La politica Calabrese ed i suoi costi

La politica Calabrese ed i suoi costi

di Giovanni Alvaro

C’eravamo veramente illusi quando, con grande pubblicità, l’allora Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, Giuseppe Bova, aveva assunto l’iniziativa di ridurre le spese del Consiglio da lui presieduto, c’eravamo illusi dicevamo che finalmente gli sperperi si sarebbero contenuti. E quando aveva dichiarato che lui non usava la macchina blù per i suoi spostamenti, avevamo pensato che un Presidente protagonista di tale nobile gesto, aveva ben diritto a pretendere la riduzione delle spese per i gruppi consiliari. Ma ci eravamo sbagliati.

E diciamo anche il motivo, partendo, però, da una premessa. Noi, infatti non siamo certamente in grado, anche volendolo, soprattutto per formazione, di sprofondare in modo indecente sul terreno del qualunquismo di cui si pasce l’antipolitica, e chi su questo stesso terreno ha costruito notevoli fortune economiche pontificando nelle piazze e nei talk show ed imbonendo masse plaudenti. Il rischio, comunque, di scivolare nella pattumiera qualunquistica è incombente, ma, dovendo ragionare sul motivo del nostro sbaglio, ci si augura di non finirci dentro.

Siamo venuti in possesso della copia della Deliberazione dirigenziale n. 299 del 21 aprile 2010 (poco meno di un mese dalle elezioni del 28 e 29 marzo), pubblicata nel bollettino ufficiale regionale del 16.6.2010, pag. 31098, avente per oggetto: “Presidente del Consiglio regionale – liquidazione rimborso utilizzazione mezzo proprio periodo luglio 2006/marzo 2010”. La deliberazione ci fa sapere che per il periodo su indicato viene disposto, a favore di Bova Giuseppe, il pagamento di euro 211.842,42. Considerando la cifra abnorme sarebbe opportuno sapere se il rimborso è comprensivo di interessi,  del pagamento dell’autista, del Segretario, del portavoce e…  dell’eventuale escort (in caso di pernottamento).

Fuori dallo scherzo, comunque, può darsi che tutto sia legale e legittimo, ma… politicamente non appare tale, anzi sembra tutto poco lecito e immorale. Perché? Nella delibera si fa sapere che, a luglio del 2009, su espressa richiesta scritta del Presidente si è chiesto che il rimborso venisse momentaneamente sospeso per essere liquidato su sua espressa richiesta inoltrata, comunque, il 19 marzo 2010. Perché questa sospensiva? I bilanci non sono annuali? Si voleva, forse, evitare d’essere coinvolto nelle polemiche sui costi della politica, che erano così forti in quel periodo? E gli organi preposti al controllo degli atti hanno adempiuto pienamente al loro incarico?

Con la delibera si fa altresì sapere che il rimborso è avvenuto tenendo conto di 20 accessi mensili da casa al Consiglio o da casa a Catanzaro per una percorrenza annua di 15.000 kilometri, indipendentemente dal luogo di residenza che per l’ex Presidente è Reggio Calabria. Avendo usato il proprio mezzo per 3 anni e 9 mesi, si presume che gli  siano stati conteggiati 56.250 km., e il costo a chilometro è stato di euro 3,77 comprensivo di tutto. A parte il fatto che ai pubblici dipendenti viene rimborsato un quinto della benzina pari a 0,26, c’è da capire perché non è stata cassata la norma che fa riferimento ai valori dell’ACI.

Bisogna infine capire se la scelta di spendere oltre 60.000,00 euro l’anno di rimborso chilometrico ai Consiglieri, con incarichi istituzionali, che optano per l’uso della propria autovettura rispetto alle auto blù, faccia risparmiare o è solo un meccanismo, con un aggravio di spesa, per nascondere uno sperpero incredibile. Si ha l’impressione che si sia predicato bene ma si sia razzolato male. Sta adesso al nuovo Consiglio riuscire a liquidare tutti questi vergognosi marchingegni e permettere ai cittadini di poter ‘controllare’. Non è facile infatti farlo. Si tratta di un’impresa teutonica poter accedere al Burc e poterlo sfogliare. A volte succede che alcuni numeri vengono letteralmente tolti dalla circolazione. Perché?

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