Reggio Calabria, la Fnsi contro il bando della provincia per l’ Ufficio Stampa

di Francesco Iriti

 La Provincia di Reggio Calabria ha pubblicato un “Avviso di mobilità volontaria esterna, ai sensi dell’art. 30 del DLgs 165/2001, per la copertura di n. 18 posti d’organico di varie qualifiche”, tra cui quello relativo a 3 posti di “istruttore amministrativo collaboratore ufficio stampa (Cat. C)”.

 A darne notizia è il segretario del Sindacato dei Giornalisti della Calabria, Carlo Parisi, componente della Giunta Esecutiva Fnsi.
 Nel bando, firmato dal dirigente del Settore Organizzazione e gestione giuridica ed economica delle risorse umane, Vincenzo Floccari, è scritto che “la Provincia di Reggio Calabria intende procedere, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 30 del D.lgs 165/2001 e s.m.i., alla copertura, a tempo indeterminato” dei posti d’organico “mediante selezione per titoli e colloquio”, dei candidati che produrranno domanda “entro il termine perentorio di 15 giorni”, dalla data di pubblicazione dell’avviso all’Albo Pretorio e sul sito della Provincia, avvenuta il 1 ottobre scorso.

Tra i requisiti richiesti: essere dipendente a tempo indeterminato di altra pubblica amministrazione, previa assunzione a mezzo concorso pubblico; aver espletato lavoro subordinato, per almeno 24 mesi, alle dipendenze della stessa o di più pubbliche amministrazioni; essere in possesso del diploma di istruzione secondaria superiore conseguito al termine di un ciclo di studi quinquennale; essere iscritto all’albo dei giornalisti.

L’intento della Provincia di Reggio Calabria è quello di ricostituire l’Ufficio Stampa, da molti anni scomparso dopo la morte del capo ufficio Lillo Scopelliti, valutando gli iscritti all’Ordine dei giornalisti che hanno, comunque, già la fortuna di avere un posto di lavoro, magari con altre qualifiche ed altre mansioni, nelle varie amministrazioni pubbliche.

 Il presidente Giuseppe Morabito che, alla scadenza del mandato, intende ricandidarsi alla guida dell’Amministrazione Provinciale, con tale atteggiamento non crediamo si metta in buona luce agli occhi della gente.

La selezione sicuramente bandisce i tanti validi giornalisti che, invece, non hanno alcuna occupazione o vivono di precariato, nella speranza che, almeno gli amministratori illuminati ed onesti possano bandire concorsi pubblici, trasparenti ed aperti a tutti, per far prevalere, finalmente, la meritocrazia in una società che, purtroppo, paga pesantemente il prezzo del clientelismo più becero.

Eppure, lo stesso presidente della Provincia, e con lui vari dirigenti ed amministratori, da circa un anno hanno più volte richiesto al Sindacato dei Giornalisti della Calabria consigli e pareri sulla formulazione del bando che, abbiamo sempre detto: deve essere aperto a tutti i giornalisti professionisti e pubblicisti; deve chiaramente prevedere le qualifiche professionali previste dalla legge (prima su tutte la 150 del 2000) e dalla contrattazione, tra cui non rientra certo quella di “istruttore amministrativo”; deve prevedere una selezione chiara e seria e, soprattutto, affidata ad una commissione qualificata e professionalmente credibile.

 L’ultimo punto del bando  recita che “il colloquio è teso all’accertamento della professionalità richiesta, delle competenze, delle attitudini e capacità personali possedute” ma lo affida ad una commissione “interna” alla Provincia, nominata dal Direttore Generale e “composta da tre dirigenti dell’Ente di cui uno con funzioni di Presidente e da un funzionario/istruttore, con le funzioni di segretario”.

Il presidente Morabito, di professione avvocato, e già presidente dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria, ammetterebbe che l’esame di abilitazione alla professione di avvocato venisse affidato ad una commissione composta da giornalisti, ingegneri o ragionieri?

Il Sindacato dei Giornalisti della Calabria, già in due occasioni, durante la precedente amministrazione, ha impedito alla Provincia di dare esecuzione a bandi che non miravano, certo,  ad individuare le più qualificate professionalità da mettere a disposizione di un ente pubblico pagato con i soldi dei contribuenti.

Prima di costringerci, dunque, ad attivare nuovamente le procedure per l’annullamento del bando per via giudiziaria, chiediamo al presidente della Provincia, Giuseppe Morabito, di revocare immediatamente il bando e procedere ad una selezione seria, trasparente ed aperta a tutti. Per non soffocare la speranza di chi vuole ancora credere che, per ottenere un posto di lavoro, la professionalità non sia un optional

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