Melito Porto Salvo (RC), Minniti: “la firma non è falsa come è stato detto in giro”

di Francesco Iriti

“C’è ormai un modo di fare politica inusuale. A Melito Porto Salvo ormai si va avanti facendo dispetti e pensando solo agli interessi personali. Qui in gioco c’é il futuro del comune e in molti non riescono a comprenderlo o fanno finta di capire”. E’ un Totò Minniti a 360° quello che si é espresso durante la conferenza stampa tenutasi nella giornata di ieri. Il consigliere comunale ha ripercorso la vicenda della firma della mozione di sfiducia “presentata il 7 febbraio 2011 la cui paternità é, e lo sottolineo, del consigliere Meduri che ringrazio per la sua presenza e che era stata firmata da ben otto consiglieri tra cui Latella”. Minniti sottolinea come “la firma in questione non é falsa, come é stato detto in giro”.

Minniti ha continuato aggiungendo che “la cosa grave é che dopo che ho presentato questa mozione mi scrive il presidente del consiglio Benedetto nel quale mi diceva che non poteva essere iscritto all’ordine del giorno perchè c’erano 6 e non 8 firme, come invece riportato nel documento”.

“Un’altra cosa strana é la lettera scritta dal segretario, che appare quanto mai inusuale e nebulosa, non solo – continua Minniti – perchè esula dagli aspetti giuridici di legittimità degli atti legati all’utilità degli stessi. Il segretario trasferisce la vicenda da atto politico ad atto amministrativo”.

L’ex presidente del consiglio é un fiume in piena e sottolinea come “il sindaco ha ascoltato tutti coloro che avevano firmato la mozione di sfiducia tranne Meduri. Aveva, quindi, delegato, come fa sempre, agli altri, la questione, ed in questo caso al segretario”.

La disamina di Minniti continua citando un altro aspetto dell’intera querelle, usando anche toni molto aspri. “Inoltre, il 15 marzo ho presentato un’altra nota per avere notizie dettagliate circa la trasmissione degli atti al Prefetto di Reggio Calabria ed all’autorità senza avere risposte. – ha aggiunto il consigliere comunale – Adesso il segretario mi deve dare le carte entro 30 giorni altrimenti verrà accusato di abuso d’ufficio”.

“Non sanno come uscire da questa situazione. Io andrò avanti perché hanno cercato di diffamare la mia persona in quanto – ha aggiunto – alcuni, per ritornare in giunta, hanno agito contro la morale votando contro il bilancio, venendo premiati alla fine con l’assessorato”.

Minniti ha informato i presenti anche sull’“interrogazione sulla Sei che ho presentato in quanto sono state assunte 6-7 persone sull’area grecanica tra cui parenti dei vari assessori, come nel caso dell’ambiente. Vorrei sapere, quindi, la posizione in merito di Domenico Orlando”.

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