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La mancata osservanza della clausola che prevede il 40% di spesa pubblica al Sud rappresenta una sottrazione sistematica di risorse. I dati della Presidenza del Consiglio e dei ministeri confermano la gravità di questa situazione, che incide pesantemente sullo sviluppo del Mezzogiorno.
La denuncia di Filomena Greco
La consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva, Filomena Greco, ha annunciato la sua partecipazione a una conferenza stampa indetta dalla Rete Civica Meridionale a Bacoli, in programma il prossimo lunedì 10 agosto. L’incontro servirà a rendere noti i numeri sui flussi finanziari destinati ai territori meridionali. Questi dati, ottenuti tramite una richiesta di accesso agli atti presso il Garante della trasparenza, documentano il definanziamento del Mezzogiorno, con la quota di spesa pubblica ferma ad appena il 27% rispetto al 40% previsto.
Un fronte comune per il sud
Alla conferenza campana interverranno sindaci come Mosè Antonio Troiano di San Paolo Albanese, presidente della Rete Civica Meridionale, e Vito Fusco di Castelpoto, coordinatore della Rete. Saranno presenti anche Josi Gerardo Della Ragione di Bacoli e Michele Conia di Cinquefrondi, promotori di un fronte civico. L’obiettivo è denunciare lo svuotamento dei servizi nei piccoli comuni e gli effetti negativi dell’autonomia differenziata. La presenza della consigliera Greco a Bacoli si inserisce nella continuità del suo impegno politico, iniziato nel 2020 con le prime mobilitazioni di Recovery Sud e la nascita dell’Associazione Sindaci del Sud Italia.
La battaglia in Consiglio regionale
L’impegno di Filomena Greco prosegue anche in Consiglio regionale. Nel febbraio scorso, la consigliera ha depositato una mozione per verificare il rispetto della riserva di spesa ordinaria, quantificata in almeno il 40% dal decreto legge 243 del 2016. Il dibattito tra gli amministratori del Sud si è intensificato dopo il via libera definitivo di Camera e Senato alle pre-intese sull’autonomia differenziata per quattro regioni del Nord, avvenuto il 16 e il 22 luglio scorsi.
Nel mese di maggio, Greco ha presentato un ordine del giorno in Consiglio regionale, chiedendo la revoca o la sospensione dell’assenso della Regione Calabria alle pre-intese. Ha inoltre inviato una lettera aperta a deputati e senatori del Mezzogiorno, sollecitando un voto transpartitico in difesa dell’articolo 3 della Costituzione.
Conseguenze del definanziamento
La consigliera ha sottolineato che l’unità del Paese si difende garantendo pari opportunità. I provvedimenti approvati dal Parlamento rischiano di ampliare il divario tra Nord e Sud sui servizi essenziali. Il definanziamento territoriale continua, con risorse per il Mezzogiorno ben lontane dal 40% garantito dallo Stato. “Chi accusa il Mezzogiorno di vivere di privilegi si scontra con i dati che certificano lo scippo delle risorse ordinarie”, ha dichiarato Greco.
Quel 13% mancante all’appello non è solo una percentuale, ma si traduce in strade incompiute, ospedali non ammodernati che costringono i cittadini a curarsi fuori regione, scuole insicure e asili nido assenti, impedendo alle madri di tornare a lavorare. La Costituzione prevede l’autonomia, ma impone anche uguaglianza, perequazione e solidarietà tra i territori. La consigliera ha concluso affermando che questa non è una battaglia ideologica. Gli amministratori dei comuni del Sud sanno che questo squilibrio riguarda tutti e che, di fronte alla messa a rischio dei diritti dei cittadini, l’appartenenza politica non ha importanza.
Per approfondire il tema della spesa pubblica e delle sfide del riformismo, è possibile leggere anche l’articolo su casa, giovani e lavoro a Cosenza.
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