Questo post é stato letto 280 volte!
Si è concluso a Catanzaro il XIII Congresso regionale della Società italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), un evento di due giorni che ha messo al centro il tema “L’età geriatrica. Una sfida e un’opportunità per comprendere il valore della vita, della cura e della comunità”. L’incontro ha visto una significativa partecipazione e un confronto multidisciplinare su geriatria e anziani, coinvolgendo professionisti sanitari, accademici e istituzioni.
Il messaggio condiviso è chiaro: vivere più a lungo deve significare vivere meglio, attraverso prevenzione, formazione, innovazione e reti assistenziali efficaci.
Il congresso e le sfide per la Calabria
Le due intense giornate si sono svolte nell’Aula Magna C dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. Otto sessioni scientifiche, letture e tavole rotonde hanno animato il congresso, presieduto da Angela Sciacqua, presidente regionale della SIGG Calabria e docente ordinaria di Geriatria dell’UMG. Sciacqua ha sottolineato l’importanza dell’evento, specialmente considerando che la Calabria è una delle regioni più anziane d’Italia. Questa condizione richiede una programmazione a lungo termine e un dialogo costante per migliorare l’assistenza rivolta ai pazienti anziani.
L’importanza della multidisciplinarietà e dell’innovazione
Il rettore dell’Università Magna Graecia, Giovanni Cuda, ha elogiato il lavoro della professoressa Sciacqua, evidenziando la sua capacità di unire competenza medica, valore scientifico e inclusione. Cuda ha anche rimarcato l’integrazione con il presidio Pugliese e il supporto della Geriatria universitaria al Pronto Soccorso, dimostrazione di una collaborazione proficua tra diverse professionalità e strutture all’interno dell’Aou “Dulbecco”.
La Sciacqua ha spiegato che il geriatra moderno deve possedere competenze specialistiche in ambiti come quello cardiovascolare, respiratorio, metabolico e nutrizionale, integrate con metodologie innovative, empatia e capacità di collaborare con famiglie e caregiver. I messaggi chiave del congresso sono stati l’innovazione scientifica e le nuove possibilità di cura, insieme all’attenzione verso la persona e la comunità.
Il prorettore dell’UMG, Giuseppe Chiarella, ha ribadito come questi appuntamenti favoriscano il confronto tra specialisti di diversa formazione. Ciò permette di riprogrammare percorsi, protocolli e collaborazioni utili al Servizio sanitario. L’Ateneo, con oltre venti scuole di specializzazione, mira a formare giovani medici che mettano le loro competenze al servizio della Calabria. Anche Arturo Pujia, presidente del Senato accademico dell’UMG, ha evidenziato la necessità di costruire relazioni tra discipline e saperi differenti.
Continuità assistenziale e medicina di prossimità
Un punto centrale del dibattito ha riguardato la continuità tra ospedale e territorio. Sergio Petrillo, direttore sanitario dell’Aou “Dulbecco”, ha affermato che l’Azienda ospedaliero-universitaria deve essere parte di una rete estesa a tutta la Calabria. Secondo Petrillo, il territorio e gli ospedali spoke devono gestire le attività di base e quelle di primo e secondo livello, lasciando all’Azienda ospedaliero-universitaria le prestazioni di terzo livello.
In caso contrario, si rischia di congestionare le strutture di alta specialità. È fondamentale, inoltre, che le Case della Salute e i servizi territoriali siano “riempiti di contenuti” per conquistare la fiducia dei pazienti.
Il generale Antonio Battistini, commissario dell’Asp di Vibo Valentia, ha messo in guardia dal concentrare il dibattito solo sul numero delle strutture. È necessario un cambiamento di paradigma culturale: il passaggio dalla medicina di attesa alla medicina di iniziativa. Bisogna costruire una mappa delle fragilità, definire il rischio di ogni persona e raggiungere i pazienti a domicilio, intervenendo prima che le condizioni peggiorino. La regione Calabria, infatti, si sta impegnando a sostenere gli anziani con demenza.
Luca Gallelli, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’UMG, ha ribadito la centralità della persona. Tecnologie e intelligenza artificiale offrono nuove opportunità, ma devono sostenere il percorso di cura senza sostituire il rapporto umano e la responsabilità del professionista. La presidenza nazionale della SIGG ha ribadito il valore dell’approccio geriatrico: il geriatra deve affrontare comorbidità, multimorbidità e fragilità con una visione internistica e olistica, promuovendo una prevenzione efficace sul territorio.
Il ruolo della comunità e delle istituzioni
La vicesindaca Giusy Iemma ha collegato il confronto scientifico con la responsabilità delle istituzioni, affermando che “nessuno può affrontare da solo la complessità dell’invecchiamento”. Ha richiamato il dialogo tra Università, istituzioni, associazioni, servizi sociali e sanitari. Catanzaro, ha sottolineato, può mettere a sistema competenze e professionalità per diventare una città accogliente e attenta alle persone anziane.
In conclusione, il congresso ha ribadito che per garantire una migliore qualità della vita agli anziani, sono fondamentali prevenzione, formazione, innovazione e reti assistenziali capaci di accompagnare la persona dall’ospedale al territorio e fino al proprio domicilio.
Potrebbe interessarti anche:
- Notte ricercatrici università Magna Graecia a Catanzaro
- Calabria, sostegno regionale per anziani con demenza
- Tonda di Calabria bio, frutto storico tra Catanzaro e Vibo
Questo post é stato letto 280 volte!

