Circhi con animali: proposta per vietarli sul territorio comunale reggino

Circhi con animali: proposta per vietarli sul territorio comunale reggino

È stata depositata presso il Comune di Reggio Calabria la proposta di adozione di un divieto alla concessione di suolo comunale per circhi che utilizzano animali per i propri spettacoli.

Il Presidente del Consiglio comunale Demetrio Delfino ha accolto i cittadini firmatari a Palazzo San Giorgio, rimandando la discussione della stessa proposta alla commissione di competenza.

«Già in altre città è stato approvato un regolamento che vieta ai circhi con animali l’occupazione di suolo pubblico – ha dichiarato il presidente Delfino – e, se ci saranno le condizioni, anche Reggio non si tirerà indietro».
La proposta, di iniziativa dei volontari dell’associazione antispecista ReggioVeg, è correlata di un numero consistente di firme (più di 650) che sono state raccolte in pochi giorni. Ciò a testimonianza di una cittadinanza che riflette più o meno fedelmente il dato secondo il quale il 68,3% degli italiani si dichiara contrario all’utilizzo degli animali negli spettacoli circensi (Rapporto EURISPES 2015).
I proponenti dichiarano di accogliere con favore tutte le performance realizzate dagli artisti circensi che ogni giorno si impegnano duramente per offrire uno spettacolo piacevole e di intrattenimento culturale, scegliendo di dedicare la propria vita al circo; lo stesso non si può asserire degli animali che sono costretti a vivere in condizioni sicuramente non compatibili con il proprio patrimonio genetico (lo stesso dei propri simili che vivono in libertà). La detenzione e l’addestramento coincidono giocoforza con violenze fisiche e psicologiche e privazioni del cibo e libertà di movimento.
Sotto l’aspetto squisitamente educativo, i cittadini sottoscrittori sono concordi nel sostenere che non vi sia nulla di formativo per i bambini che assistono ai succitati spettacoli. Ciò è confermato da un numero consistente di psicologi che, alla luce di diversi studi effettuati, hanno categoricamente accerto la dannosità in termini pedagogici di uno show basato sul comando e lo sfruttamento di animali inermi: i bambini imparano già in tenerissima età a compiacersi di situazioni che dovrebbero invece generare un profondo senso di ingiustizia e indignazione.
La Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali proclamata a Bruxelles il 27/01/1978 su iniziativa UNESCO, recita all’art. 4: “ogni animale cha appartiene a una specie selvaggia ha il diritto di vivere libero nel suo ambiente naturale terrestre, aereo o acquatico e ha il diritto di riprodursi; ogni privazione di libertà anche se a fini educativi è contraria a questo diritto”, e all’art. 10: “nessun animale deve essere usato per il divertimento dell’uomo; le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità dell’animale”.

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