Reggio calabria, presentazione libro “Mille e più traversate a nuoto dello stretto di Messina”

Reggio calabria, presentazione libro “Mille e più traversate a nuoto dello stretto di Messina”

Pasquale Nucara

Giovedì 21 ottobre, alle ore 11, presso Palazzo San Giorgio (Piazza Italia) a Reggio Calabria, sarà presentato il volume “Mille e più traversate a nuoto dello Stretto di Messina”, di Pasquale Nucara, edito da Laruffa.

A presentare l’appuntamento sarà il dott. Tonio Licordari, redattore capo della Gazzetta del Sud. Intervengono il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, il  presidente dell’Associazione culturale Anassilaos dott. Stefano Ioffrida e l’autore del volume, Pasquale Nucara.

Ecco una sintesi del volume:

Lo Stretto di Messina è il braccio di mare che separa la Sicilia e la Calabria, con una larghezza minima di 3,2 chilometri a nord (tra Capo Peloro e la rupe di Scilla), massima di 16 chilometri a sud (tra Capo Alì e Capo Pellaro); tra Reggio e Messina i chilometri sono 13.

L’attraversamento a nuoto è un’impresa ardua (“eroica”), soprattutto per le correnti marine, ascendente e montante, le quali ostacolano l’avanzare degli atleti, ma accade che aiutino i fortunati sospingendoli verso la meta.

Pasquale Nucara ha scritto l’affascinante storia di tutte le traversate a nuoto dello Stretto di Messina, data alle stampe dall’editore Laruffa; il volume si compone di 350 pagine, è corredato da novantacinque fotografie; in copertina, una immagine dello Stretto dipinto da Alberto Cristini nuotando nello Stretto; l’opera è presentata mirabilmente da Tonio Licordari, redattore capo della “Gazzetta del Sud” e presidente regionale dell’USSI.

Primo ad attraversare a nuoto lo Stretto è l’inglese Vinchler, pure se la sua fu una <<traversata non ufficiale>>. Pertanto, la prima viene attribuita a Giuseppe “Pippo” Dominici, il quale il 25 settembre del 1930 da Capo Peloro a Cannitello impiega 30’ 37”. Tre anni dopo, il villese Pietro Coppola avrebbe compiuto la doppia traversata in tre ore. Il 10 settembre 1949 è organizzata la prima gara tra Messina e Reggio. Vince Domenico Adamo, in 3h 20’. Nel 1954, per merito del mecenate Rosario Calì, assistito dal prof. Mario Santoro, cominciano le gare tra Punta Faro e Villa S. Giovanni. Vi prendono parte i più valenti atleti italiani: Il peloritano Giovanni Fiannacca vanta il miglior tempo: 44’10”. Nel 1962 l’americano Fred Baldasare attraversa lo Stretto in immersione, con pinne e bombole. Scarrocciato dalle correnti impiega più di tre ore da Punta Faro a Scilla. Nel 1963 Mary Margaret Revell impiega più di cinque ore nella doppia traversata da Messina a Cannitello e ritorno a Messina. Queste due ultime traversate suscitano forti emozioni negli atleti reggini e villesi ed ha inizio la…bagarre. Comincia il villese Egidio Dei, in immersione, poi il messinese Nino Musciumarra, quindi il romano Patrizio Spano, e Michele Rossetti, reggino, e Santo Abbruzzini ed Elio Delle Fave. Stagioni irripetibili, uno straordinario rincorrersi sulle e sotto le acque dello Stretto, armati di pinne. Nascono allora i miti: <<lo squalo>>, <<il caimano>>, <<l’aliscafo umano>>, <<il re dello Stretto>>. Alla fine ha la meglio Rossetti, il quale, sempre con pinne e bombole, nel 1968 da Messina a Reggio, in immersione e nel 1976 in superficie, impiega rispettivamente 3h 33’ e 1h 21’14”. Prima ci sono state la prima traversata a dorso, del villese Ettore Mercuri, in 53’ nel 1967, e quella a rana della viennese Ute De Vargas, in 1h 05’40” nel 1973, nonché la 1^ “Traversata Pinnata dello Stretto”, organizzata dallo Sporting Club e dalla Pro Loco di Villa. Nel 1978, altri eventi eccezionali: la prima traversata in stile delfino, del romano Gianni Golini, in 51’49”/4; la prima (e finora unica) staffetta con pinne 4 x 3.200, fra Punta e Faro e Cannitello, di Giuseppe Freno, Massimo Caracciolo, Angelo Cotroneo e Franco Mirabella, villesi tredicenni; la traversata da Taormina a Reggio in 14h 11’20” di Rossetti; la doppia traversata di Agata Malvagna, catanese di nove anni.

Nel 1980 la prima edizione della “Cariddi – Scilla”, gara nazionale di nuoto pinnato, organizzata da Felice Pollidori, presidente della Polisportiva Libertas “A. Panuccio” di Scilla, e nel 1986 il 1° Trofeo “Scilla e Cariddi”, gara nazionale di nuoto, da Scilla a Messina, organizzato dal “CUS Messina” (prof. Piero Jaci). Si agitano le acque dello Stretto ed alcuni atleti si esaltano attraversandolo di seguito, nella stessa giornata, tre, quattro, cinque, sei volte: Sei volte il romano Gianni Golini (quattro in stile delfino). Nel 1988, il milanese Angelo Sesana attraversa lo Stretto in immersione con pinne, da Capo Peloro a Torre Cavallo e ritorno a Ganzirri, in 2h 34’ 16”, unica in questa <<lista>>. Nel 1991 un’altra gara, riservata ai disabili, organizzata dalla Polisportiva Albatros di Messina (Orazio Giovagnoli) fino al 2000, mette in vetrina capacità e volontà delle persone meno fortunate. Il trentino Rosario Sevegnani vince sette delle dieci edizioni. Ancora: il 7 agosto 2005, Fabio Picchi, delle Fiamme Oro Roma (Polizia di Stato) coglie il decimo successo nella gara organizzata annualmente, dal 1994, dal Centro Nuoto Sub Villa, quattro in più del suo amico – rivale Paolo Vandini, del G. S. Carabinieri di Napoli. Chiude la rassegna l’arch. Nino Fazio con una doppia traversata in superficie, stile libero, il 5 ottobre 2007.

Nella pubblicazione si dice pure di traversate straordinarie, da quella di Ercole con i buoi (564 a. C.) a quella di Anaxila per conquistare Messina(490 a. C.), da quella di San Paolo (61 d.C.) a quelle miracolose, sul mantello, di Francesco di Paola (1464) e di frà Gesualdo Melacrinò (1800), di S.E. Mons. Vittorio Mondello, arcivescovo, il 29 settembre 1990, nel giorno del suo insediamento, su motovedetta della Guardia di Finanza. Il 21 giugno 1997, l’arcivescovo reggino Mons. Giovanni Marra parte da Reggio su nave della Marina Militare per insediarsi a Messina. La “Gazzetta del Sud” titola: <<Marra rinsalda l’unione tra le due sponde dello Stretto>>

E attraversamenti diversi: sullo sci nautico, della fiaccola olimpica (1960), in “Maggiolino”, su bicicletta anfibia, in gondola, in canoa.

Ancora: profili sportivi di tanti atleti, storia di società sportive e di alcuni luoghi significativi, le disposizioni della Capitaneria di Porto di Reggio C., quattro tesi accademiche, lo Stretto nella poesia, infine la costruzione del ponte: chi ha detto sì, chi no, chi ni.

In <<Questo mare pieno di voci e di visioni, dove le onde greche si fondono con quelle latine… formando un bagno di purissimi metalli scintillanti>>, atleti italiani e stranieri si sono proposti di …unire a nuoto le due sponde, in superficie e in immersione, con pinne e senza, nei quattro stili.

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