Questo post é stato letto 290 volte!
Reggio Calabria, il quartiere Arghillà si trova ancora una volta al centro delle cronache per la persistente situazione di illegalità. La zona è sempre più assoggettata al controllo di un clan di nomadi. In questo contesto, si registrano preoccupanti episodi di spari ai lampioni e intimidazioni, che trasformano il rione in un territorio difficile, segnato da microcriminalità e abbandono.
La difficile situazione del rione Arghillà
Arghillà non è solo un crocevia per lo spaccio a cielo aperto di sostanze stupefacenti, ma anche un punto di riferimento per furti di auto e scooter. Inoltre, la zona è nota per la ricettazione di beni rubati. Proprio in prossimità delle numerose palazzine comunali, che hanno trasformato la splendida collina a nord della città in un vasto agglomerato di cemento, la microcriminalità dilaga.
Intimidazioni e “feste” armate
In passato, si sono verificati episodi in cui alcuni residenti hanno festeggiato il Capodanno scendendo in piazza armati di fucili o pistole. Queste armi venivano usate per sparare all’impazzata contro i lampioni dell’illuminazione pubblica. Allo stesso modo, i cartelli stradali e altri beni della collettività diventavano bersaglio di veri e propri tiri. Questo comportamento, attribuito a una gang di nomadi, era un modo per celebrare e, contemporaneamente, ribadire il proprio controllo sul territorio, creando un clima di intimidazione costante.
Potrebbe interessarti anche:
- Accordo sicurezza Reggio Calabria, Piantedosi in città
- Reggio Calabria, sicurezza garantita per le feste mariane
- Reggio Calabria Film Fest, il cinema racconta il territorio
Questo post é stato letto 290 volte!

