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Un tavolo tecnico e un documento condiviso tra le istituzioni sono stati proposti per valutare il recupero ferrovia Paola-Cosenza, un tracciato fuori esercizio da circa quarant’anni. La proposta è emersa da un recente incontro tenutosi nel Teatro comunale “F. Gambaro” di San Fili, dove amministratori, docenti ed esperti si sono confrontati sulle prospettive di questa importante infrastruttura. Particolare attenzione è stata rivolta al segmento San Fili-Rende, individuato come punto di partenza ideale per il progetto.
Un’opportunità per il turismo e le comunità locali
L’iniziativa, promossa dalla sindaca Linda Cribari, ha posto l’accento sul legame tra la costa tirrenica, l’area urbana cosentina e i centri dell’entroterra. L’obiettivo principale è trasformare la memoria ferroviaria in una proposta concreta, capace di stimolare il turismo e generare nuove opportunità per le comunità locali. Il sociologo e giornalista Antonio Iapichino, che ha coordinato il dibattito, ha sottolineato l’importanza sociale e culturale di queste infrastrutture.
Sostenibilità e supporto istituzionale
Il vicepresidente della Giunta regionale, Filippo Mancuso, ha assicurato la disponibilità a partecipare a un eventuale tavolo tecnico. Tuttavia, ha evidenziato la necessità di valutare attentamente la sostenibilità nel tempo di una linea con una funzione prevalentemente turistica. Anche il presidente della Provincia di Cosenza e sindaco di Montalto Uffugo, Biagio Faragalli, ha espresso il suo sostegno all’opportunità di un percorso turistico, auspicando un documento unitario tra gli enti coinvolti.
Ulteriore supporto alla valorizzazione dell’infrastruttura è giunto da Pietro Fattori, responsabile Comunicazione esterna della Fondazione FS.
Le criticità del tracciato e le prospettive future
Le prospettive di recupero devono confrontarsi con le attuali condizioni dell’infrastruttura. Gabriella Mazzulla, docente di Ingegneria dei Trasporti e delegata del rettore dell’Unical per Trasporti e Mobilità, ha evidenziato diverse problematiche, tra cui cedimenti strutturali, smottamenti e difficoltà legate all’omologazione per il trasporto passeggeri. Nonostante questi ostacoli, l’Università ha confermato il proprio sostegno all’idea progettuale.
Il valore storico e le nuove possibilità
L’architetto Francesco Cassano, autore del volume “Il treno della memoria Paola Cosenza”, ha illustrato il valore storico e costruttivo della linea. Giuseppe Lo Feudo, già direttore generale delle Ferrovie della Calabria, ha suggerito la creazione di un polo museale attraverso la riqualificazione. Il docente Unical Giovanni Tocci ha invece sottolineato come il cambiamento della domanda turistica possa offrire nuove opportunità ai piccoli comuni attraversati dai tracciati dismessi.
Roberto Galati, presidente dell’Associazione Ferrovie in Calabria, ha rimarcato le difficoltà nel ripristinare l’intero percorso, auspicando almeno un collegamento metropolitano fino a San Fili e invocando unità sugli obiettivi.
Un progetto da costruire in rete
La necessità di fare rete è stata ribadita dai delegati Svimar Loris Pellicanò e Michele Laurino, e dal coordinatore nazionale piccoli comuni Virgilio Caivano. Nelle conclusioni, il presidente Svimar Giacomo Rosa ha richiamato il valore del patrimonio oggi abbandonato e le possibilità che il viaggio in treno potrebbe aprire per il turismo nelle aree interne. Il confronto è stato organizzato con il contributo di Svimar, dell’Associazione culturale Fremo-Calabria e dell’Associazione Ferrovie in Calabria.
Il prossimo passo proposto è riunire istituzioni e competenze tecniche per approfondire fattibilità, priorità e prospettive del recupero di queste importanti infrastrutture.
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