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La disciplina sportiva Half Moon, innovativa e inclusiva, è stata presentata ufficialmente alla XXI Summer School SIREF (Società Italiana di Ricerca Educativa e Formativa) 2026, tenutasi dal 7 al 9 settembre presso la Libera Università di Bolzano. Nata nel 2008 a Spadola, nel Vibonese, questa disciplina è frutto dell’ingegno del professor Fabio Salvatore Bava, docente di Scienze delle Attività Motorie, Fisiche e Sportive.
L’ideazione e il riconoscimento della Half Moon
Il professor Bava, specialista in Management dello Sport e abilitato all’insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, ha sviluppato la Half Moon con l’obiettivo di offrire un’attività fisica completa. L’Abstract Scientifico inviato alla Summer School di Bolzano è stato ammesso dal Comitato Scientifico e il contributo è stato assegnato al Laboratorio 1, focalizzato su “Oltre l’agency individuale: soggettività, relazione e partecipazione nei contesti formativi”.
Un gioco di squadra che unisce sette sport
La Half Moon si configura come un gioco di squadra che fonde tecniche e regolamenti di sette sport diversi: calcio, pallavolo, pallacanestro, pallamano, rugby, unihockey e dodgeball. L’obiettivo principale è insegnare le basi motorie di molteplici discipline, integrando elementi tecnici differenti in un unico contesto di gioco. Questa metodologia favorisce, di conseguenza, una crescita motoria completa nei giovani e facilita l’apprendimento di svariati fondamentali sportivi.
Nel 2022, il professor Bava è stato nominato Referente Nazionale da Andrea Pantano, allora presidente del Centro Nazionale Sportivo Libertas di Roma, a testimonianza del valore riconosciuto a questa nuova disciplina.
Il campo da gioco e la sua estetica
La pratica della Half Moon avviene su un campo speciale, caratterizzato da due rettangoli concentrici, 19 reparti e due tunnel. L’estetica del terreno di gioco è particolarmente curata, con sei colori che richiamano i cinque cerchi olimpici (blu, nero, rosso, giallo e verde) e lo sfondo bianco della bandiera olimpica. Questa scelta cromatica non solo rende il campo visivamente accattivante, ma rafforza anche il legame con i valori universali dello sport.
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