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Le richieste pressanti, le intimidazioni e, infine, il fuoco: questa sarebbe la sequenza di eventi che ha caratterizzato la presunta tentata estorsione a Oliveto ai danni di una famiglia di imprenditori. Le indagini, condotte dalle forze dell’ordine e dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno ricostruito i fatti partendo dalla denuncia degli imprenditori e seguendo da vicino gli indagati, in particolare un uomo ritenuto al vertice del clan di Oliveto. Le estorsioni a Oliveto sono state documentate attraverso una serie di intercettazioni.
L’inchiesta “Epicentro 2” e le indagini
Questa vicenda emerge da una delle tre ordinanze che fanno parte dell’inchiesta “Epicentro 2”. Questa operazione, condotta a metà luglio, ha permesso di smantellare i vertici delle cosche di Archi e dei gruppi ad esse collegati. Al centro di questo specifico filone investigativo si trova un uomo, considerato figura di spicco nel quartiere collinare nella zona sud della città di Reggio Calabria.
La denuncia e le richieste insistenti
La ricostruzione della tentata estorsione ha avuto inizio dopo che uno dei fratelli, titolare di una nota azienda a Oliveto, ha deciso di denunciare l’accaduto. L’imprenditore ha riferito che l’indagato si sarebbe presentato più volte, con modalità insistenti, sia presso l’abitazione del padre che direttamente in azienda. L’obiettivo delle sue visite sarebbe stato quello di ottenere un’assunzione, trasformandosi poi in una vera e propria minaccia. Le autorità hanno raccolto numerosi elementi per approfondire la vicenda e assicurare giustizia.
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