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Lamezia Terme

A Lamezia Terme sciopero generale Usb davanti all’ospedale

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Una giornata di mobilitazione ha interessato Lamezia Terme, dove si è tenuto un sciopero generale presidio ospedale organizzato dal sindacato Usb. La protesta, che ha visto i manifestanti riunirsi davanti all’ospedale, mirava a richiamare l’attenzione sul “progressivo impoverimento dei servizi pubblici” e sulla perdita del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni.

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La sanità al centro della protesta Usb

L’Usb-Pi Sanità Calabria ha aderito alla mobilitazione nazionale, chiedendo un “cambio di rotta nelle politiche economiche e sociali del Paese”. La scelta di presidiare un ospedale non è stata casuale. Infatti, il sindacato ha sottolineato come “senza cure non esiste futuro” e che, senza una sanità pubblica e accessibile a tutti, il diritto alla salute rischia di diventare un privilegio per pochi.

Il settore sanitario, in particolare, ha subito pesantemente le politiche di tagli alla spesa, manifestando carenze di personale, lunghe liste d’attesa e servizi insufficienti, costringendo i cittadini a rivolgersi al privato o a rinunciare alle cure. Sul tema del caro vita e delle difficoltà economiche, si segnala anche l’intervento di Cia Calabria come riportato in “Allarme caro spesa a Lamezia Terme, Cia Calabria interviene“.

Un appello che coinvolge tutti i servizi pubblici

La mobilitazione non si è limitata al solo ambito sanitario. Ha coinvolto l’intero pubblico impiego e la cittadinanza, interessando chi opera nella scuola, negli enti locali, nei servizi sociali e in tutte le amministrazioni pubbliche. Questi lavoratori, spesso con stipendi inadeguati e carichi crescenti, garantiscono diritti e servizi essenziali. La protesta ha voluto dare voce anche ai cittadini che necessitano di una scuola accessibile, di servizi efficienti, di assistenza e risposte concrete ai loro bisogni.

Priorità diverse per il futuro del Paese

Di fronte a salari e pensioni che perdono valore e a un costo della vita in costante aumento, il sindacato ha evidenziato come si prospettino ingenti risorse per il riarmo. L’Usb ha ribadito la convinzione che le priorità debbano essere altre: investire nella salute, nell’istruzione, nel welfare, nel lavoro e nella dignità delle persone. Il messaggio lanciato davanti all’ospedale è stato chiaro: “meno bombe, più nascite, meno armi, più cure. Abbassiamo le armi e alziamo i salari”.

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