Storia del Partito Comunista russo di Virginia Iacopino

Storia del Partito Comunista russo di Virginia Iacopino

La storia del Partito Comunista russo è la storia della lotta sostenuta dai contadini e dagli operai contro i populisti nemici del marxismo – leninismo, nemici dei lavoratori. Nei parlamenti non si fa che chiacchierare, con lo scopo determinato di turlupinare il popolo. Sono dei mulini di parole sul tipo di parlamentarismo borghese più rivoltante. I signori ministri ingannano con la loro fraseologia e le loro soluzioni i fiduciosi mugik (contadini). Nel governo si balla la quadriglia attorno alla torta dei posti e posticini remunerativi ed onorifici (Marx). Come si adatta ai nostri tempi questa analisi! La dignità soprattutto del Parlamento italiano si sta trasformando in parlamentarismo per scroccare voti e, successivamente, ballare la quadriglia dei loro affarucci senza più arrossire per la vergogna. Compito principale di uno stato democratico fondato sul lavoro è quello di abolire tutti i privilegi secondo la massima comunista: “avere ciascuno secondo le sue capacità, dare a ciascuno secondo i suoi bisogni”.

Lenin mise in evidenza la necessità della soppressione dei privilegi pecuniari e non. La paga assegnata a tutti i rappresentanti dello stato doveva essere portata al livello dei salari di tutti i lavoratori. Portare a termine la sua impresa storica mondiale e costruire il partito comunista internazionale fu un’impresa storica, non scoraggiò Lenin combattuto dai contro rivoluzionari populisti ricchi aristocratici. Lenin raccomandava ai compagni di conservare forza e capacità di adattamento a tutti i sacrifici, di tenersi pronti a ripartire da zero, cioè non perdere lo spirito critico per correggere gli errori e per sapersi battere per rifare, occorrendo, interamente o almeno una parte di ciò che è stato tentato. Questo insegnamento è di grande attualità. Il populismo di Renzi con Re Giorgio consigliere instancabile emana leggi e decreti affrettati, inadeguati, impasticciati: abbassare le tasse, dare lavoro per costruire il ponte sullo stretto ecc. Ogni giorno ne inventa una e governa accordandosi con pluri inviati a giudizio, bancarottieri, palazzinari, esportatori di capitali all’estero di cui molti di provenienza incerta. In questo modo Renzi non può rappresentare la sinistra pulita e onesta. Parla in prima persona, è onnipresente in tutte le feste nazionali e internazionali, vola di continente in continente senza che i cittadini sappiano i veri motivi, manda battaglioni di guerra in tutto il mondo strafottendosi che l’Italia ripudia la guerra, spende i soldi dello Stato distribuendo miliardi di mance per catturare voti. Si sta giocando il futuro dei giovani italiani e degli emigranti disprezzati che, senza lavoro, si rivolgono alla Caritas per avere un pasto quotidiano. Potrebbe sostituirsi lo Stato in questo compito nell’attesa di rimuovere tutti gli ostacoli per la ricerca del lavoro. La politica dell’industria pubblica versa in prognosi riservata in attesa di essere privatizzata da capitali esteri. Il Sud si sta spopolando. Roberto Saviano suggerisce la ricetta molto convincente: mi piace pensare che il Sud possa ripartire solo se consapevole della propria identità.

Che possa ripartire da ciò che è più prezioso: le sue infinite bellezze. Mi piace pensare che bisogna dare fiducia a chi l’ha persa. Il Sud può ripartire solo se i suoi figli, me compreso, vorranno restituire il favore della vita con la gratitudine e la cura delle sue bellezze. Il populista rottamatore da giovane lupetto amava fare il chierichetto, si piazzava accanto al celebrante in bella evidenza col suo viso serio e ambizioso. Grande e rapida è la sua capacità di picconare la Costituzione che impiegò due anni di lavoro e di discussioni approfondite a cui parteciparono i migliori cervelli del dopo guerra. Gli assenteisti del parlamento e del senato dovrebbero decadere dalle loro funzioni che non svolgono o svolgono per aggirare gli elettori, dovrebbero essere licenziati in tronco per giusta causa in quanto indegni di rappresentare i cittadini; altro che decurtare loro gli emolumenti per le ore di assenteismo. Prima della fondazione dei gruppi marxisti l’attività rivoluzionaria era svolta in Russia dai populisti che erano avversari  del marxismo gruppo dell’emancipazione del lavoro di tutti i perseguitati e sfruttati dal governo zarista. I populisti con raggiri tentarono di condurre i contadini alla lotta contro il governo dello Zar per sostituirsi alla sua dinastia. Non furono seguiti, del resto i contadini non potevano comprendere il loro dotto linguaggio di intellettuali figli della ricca borghesia per cui  i populisti decisero di portare avanti la lotta con le loro forze. Si diedero al terrorismo, uccisero lo Zar Alessandro II e accusarono di questo crimine i contadini poveri dominati dai contadini ricchi possessori di estese terre, di animali e di sementi e protetti dallo Zar che riscuoteva le tasse.

Dopo di che buttarono la maschera e cercarono la via della riconciliazione per sedare la guerra civile che avevano scatenato. I populisti disprezzavano la massa povera erano e sono degli attori politicanti che con linguaggio aggressivo e spregiativo alla Trump esaltano il popolo per i loro interessi politici. In Russia Krusciov dopo la morte di Stalin sferrò contro di lui un attacco populistico speculando sui suoi sbagli ed errori che furono anche dolorosissimi. In realtà l’obiettivo principale di Krusciov fu quello di demolire Gorbacev l’industria pesante di stato a favore di quella leggera per far risvegliare i residui della silente vecchia borghesia. A questo scopo smembrò in due tronchi distinti il partito deg.li operai e dei contadini seminando zizzania e guerra civile Annunciò che l’economia sovietica era stagnante.Fece arrivare in Russia molti uomini d’affari e politici post comunisti. Incontrò il Presidente Reagan per la riduzione degli arsenali nucleari. Effettuò molte riforme per ridurre il controllo governativo sulle attività private. La sua politica (perestrojka) portò al potere pericolosi avventurieri nazionalisti che scatenarono i primi moti nazionali nal Caucaso e nei paesi baltici. Era giusto rimediare agli errori di Stalin apportando le necessarie modifiche nel campo del lavoro industriale e agricolo correggendo i piani quinquennali che avevano subito un rallentamento. Il motivo principale di ciò fu l’investimento alla corsa degli armamenti dietro la scia degli Stati Uniti.

Lenin aveva capito che lo spirito politico americano militarista era una forza indomabile che non sa e non riconosce nessuna barriera per cui degenerava e degenera in un affarismo gretto senza precedenti. Al servizio degli Stati Uniti c’è sempre stata la CIA che reclutava nell’Europa dell’Est e dell’Ovest, compresa l’Italia, individui di estrema destra per combattere il comunismo in ogni parte del mondo da Cuba al Cile ecc. L’America scatenò la guerra del Golfo nascondendosi nel finto paravento di rovesciare dittature sanguinarie senza essere mai messa sotto inchiesta per l’inferno che scatena direttamente nell’intero pianeta. Bisogna far risvegliare le forze dei partiti di sinistra per dare possibilità di girare pagina contro la partitocrazia  populista è così che si potrà arginare la devastazione del populismo che altrimenti diventerà irreversibile.

Virginia Iacopino

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