Reggio Calabria, presentazione “Il pane e la morte”

csoa cartella

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Oggi, sabato 31 ottobre dalle ore 17:00 al c.s.o.a. Angelina Cartella si terrà un’iniziativa pubblica sul tema “Salute, ambiente e lavoro”.

L’iniziativa avrà al centro la presentazione del Quaderno di ricerca sociale “Il pane e la morte”, curato da Renato Curcio ed edito da Sensibili alle Foglie. In questo lavoro viene presa ad esempio, per affrontare il difficile tema dello scambio salute-lavoro, la realtà del polo industriale brindisino, coacervo di impianti altamente inquinanti insistenti in un territorio densamente popolato.

Partecipano Renato Curcio, curatore del libro “Il pane e la morte”, e Francesco Maranta, portavoce del Forum Diritti e Salute.

Un’analisi – affermano gli organizzatori dell’evento – durata oltre un anno e condotta attraverso il metodo della socio-analisi narrativa, tecnica di cui Renato Curcio è uno dei maggiori esperti in Italia.

Ne “Il pane e la morte” si racconta, con la semplicità e il crudo realismo delle testimonianze dirette incrociate coi dati statistici dalla mano del sociologo, cosa significhi lavorare in (e convivere con) impianti altamente nocivi in un contesto di perdurante ricatto occupazionale.

Una narrazione che con equilibrio mette insieme la dimensione scientifica dei dati, soprattutto quelli legati al livello di inquinamento e alla diffusione delle patologie, e la sfera umana fatta di relazioni infrante, diritti calpestati, le esperienze tragiche della malattia e della morte sullo sfondo dell’assenza di una reale libertà di autodeterminazione.

Ma quello brindisino è il paradigma di un modello generale di intendere il rapporto tra “lavoro” e collettività, paradigma del tutto assimilabile a quello di realtà quali la Pertusola di Crotone, la Marlane di Praia a Mare, l’inceneritore di Gioia Tauro o l’ancor più vicina Saline, con lo scempio del passato chiamato Liquichimica e con lo spettro ancora purtroppo incombente rappresentato dalla volontà di costruirvi una centrale a carbone.

Tanti disastri e troppi morti non hanno ancora insegnato nulla, e si continua a difendere e a proporre uno “sviluppo” fatto di opere inutili e inquinanti.

L’iniziativa del 31 ottobre vuole contribuire a quel lavoro di sensibilizzazione e di informazione volto alla difesa del territorio e della salute dei cittadini, affinché nessuno venga mai più messo nella condizione di dire che sia “meglio morire di cancro che di fame”.

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