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A Reggio Calabria, i pazienti dializzati che devono sottoporsi a sedute notturne continuano a denunciare disagi insostenibili, mentre la soluzione strutturale per questa problematica sembra ancora lontana. Inizialmente, era stato comunicato ai pazienti che la permanenza presso il Grande Ospedale Metropolitano (Gom) per le sedute dialitiche notturne sarebbe durata al massimo due mesi.
La situazione attuale per i pazienti dializzati
Tuttavia, le recenti dichiarazioni della direttrice generale dell’Asp, Maddalena Berardi, hanno rivelato un quadro diverso. L’accordo con il Gom, infatti, è stimato fino al 31 dicembre e, per tale ragione, “al momento non vi è urgenza”. Questo scenario ha suscitato forte preoccupazione e sgomento tra i pazienti, come evidenziato in una nota della Federazione nefropatici (Fintred).
Disagi e prospettive future
I 36 pazienti coinvolti sono costretti a sottoporsi alla terapia dalle 21 all’1 di notte, un orario particolarmente gravoso. La Federazione sottolinea che, mentre si attendono soluzioni definitive, i dializzati che afferiscono al centro “San Giorgio” di Pellaro rischiano di dover proseguire per mesi con questa organizzazione assistenziale. Tale situazione li obbliga a terminare le sedute di dialisi notturna a Reggio Calabria a tarda notte, con evidenti ripercussioni sulla loro qualità di vita e sul loro benessere.
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