Perché i giovani vanno via dalla Calabria

Perché i giovani vanno via dalla Calabria

Una piccola riflessione é d’obbligo sul perchè ogni anno migliaia di giovani decidono di lasciare la propria terra di origine, la Calabria in questo caso, per cercare migliore fortuna altrove.

La mancanza di alternative, il modo di vivere, un lavoro (quando c’é) mal pagato, clientelismo, mancanza di prospettive, voglia di “cambiare aria”, rappresentano soltanto alcuni dei motivi che spingono molti giovani a trasferirsi in altre località italiane o, addirittura, di emigrare all’estero.

Le ultime elezioni regionali in Calabria, ad esempio, hanno restituito un quadro desolante con soltanto il 44% degli aventi diritto al voto che si sono recati alle urne per decidere il prossimo governo. Di chi é la colpa? Delle tante promesse del passato mai ottenute, di una situazione di questa Regione che va sempre verso il baratro? Di un continuo depauperamento delle normali risorse che indeboliscono sempre di più un territorio ormai dimenticato dal Governo centrale e più volte bistrattato dalla stampa nazionale per episodi di cronaca?

Francesco Iriti

Francesco Iriti, direttore responsabile www.ntacalabria.it

Lascio a voi la risposta anche se di interrogativi ce ne sarebbero tanti.

Anche io personalmente ho deciso circa due mesi fa di lasciare la mia terra (Melito Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria) per fare un’esperienza all’estero. In molti ancora oggi mi chiedono il perchè di questa scelta nonostante io lavorassi al Sud. Una risposta precisa ancora non ve la fornisco anche se naturalmente ho avuto le mie buone ragioni tra cui naturalmente la ricerca di crescita professionale che nella nostra terra non è possibile.

Attualmente mi trovo a Dublino, in Irlanda, dove sono entrato a contatto con un mondo completamente diverso fatto di meritocrazia e non di favoritismi e dove va avanti chi giustamente ha i requisiti adatti per competere nel mondo del lavoro. Basta pensare anche ancora per trovare una casa da condividere con altre persone bisogna fare un colloquio (qui la chiamano intervista) con gli altri eventuali futuri coinquilini per essere scelto. Senza contare che le grandi multinazionali decidono di investire qui i propri soldi in quanto le tasse sono tra le più basse d’Europa. E la vita? Ognuno pensa alla sostanza, le strade sono pulite, la burocrazia non é come in Italia (5 giorni lavorativi per un documento “gratis”), se sbagli paghi mentre i lavori di manutenzione vengono effettuati di notte per limitare al minimo i disagi.

Come me sicuramente in tanti si sono trovati a fare i conti con un mondo multiculturale dove ogni giorno cambiano le dinamiche e ci si può confrontare mentre in Calabria la situazione rimane “tale e quale” per molti giorni, mesi, anni. Basta comprendere che voi, cari lettori, siete sempre aggiornati su ciò che accade direttamente da….Dublino.

Nella speranza che le cose cambino…per la nostra amata Calabria.

Francesco Iriti, direttore responsabile www.ntacalabria.it

Francesco Iriti

Storico Direttore di www.ntacalabria.it, ed ideatore insieme a Nino Pansera della testata ntacalabria.it, é giornalista pubblicista dal 2008. Laureato in Scienze della comunicazione, ha di recente pubblicato il libro " E' un mondo difficile". Ecco il link per acquistarlo http://amzn.to/2lohl4U. Lavora come Digital Marketing Manager in Irlanda.

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2 Comments

  1. Mimmo Musolino
    Novembre 25, 19:17 #1 Mimmo Musolino

    Ciao Francsco , condivido le tue giuste ed “amare”, MA REALISTICHE riflessioni. Sono le stesse considerazioni che io ho fatto , quasi mezzo secolo trascorso ( ANNO 1966) , appena diplomato ed in cerca di lavoro . Come vedi dalle nostre parti la ” legge del Gattopardo ” : ” CHE TUTTO CAMBI PERCHE’ TUTTO RESTI COME PRIMA… ” è perfettamente ossequiata. GRAZIE PER IL TUO CONTRIBUTO DI PERSONALE ESPERIENZA !Carissimi Saluti e tantissimi Auguri per il tuo lavoro e per tutti i tuoi impegni . L’IRLANDA è VERAMENTE UNA SOCIETA’ ECCEZIONALE E PRODUTTIVA. Mimmo