Opera Sila a Taverna, musica e natura per la restanza

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A Taverna, nel cuore della Sila Piccola, il festival Opera Sila ha dato vita a una comunità in cammino tra sentieri, arte e conoscenza. L’evento, che celebra la musica natura sila taverna, ha richiamato oltre 500 partecipanti al giorno, provenienti anche da fuori regione. Questi hanno avuto l’opportunità di vivere un’esperienza immersiva, tra concerti a sorpresa, interventi divulgativi e l’incessante bellezza del paesaggio.

Un festival tra sorprese e scoperte in Sila

La programmazione del festival è stata modellata sui ritmi della natura e sulle condizioni meteorologiche, mantenendo un elemento di sorpresa. Esperti come la naturalista botanica Carmen Gangale e il docente di biologia farmaceutica Giancarlo Statti hanno offerto approfondimenti sulle risorse del territorio. Hanno illustrato l’uso alimentare e curativo delle piante silane e le peculiarità della biodiversità locale, come le specie arboree che sopravvivono nella Vallata del Fiume Crocchio, in località Tirivolo.

Le emozioni del pubblico con Simone Cristicchi e Awa Ly

Momenti di grande emozione sono stati vissuti durante le esibizioni degli artisti. Simone Cristicchi ha incantato il pubblico con classici del cantautorato italiano e brani del suo repertorio, portando un messaggio di umiltà e introspezione. Successivamente, insieme ad Amara, ha proposto il brano “Le poche cose che contano”. Allo stesso modo, l’artista franco-senegalese Awa Ly ha affascinato con la sua voce e un genere musicale ibrido, invitando alla riscoperta dell’essenziale e alla connessione con la natura.

Il festival ha visto anche le esibizioni di Simona Sciacca e Alessandro Chimienti, interpreti della musica popolare del Sud, e la performance di Rocco Papaleo, che ha creato un clima di divertimento e riflessione con la sua ironia e semplicità.

Cura, sviluppo e connessione con il territorio

Durante l’incontro “Ritorno all’Ovile”, condotto da Ivan Talarico, si è discusso il tema della cura da diverse prospettive. Ilario Treccosti, direttore del Parco Nazionale della Sila, ha parlato della gestione del Parco tra tutela e sviluppo. Francesco Costantino, commissario del Parco naturale regionale delle Serre, ha evidenziato il legame tra ambiente e qualità della vita. Flavio Severini, consulente musicale, ha sottolineato l’importanza della curiosità nelle scelte musicali.

Inoltre, Florindo Rubbettino ha raccontato il rapporto tra impresa e territorio, con un focus su come l’attenzione al luogo possa favorire la crescita aziendale.

Un esempio virtuoso di connessione tra cultura ed economia locale è Do Ut Jazz, un sistema che lega la partecipazione agli eventi di Opera Sila al soggiorno nelle strutture ricettive della Sila. Questa iniziativa, sostenuta dall’ente camerale, ha generato il sold out delle strutture alberghiere nei weekend del festival. Giampaolo Calabrese, direttore della Calabria Film Commission, ha poi evidenziato il lavoro svolto per promuovere l’immagine della Calabria attraverso il cinema e l’audiovisivo.

Prossimo appuntamento con Raiz & Solis String Quartet

Opera Sila, festival gratuito ideato da Vivodimusica con la direzione artistica di Antonio Pascuzzo, non è ancora terminato. Un ultimo appuntamento è previsto domenica 27 settembre, per recuperare la giornata rinviata a causa del maltempo. Protagonisti saranno Raiz & Solis String Quartet, con un programma modulato in base alle previsioni meteorologiche.

Questo progetto è realizzato con il sostegno della Regione Calabria – Fondi POC 2014/2020 Azione 6.8.3 – Settore 2 del Dipartimento Turismo, Cultura e Marketing Territoriale, nell’ambito degli interventi “Calabria Straordinaria” – Avviso Pubblico “Eventi Straordinari: la Calabria che incanta”. Per approfondimenti su eventi simili, si può consultare l’articolo “Opera Sila, festival musica natura Sila a Zagarise“.

Un’altra interessante iniziativa culturale è descritta in “Epic Reggio Calabria 2026, tre giorni di teatro e musica“.

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Author: Consuelo