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Reggio Calabria ha ospitato un significativo evento politico in piazza Duomo, dove Domenico Giannetta, candidato di Futuro Nazionale, è intervenuto al fianco di Roberto Vannacci. Giannetta ha affrontato apertamente le critiche relative alla sua rottura con Forza Italia, un partito in cui ha militato per vent’anni. Il suo discorso ha chiarito le ragioni della sua candidatura alle suppletive, spiegando che la sua scelta non è dettata da opportunismo, ma da una profonda convinzione personale e politica.
La presenza di Giannetta e Vannacci in piazza Duomo ha catalizzato l’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori.
La spiegazione di Giannetta e le accuse di tradimento
Domenico Giannetta ha risposto alle accuse di essere un “traditore” per aver lasciato Forza Italia e per essersi unito a Futuro Nazionale. Ha sottolineato che la politica è responsabilità e libertà di scelta, non un mero attaccamento al passato. Nonostante il lungo percorso in Forza Italia, Giannetta ha affermato di aver sentito la necessità di una nuova direzione. Ha rivendicato la libertà di dissentire e di agire secondo le proprie convinzioni, respingendo l’idea che un deputato debba essere un semplice sostituto o esecutore di altri esponenti politici.
Il richiamo al voto e il ruolo del deputato
Prima dell’intervento di Giannetta, ha preso la parola Domenico Furgiuele, deputato e coordinatore regionale di Futuro Nazionale in Calabria. Furgiuele ha invitato i sostenitori a considerare il loro impegno come una vera e propria sfida politica, sottolineando l’importanza di una rappresentanza autentica per la Calabria. Ha difeso Giannetta dalle critiche, definendolo una persona delusa piuttosto che un traditore. L’appello di Furgiuele si è rivolto agli elettori di centrodestra e ai giovani, esortandoli a una campagna elettorale combattuta voto per voto.
Giannetta ha poi ribadito il concetto che un deputato non è il sostituto di qualcuno, ma rappresenta i cittadini. Ha richiamato l’articolo 67 della Costituzione, che sancisce l’assenza di vincolo di mandato per i parlamentari. Questa posizione si contrappone all’idea, da lui contestata, che il candidato debba essere solo un tramite per i dossier della città a Roma. Ha inoltre accusato gli avversari di sfruttare i ruoli istituzionali per sollecitare il voto degli amministratori locali, definendo tale pratica una differenza tra potere e responsabilità.
Le polemiche e la visione per Reggio Calabria
La campagna elettorale è stata “dura”, ma Giannetta ha scelto di mantenere i toni bassi, privilegiando il dialogo e il confronto. Ha risposto alle polemiche sulla presenza di Vannacci in città, affermando che la democrazia implica l’accettazione della libertà di espressione, anche per chi non la pensa allo stesso modo. “Una città non appartiene a chi la governa in quel momento. Reggio appartiene ai reggini”, ha dichiarato.
Giannetta ha anche affrontato le critiche relative alla sua precedente attività politica, rivendicando il lavoro svolto in Consiglio regionale e le proposte di legge di cui è stato primo firmatario. Ha ribadito di non essere un traditore, né un mercenario, ma una persona che ha scelto liberamente un nuovo percorso politico. Ha concluso il suo intervento ringraziando Vannacci e i dirigenti di Futuro Nazionale, invitando i giovani a riavvicinarsi alla politica e a partecipare attivamente. “La politica non è possesso, la politica non è obbedienza.
La politica è responsabilità verso la propria coscienza, verso la propria terra, verso le persone. Porteremo insieme Reggio in Parlamento”, ha affermato. Per ulteriori approfondimenti sulle dinamiche politiche locali, si può consultare l’articolo Boccia a Reggio, suppletive antipasto politico nazionale.
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