Gioia Tauro (RC), nota stampa del sindaco su Ospedale unico della Piana e potenziamento dell’Ospedale Giovanni XXIII

Non ci sto! Non è assolutamente digeribile quel che accade in questa città. E sicuramente questa amministrazione non manderà giù i tanti “rospi” che si sono insediati e si insediano in gola.

Sono tanti i danni  che la popolazione subisce e come primo cittadino di una delle città più importanti della Regione e dell’intero Mezzogiorno non voglio e non posso accettare.

Abbiamo accolto nel nostro territorio, calati o non calati dall’alto, ma con alto spirito di servizio nei riguardi del Comprensorio della Piana di Gioia Tauro, della Provincia e dell’intera Calabria, degli autentici eco-mostri, quali sono stati abbondantemente definiti da scienziati, studiosi ed ambientalisti, il depuratore industriale ed il termodistruttore. E questo è avvenuto mentre – lo si tenga bene in mente – in altri territori della Regione e dell’Italia Meridionale venivano innalzate vere e proprie barricate ed ingaggiate aperte azioni di ribellione nei riguardi delle istituzioni.

Tutto questo senza che si possa registrare un minimo “ritorno” o, almeno, una compensazione, tale da  poter essere giudicata accettabile, per le deficitarie casse del comune e per i pericoli che incombono sui cittadini. Tanto è vero che abbiamo ereditato un comune abbondantemente minacciato di “dissesto finanziario” e privo di un servizio di tesoreria. Un fatto unico che non trova riscontri non solo in Italia ma neanche in Europa e nel mondo.

Un fatto che ha bloccato per alcuni mesi ogni attività della complessa macchina burocratica del comune della città del porto più grande del Mediterraneo, risolto soltanto, dopo alcune interrogazioni parlamentari dell’on. Doris Lo Moro, Roberto Occhiuto e Angela Napoli, con il decisivo intervento del Prefetto Varratta, del Governatore Scopelliti e del sottosegretario al Ministero dell’Interno Michelino Davico, dopo che il sottoscritto ha bussato alle porte del Quirinale e di Palazzo Chigi.

Orbene, a fronte dei sacrifici non trascurabili di questa città, non mi stanco mai di dire e di ripetere che essa meriterebbe un trattamento diverso e più accettabile da parte delle varie istituzioni. Ma quando se ne presenta l’occasione, “vanno verso altri lidi” le attenzioni, e qui si continua a perpetrare “trasferimenti, danni e scippi”. Mi riferisco, facendo nomi e cognomi, all’ospedale “unico” della Piana di Gioia Tauro, che è un capolavoro delle grandi attenzioni della passata giunta regionale che, tra l’altro, per “rilanciare” il Porto tuttora senza collegamenti viari (strade dissestate e quasi inagibili e con la mitica “tangenziale est” ferma al palo dagli anni ‘80) e ferroviari ha nominato, uno dopo l’altro, tre sottosegretari, e della Provincia di cui si dovrebbe verificare la linearità della procedura di vendita del terreno.

E mentre si parla di ospedale “unico” o “nuovo”, sarebbe stato facile potenziare l’ospedale gioiese ad un tiro di schioppo dal Porto e al centro nevralgico della Piana, spendendo molto meno e, quindi, “con questi chiari di luna”, risparmiando tempo e denaro. Mi riferisco ancora all’ospedale “Giovanni XXIII”, dove da diversi anni si attende, tra l’altro, di rendere funzionale l’Utic in Cardiologia, per il quale si era provveduto ad acquistare le tecnologie occorrenti, custodite per un certo tempo e poi …dirottate, non si sa perché e ad opera di chi. Mi riferisco ancora all’Interporto non completato, mi riferisco al retroporto. Mi riferisco a tutto quanto poteva e doveva essere da tempo realizzato per fare veramente decollare questo territorio e questa Regione.

Invece, oltre a tutto questo, è veramente umiliante, nel 2011, doversi occupare di problemi che riguardano lo sversamento di liquami nel fiume Petrace che inquina il fiume ed il mare e l’indecoroso spettacolo dei rifiuti che sommergono i cassonetti nelle strade. Sia chiaro a questo riguardo che il Sindaco di una città che detiene nel suo territorio un depuratore industriale ed un termodistruttore, nei quali arrivano dalla Regione e da qualsiasi parte d’Italia bottini di percolato e ogni sorta di rifiuti, non può sorbirsi il rospo di ricevere tir con materiale nocivo e maleodorante e le strade ricolme di spazzatura.

E mi si consenta di dire che ciò è veramente troppo e fuori da ogni logica. Ritengo che i nostri rifiuti devono avere la precedenza assoluta e “disco verde” continuo al termodistruttore e nelle discariche, in attesa di avviare la raccolta differenza,  unica soluzione alla problematica dello smaltimento dei rifiuti.

Maria Cristina Condello

Maria Cristina Condello ha conseguito la laurea Magistrale in "Informazione, Editoria e Giornalismo" presso L'Università degli Studi Roma Tre. Nel 2015 ha conseguito il Master di Secondo Livello in "Sviluppo Applicazioni Web, Mobile e Social Media". Dal 2016 è Direttore Responsabile della testata giornalistica ntacalabria.it

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