Riconversione della centrale Enel di Rossano

Riconversione della centrale Enel di Rossano

Comitato per la riconversione della centrale Enel di Rossano

L’Amministrazione Comunale di Rossano intende prendere contatti con il Comitato del NO di Vado Ligure che si oppone alla riconversione di quella Centrale Termoelettrica.
Quanta solerzia nel cercare appigli ed appoggi ad un NO ideologico e senza supporti tecnici e scientifici!
A distanza di cinque anni, continuiamo ancora a chiederci come mai Filareto e compagnia si ostinino a rifiutare confronti democratici e civili sui fatti reali, preferendo arroccarsi in posizioni preconcette.
Perché invece di cercare facili adesioni a posizioni ideologiche, non si ha il coraggio di confrontarsi con gli amministratori di Civitavecchia, del Lazio, di Porto Tolle, del Veneto, della Liguria?
A Civitavecchia sono migliaia i lavoratori già impegnati nel cantiere di riconversione, con buona pace di imprenditori turistici ed agricoli. A Porto Tolle il sindaco Finotti ed il governatore del Veneto Zaia hanno salutato con entusiasmo i nuovi investimenti ENEL per la riconversione che l’ENEL si appresta a far partire.
A Savona il senatore Franco Orsi, la settimana scorsa, a proposito della riconversione di Vado Ligure ha dichiarato: “Io so una cosa. Bisogna che la gente lavori e perché questo avvenga ci vogliono le industrie. È ovvio che queste debbano inquinare il meno possibile e che la salute dei cittadini va tutelata. Io però intravedo una deriva che va contro qualsiasi insediamento industriale e questo significherebbe la morte della nostra provincia”.
Parole sensate, dette da amministratori di città e regioni dove la disoccupazione, se c’è, ha percentuali difficilmente paragonabili a quelle calabresi.
Il nostro sindaco si accontenta di aver visto tanti turisti in città.
A parte il fatto che non è vero e basta chiederlo ai commercianti, ma se anche così fosse, a Filareto vogliamo chiedere: quante persone, giovani o meno giovani, hanno trovato un lavoro certo e duraturo nel settore del turismo? Ed anche ammesso che le persone impegnate siano state retribuite con regolare paga sindacale, queste continueranno a lavorare anche nei prossimi mesi?
Non nascondiamoci dietro al dito. La verità è una sola! Senza uno sbocco lavorativo serio e duraturo, compatibile con agricoltura e turismo come la riconversione, Rossano è destinata a morire.
Continuare a dire solo NO, senza un confronto e senza aprirsi alle nuove tecnologie, significa voler imitare gli struzzi che nascondono la testa sotto la sabbia.

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