Milano e la Calabrià più “profonda ed omertosa”

Milano e la Calabrià più “profonda ed omertosa”

giuseppe praticò

Riceviamo e Pubblichiamo:

Spett.bile Redazione, invio questa mail per denunciare  quanto accaduto oggi durante un TG nazionale. Precisamente alle 13.17, la giornalista Elena Guarnieri del TG5, nel presentare un servizio riguardante la città di Milano, pronuncia la seguente frase: ” C’è un angolo del centro di Milano, dove sembra di essere nella Calabria più profonda ed omertosa”. Cosa???? Ho sentito bene???

Non essendo certo di quanto ascoltato, ho atteso che la stessa redazione caricasse il video del TG sul proprio sito. Tutto vero, quelle parole sono state pronunciate. Per chi come me, sportivamente parlando, attraverso il proprio sito (www.futsalcalabria.it), cerca giornalmente di far crescere la Calabria, le parole dette al TG5 sono assurde.  La presentazione del servizio poteva essere fatta in un altro modo, senza associare la parola omertà alla nostra regione. La giornalista dovrebbe viverci in Calabria per capire se c’è realmente un angolo “omertoso”. Probabilmente, sarebbe stato più consono utilizzare altre metafore.

Ora chiedo a chi di competenza di poter intervenire affinché queste cose non si ripetano più.

Per chi non avesse potuto vedere il Tg5 edizione delle 13.00, questo è il link: http://www.video.mediaset.it/video/tg5/full/187080/edizione-ore-1300-del-19-ottobre.html

andare al minuto 17.00

GIUSEPPE PRATICO’

Francesco Iriti

Storico Direttore di www.ntacalabria.it, é giornalista pubblicista dal 2008. Laureato in Scienze della comunicazione, ha di recente pubblicato il libro " E' un mondo difficile". Ecco il link per acquistarlo http://amzn.to/2lohl4U. Lavora come Digital Content Marketing in Irlanda.

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1 Comment

  1. Ivano
    19 Ottobre, 19:21 #1 Ivano

    Ho conservato la copia del giornale di qualche giorno fa. Tre pagine dedicate alla presunta storia di 2 medici che a MESSINA litigavano in sala parto e nasceva una bimba malata. In un angolo dello stesso giornale ( mi pare si chiami trafiletto) si citava a scritte piccolissime che a Torino una donna MORIVA ( VOCE DEL VERBO ANDARE ALL’ALTRO MONDO) per una trasfusione sbagliata, con articolo contornato da tabelle di probabilità su questi tipi di errori medici e l’idea finale che “queste son cose che capitano”. Sotto un certo punto di vista questa giornalista ( che comunque non fa altro che dire quello che è il punto di vista della media degli abitanti del Nord) non fa altro che fare la sua parte. QUELLA CHE DA 150 ANNI A QUESTA PARTE SPETTA A NOI ATTORI DI QEUSTO STATO