Quel Pisa – Reggina raccontato da Giovanni Toschi

Quel Pisa – Reggina raccontato da Giovanni Toschi

Gli amaranto, scenderanno in campo all’ Arena Garibaldi-Romeo Anconetani di Pisa per l’ottava delle sfide disputate tutte in serie B, dove i punti saranno pesanti per entrambe le contendenti, protese nella loro striscia positiva.Tanti i ricordi per le due formazioni, che anche in passato hanno annoverato nomi di assoluta tecnica calcistica. Tra i tanti, tra le fila della Reggina targata Granillo – Maestrelli – Dolfin, Giovanni Toschi, indiscussa bandiera della squadra amaranto dell’epoca, autore di reti che hanno fatto sognare i tifosi amaranto. Ai microfoni di NtaCalabria, in esclusiva,  la piccola e funambolica ala ha rievocato con particolari inediti e ricordi toccanti, la sfida disputata da protagonista tanti anni fa in Toscana.

Prepartita ed un particolare

Era il campionato 1967/68 e sulla panchina amaranto sedeva uno dei migliori tecnici italiani in assoluto: il grande Tommaso Maestrelli. Era il mio primo anno alla Reggina – ricorda Toschi – e quella gara la sentivo particolarmente…Sono nato in Toscana e abito vicino Pisa, per me allora era come giocare in casa…Tutti i miei compaesani mi avevano seguito allo stadio per sostenermi…Il tecnico, ci chiarì che la partita era molto delicata…Il mister, aveva dei legami con la città che, se non sbaglio, aveva dato i natali alla moglie…Ci teneva a fare bella figura… Ci catechizzò subito sul il tipo di approccio da mettere in campo…Cerchiamo – ci disse – di aspettarli e di ripartire in contropiede…Tu – rivolgendosi a me – e Vallongo, avrete anche il compito di tornare, facendo densità a centrocampo e nel contempo, quando possibile, vi toccherà mettere in crisi la difesa pisana, giocando di rimessa…Io facevo la seconda punta ed in quell’ occasione, nel giocare a destra, tornavo più spesso a dare manforte ai compagni…

Le squadre di allora

Quel Pisa stava marciando verso la serie A…Aveva giocatori dotati e di peso. Ricordo Cervetto, il libero Gonfiantini che giocò nella Fiorentina, Manservisi, il centravanti Mascalaito, Joan, Piaceri, ma noi non eravamo da meno, eravamo la Reggina…Avevamo un bell’organico, al quale mancò quel pizzico di fortuna necessaria per fare il grande salto…C’erano fior di giocatori, come i vari: Jacoboni, Tacelli, Divina, Florio, Vanzini, Sonetti, Zani, Clerici, Vallongo, tutti elementi di livello…Avremmo meritato anche noi la serie A…Un’ articolo dell’epoca, così recito’ a fine gara: Hanno stretto i pugni dalla rabbia e sono rimasti muti i tifosi pisani, quando Toschi, il piccolo funambolico Toschi, ha realizzato il gol del pareggio…Bisogna obiettivamente riconoscere che la Reggina ha meritato…Sul piano del gioco ha rivelato una solida impostazione ed ottime individualità…

Un match duro

Fu una bella partita – ricorda Giovanni -maschia e dura da affrontare…Il Pisa si sapeva, era una squadra forte in ogni reparto, ma non lo temevano e questo ci spronò ancor di più a dare il massimo…Si giocava su un campo difficile, contro un undici coriaceo e ben messo…La nostra fu una grande prestazione, che risaltò ancor più nella ripresa quando, nonostante il doppio svantaggio ad opera di Cervetto e Joan, riuscimmo a mettere sotto i neroazzurri, riprendendo il risultato grazie alla rete di Vallongo e la mia… Spesso in quella partita, mi trovai a saltare con successo in sequenza Romanini, Guglielmoni e Gonfiantini…Quel pareggio costò molto ai padroni di casa, perché andarono su all’ultima giornata.

Un’aneddoto sul suo marcatore

Ricordo – dice la piccola ala – che mi marcava Romanini. Un buon difensore, abbastanza potente ed arcigno… Cercava sempre di anticiparmi…Impostai su di lui una partita di astuzia…Giocai proprio nell’anticipare il suo pensiero, mettendolo in crisi sullo scatto… Rammento, che prima del fischio d’inizio, il presidente del Pisa lo premiò con la medaglia d’oro per le tante presenze in squadra… Ma in un articolo dell’epoca scrissero che la medaglia invece avrebbero dovuto darla proprio a me, vera spina nel fianco nella difesa avversaria, per aver messo parecchie volte in difficoltà  proprio Romanini.

Tutto in un minuto  

Nonostante le mi origini toscane, ci tenevo tanto a segnare con la maglia amaranto… La rete, finalmente arrivò nella ripresa, dopo la segnatura di Luigino Vallongo…Per me – confessa – fu il massimo a cui poter aspirare, perché conquistammo un punto prezioso…Quel gol, fece loro paura, perché avrebbe potuto influire sul percorso verso la promozione…Da un calcio d’ angolo battuto sul lato destro – precisa Giovanni – ho ricevuto un traversone, ho stoppato la palla evitando Romanini e con un diagonale, ho incrociato sull’altro palo con un tiro di rapina, non forte ma preciso, mettendo la palla imparabilmente alle spalle di Annibale.

Mio padre raccontava

Lui mi seguiva sempre e quel giorno era in tribuna a trepidare insieme all’onnipresente Oreste Granillo, che seguiva assiduamente l’evolversi della sfida…Tutto ormai sembrava segnato, ma allo scadere delle ostilità, nel momento preciso in cui misi la palla del prezioso pareggio in rete, il presidente si abbandonò ad una gioia incontenibile e saltò in braccio a mio padre…Sembrò – mi disse –  svenire dalla gioia..

Pisa e Reggina: Il pronostico

Alle spalle della squadra toscana, c’è una società forte, dove il presidente Knaster ha investito tanto per raggiungere obiettivi importanti. D’Angelo sta facendo bene, perché può contare sullo zoccolo duro dell’organico ai cui si sono aggiunti innesti importanti. La Reggina, ha in Gallo un presidente che ama profondamente i colori amaranto ed una struttura societaria solida. Ha in Aglietti, anche lui toscano come me, un tecnico preparato e di provata esperienza. L’organico allestito è tecnicamente importante ed annovera giocatori di ottimo spessore. capaci di portare un notevole contributo al gioco della squadra e di fare svoltare le partite, per portare in alto il club dello Stretto…Sarà una partita obiettivamente molto difficile per gli amaranto…Nonostante i Toscani siano una squadra forte che può lottare benissimo per la serie A, io ho fiducia nella squadra in cui ho militato tanti anni fa e che mi è rimasta nel cuore…Sono sicuro in una buona prestazione, che le darebbe ulteriore morale per proseguire nella striscia positiva…La Reggina – ha concluso – ha qualità e mezzi per poter fare bene. Non mi meraviglierei se venisse fuori un buon risultato lontano dalle mura amiche…Tutto può succedere, l’importante in ogni caso, che sia una bella giornata di sport.

Enzo La Piana

Ha iniziato nei lontani anni ottanta a scrivere di sport, per un breve periodo, per il giornale il "Provinciale". Nel tempo il mondo della televisione lo ha catturato, facendolo appassionare alle riprese televisive, coltivate grazie all'emittente RTV. Prima di approdare su Ntacalabria, ha scritto per altri blog e giornali online seguendo il calcio e la Reggina.