Reggio Calabria, due pentiti accusano Luciano Lo Giudice

I collaboratori di giustizia Consolato Villani e Roberto Moio, nell’ambito del processo che vede Luciano Lo Giudice imputato per usura e intestazione fittizia di beni hanno cominciato a raccontare ciò che sanno rispetto alle dinamiche criminali messe in atto anche dai complici.

Secondo gli investigatori, Luciano Lo Giudice, sarebbe riuscito a intrattenere i rapporti con il Capitano dei Carabinieri Saverio Spadaro Tracuzzi, attualmente in carcere con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Lo Giudice dovrà rispondere di reati riguardanti il giro di denaro, messo in atto soprattutto attraverso il l’attività del bar-cornetteria “Peccati di gola”.

Roberto Moio, arrestato nell’ambito dell’operazione “Agathos”, del settembre 2010 e pentitosi pochi giorni dopo, affiliato alla cosca Tegano con il ruolo di killer, ha richiamato i rapporti intessuti tra la sua cosca di appartenenza e la famiglia Lo Giudice. Ha riferito di aver intrattenuto, negli anni, rapporti rarissimi con Luciano mentre ha affermato di essere a conoscenza del giro di denaro che Lo Giudice avrebbe messo in atto.

Villani, invece, cugino di secondo grado di Luciano e dei tanti figli del boss Peppe e condannato a 30 anni di carcere, ha raccontato del periodo, piuttosto breve, in cui ha lavorato all’interno dell’attività commerciale dei cugini. Proprio con riferimento al pagamento percepito (750 euro secondo Villani, oltre 1000 euro secondo Lo Giudice), il collaboratore si è attirato delle scurrili ingiurie da parte del cugino.

Maria Cristina Condello

Maria Cristina Condello ha conseguito la laurea Magistrale in "Informazione, Editoria e Giornalismo" presso L'Università degli Studi Roma Tre. Nel 2015 ha conseguito il Master di Secondo Livello in "Sviluppo Applicazioni Web, Mobile e Social Media". Dal 2016 è Direttore Responsabile della testata giornalistica ntacalabria.it

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