protagoniste tre realtà riconosciute nel Registro regionale del teatro della Calabria: Adexo, Officine Jonike Arti e Calabria Dietro le Quinte APS. L’iniziativa rientra tra i Progetti Speciali per il Teatro 2025 promossi dalla Regione Calabria.

    Nove borghi, un’unica scena diffusa

    La carovana teatrale toccherà nove comuni: Aiello Calabro, Bova, Gallicianò (Confoduri), Gerace, Pentedattilo (Melito Porto Salvo), Portigliola, Gioiosa Ionica, Sant’Eufemia d’Aspromonte e Stilo.

    Si tratta di territori di grande valore storico, paesaggistico e antropologico, che nel progetto di “Borghi in scena” diventano parte integrante della narrazione diffusa.

    Gli stessi spazi selezionati per gli spettacoli sono spesso “non convenzionali”: non solo teatri ma anche piazze, cortili, siti archeologici e paesaggi naturali che vengono trasformati in veri e propri “dispositivi scenici” capaci di dialogare con il mito e la drammaturgia contemporanea, con il fine ultimo di valorizzare il patrimonio architettonico e paesaggistico.

    Il mito come chiave di lettura del presente

    Il progetto affonda le sue radici nel mito, reinterpretato in chiave contemporanea. Figure archetipiche come Medea, Ecuba, Alfa e Omega o la Fata Morgana si intrecciano con temi attuali come migrazione, identità, guerra e memoria.

    Il mito diventa così uno strumento per leggere il territorio e restituire alle comunità un senso di appartenenza, attraverso una narrazione che unisce passato e presente e che coinvolge gli spettatori attraverso una programmazione continuativa, riconoscibile e di qualità.

    Il programma degli spettacoli

    Cinque le produzioni principali in cartellone che si alterneranno nelle varie tappe: Morgana. Acque Libere, una produzione Adexo Arti Creative
    di e con Katia Colica (regia Basilio Musolino, musiche Antonio Aprile, scene Caterina Casile); Alfa e Omega, una produzione Officine Jonike Arti di Maria Milasi e Domenico Loddo (regia Americo Melchionda, con Maria Milasi e Kristina Mravcova); Ecuba. Il sogno, una produzione Adexo Arti Creative di Katia Colica (regia Basilio Musolino, con Daniela D’Agostino, musiche Antonio Aprile, speaker Pasquale Zumbo); Medea: la lunga notte, una produzione Officine Jonike Arti tratta da Lunga notte di Medea di Corrado Alvaro (regia Americo Melchionda, tra gli attori: Americo Melchionda, Maria Milasi, Kristina Mravcova). Infine: La città del Sole: Ombre Lucenti, produzione performance speciale site-specific a cura di Officine Jonike Arti/Adexo Arti Creative liberamente tratta da Tommaso Campanella.  

    I laboratori

    Accanto agli spettacoli, il progetto prevede un ricco programma di laboratori a cura di Calabria Dietro le Quinte, pensati per coinvolgere attivamente le comunità locali e favorire una fruizione consapevole:

    • 8 maggio – laboratorio di teatro di figura “Costruiamo un puppet con un calzino” con Nina Theatre (Sant’Eufemia d’Aspromonte, Gioiosa Jonica)
    • 9 maggio – “Personaggi malvagi. Identità e costruzione”, laboratorio di recitazione e trucco scenico con Angelica Pedatella e Silvana Esposito (Aiello Calabro)
    • 30 maggio – laboratorio di arti circensi con Giocolereggio (Gerace)
    • 31 maggio – laboratorio di teatro comico con Gigi Miseferi (Pentedattilo)
    • 5 e 6 giugno – laboratorio di drammaturgia Antigone Oggi con Matteo Tarasco (Bova)
    • 13 giugno – laboratorio di narrazione Raccontare e raccontarsi con il cantastorie Nino Racco (Gallicianò)
    • 20 giugno – laboratorio di teatro lirico e musicale con l’Accademia Senocrito (Portigliola)  

    Le prime tre tappe: 8-9-10 maggio 2026

    Il progetto entra nel vivo con la prima tappa presso il teatro comunale del comune di Aiello Calabro che vedrà in scena: l’8 maggio la produzione di Officine Jonike Arti, “Alfa e Omega”; il 9 maggio il laboratorio di recitazione e trucco scenico “Personaggi malvagi. Identità e costruzione” a cura di Calabria dietro le Quinte, con gli artisti di BA17 (Angelica Pedatella, Silvana Esposito e Lorenzo Cardamone) e domenica 10 maggio, la produzione Adexo “Ecuba. Il sogno”.

    Si prosegue con la seconda tappa presso il comune di S. Eufemia d’Aspromonte: venerdì 8 maggio, con il laboratorio di teatro di figura “Costruiamo un puppet con un calzino” con Nina Theatre – a cura di Calabria dietro le quinte, la messa in scena di “Ecuba. Il sogno” e sabato 9 maggio “Alfa e Omega”.

    Infine, la terza tappa presso palazzo Amaduri di Gioiosa Ionica con il laboratorio di teatro di figura, venerdì 8 maggio, “Ecuba. Il sogno” sabato 9 maggio e Alfa e Omega domenica 10 maggio.

    Un progetto per i territori

    “Borghi in scena – Carovana Teatrale” si propone di ampliare la partecipazione culturale nelle aree interne costruendo un legame duraturo tra spettatori, artisti e territori.

    Il teatro torna, dunque, alla sua funzione originaria: esperienza collettiva, racconto condiviso che trasforma ogni borgo in una storia da abitare e da ascoltare, lungo la carovana che attraversa la Calabria.

    Borghi in Scena – Carovana Teatrale è un progetto sostenuto con Fondi PAC 2014-20 Azione 6.7.1 – Anno 2025 Progetti Speciali Teatrali Regione Calabria.

    Info e contatti:

    Per info, contatti e prevendite spettacoli e laboratori: www.liveticket.it/calabriadietrolequinte

    adexo.it@gmail.com 376 031 9612

    officinearti@gmail.com 345 83 07 784

    calabriadietrolequinte@gmail.com 389 14 35 140

    Per gli aggiornamenti seguire le pagine social delle compagnie aderenti al progetto e il sito Borghiinscena.it

  • Reggina, la Sud torna a farsi sentire

    Reggina, la Sud torna a farsi sentire

    La vittoria della Reggina tra le mura amiche per 4-2 con il Sambiase che ha chiuso la regular season del campionato, ha solo confermato la partecipazione dell’undici di Torrisi agli inutili play off. Legittima, quindi la cocente delusione del tifo organizzato che ha contestato aspramente società e squadra, per aver concluso un campionato che  per gli amaranto avrebbe dovuto avere altro significato e ben altri risvolti e non quello del quarto anno consecutivo di serie D.

    In un clima di perdurante e mai sopita contestazione alla attuale società, è tornata a farsi sentire la Sud con il comunicato di seguito riportato:

    La nota

    “La Reggina è della sua gente.”

    “Chiunque c’è stato, si legge, chiunque c’è o ci sarà, per nol conta poco o nulla. Lo abbiamo sempre detto: ciò che é importante, clò che viene prima di tutto é la maglia, non chi la gestisce.”

    “La piazza di Reggio, nonostante I vari fallimenti, i tanti bocconi amari, soprattutto in questi ultimi tre anni, si è comunque contraddistinta per l’attaccamento a difesa della squadra della città..Proprio da questo vogliamo partire. Da oggi per noi inizia un altro campionato: quello della battaglia a questa società con a capo il sig. Ballarino, artefice di tre anni di mortificazioni calcistiche.”

    “La Reggina non può essere più gestita cosi. Che ne prendano consapevolezza tutti: tifoseria in primis, ma anche sponsor e imprenditori reggini, istituzioni, politica locale, giornalisti, addetti ai lavori e chiunque sia vicino a questa presidenza, a livello economico e non.”

    “La battaglia, non deve essere dei soliti ma è arrivato il momento che tutti si prendano le proprie responsabilità. Non basta più vedere rotolare un pallone, non basta più sentir dire che pagano gli stipendi: non basta più una società che non riesce a raggiungere il minimo obiettivo: vincere un campionato dilettanti.”

    “Reggio non merita questo per storia e tradizione.”

    “Invitiamo chi ha a cuore le sorti della Reggina a ‘Lasciarli soli’. Devono andare tutti via da Reggio. Dobbiamo riuscire a mettere un punto a questo scempio. Il vostro tempo, qui è finito.”

    “Ai playoff diserteremo”

    “E un dovere di tutti, un atto d’amore, non una resa. Chi continuerà a dare anche un solo euro a Ballarino&soci, purtroppo, diventerà complice di questo schifo.”

    “Domenica prossima, conclude la nota, alle ore 15.30, daremo appuntamento a tutti a piazza Duomo, per la ‘Marcia Amaranto’, una manifestazione civile che deve toccare i cuori di tutti gli innamorati di questa maglia.”

     

     

     

     

  • Reggina-Sambiase 4-2: Successo amaranto con rammarico

    Reggina-Sambiase 4-2: Successo amaranto con rammarico

    Nella partita che ha chiuso la regular season del girone I di serie D, la Reggina al Granillo vince  4-2 con il Sambiase grazie alle reti di Fofana e Mungo nei primi venti minuti della prima frazione. Poi nella ripresa sono arrivati i centri del definitivo vantaggio firmati da Di Grazia e Ragusa, con in mezzo i gol di Kouame e Ortolini per gli ospiti.

    La partita

    Buon approccio alla gara da parte dei padroni che hanno preso in mano le redini del gioco facendosi vedere con Mungo che ha controllato concludendo sul palo alla destra di Giuliani, con la sfera di poco a lato e con Laaribi che ha impegnato il portiere alla deviazione in tuffo. L’undici di Torrisi viene premiato e passa in vantaggio con la conclusione perentoria dal limite di collo destro in diagonale di Fofana. Sorpreso dal pretorio avvio dei padroni di casa, gli ospiti sono andati ancora sotto subendo la seconda rete ad opera di Mungo, che ha approfittato della corta respinta di Giuliani sul tiro Fofana. Da segnalare la vibrante protesta della Sud verso la  proprietà.

    Alla ripresa delle ostilità, complice una Reggina partita a ritmo lento, l’undici di Lio si è proposto con Ortolini che ha calciato sopra la traversa, seguito da un tentativo di Ferraro fuori. Gli ospiti hanno accorciato le distanze con Kouame, che ha bucato Lagonigro sugli sviluppi di un angolo. Dopo una bella girata di Mungo, controllata da Giuliani, è stato Di Grazia su punizione a mettere a segno la terza rete per gli amaranto. Sul fronte opposto è arrivata l’immediata reazione dei giallorossi pronti ancora ad accorciare con Ortolini. A ristabilire le distanze e mettere le cose in chiaro è stata la rete di Ragusa che di fatto ha chiuso il match per il definitivo 4-2. La gara finisce con i fischi dalla Sud.

    Una vittoria che non è servita a nulla

    Il Savoia vincendo contro la Sancataldese approda in serie C, mentre la Nissa pur battendo il Paternò è rimasto in seconda posizione. Delusione e tanti i rimpianti per la compagine di Torrisi per un campionato partito partito male che ha compromesso la corsa promozione. Gli amaranto al di là delle questioni extra campo hanno avuto le occasioni per vincere il campionato ma non le hanno sapute concretizzate e nonostante un buon girone di ritorno saranno ancora costretti al 4° anno di serie D con gli inutili play off da disputare già da domenica in semifinale con l’Athletic Palermo.

    Il tabellino

    REGGINA-SAMBIASE 4-2
    Marcatori: 10′ Fofana, 21′ Mungo, 53′ Kouame, 72′ Di Grazia, 75′ Ortolini, 78′ Ragusa
    REGGINA (4-2-3-1): Lagonigro; Giuliodori (61′ Desiato), R. Girasole, D. Girasole, Distratto (86′ Macrì); Laaribi, Fofana (59′ Salandria); Ragusa, Mungo, Di Grazia (74′ Porcino), Ferraro (66′ Guida). All. Torrisi. A disposizione: Summa, Adejo, Edera, Palumbo.
    SAMBIASE (4-3-3): Giuliani (80′ Cullice); Frasson, Pantano, Di Giovanni (46′ Colombatti), Cosmano; Kouame, Calabrò, Palermo (66′ Neves); Costanzo (46′ Francisco), Ortolini, Furiato (72′ Cataldi). All. Lio. A disposizione: Strumbo, Sena, Leumegni, Naccarato.
    Arbitro: Adam Collier (Gallarate). Assistenti: Filippo Todaro (Finale Emilia), Matteo Lauri (Modena)
    Note – Ammoniti: D. Girasole Recupero: 3’pt, 4’st Spettatori: 4.355 di cui 357 ospiti

    La classifica dopo la regular season

    Savoia 69
    Nissa 67
    Reggina 66
    Athletic Palermo 60
    Gelbison 60
    Sambiase 53
    Nuova Igea 53
    Milazzo 44
    Vigor Lamezia 42
    Gela 40
    Favara 38
    Enna 36
    Vibonese 35
    Ragusa 34
    Messina 32
    Acireale 32
    Sancataldese 29
    Paternò 19
  • NOI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO, POSSIAMO VOTARE

    NOI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO, POSSIAMO VOTARE

    Vivere lontano dall’Italia e dover comunque scegliere un candidato significa muoversi in una zona grigia fatta di dubbi, distanza e responsabilità. Gli italiani all’estero mantengono un legame giuridico e identitario con il Paese, ma la loro vita concreta si svolge altrove: questo crea un paradosso, perché si vota senza percepire pienamente il contesto in cui quel voto agirà.

    La distanza non è solo geografica: è una distanza di esperienza, di immersione nella realtà quotidiana, che rende difficile valutare programmi, alleanze e priorità reali del Paese.

    I programmi elettorali, spesso generici, non aiutano; le alleanze dicono molto, ma da lontano si rischia di interpretarle in modo astratto. Intanto, la maggior parte degli iscritti all’AIRE e dei fuorisede non torna a votare, e questo apre un problema democratico che raramente viene affrontato con serietà.

    Rimane poi il nodo identitario: sentirsi italiani ma non del tutto legittimati a decidere per chi vive in Italia ogni giorno. È un conflitto tra appartenenza e responsabilità, tra memoria e presente, che accompagna chiunque viva fuori da anni.

    Forse la domanda giusta non è “chi votare”, ma “come votare”: con prudenza, consapevolezza dei propri limiti informativi, rispetto per chi vive in Italia, e un impegno reale a informarsi.

    Votare dall’estero significa accettare che il proprio sguardo è parziale, ma non per questo irrilevante. È un gesto che richiede misura, ascolto, e la capacità di tenere insieme due mondi che non sempre dialogano.

    Il voto degli italiani all’estero è un equilibrio fragile tra distanza e appartenenza, tra identità e responsabilità. È un diritto che porta con sé un dovere: informarsi, riflettere, riconoscere i propri limiti e, allo stesso tempo, il proprio legame con il Paese.

    Chi vive lontano può ancora votare con senso, purché lo faccia senza presunzione, sapendo che ogni scelta è parte di una relazione complessa e mai definitiva con l’Italia.

  • Catanzaro, si getta dal balcone insieme ai figli

    Catanzaro, si getta dal balcone insieme ai figli

    È quella del suicidio-omicidio l’ipotesi al momento ritenuta più plausibile dalla Questura di Catanzaro, impegnata nelle indagini sulla morte di una donna di 46 anni e di due dei suoi figli. Un caso che presenta contorni drammatici e complessi. 

    La tragedia si è consumata nella notte in via Zanotti Bianco. Secondo una prima ricostruzione, la donna si sarebbe lanciata dal terzo piano della propria abitazione insieme ai figli.

    Il bilancio è gravissimo: oltre alla madre, hanno perso la vita due bambini, di quattro anni e di appena quattro mesi. Una terza figlia, di cinque anni e mezzo, è attualmente ricoverata in condizioni critiche nel reparto di rianimazione dell’Ospedale di Catanzaro.

    Le indagini sono affidate alla Squadra Mobile della Questura di Catanzaro, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Catanzaro, che sta lavorando per chiarire con precisione la dinamica e le responsabilità dell’accaduto.

  • Il parco di educazione stradale un simbolo di legalita’

    Il parco di educazione stradale un simbolo di legalita’

    “L’Unione Sindacale Italiana Carabinieri ha preso parte con convinzione e senso di responsabilità alla riapertura del Parco di Educazione Stradale di Cropani, luogo simbolo di legalità restituito alla collettività e oggi rinato grazie alla forza della solidarietà. Si è trattato di un momento carico di significato, come sottolineato anche dalle parole del Prefetto di Catanzaro, S.E. Castrese De Rosa, e del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Catanzaro, Generale di Brigata Giovanni Pellegrino, che hanno evidenziato come iniziative di questo tipo rappresentino una risposta concreta e visibile alla criminalità, riaffermando la presenza dello Stato e la capacità delle comunità di reagire unite.

    Chi indossa una divisa sa che il proprio impegno non si esaurisce all’interno di una caserma. La nostra missione continua tra la gente, nei territori, accanto ai cittadini e soprattutto a fianco delle nuove generazioni. La riapertura del Parco non rappresenta soltanto il recupero di una struttura, ma la vittoria di una comunità che non si arrende davanti agli atti intimidatori. Un bene confiscato che torna a vivere diventa un messaggio potente: ciò che nasce nell’illegalità può trasformarsi in opportunità, crescita e futuro. L’USIC ha voluto essere presente proprio per sostenere questo messaggio, contribuendo concretamente a un progetto che educa i giovani al rispetto delle regole attraverso esperienze dirette e formative. Iniziative come questa dimostrano che la sicurezza si costruisce anche investendo nella cultura della legalità. Questo Parco è il simbolo di una speranza che cresce, soprattutto in una terra complessa e straordinaria come la Calabria.

    L’Unione Sindacale Italiana Carabinieri continuerà a sostenere e promuovere tutte quelle attività che rafforzano il legame tra istituzioni e cittadini, nella convinzione che la vera sicurezza passi anche attraverso l’educazione, la partecipazione e la presenza attiva sul territorio. Oggi non si riapre solo un cancello: si rafforza un presidio di legalità e si accende una luce di fiducia per il futuro”. Così, in una nota, Francesco Di Nuzzo, Segretario Nazionale dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).

  • Truffe online Crotone: sequestro di immobili e auto

    Truffe online Crotone: sequestro di immobili e auto

    Truffe online a Crotone:  nuovo sequestro preventivo

    I Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone hanno eseguito un nuovo sequestro nei confronti di cinque persone coinvolte in un’indagine per truffe online. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Crotone su richiesta della Procura della Repubblica, ha portato al blocco di beni immobili e autovetture per un valore complessivo di circa 200.000 euro.

    Inoltre, tra i beni sequestrati figurano quattro immobili e due autovetture, individuati come necessari al raggiungimento dell’importo già indicato nel decreto di sequestro, pari a 340.000 euro.

    Come funzionava il sistema delle truffe online

    Il meccanismo era semplice ma efficace. Gli indagati avrebbero pubblicato annunci fittizi di vendita su piattaforme internet e siti specializzati, riguardanti trattori agricoli, mini escavatori, piscine, pellet, ciclomotori e altri beni che, in realtà, non erano mai nella loro disponibilità. Le vittime, indotte in errore, venivano convinte a effettuare pagamenti tramite bonifici su conti correnti o carte intestati a terzi, ma nella effettiva disponibilità degli indagati o di soggetti utilizzati come prestanome o “money mules”.

    Un’organizzazione criminale con 31 indagati

    L’operazione non è isolata. L’inchiesta vede complessivamente 31 persone indagate, accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe online, riciclaggio, autoriciclaggio e sostituzione di persona.

    Secondo le indagini, tra il 2022 e il 2024 tre associazioni a delinquere autonome, capaci di collaborare tra loro e con base a Crotone, avrebbero raggirato decine di persone in tutta Italia. Il denaro confluiva su conti intestati a “teste di legno” per essere prelevato o trasferito su altre piattaforme.

    Le indagini e il coordinamento della Procura

    L’operazione si inserisce in una più ampia attività di contrasto alle truffe online seriali, fenomeno particolarmente insidioso perché capace di colpire un numero elevato di persone e di generare un rilevante flusso di denaro illecito, successivamente sottoposto a operazioni di occultamento, trasferimento e reimpiego. Le indagini sono tuttora in corso per definire il ruolo dei singoli indagati.

  • Lavoro nero a Reggio Calabria, sospesi un bar e un ristorante

    Lavoro nero a Reggio Calabria, sospesi un bar e un ristorante

    Lavoro nero a Reggio Calabria: i controlli dello IAM

    Nella settimana dal 23 al 29 marzo, gli ispettori dello IAM di Reggio Calabria hanno effettuato controlli nei settori edilizia e pubblici esercizi. Le verifiche hanno interessato il capoluogo, la Piana di Gioia Tauro e la Locride. I risultati sono stati significativi. Due attività commerciali sono state sospese per lavoro nero.

    Bar e ristorante chiusi per lavoratori irregolari

    Il primo esercizio, un bar operante nella Piana di Gioia Tauro, è stato sospeso perché occupava 2 lavoratori irregolari su 6. Pertanto, per ottenere la revoca del provvedimento, il titolare dovrà versare una somma aggiuntiva di 2.500 euro e una maxisanzione di 7.800 euro. Dovrà inoltre procedere alla regolarizzazione dei lavoratori.

    Anche un ristorante di Reggio Calabria è stato sospeso per lavoro nero: al suo interno sono stati trovati 2 lavoratori irregolari su 3. Anche in questo caso, per riaprire dovranno essere versate la somma aggiuntiva di 2.500 euro e la maxisanzione di 7.800 euro, oltre alla regolarizzazione dei lavoratori.

    Edilizia: irregolarità nei cantieri della Locride e della Piana

    I controlli, inoltre, hanno riguardato anche il settore edilizio. Sono stati ispezionati due cantieri.

    Nel primo, situato nella Locride, è stato accertato e sanzionato il mancato rafforzamento e puntellamento dei solai durante la demolizione. Nel secondo, invece, operante nella Piana di Gioia Tauro, è stata riscontrata e sanzionata la mancata protezione dei vani prospicienti il vuoto.

    Irregolarità sul lavoro: un fenomeno da contrastare

    I dati emersi dai controlli confermano la necessità di vigilare sul rispetto delle norme. Il lavoro nero a Reggio Calabria e nei territori della provincia rimane un fenomeno da contrastare con fermezza. L’attività dell’Ispettorato tutela i lavoratori e garantisce una concorrenza leale tra le imprese.

     

  • Negligenza medica: antibiotico letale a paziente allergico

    Negligenza medica: antibiotico letale a paziente allergico

    Si deciderà il prossimo 11 giugno se vi siano elementi sufficienti per rinviare a giudizio un medico in servizio al pronto soccorso dell’ospedale Annunziata di Cosenza per il decesso di Gianfranco Pascariello, vigile urbano di 63 anni dipendente del Comune di Acquappesa, avvenuto il 14 dicembre 2024.

    Una storia di negligenza medica che ha distrutto una famiglia. E che ora arriva davanti a un giudice.

    La negligenza medica: l’allergia era scritta sul triage

    L’accusa è pesante. Il sostituto procuratore Donatella Donato contesta al sanitario il reato di omicidio colposo per negligenza. Al centro della vicenda la somministrazione di un antibiotico che, secondo l’accusa, non andava somministrato perché il paziente era allergico. Un elemento che risultava già nella documentazione clinica.

    Il capo d’imputazione è preciso. Il medico è ritenuto responsabile perché, prescrivendo l’antibiotico Ceftriaxone al paziente, ha omesso la valutazione della scheda di triage sulla quale era annotata l’allergia al farmaco e non ha considerato la preventiva anamnesi sulle allergie a specialità medicinali. Il paziente è deceduto per insufficienza respiratoria acuta dovuta allo shock anafilattico.

    La testimonianza dei figli: «Mio padre era cosciente e lo diceva»

    Il racconto dei familiari è drammatico. I figli della vittima hanno riferito ai carabinieri che l’allergia era certificata dal medico curante di Acquappesa e che il paziente l’aveva sempre comunicata ai medici, in quanto era cosciente. Uno dei figli ha poi raccontato che un’infermiera del pronto soccorso lo aveva informato che era stato somministrato al padre un antibiotico a cui era allergico.

    Il figlio ha anche riferito che nella stanza mancava l’ossigeno e che il bocchettone per attaccarlo non era presente. Solo in seguito i sanitari riuscirono a trovare una piccola bombola di emergenza.

    Udienza preliminare e parte civile

    La consulenza tecnica collegiale affidata ai medici Silvio Berardo Cavalcanti, Vannio Vercillo e Guglielmo Cordasco ha confermato che il decesso sarebbe stato causato da uno shock anafilattico conseguente alla somministrazione dell’antibiotico, nonostante l’allergia risultasse già annotata.

    I familiari della vittima, la moglie e i sei figli, si costituiranno parte civile all’udienza preliminare per contribuire all’accertamento della verità e per ottenere il risarcimento dei danni, citando in giudizio anche l’Azienda ospedaliera di Cosenza in quanto ritenuta civilmente responsabile.

    L’udienza è fissata per l’11 giugno. Il GUP Claudia Pingitore deciderà.

     

     

  • Città dell’Olio: Cassano allo Ionio entra nella rete

    Città dell’Olio: Cassano allo Ionio entra nella rete

    Cassano allo Ionio è ufficialmente membro dell’Associazione Città dell’Olio. Il comune della provincia di Cosenza, affacciato sullo Ionio, porta a 23 il numero di soci calabresi della rete nazionale. Un traguardo che consolida il ruolo della Calabria nel panorama olivicolo italiano.

    Città dell’Olio e territorio: storia, ulivi e archeologia

    Cassano allo Ionio unisce tradizione agricola e patrimonio storico. Gli ulivi secolari dominano le colline. Producono un olio extravergine con note fruttate, sentori di mandorla e carciofo.

    Il territorio offre anche esperienze uniche:

    • Visita al Parco Archeologico di Sibari, cuore dell’antica Magna Grecia
    • Trekking tra uliveti e masserie storiche
    • Escursioni al Parco del Pollino
    • Tour del Castello Ducale
    • Degustazioni di prodotti tipici locali

    Città dell’Olio: sviluppo, turismo e identità locale

    Michele Sonnessa, Presidente dell’Associazione Città dell’Olio, sottolinea il valore dell’adesione. «L’olivicoltura può essere al centro di un progetto di valorizzazione territoriale ampio e integrato. Non si tratta solo di produrre olio di qualità. Si tratta di raccontare un territorio attraverso i suoi uliveti, la sua storia e le sue tradizioni.»

    Il sindaco Gianpaolo Iacobini vede nell’ingresso nelle Città dell’Olio un’opportunità concreta. «L’olivicoltura è parte integrante della nostra identità. È anche una leva di crescita economica, culturale e turistica.»

    La Calabria punta sull’olio extravergine come patrimonio

    Flavio Stasi, Coordinatore regionale delle Città dell’Olio della Calabria, traccia la strategia. «Stiamo costruendo una rete capace di valorizzare l’eccellenza olivicola calabrese. L’olio extravergine non è solo un prodotto agricolo. È patrimonio culturale e identità del territorio.»

    L’obiettivo è chiaro: sostenere i produttori locali e promuovere i borghi calabresi a livello internazionale, puntando su turismo esperienziale ed educazione alimentare.

     

  • Cucina calabrese patrimonio Unesco

    Cucina calabrese patrimonio Unesco

    Una ricchezza culturale da proteggere

    La cucina calabrese patrimonio Unesco rappresenta molto più di semplici ricette. È un sistema culturale vivo. Intreccia memoria, identità e spiritualità di un territorio intero.

    L’Accademia italiana della cucina ha celebrato questo riconoscimento straordinario. Durante la Conviviale Ecumenica, le delegazioni calabresi hanno evidenziato l’importanza di questa distinzione mondiale. Il focus: difendere una ricchezza che rischia di disperdersi con l’omologazione globale.

    “Per noi calabresi – affermano i delegati – la cucina è un sistema culturale e antropologico complesso.” Non è semplice nutrimento. È identità, è memoria. È il modo di vivere di un intero popolo.

    Preservare la cucina calabrese patrimonio Unesco

    La trasmissione orale delle ricette

    La dimensione familiare rimane centrale. I nonni insegnano ai nipoti i segreti culinari. I genitori tramandano ai figli le ricette tradizionali. Questo passaggio generazionale è essenziale. Rappresenta il valore profondo della cucina calabrese come patrimonio vivo.

    Rosario Branda, Coordinatore Territoriale, e Ottavio Cavalcanti, Direttore del Centro Studi, sottolineano: “Preservare questi aspetti significa difendere il patrimonio dalla perdita.”

    La tavola come spazio educativo

    La cucina calabrese patrimonio Unesco è anche uno spazio educativo. Qui si impara il senso della comunità. Si comprende la solidarietà. Il pranzo domenicale non è occasionale. È un momento di coesione familiare. Le feste diventano occasions di unione e dialogo.

    Infine, la cucina è simbolo di ospitalità. La tavola diventa spazio d’inclusione. Il cibo rappresenta accoglienza verso gli altri.

    Alimentazione e salute: il valore della tradizione

    Un’alimentazione consapevole

    L’accademico Marcello Maggiolini ha illustrato i benefici di un’alimentazione corretta. I dati sono chiari: gli studi sulle malattie delle società industrializzate sottolineano l’importanza della nutrizione. Non solo come prevenzione. Anche come terapia naturale.

    La cucina calabrese segue principi antichi di saggezza. Usa ingredienti locali. Rispetta il ciclo stagionale. Questo approccio tradizionale offre protezione naturale contro le malattie moderne.

    L’invecchiamento sano

    L’alimentazione corretta influisce sull’invecchiamento. Gli studi evidenziano come la dieta mediterranea – di cui la cucina calabrese è espressione – prolunghi la qualità della vita. Non solo la quantità degli anni.

    Il riconoscimento istituzionale

    Le autorità civili hanno confermato l’importanza di questa missione. Il Prefetto della provincia di Cosenza, Rosa Maria Padovano, il Sindaco Franz Caruso e l’assessore Alex Tripodi hanno concordato su un punto essenziale: occorre salvaguardare il tempo della convivialità.

    “La tavola diventa spazio d’inclusione e dialogo” – affermano le istituzioni. “Il cibo rappresenta un simbolo di accoglienza. La cucina assurge a strumento di apertura verso gli altri.”

    Questo impegno è condiviso anche a livello nazionale. Il Sottosegretario all’Interno Wanda Fero ha confermato il supporto da remoto durante l’evento.

    Proteggere il patrimonio

    La cucina calabrese patrimonio Unesco non è un onore passato. È una responsabilità presente. Richiede azione quotidiana. Necessita di preservazione consapevole.

    L’Accademia italiana della cucina continua la sua missione. Protegge le tradizioni culinarie regionali. Contrasta l’omologazione globale. Difende l’identità attraverso il cibo.

    La cucina calabrese merita questa protezione. È patrimonio dell’umanità. È ricchezza di un popolo. È speranza di un futuro dove le tradizioni restano vive, consapevoli, condivise.

     

     

  • Calabria: qualità della vita degli over 65 e i pensionati stranieri

    Calabria: qualità della vita degli over 65 e i pensionati stranieri

    La qualità della vita degli anziani in Italia, misurata dal Sole 24 Ore, non è solo una fotografia del presente: è un indicatore del futuro. Racconta quali territori stanno costruendo un modello di società capace di affrontare l’invecchiamento della popolazione e quali invece rischiano di trovarsi impreparati di fronte a una trasformazione demografica che non è più rinviabile. In questo scenario, la Calabria si colloca stabilmente nella parte bassa della classifica, con Reggio Calabria e Crotone tra le ultime province del Paese. È un dato che pesa, perché non riguarda solo gli anziani di oggi, ma la capacità della regione di trattenere i giovani, attrarre nuovi residenti, costruire un’economia sostenibile e garantire coesione sociale nei prossimi decenni.

    Le province che guidano la classifica – Bolzano, Treviso, Trento – non sono semplicemente più ricche. Sono territori che hanno compreso che l’invecchiamento non è un problema da gestire, ma un’opportunità da organizzare. Hanno investito in assistenza domiciliare, sanità territoriale, mobilità semplice, spazi pubblici curati, reti culturali diffuse, attività ricreative accessibili, prevenzione sanitaria e continuità amministrativa. Hanno costruito un ecosistema che permette agli anziani di vivere più a lungo, meglio e in modo più autonomo. Dove questo ecosistema esiste, la qualità della vita cresce. Dove manca, la fragilità aumenta.

    Reggio Calabria e Crotone si trovano in fondo alla classifica perché questo ecosistema non c’è. La sanità territoriale è debole, l’assistenza domiciliare è insufficiente, i tempi di attesa sono lunghi, la mobilità interna è scarsa, i servizi sociali sono sottodimensionati, l’offerta culturale è limitata, la manutenzione urbana è discontinua, la sicurezza percepita è bassa, i redditi pensionistici sono tra i più bassi d’Italia. Gli anziani vivono in territori dove muoversi è difficile, accedere ai servizi è complicato, trovare supporto è incerto. La bellezza del paesaggio non basta a compensare la fatica quotidiana.

    Per capire perché non si è fatto abbastanza, bisogna guardare a due livelli intrecciati: la povertà strutturale e la capacità politica e amministrativa. La Calabria è una regione povera, con redditi bassi, bilanci comunali fragili, poca domanda interna, un tessuto produttivo debole, una forte emigrazione giovanile. Questo limita le risorse disponibili per i servizi. Ma la povertà da sola non spiega tutto. Ci sono regioni europee povere – come la Galizia, alcune zone del Portogallo o regioni rurali francesi – che hanno costruito sistemi di servizi per anziani molto più solidi. La differenza non è la ricchezza, ma l’organizzazione.

    Reggio Calabria e Crotone hanno vissuto decenni di instabilità amministrativa, commissariamenti, conflitti istituzionali, ritardi cronici nelle opere pubbliche, scarsa capacità di progettare e spendere fondi nazionali ed europei. Senza una regia stabile, anche le risorse disponibili non si trasformano in servizi reali. È mancata una strategia di lungo periodo, una visione condivisa, una continuità amministrativa capace di costruire un sistema.

    Peccato perché ci sarebbe un esercito di pensionati nord‑europei pronti a venire in Calabria. Che, per clima, paesaggio, costo della vita, autenticità culturale, potrebbe essere una delle mete più desiderate d’Europa. Potrebbe competere con Spagna, Portogallo e Grecia, che da anni attirano migliaia di pensionati stranieri. Ma oggi non può farlo. Non perché manchi la bellezza, ma perché mancano i servizi. Un pensionato tedesco, olandese, danese o svedese non guarda solo il mare: guarda la sanità territoriale, la mobilità, la sicurezza, la manutenzione urbana, la qualità degli alloggi, la presenza di attività culturali, la facilità di accesso ai servizi. Guarda ciò che il Sole 24 Ore misura per gli anziani italiani. E su questi indicatori la Calabria è in fondo alla classifica.

    La Spagna non ha vinto la sfida dell’attrazione dei pensionati grazie al sole, ma grazie a un sistema: cliniche efficienti, trasporti affidabili, residenze senior attrezzate, servizi di prossimità, sicurezza urbana, manutenzione costante, incentivi fiscali inseriti in un contesto credibile. La Calabria ha il clima migliore, il mare più bello, un costo della vita più basso, una cultura più autentica. Ma senza un sistema, tutto questo non basta. Un pensionato straniero non si trasferisce dove la vita è bella: si trasferisce dove la vita è semplice.

    Il futuro non è scritto. La Calabria potrebbe diventare una delle regioni più desiderate d’Europa per chi cerca un luogo dove vivere bene la terza età. Ma per farlo deve costruire ciò che oggi manca: un sistema.

  • Bunker segreto a San Luca: la scoperta dei Carabinieri

    Bunker segreto a San Luca: la scoperta dei Carabinieri

    Bunker segreto a San Luca: la scoperta dei Carabinieri

    Un bunker segreto è stato scoperto a San Luca, in provincia di Reggio Calabria, durante un controllo straordinario dei Carabinieri. Il vano nascosto, realizzato in cemento armato, era completamente occultato all’interno di un’abitazione privata ancora in fase di costruzione. La scoperta apre scenari inquietanti sul possibile utilizzo dell’immobile.

    Bunker occultato a San Luca: come è stato trovato

    L’operazione è stata condotta con il supporto dei militari dello Squadrone Eliportato “Cacciatori” di Vibo Valentia. Gli agenti hanno ispezionato l’immobile durante un controllo straordinario del territorio.

    A un primo sguardo, nulla lasciava trasparire nulla di anomalo. Tuttavia, un’analisi più attenta ha rivelato l’accesso segreto. L’ingresso al bunker era abilmente mimetizzato in una parete interna. Una botola a scomparsa conduceva a un locale interrato di circa tre metri per tre, con un’altezza di circa tre metri. La struttura in cemento armato garantiva solidità e isolamento completo dall’esterno.

    Bunker a Reggio Calabria: possibile rifugio per latitanti o armi

    La conformazione del vano nascosto ha immediatamente attirato l’attenzione degli investigatori. Le caratteristiche tecniche del bunker, difficilmente individuabile e del tutto invisibile dall’esterno, fanno ipotizzare un utilizzo criminale.

    In particolare, secondo gli inquirenti, il locale interrato potrebbe essere stato pensato per occultare armi o sostanze stupefacenti. Non è esclusa, inoltre, la possibilità che servisse da rifugio per latitanti. San Luca è un comune noto per la sua vicinanza alle dinamiche criminali legate alla ‘ndrangheta.

    Controlli straordinari in Calabria: il ruolo dei Cacciatori di Vibo Valentia

    L’operazione conferma l’efficacia dei controlli straordinari condotti dai reparti speciali dell’Arma dei Carabinieri nel territorio calabrese. Lo Squadrone Eliportato “Cacciatori” svolge un ruolo fondamentale nelle attività di contrasto alla criminalità organizzata nella regione. Grazie a queste operazioni, strutture illegali come bunker e nascondigli vengono sistematicamente individuate e messe fuori uso.

     

  • Ponte sullo Stretto: ma qualcuno ha chiesto a calabresi e siciliani?

    Ponte sullo Stretto: ma qualcuno ha chiesto a calabresi e siciliani?

    Si discute di Ponte sullo Stretto da trent’anni. Si parla di miliardi, di cantieri, di scadenze e di rinvii. Si citano sondaggi nazionali e dichiarazioni di ministri. Eppure una domanda semplice e fondamentale non ha ancora trovato risposta: qualcuno ha chiesto ai diretti interessati cosa vogliono? E soprattutto: ci credono ancora?

    I sondaggi esistono, ma non parlano di loro

    I dati disponibili misurano l’opinione degli italiani in generale. Non quella dei messinesi, dei reggini, dei catanesi o dei palermitani. Non quella delle comunità che vivono a poche centinaia di metri dallo Stretto, che lo attraversano ogni giorno, che conoscono le file, i traghetti, i ritardi e i disagi meglio di qualsiasi tecnico ministeriale.

    Secondo le rilevazioni più citate, circa il 62% degli italiani si dichiara favorevole all’opera. Un dato che il governo ha più volte sbandierato come prova di un consenso ampio e diffuso. Tuttavia, gli stessi istituti demoscopici avvertono: i risultati cambiano sensibilmente a seconda di come vengono formulate le domande. E soprattutto cambiano se si escludono dal calcolo gli indecisi, che sono molti più di quanto si ammetta.

    Opinioni trasversali, non divise per partito

    Tra calabresi e siciliani, il quadro è più sfumato di quanto la politica voglia far credere. Le opinioni sono trasversali. Non esiste un fronte compatto del sì e uno compatto del no. Esistono persone che aspettano il ponte da una vita e persone che temono i costi ambientali, sociali ed economici di un’opera colossale in un territorio già fragile. Esistono imprenditori entusiasti e pescatori preoccupati. Esiste chi vede nel ponte una promessa di sviluppo e chi vi legge l’ennesima grande opera calata dall’alto senza consultare chi ci abita.

    La domanda che nessuno ha fatto

    Il punto è proprio questo. In trent’anni di dibattito, nessun governo ha mai indetto una consultazione pubblica dedicata alle popolazioni dello Stretto. Nessun referendum consultivo locale. Nessuna assemblea strutturata nei comuni di Messina, Reggio Calabria, Villa San Giovanni o dei territori attraversati dalle opere accessorie. Le comunità più vicine all’opera sono state perlopiù spettatrici silenziose di decisioni prese a Roma, tra decreti, commissari straordinari e voti di fiducia.

    Una lacuna democratica che pesa

    Non si tratta di un dettaglio procedurale. È una questione di metodo e di rispetto. Le grandi infrastrutture, in particolare quelle che trasformano il territorio in modo irreversibile, richiedono partecipazione reale. Non basta un sondaggio telefonico su mille italiani per dire che il popolo vuole il ponte. Serve ascoltare chi quel territorio lo vive, chi ne pagherà i benefici ma anche i costi — in termini ambientali, di cantiere, di traffico, di espropri, di trasformazione del paesaggio.

    I pro e i contro che i diretti interessati conoscono bene

    Chi vive sulle sponde dello Stretto sa cose che i tecnici romani faticano a capire. Sa che ad agosto i traghetti fanno ore di fila e che collegare Sicilia e Calabria in 10 minuti cambierebbe la vita. Ma sa anche che la Sicilia sconta già oggi un costo dell’insularità stimato in oltre 6 miliardi di euro l’anno, e che un ponte senza infrastrutture adeguate a monte e a valle rischia di diventare un’opera inutile. Sa che la zona è sismica, che lo Stretto è tra i più complessi al mondo dal punto di vista geologico, e che il progetto prevede piloni alti 400 metri e una campata sospesa di oltre 3.300 metri — la più lunga mai costruita al mondo.

    Il rischio della grande opera senza radicamento

    La storia italiana è piena di grandi opere nate senza consenso locale e diventate fonti di conflitto permanente. Il Ponte sullo Stretto rischia di percorrere la stessa strada. Un’opera da 13,5 miliardi che divide invece di unire, che alimenta scontri invece di costruire comunità, perde gran parte del suo valore simbolico e sociale. Anche se dovesse essere tecnicamente perfetta.

    Il nodo più profondo: la sfiducia nella politica

    Questa è la questione che i sondaggi non misurano e che i comunicati stampa ignorano. Prima ancora delle richieste, c’è la sfiducia. Profonda, radicata, alimentata da decenni di promesse fatte e non mantenute.

    Calabresi e siciliani non credono più alle promesse della politica. Non a quelle nazionali, che arrivano con i comunicati stampa e scompaiono con i governi. Ma nemmeno a quelle locali, che spesso si rivelano altrettanto vuote. È una sfiducia bipartisan. Non riguarda uno schieramento in particolare. Riguarda un sistema che, nel Sud Italia, ha deluso con costanza e continuità, indipendentemente dal colore delle amministrazioni.

    Il Ponte sullo Stretto è, in questo senso, il simbolo perfetto. Promesso per la prima volta negli anni Settanta, è diventato nei decenni il manifesto di una politica che annuncia senza realizzare, che inaugura cantieri immaginari, che sposta scadenze senza vergogna. Ogni legislatura ha avuto il suo ministro convinto di essere quello giusto. Ogni volta, i cittadini hanno aspettato. E ogni volta sono rimasti delusi.

    Il Sud stanco di essere promesso

    I calabresi sanno cosa significa vivere in una regione con la sanità in dissesto, commissariata da quindici anni. Sanno cosa vuol dire aspettare un’ambulanza in un’area interna, o percorrere cento chilometri per fare un esame diagnostico che altrove si fa sotto casa. Sanno cosa significa guardare i propri figli partire per il Nord o per l’estero, sapendo che difficilmente torneranno.

    I siciliani conoscono strade statali dissestate, ferrovie che sembrano ferme all’Ottocento, porti che potrebbero essere snodi mediterranei e invece arrancano. Conoscono il peso di un’insularità che nessuna legge ha mai davvero compensato, nonostante le promesse di ogni campagna elettorale.

    In questo contesto, annunciare il ponte appare a molti come l’ennesima promessa calata dall’alto. Grande, ambiziosa, fotogenica. Ma lontana dalla vita reale di chi ogni mattina si confronta con problemi molto più concreti e molto meno mediatici.

    La politica locale non è da meno

    Sarebbe però riduttivo scaricare tutta la responsabilità su Roma. Anche la politica locale ha le sue colpe, e i cittadini lo sanno bene. Comuni con bilanci in dissesto, opere pubbliche avviate e abbandonate a metà, fondi europei non spesi o spesi male, clientelismi che resistono al tempo e ai cambiamenti. La classe dirigente locale, in molte parti di Calabria e Sicilia, non ha saputo costruire un’alternativa credibile alla narrazione centralista. Ha spesso preferito rivendicare risorse piuttosto che dimostrare di saperle gestire.

    Il risultato è una doppia delusione. I cittadini non si fidano di chi governa a Roma. E non si fidano nemmeno di chi governa nel loro comune, nella loro provincia, nella loro regione. Una forbice di sfiducia che si allarga di elezione in elezione, e che si misura nell’astensionismo crescente, nell’emigrazione silenziosa, nella rassegnazione che diventa la postura normale di fronte alla cosa pubblica.

    Prima del ponte, la credibilità

    Ecco perché la domanda vera non è solo «volete il ponte?». La domanda vera è: «vi fidate di chi ve lo promette?». E la risposta, nella maggior parte dei casi, è no. Non perché l’opera non possa essere utile. Ma perché la storia insegna che tra il decreto firmato a Palazzo Chigi e il beneficio concreto nella vita quotidiana di un cittadino calabrese o siciliano passa quasi sempre un abisso. Fatto di ritardi, sprechi, incompiute e silenzi.

    Prima del ponte fisico sullo Stretto, calabresi e siciliani chiedono un ponte diverso. Fatto di fatti, non di annunci. Di opere completate, non di cantieri eterni. Di politici che tornano dopo le elezioni non solo per chiedere voti, ma per rispondere di quello che hanno — o non hanno — fatto.

    Sicilia e Calabria si guardano da millenni attraverso lo Stretto, protese l’una verso l’altra. Quello che manca non è sempre un pilone di cemento. È spesso la volontà di ascoltare davvero chi sta dall’altra parte. Un ponte di credibilità, che in questo momento sembra ancora più lontano di quello di cemento e acciaio.

     

  • Sversamento depuratori: indagati sindaco e ex nel Crotonese

    Sversamento depuratori: indagati sindaco e ex nel Crotonese

    Lo sversamento illecito da depuratori comunali finisce sotto la lente della magistratura. Il sindaco e l’ex sindaco di Belvedere Spinello, nel Crotonese, risultano indagati dalla Procura di Crotone. Con loro, anche due funzionari del Comune. A tutti e quattro è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini.

    Sversamento da depuratori a Belvedere Spinello: cosa è successo

    Al centro dell’inchiesta ci sono due impianti di depurazione. Si trovano nelle località “Chiusa del Pozzo” e “Chiatrette”. Secondo l’accusa, i due depuratori non sarebbero stati mantenuti in modo adeguato. Di conseguenza, avrebbero scaricato reflui fognari non trattati nell’ambiente circostante.

    I liquami, stando alle ipotesi investigative, avrebbero raggiunto il fiume Neto. Inoltre, lo sversamento avrebbe causato l’impaludamento di alcune aree del territorio comunale. Un danno ambientale significativo per un ecosistema già fragile.

    Indagati sindaco ed ex sindaco: le accuse nel Crotonese

    La Procura di Crotone contesta ai quattro indagati la cattiva gestione degli impianti di depurazione. In particolare, le responsabilità riguardano la manutenzione carente dei depuratori comunali e la mancata adozione di misure preventive.

    Inquinamento idrico e depuratori in Calabria: un problema ricorrente

    Questo caso riporta all’attenzione il tema della gestione dei depuratori in Calabria. Numerosi comuni della regione devono ancora fare i conti con impianti obsoleti o mal gestiti. Il risultato, troppo spesso, è l’inquinamento di fiumi e aree naturali di pregio.

    La vicenda di Belvedere Spinello dimostra, tuttavia, che la magistratura vigila. Le indagini per sversamento illecito di reflui sono sempre più frequenti e coinvolgono direttamente le amministrazioni locali responsabili.

     

  • RC auto in Calabria: 543 euro in media, +13% in un anno

    RC auto in Calabria: 543 euro in media, +13% in un anno

    Il costo della RC auto in Calabria continua a salire. A febbraio 2026, il premio medio pagato dai calabresi si è attestato a 543,61 euro annui. Si tratta di un aumento del 13,2% rispetto allo stesso mese del 2025. Un dato che supera nettamente la media nazionale, ferma a 492 euro.

    La Calabria sopra la media italiana

    Il divario con il resto del Paese è significativo. I calabresi pagano in media oltre 50 euro in più rispetto alla media italiana. Questo gap conferma una tendenza strutturale che penalizza da anni i residenti nelle regioni del Sud. I costi assicurativi più elevati riflettono una combinazione di fattori: dalla sinistrosità stradale alla presenza di frodi assicurative.

    Crotone la più cara, Catanzaro la più economica

    All’interno della regione, esistono differenze rilevanti tra le province. La provincia di Crotone registra il premio medio più alto. Al contrario, Catanzaro risulta la provincia dove si paga di meno. Dunque, anche all’interno della stessa regione, la variabile geografica incide in modo concreto sul costo finale della polizza.

    Le garanzie accessorie: cosa scelgono i calabresi

    Oltre alla copertura obbligatoria, i calabresi mostrano una propensione significativa verso le garanzie aggiuntive. Quasi il 40% degli automobilisti sceglie di aggiungere l’assistenza stradale alla propria polizza. Il costo medio di questa garanzia si attesta a 23,36 euro l’anno. Si tratta di una scelta comprensibile, considerando la rete viaria spesso difficile della regione.

    La garanzia furto e incendio: cara ma poco scelta

    La garanzia più costosa rimane quella contro furto e incendio, con un prezzo medio di 133,55 euro annui. Nonostante il costo elevato, viene sottoscritta soltanto nel 12,9% dei casi. La maggioranza degli automobilisti, quindi, preferisce rinunciare a questa tutela per contenere la spesa complessiva.

     

  • Aeroporto di Reggio Calabria, gli incentivi sono indispensabili

    Aeroporto di Reggio Calabria, gli incentivi sono indispensabili

    L’aeroporto di Reggio Calabria, con poco più di cinquantasettemila passeggeri e tassi di riempimento tra il 50% e il 70%, non mostra semplicemente risultati deludenti, rivela la fragilità di un sistema che riesce a funzionare solo se sostenuto economicamente.

    Non è un caso isolato: in tutta Europa le compagnie low cost prosperano grazie a contributi pubblici, accordi di co‑marketing e fondi per l’avvio delle rotte. Accade ovunque — dalle isole greche al Portogallo, dall’Irlanda alla Croazia, fino a regioni italiane molto più organizzate. La differenza è che altrove questi investimenti generano ricadute economiche e turistiche, mentre in Calabria l’impatto rimane limitato.

    Il vero problema non riguarda gli aerei, ma ciò che attende il viaggiatore una volta sceso dall’aereo. Gli incentivi non sono soldi sprecati: senza di essi Reggio avrebbe pochissimi collegamenti, forse neppure quelli nazionali. Tuttavia le rotte non crescono perché il territorio non è in grado di sostenerle. Alloggi spesso troppo costosi rispetto alla qualità, servizi turistici discontinui, mobilità interna quasi inesistente, autonoleggi poco affidabili, strade lente, esperienze poco strutturate, comunicazione frammentata: chi arriva non trova un sistema integrato, ma un insieme di pezzi scollegati. E chi non trova un sistema, difficilmente torna.

    In una regione periferica, con domanda interna debole e infrastrutture limitate, gli incentivi sono indispensabili. Ma non bastano. Un collegamento internazionale dovrebbe portare presenze, spesa, lavoro, investimenti, reputazione. In Calabria questo effetto moltiplicatore è debole non per mancanza di attrattività, ma per mancanza di organizzazione. Serve una strategia che metta insieme trasporti, ospitalità, formazione, servizi prenotabili, comunicazione coordinata, collaborazione tra istituzioni e tempi certi per le opere pubbliche.

    Anche la gestione delle mareggiate di gennaio lo dimostra: non conta solo il danno, ma la rapidità della risposta. Il turista non conosce la burocrazia italiana: vede cantieri fermi, silenzi, ritardi. E sceglie un’altra destinazione.

    La domanda centrale non è quanto costi portare Ryanair a Reggio Calabria, ma cosa succede dopo l’atterraggio. Se il territorio non cresce, i voli resteranno precari. Se invece la Calabria investe davvero su sé stessa, gli incentivi possono diventare un motore di sviluppo, non una stampella permanente.

  • A Caulonia  incontro pubblico sul referendum costituzionale

    A Caulonia incontro pubblico sul referendum costituzionale

    Caulonia, incontro pubblico sul referendum costituzionale del 22-23 marzo
    CAULONIA – Un momento di confronto pubblico per approfondire il tema del prossimo referendum costituzionale. L’iniziativa è stata organizzata dal gruppo “Rinnoviamo Caulonia” e si terrà lunedì 16 marzo 2026 alle ore 17:30 presso la Biblioteca comunale di Marina di Caulonia.

    L’incontro nasce con l’obiettivo di offrire ai cittadini un’occasione di informazione e dibattito in vista del referendum costituzionale previsto per il 22 e 23 marzo 2026.
    Durante l’evento saranno presentate le ragioni del “No” e le ragioni del “Sì”, con l’intervento di due relatori provenienti dal mondo giuridico e accademico.
    A rappresentare le motivazioni del No sarà il magistrato Giuseppe Lombardo, mentre a sostenere le ragioni del Sì sarà il professore Ilario Ammendolia.
    Il confronto sarà moderato da Domenico Strati e Luana Franco, che guideranno il dibattito e coordineranno gli interventi, favorendo un dialogo equilibrato tra le diverse posizioni.

    Gli organizzatori sottolineano come l’iniziativa voglia essere soprattutto un’occasione di approfondimento civico, aperta alla partecipazione della cittadinanza, con l’obiettivo di fornire strumenti utili per comprendere i contenuti della riforma e orientare consapevolmente il voto.

    Lo slogan scelto per l’evento sintetizza lo spirito dell’incontro: “Comprendere bene per scegliere consapevolmente”.

  • Scoperto centro scommesse abusivo nel Reggino: controlli congiunti di Guardia di Finanza e ADM

    Scoperto centro scommesse abusivo nel Reggino: controlli congiunti di Guardia di Finanza e ADM

    Un operatore di scommesse totalmente abusivo, collegato a un concessionario estero non autorizzato in Italia, è stato individuato nel corso di un’attività di controllo congiunta condotta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e dall’Ufficio Locale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).

    L’intervento rientra in un più ampio piano di verifiche effettuato su diversi centri scommesse della provincia reggina, che ha portato anche alla contestazione di numerose violazioni in materia di giochi e scommesse.

    In particolare, i militari del Gruppo di Locri, insieme al personale ADM, hanno individuato a Bovalino un centro scommesse che operava per conto di un noto concessionario con sede a Malta, privo delle necessarie autorizzazioni per operare sul territorio nazionale. L’attività, inoltre, veniva esercitata senza l’esposizione della prescritta tabella dei giochi proibiti e risultava formalmente intestata a un soggetto economico cessato, circostanza che comportava l’assenza delle previste autorizzazioni di pubblica sicurezza.

    Un ulteriore intervento è stato eseguito presso un circolo privato di Condofuri dai militari della Compagnia di Melito Porto Salvo, sempre con il supporto del personale ADM. In questo caso è stato accertato l’utilizzo di apparecchi da gioco vietati, in quanto idonei a erogare vincite in denaro.

    Nel dettaglio, è stata riscontrata la presenza di un apparecchio elettronico a led luminosi rotanti e ad alea programmata, privo dei titoli autorizzatori e non conforme alle caratteristiche previste per i giochi da intrattenimento. L’apparecchiatura è stata sottoposta a sequestro e al responsabile è stata contestata la sanzione amministrativa prevista, che può arrivare fino a 50 mila euro, con conseguente segnalazione all’autorità competente per la possibile chiusura dell’esercizio da 30 a 60 giorni.

    Al termine delle attività, allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento delle responsabilità, i soggetti ritenuti responsabili sono stati deferiti alle competenti Autorità Giudiziarie di Reggio Calabria e Locri.