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Porte girevoli in casa Reggina. In un pomeriggio di mercato che sa già di Serie D che conta, il club di Claudio Lotito saluta Domenico Girasole e accoglie Luca Bruno. Un cambio secco, pensato per dare a mister Marchionni centimetri, esperienza e voce grossa nel reparto arretrato.
Il saluto a Girasole
Ci sono addii che fanno rumore e addii che fanno male. Quello tra la Reggina e Domenico Girasole appartiene alla seconda categoria. Lascia l’amaranto dopo tre stagioni, vissute con professionalità più che con le luci della ribalta. Girasole non è mai stato il titolarissimo, ma è stato l’uomo su cui contare quando serviva. Lo ricordano tutti per due istantanee di quest’anno: l’ingresso con l’ Avola al Granillo e quel colpo di testa per il definitivo 3-0 e la prova solida con la Nissa, titolare dopo l’infortunio di Baldan, senza tremare. Un grazie sincero, da parte di una piazza che non dimentica chi ha sudato la maglia.
Il club lo ha salutato così
“AS Reggina 1914 comunica di aver risolto consensualmente il contratto del calciatore Domenico Girasole. Il club rivolge a Domenico i migliori auguri per il prosieguo della carriera”.
Ecco Luca Bruno, il muro da B
Come annunciato dal Ds Romairone, è arrivato a titolo definitivo Luca Bruno, difensore centrale classe 1996, 1.91 di presenza e carriera da categoria superiore, fresco di rescissione con la Nissa.
La nota del club
“AS Reggina 1914 comunica di aver acquisito a titolo definitivo il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Luca Bruno”.
“A Luca un caloroso benvenuto nella famiglia amaranto”.
Il profilo
Bresciano, cresciuto nel settore giovanile del Brescia, Bruno non è un nome da Serie D. Ha cinque campionati di Serie C alle spalle con circa 130 presenze, e 4 presenze in Serie B con la Pro Vercelli nel 2017/2018. Dal 2021 è un leader della D: Trapani, Grosseto, San Marzano e Nissa. Proprio con i siciliani lo scorso anno ha vinto i playoff ed è diventato un punto fermo: quest’anno sempre titolare, spesso capitano.
Perché serviva
Marchionni voleva un centrale capace di comandare la linea, di alzare l’asticella nell’uno contro uno e nelle palle alte. Bruno è esattamente questo: esperienza, fisicità, carisma. Un innesto che non aggiunge un numero, ma aggiunge qualità a un gruppo amaranto già consolidato. La Reggina saluta un ragazzo perbene e abbraccia un difensore da battaglia. Il Sant’Agata cambia faccia, la difesa si fa più alta.
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