Origine dell’ olio fino al Consorzio Olio di Calabria IGP

Origine dell’ olio fino al Consorzio Olio di Calabria IGP

L’ origine dell’olio d’oliva ha radici profonde che attraversano il tempo e le latitudini del mondo.

Prezioso per la salute, è sempre stato alla base dell’alimentazione e al fianco anche delle donne nella cosmesi, ottimo ingrediente usato ancora oggi dalle migliori industrie del settore.

I suoi sapori e le tradizioni affondano le radici nelle vicende storiche e nella conformazione del territorio che racconta gli aromi e secoli di storia di olivicoltura, le cui origini più antiche risalgono alla civiltà di paesi come la Palestina, Siria e Creta.

Simbolo di sacralità e di pace, l’olio e l’ulivo hanno accompagnato la storia dell’uomo fin dagli albori della civiltà per arrivare ai nostri giorni.

Aspetto e sapore

L’Olio di Calabria IGP, affonda le sue radici in tempi antichi. Si presenta di colore dal verde al giallo paglierino con variazione cromatica nel tempo. L’odore fruttato di oliva verde, presenta note floreali e di carciofo, accompagnate da sentori di erba appena falciata, foglia, e pomodoro (verde/maturo).

Al palato si fa apprezzare per la struttura armonica dei suoi costituenti, che lo rendono mediamente dotato di amaro e piccante, caratteristica questa riconducibile al contenuto fenolico medio-alto.

Indietro nel tempo

I primi cenni storici sull’olio e gli ulivi, risalgono alle prime civiltà. Sarà comunque la Bibbia a citarlo per la prima volta. Secondo la mitologia, Atena, figlia di Zeus, per aggiudicarsi la protezione della capitale dell’Ellade, piantò il primo ulivo. Nell’antica Grecia, Solone, famoso per aver promosso l’olivicoltura, vietò con una norma, la sua soppressione in tutta l’ Attica.

L’ olio ebbe un ruolo importante anche nello sport: i giovani atleti che frequentavano le palestre, i ginnasi ed i bagni, venivano massaggiati con olio, dato anche in premio ai vincitori.
Eccezionale importanza agli ulivi, fu data dai re David e Salomone, mentre tra Egitto e Palestina, i Filistei, produssero olio per l’ illuminazione e i balsami, esportati anche nelle terre del Nilo.

Un enorme impianto per la lavorazione delle olive con quasi 100 presse e macine progettate dal popolo che abitò la terra di Canaan, fu scoperto non lontano da Tel Aviv. Qui pare si sia diffuso l’olivo proveniente dalla vicina area armena, e successivamente a Creta in età minoica, propagandosi poi in Siria, Palestina, Israele ed in tutta la Grecia.

Secondo quanto riportato da anapoo.it, anche le colonie greche contribuirono alla diffusione dell’ulivo, la cui conoscenza della coltura e degli usi alimentari si deve ai Fenici.

I Romani classificarono l’olio in base alle diverse tipologie di spremitura, imparando ad usarlo anche come unguento, che curava ferite, dava sollievo alle ustioni ed alle ferite della pelle ed al mal di testa.

Oggi

Gli ultimi decenni, hanno decretato il successo e la riqualificazione dell’olio, anche grazie alla dieta mediterranea, diventando uno dei prodotti alimentari italiani più amati e più esportati nel mondo.

Enzo La Piana

Ha iniziato nei lontani anni ottanta a scrivere di sport, per un breve periodo, per il giornale il "Provinciale". Nel tempo il mondo della televisione lo ha catturato, facendolo appassionare alle riprese televisive, coltivate grazie all'emittente RTV. Prima di approdare su Ntacalabria, ha scritto per altri blog e giornali online seguendo il calcio e la Reggina.