San Lorenzo, raccolta firme e petizione popolare per rideterminare la Tari

San Lorenzo, raccolta firme e petizione popolare per rideterminare la Tari

Raccolta firme e petizione popolare per la rideterminazione della Tari: l’attivismo dei cittadini per un paese che sta morendo. 

Giuseppe Minnella interviene sulla questione Tari nel comune di San Lorenzo per avanzando un’iniziativa molto importante.

Richiesta rideterminazione Tari comune di San Lorenzo

In una nota, il Segretario (MSI-FT) della sezione di San Lorenzo, evidenzia come :

Stavolta è veramente stanco il popolo di San Lorenzo: non è bastato il colloquio con il commissario della settimana scorsa per placare gli animi dei cittadini laurentini.
Gli stessi hanno così dato vita ad una raccolta firme indirizzata a prefetto e commissario per chiedere la riduzione e la dilazione del pagamento della Tari del 2021.
Non sono state ritenute sufficienti le rassicurazioni sull’avvio della raccolta differenziata per le frazioni di Chorio e Marina per un popolo a cui troppe volte si è mentito negli ultimi decenni e che non nutre più alcuna fiducia nelle istituzioni.

In questi giorni, ci fanno sapere, stanno piovendo al comune, oltre alle lettere di protesta dell’utenza regolare, quella che ha sempre pagato, richieste di disdetta dei contratti di acqua e dei servizi comunali: gli emigrati, coloro che a San Lorenzo ci tornano una volta l’anno, quando va bene, stanno chiudendo e abbandonando le proprie case per la tassazione che sono costretti a subire nonostante non siano residenti e le case infruttuose.

Serve cambiare la rotta

Un colpo mortale per il comune di San Lorenzo, già descritto in condizioni finanziarie drammatiche dal commissario prefettizio, che non riesce ormai a soddisfare nemmeno i servizi essenziali alla popolazione mancando di personale e mezzi.

Basti pensare al fatto che il personale del comune, oltre ad essere risicato numericamente, si è visto, per la stragrande maggioranza, ridurre l’orario di lavoro settimanale ad appena 18 ore con conseguente stipendio dimezzato e cittadini che per fare anche solo una carta di identità devono prendere l’appuntamento mesi prima nonostante la disponibilità della persona addetta.
Tutto ciò fa a pugni, ci confessano direttamente i cittadini, con le costose consulenze esterne a società a cui il comune è costretto a rivolgersi proprio per la carenza di personale: come il cane che si morde la coda.

Nessun operaio per attuare alcun tipo di manutenzione, appena un idraulico ad orario ridotto e con un mezzo fatiscente impossibilitato nei fatti a coprire una rete colabrodo, un solo vigile in organico senza neppure la divisa: ecco come lo Stato e la sua dis-amministrazione hanno ridotto un centro che per le sue risorse naturali e paesaggistiche dovrebbe e potrebbe godere di ben altra economia pubblica.

Serve chiarezza

I cittadini chiedono chiarezza e più trasparenza nelle scelte amministrative: è giunto il tempo di lavorare seriamente da parte – conclude Minnella – di chi amministra il paese per dare risposte ad una popolazione stremata da anni di disservizi e progettare tutti insieme un nuovo futuro per un centro che sta letteralmente morendo giorno dopo giorno.