Concluso il lungo week end culturale della Libreria Ubik di Catanzaro Lido

fabio geda

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Ieri sera si è concluso il lungo week end culturale della Libreria Ubik di Catanzaro Lido. E’ stato Pino Geda a parlarci del suo ultimo libro “L’estate alla fine del secolo”, pubblicato da Dalai Editore. A moderare l’incontro è stato Gianluca Pitari, presidente dell’associazione culturale “La Masnada”.

Geda ha un aspetto da perfetto sognatore, da persona che ama guardare dentro sé stesso senza ignorare ciò che lo circonda. Atteggiamento che in qualche caso lo ha condotto a incontrare i suoi personaggi, figure che nate nella sua mente si sono materializzate davanti a lui in carne ed ossa, in maniera inaspettata e sorprendente.

E’ il caso di Franco Debenedetti Teglio, settantaduenne ebreo italiano che con i suoi racconti ha sbalordito Geda tanto da fargli affermare che “è lui nonno Simone”, protagonista del suo quarto romanzo. E proprio a lui è dedicato il libro a quel personaggio vivente della sua storia che ha vissuto la sua gioventù in un periodo in cui furono promulgate le leggi razziali.

“Io gli ho chiesto di poter raccontare quelle storie – dice Geda – che erano già dentro di me e delle quali lui altro non era che il riscontro reale. Al contrario di Zeno, che è un personaggio legato alla fantasia”.

Si definisce autore ricco di storie che “si insinuano nella mente e restano lì a lievitare. La più forte, quella che mi rapisce, prende il sopravvento e la scrivo per me, non per gli altri”. Dei “figli” che, però, poi vengono “abbandonati” perché ognuno ne dia una identità propria, storie che assumono aspetti diversi legati alle storie della vita di ogni lettore.

C’è molto dolore ne “L’estate alla fine del secolo”, ambientato nel 1999 “perché è la fine del Novecento, secolo più vicino a nonno Simone. Ma c’è anche un motivo legato alla scrittura, non parlando dei telefoni cellulari, che all’epoca non erano ancora molto diffusi”. I tratti fondamentali dei racconti di Geda riguardano la scrittura che lui stesso definisce anglosassone: show, don’t tell. Mostra, non raccontare. “Scrivo ciò che i miei occhi vedono, trasformando le sensazioni in materia, in ciò che accade sotto i sensi. Ogni sfumatura deve essere “vista e vissuta” dal lettore che se possibile, ove descritti, deve riuscire a percepire il profumo dei fiori. Ed è sicuramente questo il segreto del suo successo.

Un consenso che trova riscontro nelle vendite, grazie alle storie semplici intrise di sentimenti forti che coinvolgono ed emozionano.

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Author: Cristina

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