Siderno (RC), dettagli sequestro beni alla cosca Coluccio

Siderno (RC), dettagli sequestro beni alla cosca Coluccio

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In data odierna, personale del Commissariato P.S. di Siderno e della Divisione Polizia Anticrimine della Questura, ha dato esecuzione al provvedimento di sequestro, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione  del  locale Tribunale  su proposta del Questore di Reggio Cal., Dr. Carmelo Casabona a carico di Stefano Antonio, nato a Locri il 09.02.75, sorvegliato speciale di P.S., imprenditore agricolo, ritenuto esponente di rilievo della cosca mafiosa facente capo a Coluccio Giuseppe cl.’66, arrestato in Canada dopo un lungo periodo di latitanza.
Stefano Antonio è genero del defunto boss  Macrì Vincenzo cl. ’37,  il quale era nipote di don Antonio Macrì, personaggio di primissimo piano della ‘ndrangheta calabrese, che per primo aveva instaurato rapporti con gli Stati Uniti, il Canada e l’Australia, allacciando con le persone emigrate da Siderno contatti non solo di natura commerciale, ma anche criminale.
Proprio durante la sua reggenza nasceva il c.d. “Siderno Group”, organizzazione delinquenziale operante in Canada e Australia, considerata una dipendenza della “cosca madre” di Siderno e progressivamente diventata una consorteria di prim’ordine nella scena internazionale.
L’uomo in data 20.06.2005 è stato destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso nell’ambito dell’operazione c.d. “Nostromo”.
Sfuggito alla cattura lo stesso è rimasto latitante per oltre un anno sino alla revoca della custodia cautelare.
Le indagini hanno evidenziato il ruolo assunto da Stefano quale “cardine” tra la cosca capeggiata dal defunto suocero e quella riconducibile al COLUCCIO Giuseppe, che era riuscito a far giungere, via mare, attraverso i porti venezuelani, un cospicuo carico di cocaina proveniente dalla Colombia.
Ad esito del relativo procedimento penale il Tribunale di Reggio Cal., con sentenza  del 21.11.06,  ha condannato STEFANO alla pena di anni 4 di reclusione riconoscendone le  responsabilità in ordine al reato associativo di cui all’art. 416 bis del Codice penale.
Le indagini patrimoniali svolte dal Commissariato P.S. di Siderno diretto dal V.Q.A. Dr. Stefano DODARO e coordinate dalla Divisione Anticrimine della Questura, diretta dal Primo Dirigente, Dr. Benedetto SANNA, hanno messo in evidenza come STEFANO abbia nel tempo acquisito un patrimonio mobiliare ed immobiliare di ingente valore avvalendosi della forza d’intimidazione esercitata dalla citata cosca, una tra le più temibili del versante jonico reggino.
Nel dettaglio sono stati sequestrati:
1) Villa sita in Siderno dalla superficie di circa 300 mq con due dependance rispettivamente di 240mq e 140mq;
2) Appezzamento di terreno di 1925 mq, recintato con muri alti tre metri e rivestiti in grande parte in pietra, su cui sorgono le predette strutture edilizie;
3) Azienda agricola individuale “STEFANO ANTONIO” con sede in Siderno avente ad oggetto l’allevamento di razze equine e canine di alto pregio;
4) Autovettura AUDI serie 3.0 V6 TDI;
5) Conti correnti intestati allo STEFANO, ai familiari conviventi ed alla suddetta azienda.
Il valore dei beni sequestrati è stimato in cinque milioni di euro.

Maria Cristina Condello

Maria Cristina Condello ha conseguito la laurea Magistrale in "Informazione, Editoria e Giornalismo" presso L'Università degli Studi Roma Tre. Nel 2015 ha conseguito il Master di Secondo Livello in "Sviluppo Applicazioni Web, Mobile e Social Media". Dal 2016 è Direttore Responsabile della testata giornalistica ntacalabria.it

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