Incidente Metromare, intervenga la capitaneria di Porto

Incidente Metromare, intervenga la capitaneria di Porto

Il Consorzio Metromare dello Stretto, ancora una volta, nega sfacciatamente e senza alcun senso del pudore circostanze e fatti, purtroppo gravissimi, realmente accaduti.

Ci riferiamo al grave episodio verificatosi durante la navigazione di una delle prime corse dello scorso venerdì mattina, 24 settembre, ad un natante della Metromare che stava raggiungendo il Porto di Reggio Calabria.

Abbiamo atteso qualche giorno per verificare, attraverso il dettagliato racconto di molti viaggiatori che si sono trovati nella non invidiabile condizione di testimoni oculari e protagonisti involontari del fatto, sulla effettiva dinamica del mancato incidente che, in maniera assolutamente unanime, è stato definito una tragedia sfiorata.

La rottura di un motore non ha permesso il rallentamento del mezzo che stava per sbattere violentemente contro la banchina. Soltanto la buona sorte ha, fortunatamente, evitato il peggio.

Non sono, purtroppo, mancati, per i molti viaggiatori, attimi di panico e una grandissima paura.

A fronte dei suesposti fatti, assolutamente reali ed incontrovertibili, abbiamo letto esterrefatti la replica del Consorzio Metromare che, spudoratamente, ha diramato un comunicato nel quale negava l’episodio in questione: secondo Metromare non è successo nulla e chi ha vissuto quei tragici momenti si è inventato tutto.

Un dispaccio molto simile a quelli che, durante la seconda guerra mondiale, diffondeva il regime nazista che, a qualche giorno dal crollo definitivo, propagandava conquiste e vittorie mai realizzate. Insomma, bugie colossali.

La strategia basata sul negare l’evidenza, forse, potrà valere in altri campi e su altre materie, certamente non può essere utilizzata in attività di primaria importanza che riguardano la sicurezza e l’incolumità fisica di migliaia di persone, pendolari e non, che quotidianamente utilizzano i mezzi del Consorzio Metromare per la mobilità nello stretto di Messina.

Ricordiamo che nello stretto di Messina il 15 gennaio 2007 si verificò l’immane tragedia del Segesta Jet nella quale persero la vita 5 innocenti lavoratori del mare.

Pertanto, tenuto conto della delicatezza della materia e dei pesantissimi fatti in questione, a fronte dell’inaccettabile comportamento del Consorzio Metromare, chiediamo formalmente l’intervento del Comandante della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Reggio Calabria, Capitano di Vascello Vincenzo De Luca, affinché, attraverso le riconosciute ed apprezzate qualità professionali e le competenze del suo staff, possa, nei modi previsti, verificare le effettive condizioni e i reali livelli di sicurezza dei mezzi del Consorzio Metromare al fine di trasmettere l’indispensabile serenità e tranquillità per migliaia di viaggiatori dello stretto che, oggi più che mai, sono fortemente preoccupati per la loro incolumità.

Ivan Tripodi –  SEGRETARIO CITTADINO DEL PdCI DI REGGIO CALABRIA

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