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Dialisi a Reggio Calabria, Fintred chiede cure in città

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La solidarietà offerta da Messina è apprezzata, tuttavia la soluzione definitiva per i pazienti dializzati deve concretizzarsi a Reggio Calabria. Fintred Calabria, infatti, ha richiesto interventi immediati per assicurare ai pazienti dializzati reggini trattamenti nella propria città, in orari adeguati e in strutture idonee. L’obiettivo è superare i turni notturni al Grande Ospedale Metropolitano e scongiurare ulteriori trasferimenti fuori regione per i pazienti dializzati Reggio Calabria.

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Il coordinamento è intervenuto dopo un articolo pubblicato sulla stampa locale, ringraziando l’associazione Ainiga e i centri dialisi privati Nephrocare di Messina per la disponibilità a fornire gratuitamente trattamenti e trasporto ai pazienti reggini. Questo gesto generoso, sottolinea Fintred, non può però sostituire la risposta territoriale attesa da oltre otto anni.

Otto anni di attesa per una soluzione stabile

Fintred ha ricordato che la sua battaglia è nata proprio per riportare a Reggio Calabria i pazienti costretti ad attraversare lo Stretto per sottoporsi alla dialisi. Secondo la ricostruzione del coordinamento, un accordo raggiunto in Prefettura prevedeva il trasferimento progressivo verso strutture più vicine, come quelle di Melito Porto Salvo, Scilla e il Grande Ospedale Metropolitano, in attesa della realizzazione di un centro dialisi sul territorio reggino.

Questa sistemazione, che avrebbe dovuto essere transitoria, non ha ancora trovato una conclusione definitiva. Sono trascorsi otto anni, e la provvisorietà non è stata risolta, come denunciato dall’organizzazione. I pazienti sono costretti a effettuare i trattamenti anche in piena notte, affrontando disagi considerevoli. Riportare questi pazienti a Messina significherebbe, per il coordinamento, tornare al punto di partenza.

Non si può chiedere a persone già provate dalla malattia di affrontare nuovamente “viaggi della speranza” per accedere a una terapia salvavita.

Dieci posti rene aggiuntivi e il confronto con l’asp

La nota di Fintred ha riconosciuto il passo compiuto dalla Giunta regionale con la delibera numero 683 del 19 ottobre 2026, che ha autorizzato dieci posti rene aggiuntivi nell’area metropolitana di Reggio Calabria. Questa misura temporanea, in attesa della revisione della rete nefrologica e dialitica regionale, è considerata una base concreta per ulteriori interventi.

L’attenzione è ora rivolta agli sviluppi dell’incontro di venerdì 6 novembre con i rappresentanti dell’Asp, seguito a un sit-in. In quell’occasione, Fintred ha spiegato che è emersa la disponibilità a collaborare con la Regione per individuare rapidamente una soluzione emergenziale. Tale soluzione permetterebbe di superare i turni notturni al Grande Ospedale Metropolitano senza spostare i pazienti fuori dal territorio reggino.

Le famiglie non possono aspettare ancora

Un’apertura è stata accolta positivamente, ma deve essere seguita da decisioni operative con tempi certi e responsabilità chiaramente individuate. Per il coordinamento, un nuovo ricorso alle strutture messinesi come risposta alla carenza locale rappresenterebbe un fallimento per l’Asp, dopo anni di richieste e iniziative.

Fintred ha precisato di non voler alimentare contrapposizioni né respingere la solidarietà proveniente da fuori regione. Il punto fondamentale, ha ribadito, è evitare che il peso dell’emergenza ricada ancora sui malati e sulle loro famiglie. Allo stesso tempo, il coordinamento ha avvertito che, in assenza di risposte tempestive, saranno gli stessi pazienti a valutare autonomamente le alternative più sostenibili per le proprie condizioni, comprese quelle fuori dalla Calabria. Una scelta che non può essere loro negata mentre proseguono trattamenti notturni e disagi quotidiani.

La richiesta resta quella di garantire ai dializzati reggini il diritto di curarsi nella propria città. La solidarietà dei centri privati di Messina merita il ringraziamento, ma la responsabilità di risolvere il problema rimane interamente in Calabria.

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