Motta San Giovanni (RC) Mare Balneabile? Il fatto è che qui la sensibilità ambientale è pressoché inesistente.

Motta San Giovanni (RC) Mare Balneabile? Il fatto è che qui la sensibilità ambientale è pressoché inesistente.

Inquinamento Lazzaro

La Regione Calabria Dipartimento 14 – Politiche dell’Ambiente Settore 2, con nota dello scorso 22 settembre, a firma dirigente del Settore, avente per oggetto “Esposto con documenti filmati – permanente inquinamento del litorale di Lazzaro, frazione del Comune di Motta San Giovanni, diretta: Sindaco del Comune di Motta San Giovanni, Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria, ASP di Reggio Calabria, ATO di Reggio Calabria, Regione Calabria Dipartimento 2 – Presidenza  Settore Protezione Civile di Catanzaro, ARPACal. di Catanzaro, Comando Carabinieri Tutela dell’Ambiente NOE di Reggio Calabria, Capitaneria di Porto Direzione Marittima di Reggio Calabria, Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile, Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Procura della Repubblica di Reggio Calabria e per conoscenza allo scrivente Comitato, scrive:

“”Pervengono a questo Dipartimento nuovi esposti da parte del Comitato Spontaneo “Torrente Oliveto”, accompagnati da documenti fotografici e filmati, con i quali si segnalano i gravi inconvenienti igienico sanitari prodotti anche dal mal funzionamento della stazione di pompaggio delle acque reflue situata in prossimità del torrente San Vincenzo, nonché un interrotto scarico di acque reflue senza alcun tipo di depurazione direttamente sulla battigia e nel mare.

Preme evidenziare che a fronte della situazione allarmante e fortemente preoccupante descritta, non vengono comunicati dati scientifici univoci comprovanti quanto comunicato.

Tanto si comunica alle Autorità preposte al controllo per le verifiche e gli accertamenti e i consequenziali provvedimenti di competenza.

Si invita altresì l’Agenzia Regionale per la protezione dell’Ambiente della Calabria di comunicare direttamente agli Enti di controllo in indirizzo, se in proprio possesso, i dati relativi alle problematiche in precedenza evidenziate presenti nel territorio interessato.

Al fine di accelerare l’adozione dei più opportuni provvedimenti per far fronte alle criticità evidenziate, il Comitato “Torrente Oliveto”, che legge per conoscenza, è cortesemente invitato ad inviare copia dei documenti fotografici e filmati direttamente agli enti di controllo in indirizzo. Firmato il Dirigente di Settore””.

La scrivente associazione, ringrazia il Dirigente del sopra citato Settore,  per l’interessamento e la  sensibilità dimostrata verso le problematiche che recano pregiudizio alla salute pubblica e all’ambiente, da noi segnalate. Rappresentiamo che abbiamo sempre provveduto ad inviare, a mezzo mail, a mezzo posta o consegnando personalmente ai destinatari (locali) delle segnalazioni i CD ROM contenenti la documentazione fotografica e video riflettente lo stato dei luoghi. Tuttavia non ci risultano  i dovuti sostanziali riscontri, tanto che lo scarico nascosto tra i frangiflutti non è stato rilevato dall’A.R.P.A.Cal di Reggio Calabria durante la campagna di balneazione effettuata nei punti ricadenti nel Comune di Motta San Giovanni, mentre lo stesso scarico è stato scovato  e campionato da Goletta verde di Legambiente lo scorso 9 luglio ed è uscito fuori FORTEMENTE INQUINATO con dei valori di batteri stupefacenti. Nonostante ciò alcuni Enti interessati fanno di tutto per negare l’evidenza e far sembrare tutto sempre e solo delle mere invenzioni del Comitato Oliveto.

Ricordiamo che nell’estate del  2007 all’attuale Sindaco del Comune di Motta San Giovanni, appena eletto, è bastato soltanto che Goletta Verde di legambiente affermasse un leggero miglioramento delle acque marine sul litorale Jonico reggino, acchè lo stesso Sindaco dichiarasse “Promosso” il mare di Lazzaro “I depuratori adesso funzionano”. E’ il primo passo verso l’uscita dall’emergenza. Allora andavano bene i dati di Goletta Verde, oggi invece si contestano.

Nel confermare il persistere del suddetto scarico e nel ripetere che, come ampiamente da oltre dieci anni documentato anche con documentazione fotografica e  come si potrà tuttora constatare, non si tratta di uno scarico occasionale o di una rottura del tubo di scarico, si deve segnalare che in diversi punti del paese di Lazzaro i liquami sgorgano co­piosi dal sottosuolo, attraverso i tombini. La rete fognaria esistente e i sistemi di depurazione non reggono più la quantità di liquami in arrivo, specialmente quando piove.

Tanto è vero che anche da un tombino fognario posto nel torrente San Vincenzo a circa  cento metri dal ponte stradale, da giorni sgorgano liquami fognari puzzolenti che tranquillamente percorrono l’alveo fluviale e finiscono a mare. Tale  fenomeno da anni si ripete sistematicamente, come periodicamente si ripete lo scarico fognario nell’alveo fluviale del vicino torrente Ferrina, posto lato Nord del paese a pochi metri dalla battigia.

Invero, l’ennesimo grave episodio si è verificato intorno alle ore 7,30 dello scorso 12 settembre, quando si è verificato un impressionante scarico fognario di acqua nera puzzolente  che è sfociato sulla battigia ed ha interessato le abitazioni e una attività balneare poste a quota inferiore. Nell’occasione è stata richiesta la presenza sul posto del Vice Sindaco e Assessore all’Ambiente e nella tarda mattinata è intervenuta una ditta.

Nella stessa mattinata un ulteriore intervento da parte della ditta che gestisce l’impianto di depurazione è stato necessario a circa 150 metri dal suddetto scarico poiché copiose acque fognarie puzzolenti che da giorni sgorgavano da un pozzetto posto sulla via Agostino Plutino ristagnavano nella strada davanti alle abitazioni.

Dobbiamo rilevare che le competenti Istituzioni locali, pur ammettendo che i depuratori non funzionano a norma, insistono nell’asserire che il mare di Lazzaro è totalmente balneabile. Non ci può essere una via di mezzo. Se i depuratori non funzionano i tratti di mare interessati dagli scarichi non sono balneabili. Non ci si può basare sulle certificazioni del Ministero della Salute se a quest’ultimo non vengono comunicati i dati reali della situazione.

A tal proposito si deve rilevare che in sede di sopralluogo eseguito nel mese di ottobre 2009 con funzionari della protezione civile, l’ARPACAL affermava che i parametri delle acque scaricate nei torrenti Oliveto e San Vincenzo risultavano non conformi ai limiti di legge, mentre il Comune di Motta SG informava che dal monitoraggio effettuato dal Ministero della Salute si dimostrava come il litorale di Lazzaro risultasse balneabile ad eccezione del tratto in corrispondenza della fiumara San Vincenzo, dove permane da anni il divieto di balneazione. Da parte sua la Società che gestisce i tre depuratori, Acquereggine, confermava l’esistenza di anomalie nell’impianto di alimentazione dell’Oliveto. Ed ancora una volta lo scorso 26 luglio la stessa Società certificava la presenza di scarichi anomali in arrivo al Depuratore dell’Oliveto  ed in merito  informava gli Organi competenti tra cui il Sindaco, la Capitaneria di Porto ed altre istituzioni.

Si deve sottolineare che in questo grave e preoccupante contesto sanitario è riduttivo parlare soltanto di inquinamento marino. Anche se è il mare la fonte di vita, l’unica Fonte. Bisogna tenere presente anche le gravi condizioni di salute dei torrenti provocate dagli scarichi fognari, e non solo fognari, che da oltre quarant’anni ininterrottamente continuano ad inquinare le falde acquifere. Al riguardo, male non fa ricordare  che i torrenti di Lazzaro sono attraversati da condotte fognarie e sotto di esse sono state, paradossalmente, collocate le tubazioni idriche,  che spesso sono soggette a rotture.

Dobbiamo ripetere che, a parere della scrivente associazione, non è necessario la costruzione di un nuovo depuratore, bensì la messa a norma degli impianti esistenti. In ogni modo, qualora l’Ente competente ritenesse assumere questa grossa responsabilità e sostenere l’onerosa spesa complessiva di 7.326.242,16 euro, il cui intervento   potrebbe dare un risultato non sicuro ed attendibile anche perché il progetto non si presenterebbe evoluto, dovrà comunque, a nostro avviso,  provvedere  anche al rifacimento dell’intera condotta fognaria.

E’ bene evidenziare  che l’impianto previsto in progetto è un normale impianto a fanghi attivi ad ossidazione totale, esattamente come i tre (Oliveto, S. Vincenzo e Motta) depuratori esistenti, si riscontra pertanto la gravissima assenza di qualsiasi comparazione con le infrastrutture esistenti che dimostri la necessità e la convenienza  della scelta progettuale adottata, tanto più che il nuovo impianto prevede la costruzione di 3 linee modulari. E’ possibile pensare che a valle di tale comparazione poteva emergere la convenienza di utilizzare i fondi per l’adeguamento degli stessi depuratori e al completamento e rifacimento dell’intera vetusta e inadeguata rete fognaria.

Che fine ha fatto la “Relazione sullo stato dell’impianto di depurazione di S. Vincenzo” datata 1996, redatta dall’ing. Rinaldo su incarico dell’Amministrazione Comunale. Ci si domanda  sono   state rispettate le deduzioni e le proposte contenute nella stessa relazione?  Quali interventi sono stati effettuati negli anni sulle  proposte contenute nella stessa?

Non bisogna comunque dimenticarsi del depuratore di Motta San Giovanni che da decenni scarica quotidianamente  tonnellate di liquami e schiume inquinanti nel corso d’acqua del torrente Oliveto.

Chi ha autorizzato lo scarico dei tre depuratori?

Perché nel Cosentino sono stati sequestrati cinque depuratori e nel territorio di Lazzaro si permette che si continui ad avvelenare la nostra salute e l’ambiente in cui viviamo. Pensavamo che la salute dei cittadini avesse dappertutto lo stesso valore e fosse tutelata nella stessa misura.

Resta da rilevare che sebbene vi sia l’obbligo per la pubblica Amministrazione di adottare le misure necessarie ad evitare un aumento anche temporaneo dell’inquinamento, si continua invece deliberatamente a violare i diritti sanciti dalla nostra Costituzione, ovvero il diritto primario e fondamentale alla salute, il diritto soggettivo all’ambiente salubre.

Comitato Spontaneo “Torrente Oliveto” rappresentato da Vincenzo Crea

Fogna Lazzaro 2

Fogna Lazzaro 3

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