Tripodi (PdCi): “Bilancio 2011, un massacro sociale ai danni dei calabresi”

Tripodi (PdCi): “Bilancio 2011, un massacro sociale ai danni dei calabresi”

Michelangelo Tripodi

Altro che riforme e cambiamento. Non poteva essere peggiore il biglietto da visita del centrodestra calabrese che con il bilancio di previsione 2011, dimostra quanto la sua azione di governo sia totalmente inadeguata e d incapace di risolvere i problemi e i drammi che vive la regione. Si potrebbe tranquillamente affermare, mutuando una famosa frase, “sotto la campagna mediatica il niente della vuota propaganda”.
I calabresi ricorderanno a lungo questo bilancio per le sue misure incostituzionali e per l’attacco alle tasche dei calabresi che esso contiene in maniera indecorosa.

Nel momento della crisi economia e sociale più acuta e drammatica e quando già si annunciano gli effetti pesantissimi del federalismo fiscale che toglierà ai comuni calabresi centinaia di milioni di euro per trasferirli manu militari ai comuni del nord, Scopelliti  ed il centrodestra hanno fatto ai calabresi il più bel regalo di Natale, varando un provvedimento finanziario che rimarrà scolpito nella testa dei cittadini calabresi come il bilancio delle tasse e delle compatibilità.

Invece di colpire sprechi e privilegi, di tagliare spese improduttive e clientelari, di promuovere investimenti per il lavoro e lo sviluppo, di dare sostegno ai ceti deboli e alle categorie sociali meno protette, il Presidente Scopelliti, insieme al suo Assessore Mancini, ha fatto approvare dal Consiglio Regionale un bilancio ed una finanziaria che rappresentano un massacro sociale ai danni dei calabresi. Aumento di oltre due centesimi al litro del carburante mediante l’istituzione dell’Imposta regionale sulla benzina per autotrazione; aumento dello 0,30 % dell’addizionale IRPEF da marzo 2011; aumento dello 0,15 % dell’IRAP; tagli di circa 100 milioni di euro ai Comuni e alle Province.

Inoltre, come se nulla fosse, è stata approvata, con l’appoggio sconcertante e  indecente di una parte del centrosinistra, una norma vergognosa, lontana dai principi etici della buona politica, che sancisce l’annullamento dell’incompatibilità tra la carica di Consigliere Regionale e quella di Presidente di Provincia, Sindaco o Assessore comunale. Un provvedimento palesemente incostituzionale che oltre ad essere un chiaro esempio di malcostume politico, è anche un ostacolo alla partecipazione, al rinnovamento, all’ingresso di forze nuove in politica.

Va segnalato, infine, che per tentare di salvare la faccia e non avendo molta fantasia, quelli del centrodestra hanno copiato quello che fanno i loro colleghi romani. In Calabria adesso c’è una sorta di social card regionale: ebbene ci auguriamo, soprattutto per i tantissimi calabresi che vivono in condizioni di povertà e di indigenza che tale iniziativa non si riveli un bluff clamoroso come lo è stata la social card di tremontiana memoria che si è rivelata un boomerang per il governo Berlusconi visto che si risolta in un clamoroso fallimento, generando tante aspettative che poi non hanno trovato alcuna risposta concreta.

Certo se il buon giorno si vede dal primo bilancio allora, con questa Giunta Scopelliti, i calabresi dovranno cominciare a prepararsi ad una lunga stagione di lotte e di battaglie per  difendere i diritti e i beni comuni.

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