Elezioni comunali Melito Porto Salvo: “Desolante panorama politico”

Elezioni comunali Melito Porto Salvo: “Desolante panorama politico”

A pochi mesi, oramai, dalle elezioni comunali — forse le più importanti della storia politica della nostra comunità dal secondo dopoguerra —Terza Periferia osserva sgomenta il desolante panorama politico melitese.

Paolo Catona, segretario “Terza Periferia” interviene sulla situazione politica a due mesi circa dalle elezioni comunali a Melito Porto Salvo.

Di seguito il suo intervento:

Sospeso in un irreale silenzio elettorale, al popolo melitese continua a essere negato il confronto delle idee, pure moralmente e civilmente doveroso soprattutto dopo la dichiarazione di dissesto finanziario dell’ente comunale, mentre, nel chiuso delle stanze, si muove alla ricerca di un qualche accordo sul nome dei candidati sindaco degli opposti schieramenti.
A oggi, l’unica candidatura resa pubblicamente manifesta è quella di Viviana Demetrio.
Nessun altro candidato sindaco è, al momento, noto al popolo melitese.
Tutto tace.
Questo il risultato di decenni di pseudopolitica.

UFFICIO POSTALE AD ANNÀ DI MELITO PORTO SALVO, DISAGI AI CITTADINI

Sembra, invece, purtroppo avanzare il tentativo di scimmiottare la politica nazionale, invocando la necessità di creare liste elettorali con la benedizione di partiti nazionali ma territorialmente inesistenti, e pertanto inadeguati a rispondere ai bisogni della comunità, abbandonata, oramai da decenni, a un destino di umiliante dismissione sociale; un tentativo comunque inadeguato e inopportuno, che equivarrebbe, politicamente, a una dichiarazione di guerra civile, poiché contrapporrebbe, per ragioni ideologiche, già al momento della scelta di parte, gli uomini di buona volontà, anziché promuoverne il confronto e la cooperazione.

Al contrario, Terza Periferia ritiene che, in questa dolorosa e difficile fase storica della nostra comunità, chiunque intenda presentarsi al popolo come candidato sindaco ha la responsabilità morale e politica di costruire la propria coalizione elettorale in funzione di un’azione rivolta unicamente al perseguimento del bene comune, con scelta di candidati consiglieri educati alla responsabilità dell’impegno politico e liberi con se stessi e con gli altri anche davanti a Dio.

In un territorio in cui tutto è in rovina inesorabile, poiché decenni di politica, condotta senza riguardo alcuno per il perseguimento del bene comune, hanno provocato il totale disastro finanziario dell’ente locale e la depressione economica del territorio e il costante degrado del senso di responsabilità civica del cittadino, alimentando la piaga dell’emigrazione, spesso senza ritorno, Terza Periferia invoca la necessità di promuovere immediatamente il pubblico confronto delle idee per giungere a un patto politico che la natura più profonda dell’uomo impone sia un patto di verità e necessità storica che escluda accordi elettorali fini a se stessi e offensivi dei valori della liberaldemocrazia.

Questo è il tempo in cui la politica del breve periodo deve essere definitivamente cancellata.

Nel breve periodo siamo tutti morti.

In una società in cui negli occhi delle nuove generazioni sono impresse le macerie come unica forma di bellezza possibile, la politica deve assumersi la responsabilità pedagogica di promuovere, insieme alla famiglia e alla scuola, la necessaria rivoluzione spirituale e, conseguentemente, sociale imposta dall’attuale fase storica, e pensare all’ideazione e alla realizzazione di un piano di sviluppo a lungo termine, secolare e intergenerazionale, per edificare una comunità virtuosa e giusta che si opponga con forza e determinazione e sacrificio alla decomposizione del presente.

Pertanto, chiunque, pur nella diversità di visione ideologica della società, crede nella necessità storica di garantire alla nostra comunità un futuro di libertà e di sviluppo e di pacifica convivenza  civile, ha il dovere di agire, affinché, nel confronto politico, le idee diverse possano contrapporsi e dialogare nel rispetto della libertà di pensiero e della inviolabilità della persona, e l’uomo possa finalmente diventare bene sacro per l’uomo, e, sempre libero, rivolgere l’azione sempre unicamente al perseguimento del bene comune della società.