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Africo Vecchio non compare più sulle mappe della vita di tutti i giorni..Il borgo fantasma dell’Aspromonte, spazzato via dalle alluvioni del 1951 e 1953, ritrova voce e memoria grazie alla festa di San Leo.
Nel monastero basiliano rimasto in piedi tra i ruderi, ex abitanti, discendenti e i devoti Criaco Salvatore, Maviglia Pietrosi ritrovano per celebrare San Leone. Un appuntamento che è molto più di una ricorrenza religiosa: è il filo che tiene legato il passato al presente, i giovani alla storia dei padri.
Quest’anno la serata è stata animata dalla partecipazione del gruppo Tarantella Disco Folk di Elca Sound, con il manager Giuliano Centofanti. Sul palco un mix di tarantella tradizionale e sonorità moderne che ha coinvolto il pubblico tra canti.
Africo Nuovo sorge oggi sulla costa, ma per molti il vero cuore resta lassù, tra le montagne e il silenzio dell’Aspromonte. Finché San Leo si festeggia, Africo non muore.
Articolo di Giusy Zirilli

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